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Venerdì 6 marzo 2026

Guerra in Iran, il diesel corre verso i 2 euro e bollette in salita

La guerra in Iran sta iniziando a produrre i primi effetti concreti anche sui prezzi dell’energia in Europa e in Italia. Il rialzo del petrolio sui mercati internazionali, legato alle tensioni nel Golfo Persico e al rischio per le rotte energetiche, si sta rapidamente trasferendo ai distributori di carburante, riportando benzina e diesel sui livelli più alti degli ultimi mesi.

I dati più recenti indicano che il gasolio self service in Italia si colloca mediamente intorno a 1,72 euro al litro, mentre il diesel servito supera 1,86 euro. Una dinamica che sta riportando il carburante verso la soglia psicologica dei due euro al litro, soprattutto nelle aree con maggiore pressione dei costi.

In autostrada, dove i prezzi sono tradizionalmente più elevati, si registrano già picchi molto più alti. Secondo un monitoraggio sui distributori della rete autostradale, sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio in modalità servito ha raggiunto 2,519 euro al litro, mentre la benzina è arrivata a 2,389 euro. In diversi impianti lungo le principali tratte autostradali il diesel supera ormai stabilmente i 2,4 euro al litro.

Il problema però non riguarda solo il carburante. Le tensioni sui mercati energetici stanno spingendo al rialzo anche gas ed elettricità, con il rischio di nuove bollette più pesanti per imprese e famiglie. Una dinamica che interessa direttamente anche il mondo del vending, dove il carburante pesa sui costi logistici delle flotte di rifornimento, mentre l’energia incide direttamente sui consumi dei distributori automatici, soprattutto per i negozi H24.

Se il conflitto dovesse protrarsi e le quotazioni del petrolio continuare a salire, l’impatto sull’intera filiera dei costi potrebbe diventare ancora più evidente nelle prossime settimane. Per un settore come la distribuzione automatica, che vive di margini sempre più stretti e di costi operativi molto sensibili all’energia, la guerra in Medio Oriente rischia di trasformarsi nell’ennesima variabile difficile da controllare.
 

Stefano Maggi (Terni) eletto Delegato Territoriale Confida per il Centro Italia

In Confida è tempo di elezioni. Il prossimo 13 giugno, a Milano, l’associazione eleggerà il nuovo presidente per il quadriennio e, insieme a lui, i presidenti di gruppo e i componenti del consiglio direttivo. Nel frattempo anche sul territorio si stanno definendo gli equilibri e le rappresentanze che parteciperanno alla vita associativa nei prossimi anni.

Proprio nelle delegazioni territoriali si sta formando la squadra che prenderà parte al Consiglio di Settore, il cosiddetto “parlamentino dei gestori”, uno degli organi più importanti di Confida, dove vengono portate le istanze operative delle aziende del settore. Un passaggio che, come sempre, parte dalle realtà locali.

In questo contesto Stefano Maggi (Terni) è stato eletto Delegato Territoriale Confida per il Centro Italia per il prossimo quadriennio.

La decisione è stata presa il 4 marzo 2026 durante la riunione annuale della Delegazione Centro Italia, che quest’anno si è svolta presso la cantina Arnaldo Caprai di Montefalco. Durante l’incontro sono state affrontate alcune delle principali tematiche di attualità del settore, dalle novità contenute nella Legge di Bilancio al nuovo regolamento europeo PPWR entrato in vigore a inizio 2026.

Al termine dei lavori i partecipanti hanno visitato la cantina con una degustazione guidata, seguita da un pranzo conviviale.
 

 


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