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Mercoledì 3 Dicembre 2025

Furti nei distributori, ancora svuotate le campane di caffè vending

Nelle ultime ore ci è arrivata una nuova segnalazione di un furto ai danni di due distributori automatici del caldo e, ancora una volta, i ladri non si sono limitati all’incasso, hanno completamente svuotato anche le campane del caffè in grani, portandosi via tutto il prodotto. Tre mesi fa avevamo pubblicato su Fantavending una notizia quasi identica, che avevamo definito il “termometro della crisi”, perché in tanti anni non avevamo mai sentito parlare di questo tipo di “prelievo” dalle macchine vandalizzate. Evidentemente il fenomeno non era affatto isolato come immaginavamo.

Quello che colpisce oggi è che questi episodi si inseriscono in una tendenza nazionale sempre più evidente. Secondo il Barometro dei Furti nel Retail 2024, realizzato da Checkpoint Systems e ripreso da numerose testate, i furti di caffè nei supermercati sono aumentati del 70%. Il caffè è ormai uno dei prodotti più rubati nel food retail, un settore che da solo rappresenta il 45% delle perdite complessive e vive un’impennata preoccupante di taccheggi.

Il Barometro dei Furti fotografa inoltre un’altra dinamica preoccupante: la stagione invernale concentra quasi un terzo degli episodi e il dato complessivo è impressionante. Oltre 4,1 miliardi di euro di perdite all’anno, pari a circa 107 euro per cittadino, un impatto economico enorme che coinvolge tutta la distribuzione organizzata.


In questo contesto, il furto di caffè, che avvenga dallo scaffale di un supermercato o dalla campana di un distributore automatico, non è più un episodio curioso, ma un indicatore preciso del momento che stiamo vivendo, un segnale di disagio che purtroppo non è più l’eccezione ma la nuova normalità.

Succhi e bevande alla frutta, consumi ancora in calo nella distribuzione moderna

Secondo l’analisi Beverfood basata sui dati Circana, il mercato italiano dei succhi e delle bevande alla frutta continua a contrarsi. Nell’annata che va dal 1° settembre 2024 al 31 agosto 2025 le vendite nella distribuzione moderna scendono a 515 milioni di litri, con una flessione intorno al 6 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. Anche il valore arretra, fermandosi a 864 milioni di euro con una diminuzione del 3 per cento, mentre il prezzo medio al litro sale a 1,68 euro, con 1,88 euro al litro nella GDO e 1,31 euro al litro nei discount.

La struttura del mercato evidenzia una netta predominanza delle bevande alla frutta diverse da succhi e nettari, che rappresentano il 62,9 per cento dei volumi e il 55,4 per cento del valore, con un prezzo medio di 1,48 euro al litro. I nettari si attestano attorno a un quarto del mercato e registrano un prezzo medio di 1,62 euro al litro.

Molto più ridotta la presenza dei succhi e delle spremute UHT 100 per cento frutta, che pesano soltanto l’8 per cento dei volumi. Le referenze fresche mostrano valori più elevati: i succhi freschi raggiungono il 3,2 per cento dei volumi e il 10,4 per cento del valore, con un prezzo medio di 4,13 euro al litro. I frullati rimangono una nicchia, con lo 0,5 per cento dei volumi e l’1,8 per cento del valore.

La componente delle marche del distributore è uno degli elementi più rilevanti del comparto. Nella grande distribuzione organizzata arriva al 31,6 per cento delle vendite, mentre nei discount tocca il 78,5 per cento, confermandosi il vero baricentro dell’offerta e della domanda.

Nel complesso emerge un quadro di progressivo ridimensionamento dei volumi e di crescente peso delle private label, una dinamica che definisce le scelte dei consumatori all’interno della distribuzione moderna.

 


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