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Lunedì 9 marzo 2026

Lavazza affida la diffusione nazionale di Tablì a Nims

Lavazza accelera sul progetto Tablì e avvia la distribuzione nazionale attraverso la rete commerciale di Nims. Dopo il debutto online nell’autunno scorso, il nuovo sistema di caffè monoporzione entra così in una fase commerciale più ampia, puntando sulla vendita diretta e sulla prova del prodotto nelle abitazioni dei consumatori.

Tablì è basato su una tab composta esclusivamente da caffè, priva di involucri in carta, plastica o alluminio, utilizzabile con una macchina appositamente progettata per questo formato. Una soluzione che Lavazza presenta come una nuova categoria nel mondo del single serve e che consente di conferire il residuo organico direttamente nella raccolta dell’umido.

Per sostenere la diffusione del sistema entra in campo la rete Nims, che conta circa 900 Personal Shopper del Caffè. Saranno loro a contattare i clienti interessati, organizzare dimostrazioni gratuite a domicilio e accompagnare il consumatore nella scelta delle miscele e nell’utilizzo della macchina. La formula commerciale ricalca il modello già consolidato della società, con macchina concessa in comodato d’uso e fornitura delle tab.

Il progetto Tablì nasce da un percorso di ricerca e sviluppo avviato dopo l’acquisizione della startup italiana Caffemotive e si è tradotto in oltre quindici brevetti. Con l’ingresso nella rete Nims, Lavazza prova ora a portare questa innovazione su scala più ampia, in un mercato domestico che negli ultimi anni si è abituato soprattutto a capsule e cialde. Resta da vedere se la promessa di un sistema composto da 100% caffè riuscirà davvero a cambiare le abitudini dei consumatori.

Da osservatori del settore, la scelta non ci sorprende. Da tempo ci chiedevamo quale sarebbe stato l’indirizzo strategico per la commercializzazione di Tablì. La decisione di partire da Nims ha una sua logica e conferma che, almeno in questa prima fase, Lavazza abbia individuato nella vendita diretta e nella dimostrazione a domicilio il terreno più adatto per far conoscere un sistema che introduce un gesto di consumo completamente nuovo.

ANIMA replica a Fantavending sull’iperammortamento

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la richiesta di precisazioni inviata da ANIMA Confindustria in merito agli articoli pubblicati su Fantavending dedicati al tema dell’iperammortamento e della clausola “made in EU”.

Spett.le Redazione,

con riferimento agli articoli intitolati “ANIMA e il ‘made in EU’ dell’iperammortamento che fino a ieri era essenziale” e “Iperammortamento, salta il ‘made in Ue’. Il tradimento di Confindustria”, desideriamo formulare alcune doverose precisazioni in merito ai contenuti pubblicati, che riteniamo presentino una ricostruzione parziale e fuorviante della realtà dei fatti, e ciò anche con particolare riferimento al ruolo e alle finalità istituzionali di Assoprisma e di ANIMA Confindustria.

In particolare, gli articoli utilizzano espressioni inappropriate, quali “tradimento” e “schiaffo silenzioso” nei confronti delle aziende fondatrici di Assoprisma, oltre a lasciar intendere, in modo gratuito e senza riscontri oggettivi, che la posizione di Assoprisma sarebbe stata in qualche modo rinnegata all’interno del sistema associativo.

Tali immotivate affermazioni non solo non rispecchiano la realtà dei fatti, ma travisano la natura e la missione delle associazioni coinvolte.

Assoprisma, infatti, è nata nell’ottobre 2025, in un contesto antecedente a qualsivoglia specifica misura nazionale a sostegno delle imprese italiane. La sua missione, pubblicamente dichiarata, è quella di rafforzare la rappresentanza delle imprese italiane produttrici di soluzioni tecnologiche e sistemi automatici per il retail non assistito, valorizzando l’innovazione, la qualità industriale e la tecnologia italiana, nonché promuovendo standard condivisi di qualità e sicurezza dei prodotti, con particolare attenzione alla fair competition.

ANIMA, dal canto suo, svolge da sempre un ruolo storico di rappresentanza del manifatturiero italiano all’interno del sistema confindustriale, promuovendo il dialogo con le istituzioni nel rispetto degli interessi generali delle imprese associate.

Ricondurre l’identità e la strategia di tali associazioni a una sola previsione normativa – peraltro oggetto di legittimo dibattito tecnico e politico – significa dunque proporre una narrazione consapevolmente semplificata, che non restituisce la complessità del contesto industriale e istituzionale in cui le associazioni operano, lasciando intendere, in assenza di elementi oggettivi in tal senso, l’esistenza di divisioni, di abbandoni o di mancanza di coerenza nella tutela delle imprese rappresentate.

Vi invitiamo, dunque, al puntuale rispetto dei principi di verità e continenza, astenendovi dal veicolare rappresentazioni suggestive e fuorvianti e dall’utilizzare toni ed espressioni sconvenienti, pregiudizievoli dell’immagine e della reputazione di Assoprisma e ANIMA, oltre che svilenti l’impegno profuso dalle molte persone che, in tali associazioni, prestano con costanza la propria opera nel miglior interesse del settore rappresentato.

Distinti saluti
ANIMA Confindustria
Il Direttore Generale

 


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