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Venerdì 17 aprile 2026

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Palette in plastica reuse, il decreto le cancella di fatto: un anno per cambiarle


Il Parlamento ha approvato in via definitiva il decreto che riscrive le regole sui prodotti in plastica riutilizzabili destinati al contatto con gli alimenti, e per il vending il punto più critico riguarda le palette. Con l’introduzione dell’articolo 14-bis viene fissato un criterio tecnico preciso per definire cosa può essere considerato riutilizzabile, aprendo uno scenario completamente nuovo per il settore.

Per gli agitatori per bevande, cioè le palette utilizzate nei distributori automatici, il parametro è estremamente chiaro: rapporto tra peso e lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro. Un requisito che, sulla carta, definisce il riutilizzabile, ma che nella pratica si scontra con le caratteristiche stesse del prodotto. Applicato a una paletta, significa oggetti molto più spessi, rigidi e pesanti rispetto agli standard attuali, al punto da snaturarne completamente la funzione. Sarebbe spessa come una bacchetta da sushi per intenderci...

Il risultato è evidente: pur non introducendo un divieto esplicito, la norma rende di fatto impraticabile l’utilizzo delle palette in plastica reuse nel vending. Si tratta quindi di un divieto tecnico, non dichiarato ma sostanziale, che costringerà il mercato a rivedere rapidamente le proprie scelte.

Le nuove disposizioni non saranno immediate. Il decreto prevede un periodo transitorio di 365 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, che scatterà il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Un anno di tempo che, per un settore con milioni di installazioni e processi consolidati, è tutt’altro che lungo.

A questo punto le alternative tornano centrali. Bioplastica, carta, bambu e legno sono già disponibili, ma con impatti diversi su costi e gestione. Parallelamente, tornano d’attualità soluzioni più radicali come lo zucchero liquido, che potrebbero eliminare del tutto la necessità della paletta in alcune configurazioni. La partita è aperta, ma una cosa è certa: questa volta il vending non potrà limitarsi ad adattarsi, dovrà cambiare.

Segafredo verso la vendita? Sul tavolo una valutazione da un miliardo

Il gruppo del caffè Segafredo potrebbe finire al centro di una nuova operazione straordinaria. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, QuattroR e Massimo Zanetti avrebbero dato mandato a Lazard e Intesa Sanpaolo-Imi di sondare il mercato alla ricerca di investitori, con l’ipotesi di una valorizzazione attorno a 1 miliardo di euro.

Non si tratta della vendita del solo marchio Segafredo, ma di un’operazione che riguarderebbe l’intero gruppo Massimo Zanetti Beverage. Sempre secondo il Corriere, sul tavolo ci sarebbe infatti una quota di controllo che potrebbe anche arrivare al 100% della società.

L’interesse, in questa fase, sarebbe quello di fondi di investimento e gruppi industriali, in particolare di area mitteleuropea. Al momento, però, non risultano nomi ufficiali né una struttura definita dell’eventuale operazione.

L’ipotesi di cessione arriva dopo un 2025 chiuso con numeri in netto miglioramento. Massimo Zanetti Beverage Group ha registrato ricavi consolidati pari a 1,315 miliardi di euro, EBITDA a 86 milioni ed è tornata all’utile, con un risultato netto di circa 2 milioni. La generazione di cassa ha segnato un’inversione rispetto all’anno precedente, con free cash flow positivo per 22 milioni.

Il riassetto del gruppo affonda le radici nell’aprile 2024, quando QuattroR aveva annunciato l’acquisizione del 50% di Massimo Zanetti Beverage Group. In quel comunicato il fondo descriveva un gruppo presente in 110 Paesi, con 20 impianti di torrefazione, oltre 40 marchi e più di 3.300 dipendenti.

Per il vending il tema non è secondario. Massimo Zanetti Beverage Group aveva infatti già annunciato un accordo con Selecta per la fornitura di caffè Segafredo sui mercati europei. Se l’operazione dovesse concretizzarsi, riguardando l’intero gruppo, gli effetti potrebbero estendersi a tutta la strategia commerciale, incluso il canale automatico.

 


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