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Iperammortamento, un aiuto ai gestori che può rimettere in moto tutta la filiera
di Redazione Fantavending
Il nuovo iperammortamento è ormai operativo e può rappresentare per il vending qualcosa di più di un vantaggio fiscale. Può diventare l’occasione per rinnovare un parco macchine che negli ultimi anni è stato sostituito con sempre maggiore prudenza e, nello stesso tempo, rimettere in moto gli investimenti lungo tutta la filiera. L’agevolazione riguarda gli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e prevede una maggiorazione del costo del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
Un investimento di 10.000 euro assume fiscalmente un valore complessivo di 28.000 euro, sul quale vengono calcolate nel tempo le quote deducibili. Il beneficio effettivo dipende quindi dall’aliquota fiscale e dalla capacità dell’azienda di produrre reddito imponibile.
Il vantaggio non è automatico. La procedura passa attraverso la piattaforma del GSE e comprende una comunicazione preventiva, la conferma dell’investimento con il versamento di un acconto pari almeno al 20% e la comunicazione finale, da presentare dopo l’interconnessione e comunque entro il 15 novembre 2028. Sono inoltre richieste una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile. Prima di firmare un ordine sarà quindi indispensabile verificare con il fornitore e con i propri consulenti che la macchina, la configurazione scelta e il sistema gestionale rispettino tutti i requisiti.
Ma il valore più importante dell’iperammortamento potrebbe essere industriale. Il gestore che rinnova una macchina ottiene un beneficio fiscale, migliora il servizio e introduce tecnologie più efficienti. Quell’ordine, però, risale anche lungo la filiera e permette ai fabbricanti di continuare a investire in progettazione, risparmio energetico, elettronica e software. È comprensibile che una gestione cerchi di allungare la vita dei distributori o ricorra all’usato, soprattutto quando la marginalità è sotto pressione. Ma se le vendite di macchine nuove continuano a ridursi, prima o poi si riducono anche le risorse destinate alla ricerca e sviluppo. E quando si ferma l’innovazione non si fermano soltanto i costruttori, si ferma tutto il vending.
L’iperammortamento non risolve i problemi economici delle gestioni e non rende conveniente un investimento che non sta in piedi. Può però alleggerire il costo del rinnovo per chi aveva già programmato di sostituire una parte del proprio parco macchine. Sarebbe miope considerarlo soltanto come un’occasione per pagare meno tasse. È anche uno strumento per tutelare l’intera filiera, perché gestori e fabbricanti continuano a dipendere gli uni dagli altri molto più di quanto, qualche volta, vogliano ammettere.
Immagine creata con intelligenza artificiale |