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Martedì 13 Gennaio 2026

Iperammortamento 2026, torna l’incentivo “vecchio stile” per il vending

La Legge di Bilancio 2026 riscrive il capitolo incentivi agli investimenti e, per chi nel vending vive di rinnovi macchina e pianificazione tecnica, la novità non è marginale. Il punto centrale è il ritorno dell’iperammortamento, con un orizzonte pluriennale, al posto dell’impianto basato sui crediti d’imposta legati a Transizione 4.0 e 5.0.

La misura, come ricostruito da più fonti, sostituisce il credito d’imposta con una maggiorazione fiscale del costo del bene, quindi con un meccanismo “da ammortamento” che le imprese conoscono bene e che torna ad essere leggibile anche per chi deve decidere velocemente se fare o non fare un investimento. Il perimetro temporale indicato va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con scaglioni di maggiorazione che arrivano fino al 180% per la fascia più bassa e scendono al crescere dell’investimento.

C’è però un dettaglio che per il vending non è un dettaglio, il vincolo “Made in EU”. Per beneficiare dell’iperammortamento i beni devono risultare prodotti nell’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo. Tradotto, non è più solo una scelta tecnica o commerciale, diventa anche una scelta fiscale, e può incidere sul mix di forniture, soprattutto su componentistica e soluzioni digitali che spesso arrivano da filiere globali.

Dentro lo stesso impianto di manovra resta anche una dotazione specifica per rifinanziare Industria 4.0, indicata in 1,3 miliardi, mentre la Nuova Sabatini viene confermata e rifinanziata con risorse aggiuntive complessive tra 2026 e 2027. Sono strumenti diversi, con logiche diverse, ma il messaggio per il mercato è chiaro, nel triennio la politica industriale torna a spingere sugli investimenti e lo fa cercando di dare un minimo di prevedibilità.

Per le gestioni vending, e per chi noleggia o rinnova macchine in modo strutturale, la conseguenza pratica è che la “matematica” dell’investimento cambia. In gioco non c’è solo la sostituzione del distributore o l’upgrade del software, ma anche la possibilità di far pesare fiscalmente il rinnovo tecnologico, cashless, telemetria, piattaforme e interconnessione, in un quadro che, almeno sulla carta, torna a favorire chi programma e non chi improvvisa.

Coca-Cola nuovo sponsor dell’Inter, Powerade diventa sports drink partner

Coca-Cola entra ufficialmente nel mondo nerazzurro con un accordo di partnership triennale che la vede nel ruolo di Official Soft Drink Partner di FC Internazionale Milano. All’interno dell’intesa rientra anche Powerade, che assume il titolo di Official Sports Drink Partner del club.

La collaborazione coinvolge l’intero perimetro sportivo indicato dall’Inter, quindi prima squadra maschile, Inter Women e Inter U23. Una scelta che amplia il raggio d’azione della sponsorizzazione e rafforza il posizionamento del gruppo anche sui progetti di sviluppo e sul calcio femminile, oltre alla squadra principale.

Dal punto di vista commerciale, l’accordo prevede l’esclusività di categoria per i soft drink e gli sport drink, accompagnata da attività di branding, campagne promozionali dedicate, iniziative digitali e contenuti social, oltre a momenti di attivazione legati agli eventi del club.

Durante le partite casalinghe, i prodotti saranno presenti nei bar e nelle aree hospitality dello stadio, con una visibilità diretta del marchio all’interno dell’impianto. Una sponsorizzazione che punta quindi a integrare comunicazione, consumo e presenza fisica nei luoghi dell’esperienza sportiva, andando oltre la semplice esposizione del logo.

 


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