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Martedì 14 aprile 2026

Perugia, gara ospedale da 1,6 milioni ancora nel caos

Certe storie non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano... La gara per i distributori automatici dell’ospedale di Perugia continua a trascinarsi e adesso si apre un nuovo capitolo. IVS Italia ha infatti impugnato davanti al Tar dell’Umbria la delibera con cui il 25 febbraio scorso è stato affidato il servizio, chiedendo di sospendere l’efficacia dell’aggiudicazione e di rifare l’intera procedura.

Parliamo del lotto 2 della concessione bandita nel novembre 2023, quello che riguarda la distribuzione automatica di cibi e bevande calde e fredde nei padiglioni del Santa Maria della Misericordia. Il valore stimato è di 1.626.000 euro e la durata prevista è di 84 mesi. Un appalto quindi tutt’altro che marginale.

Il punto è che questa gara si porta dietro un contenzioso che va avanti da oltre due anni. Nel dicembre 2024 IVS era stata esclusa, mentre in corsa era rimasta Coiba. Ma nel luglio 2025 il Tar aveva già dato ragione alla società, chiarendo che l’amministrazione aveva utilizzato criteri non previsti dal bando, in una procedura costruita invece sul solo prezzo.

Dopo quella sentenza, nell’ottobre 2025 l’ospedale era stato costretto a riaprire la procedura, riammettendo IVS Italia e Gruppo Argenta e riportando la gara alla fase precedente la valutazione delle offerte. Sembrava il passaggio necessario per chiudere finalmente il dossier, invece siamo di nuovo al Tar.

La sensazione è che questa storia stia diventando il simbolo perfetto di ciò che non dovrebbe accadere in una gara pubblica di questo tipo. Perché quando un appalto da 1,6 milioni resta impantanato tra esclusioni, riammissioni e nuovi ricorsi, il problema non è più solo legale o amministrativo. Diventa un tema di credibilità della procedura.

Il vending incontra il liberty, quando il brand diventa esperienza

Non sembra proprio un distributore automatico qualsiasi. È questo il punto che emerge osservando una macchina Leone 1857 installata all’interno di un centro commerciale, capace di distinguersi immediatamente per stile e coerenza.

Il colpo d’occhio è evidente. In un contesto contemporaneo, fatto di flussi veloci e formati standardizzati, la macchina Leone introduce un’estetica precisa, riconoscibile, perfettamente allineata al mondo del brand. Colori, grafiche e prodotti esposti come in una piccola boutique: non è solo un punto vendita automatico, è una trasposizione fedele dell’identità Leone.

Qui c’è un passaggio interessante per tutto il settore. Il vending non è solo servizio e funzionalità, ma può diventare anche esperienza e rappresentazione. Quando il brand decide di investire davvero nella macchina, il risultato cambia completamente: il distributore non è più solo un mezzo, ma diventa parte integrante della strategia.

Non è solo una questione estetica. È una scelta di posizionamento. In un mercato dominato da prodotti standardizzati, questa soluzione dimostra che anche nel vending si può costruire valore attraverso identità, percezione e qualità. Il prodotto non è più solo qualcosa da prendere velocemente, ma qualcosa da scegliere.

La domanda, a questo punto, è inevitabile. Quanti brand sono pronti a fare questo salto? Perché questa macchina dimostra una cosa molto semplice: il vending ha un potenziale enorme. E quando viene interpretato nel modo giusto, può diventare un vero asset.

 


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