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Venerdì 4 Aprile 2025

Da 1.500 a 25 dipendenti: l'inesorabile crollo dell'ex Saeco di Gaggio Montano

Nel 1981 Sergio Zappella e Arthur Schmed crearono Saeco S.r.l. con sede a Gaggio Montano, un piccolo centro appenninico nella provincia di Bologna. Nel 1985 producono e commercializzano una macchina per caffè espresso che entrerà di diritto nella storia del settore del vending: la Superautomatica. La macchina, nell’intenzione dei progettisti, era stata creata essenzialmente per il mercato domestico, ma diverse gestioni, soprattutto in Emilia, collocarono a fianco un sistema di pagamento e la utilizzarono presso i loro clienti.

Saeco decise così di focalizzare maggiormente l’attenzione sul vending, creando la Estro, una macchina dedicata alla distribuzione automatica che ebbe grande fortuna e che fu la progenitrice del mitico modello 7P, il distributore forse di maggior successo uscito dagli stabilimenti di Gaggio Montano.

Il gruppo sbarca in Borsa nel 2000 con i marchi Saeco e Gaggia, 1.500 dipendenti e la leadership europea di mercato nelle macchine automatiche per il caffè espresso.

Il successo dell'azienda è così clamoroso che nel 2004 il gruppo viene venduto ad un fondo di private equity francese (Pai Partners) per oltre 700 milioni di euro. Chissà come mai iniziò subito il declino, tanto che nel 2009 la Philips acquista Saeco per soli 200 milioni di euro, ma l'operazione non si rileva fortunata, 6 anni dopo, alla fine del 2015 la multinazionale olandese annuncia 243 licenziamenti.

Per salvarsi si ricorre allo "spezzatino" e, all'inizio del 2017, la parte vending viene rilevata dalla bergamasca N&W (oggi Evoca). A questo punto della storia, nello stabilimento Saeco Vending di Gaggio Montano lavorano 280 dipendenti.

Va male anche questo passaggio societario, 4 anni dopo Evoca annuncia la chiusura dello stabilimento di Gaggio Montano, dopo infinite lotte sindacali (a cui partecipa attivamente anche Elly Schlein, allora vicepresidente della Regione Emilia Romagna), nasce nel giugno 2022 un ibrido, la newco Gaggio-Tech con due anime lombarde: Tecnostamp e Minifaber.

A questo punto sono rimasti 134 dipendenti al lavoro, ma va malissimo, i dipendenti scendono a 106 e un mese fa la Gaggio-Tech va in liquidazione. Nello sconforto generale oggi arriva la notizia che non tutti i lavoratori verranno licenziati, 25 persone saranno ricollocati nel reparto lamiera della Minifaber...

Da 1.500 a 25, numeri impietosi che dovrebbero insegnarci qualcosa. Ma come spesso accade, non ci insegneranno niente.

Lavazza lancia Tablì: la compressa di caffè che vuole rivoluzionare il monodose

Nel pieno del suo 130° anniversario, Lavazza sorprende ancora con un progetto ambizioso: Tablì, una compressa di caffè 100% naturale e biodegradabile che punta a ridefinire il concetto stesso di monoporzione. Il progetto nasce dallo sviluppo di un’idea innovativa di Caffemotive, startup italiana acquisita da Lavazza nel 2020, ed è oggi il frutto di un lungo percorso di Ricerca e Sviluppo che ha portato alla registrazione di oltre 15 nuovi brevetti.

Tablì non è una capsula, non è una cialda, ma una nuova categoria merceologica nel settore del caffè monoporzionato. Il prodotto si presenta come una tab compatta di caffè, priva di supporti plastici o metallici, progettata per essere sostenibile, naturale e funzionale. Si inserisce perfettamente nella strategia del Gruppo Lavazza, da anni orientata verso l’innovazione green.

Il segmento single-serve, infatti, rappresenta una delle aree di crescita più forti nel mercato globale del caffè, e l’introduzione di soluzioni basate su principi di economia circolare sta diventando un driver fondamentale per la competitività. Tablì si affianca alle altre soluzioni domestiche già offerte dal Gruppo: caffè macinato, grani, capsule e cialde.

Per raccontare questa nuova visione, Lavazza ha scelto la cornice della Milano Design Week 2025, dove dal 6 al 13 aprile sarà possibile vivere l’esperienza di Tablì grazie all’installazione “Source of Pleasure”, firmata dall’architetta e designer brasiliana Juliana Lima Vasconcellos. Il progetto sarà ospitato nel suggestivo cortile del Palazzo del Senato, sede dell’Archivio di Stato di Milano.

 


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