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Ma quanto valgono
studi e sondaggi sul
fuori casa?
Pochi
giorni fa a Rimini è
stato presentato un
articolato Rapporto
Italgrob-Censis sul
mondo dell' "away
from home". Da
questo studio emerge
che il 93% degli
italiani ritiene
fondamentale
mangiare e bere
fuori casa. Un'altra
recente analisi
dell'Istat certifica
che per oltre 5
milioni di italiani
è irrinunciabile
fare colazione al di
fuori delle mura
domestiche. Siccome
il vending è un
canale che
intercetta una parte
abbastanza rilevante
di questi consumi,
onestamente non si
spiega perché i
numeri del 2023 non
mostrino lo stesso
entusiasmo che
emerge da questi
illustri studi.
Per
spiegarlo forse è
bene andare a vedere
alcuni dati emersi
nella ricerca Censis.
Ad esempio il 91,9%
degli italiani
dichiara di essere
fortemente
interessato ai temi
della sostenibilità,
quindi premia quei
gestori che
comunicano pratiche
sostenibili come la
lotta allo spreco e
la corretta gestione
del rifiuto. Se una
stragrande parte
della popolazione
ritiene fondamentale
avere queste
particolari
attenzioni, ci si
aspetterebbe di non
vedere una cartaccia
per terra e una
diffusa educazione
ambientale. Così
come metà della
popolazione dice di
andare a far serata
nei luoghi della
movida e un altro
40% piacerebbe
uscire di più la
sera... Non si
spiega allora
l'ampia connotazione
negativa nei
confronti del mondo
della movida che
appare di continuo
sui media...
Insomma si ha il
sospetto che agli
italiani piace molto
la movida, ma solo
se ne sono i
protagonisti, non se
la fa qualcun altro
sotto casa loro e
che le regole della
sostenibilità
ambientale vadano
rispettate o meglio
che le devono
assolutamente
rispettare gli
altri...
Quindi iniziamo a
pensare che
rispondere bene ai
sondaggi sia un
obbligo, essere
coerenti con quanto
si è dichiarato,
un'opzione...
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