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Martedì 24 Febbraio 2026

Distributori nelle scuole dell’Alto Adige, la gara si decide su filiera corta e km zero

Un appalto da oltre 3 milioni di euro per i distributori automatici nelle scuole statali in lingua italiana dell’Alto Adige finisce al centro di un contenzioso che tocca uno dei nodi più sensibili per il vending pubblico, la filiera corta e il cosiddetto chilometro zero. Il Tar di Bolzano ha accolto il ricorso di un operatore trentino contro l’aggiudicazione inizialmente assegnata a un gruppo bergamasco, disponendo il ricalcolo dei punteggi e ribaltando l’esito della gara.

La decisione si è concentrata sui criteri premiali legati al “Paniere” e ai requisiti di provenienza dei prodotti. Secondo quanto riportato nella sentenza, per ottenere determinati punteggi era necessario inserire almeno cinque prodotti del Paniere e non era possibile considerare come voci distinte le varianti di gusto dello stesso articolo. Il Tribunale ha ritenuto non corretta parte dell’assegnazione dei punti e, dopo la rideterminazione, ha portato in testa alla graduatoria la società ricorrente.

Al di là dei numeri, il caso apre una riflessione più ampia. Quando una gara pubblica attribuisce punteggi rilevanti a concetti come filiera corta e chilometro zero, il livello di verifica richiesto può diventare molto elevato, fino a entrare nel dettaglio dello stabilimento di produzione e della reale tracciabilità territoriale dei singoli prodotti confezionati. Un terreno oggettivamente complesso per il vending, che opera con referenze industriali distribuite su scala nazionale e internazionale.

Il punto è delicato perché la richiesta di controlli puntuali nasce all’interno della stessa dinamica concorrenziale tra operatori. Ma se l’interpretazione diventa estremamente rigorosa, il precedente rischia di incidere su tutte le future gare, alzando l’asticella delle verifiche amministrative e rendendo più articolata la costruzione delle offerte tecniche.

Nessuna scorciatoia, ovviamente, quando si parla di criteri ambientali e CAM. Tuttavia Il vero nodo è trovare un equilibrio tra ciò che si promette in gara, ciò che si riesce a dimostrare con precisione documentale e ciò che è concretamente gestibile in un servizio vending strutturato... E il caso altoatesino dimostra che su pochi punti legati alla provenienza dei prodotti si può decidere un appalto milionario, con effetti che vanno ben oltre i due protagonisti della vicenda.

Riso Scotti e System Logistics, nuovo hub logistico automatizzato a Pavia

Riso Scotti sceglie l’automazione per rafforzare la propria supply chain e avvia, a Pavia, un nuovo hub logistico automatizzato sviluppato in collaborazione con System Logistics. L’obiettivo è rispondere in modo strutturato alla crescita dei volumi e alla crescente complessità dei mercati, garantendo continuità operativa, standard elevati di servizio e maggiore governabilità dei flussi, in Italia e all’estero.

Il progetto prevede la realizzazione di un magazzino intensivo automatizzato per lo stoccaggio delle unità di carico e l’integrazione di una flotta di AGV a guida laser per il collegamento con le linee produttive. Il tutto sarà gestito dal software proprietario Systore, sviluppato da System Logistics, con l’intento di rendere i processi più fluidi, stabili e precisi, elementi sempre più determinanti nel settore alimentare.

L’impianto è stato progettato su misura per le esigenze operative del Gruppo Scotti, con una configurazione scalabile e modulare, pensata per evolvere nel tempo. Il focus è sul pieno controllo dei flussi e sulla qualità costante del servizio, in un contesto industriale in cui affidabilità e continuità rappresentano fattori competitivi chiave.

Accanto alle performance operative, il nuovo hub punta anche sulla sostenibilità. L’automazione consente di ridurre movimentazioni non necessarie, ottimizzare l’utilizzo degli spazi e migliorare l’efficienza energetica complessiva, limitando sprechi, errori e rilavorazioni lungo tutta la filiera. Una scelta che integra efficienza industriale e responsabilità operativa, confermando il ruolo sempre più strategico dell’intralogistica automatizzata nelle filiere del largo consumo.

 


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