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Venerdì 10 aprile 2026

A Parigi aprono 300 distributori gashapon, l’automatic retail trova nuovi spazi

Viene da chiedersi se nel vending non si stia sottovalutando da anni il vero potenziale della distribuzione automatica. Altrove diventa un canale capace di vendere qualunque prodotto e costruire esperienze di acquisto, mentre in Italia resta spesso ancorato a modelli consolidati. Il caso di Parigi è uno di quelli che obbligano a farsi qualche domanda.

Dal 4 aprile, al numero 37 di rue de Rivoli, ha aperto il primo punto vendita interamente dedicato ai gashapon in Francia, un format che ruota esclusivamente attorno alla distribuzione automatica di capsule a sorpresa. Niente scaffali tradizionali, ma circa 300 macchine allineate e un’offerta che arriva a sfiorare i 3.000 articoli tra gadget, miniature e oggetti da collezione.

Dentro le capsule non ci sono semplici gadget, ma un universo preciso che arriva direttamente dalla cultura pop giapponese e che oggi sta conquistando anche il pubblico europeo. Si trovano miniature di personaggi manga e anime, portachiavi, action figure, oggetti da collezione, piccoli giochi e accessori tematici. Serie limitate, edizioni stagionali e collaborazioni con brand e franchise rendono ogni capsule una sorpresa, ma soprattutto un meccanismo di acquisto ripetuto.

È proprio qui che sta la forza del modello. Non si compra un prodotto, si compra un’esperienza. Il cliente gira la manopola senza sapere cosa troverà dentro, e questo attiva una dinamica molto simile al gaming o alle carte collezionabili. Il risultato è un tasso di riacquisto altissimo, con utenti che provano più volte per completare una serie o trovare il pezzo desiderato.

Il progetto è legato a Bandai ed è realizzato in collaborazione con King Jouet, che gestisce operativamente il negozio. Lo spazio, di circa 150 metri quadrati, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 e rappresenta una vera e propria trasposizione europea di un modello già consolidato in Giappone.

Il dato che colpisce è però economico. Il prezzo di partenza è intorno ai 5 euro a capsula e il meccanismo di acquisto, basato sulla casualità, porta facilmente a ripetere l’esperienza più volte. Tradotto: uno scontrino medio che può arrivare senza difficoltà tra i 15 e i 20 euro. Con 300 macchine operative nello stesso spazio, è evidente che i volumi generati possono essere tutt’altro che marginali.

Non si tratta quindi solo di un fenomeno curioso o di nicchia, ma di un modello che dimostra come la distribuzione automatica possa uscire dai confini tradizionali e diventare retail puro, esperienziale e ad alta marginalità. Ed è proprio questo il punto: forse il limite non è la macchina, ma il modo in cui continuiamo a utilizzarla.

Illy cresce ancora, ma nella filiera del vending resta una domanda aperta

Siamo sempre contenti quando un’azienda della filiera registra risultati positivi, perché significa che il settore nel suo complesso continua a creare valore. Allo stesso tempo però resta una sensazione difficile da ignorare: sembra quasi che si stiano vivendo due realtà parallele. Da un lato torrefattori che, pur in un contesto complesso, continuano a crescere e a chiudere bilanci solidi; dall’altro tanti gestori che faticano sempre di più a mantenere marginalità adeguate. Non è una polemica, ma una domanda che meriterebbe forse qualche riflessione in più da parte di tutta la filiera: siamo davvero così convinti che il prezzo del caffè praticato oggi ai clienti dei torrefattori sia, in questo momento, così equo?

In questo contesto si inseriscono i risultati 2025 di illycaffè, che chiude l’anno con ricavi consolidati pari a 700 milioni di euro, in crescita dell’11% a cambi correnti e del 12% a tassi di cambio costanti. Si tratta del quarto anno consecutivo di sviluppo sostenuto, trainato dall’aumento dei volumi nei principali mercati.

La crescita è diffusa ma con alcune accelerazioni particolarmente significative: l’Italia segna un +14%, gli Stati Uniti un +20% a cambi costanti e l’Europa un +23%. Numeri che confermano la capacità del gruppo di rafforzare il proprio posizionamento internazionale anche in una fase di forte volatilità.

Sul fronte economico, illy registra un EBITDA pari a 90 milioni di euro e un utile netto di 20 milioni, in calo rispetto all’anno precedente, mentre la posizione finanziaria netta si attesta a 197 milioni. A pesare è soprattutto il forte aumento del costo del caffè verde, con un prezzo medio salito a 368 centesimi per libbra, oltre il 50% in più rispetto al 2024 e circa tre volte la media storica. Nel corso del 2025 il gruppo ha inoltre completato due acquisizioni strategiche, rilevando il 100% del distributore svizzero illycafè AG e l’80% di Capitani, attiva nelle macchine da caffè. L’amministratore delegato Cristina Scocchia (in foto) ha evidenziato come il gruppo abbia continuato a crescere anche in un contesto particolarmente complesso, segnato dall’aumento senza precedenti del costo della materia prima.

 


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