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Giovedì 6 Marzo 2025

I torrefattori non consegnano più il caffè a chi non accetta gli aumenti...

In Europa, lo scontro tra torrefattori e distributori sui rincari del caffè si fa sempre più acceso. L’ultima conferma arriva da Jde Peet’s (secondo produttore mondiale) che ha interrotto le forniture a diverse catene della grande distribuzione che si sono rifiutate di accettare i suoi aumenti di prezzo. Tra queste ci sono Aldi Nord ed Edeka in Germania, Colruyt in Belgio e Jumbo nei Paesi Bassi.

La decisione di Jde Peet’s ha portato a scaffali vuoti nei supermercati, con marchi noti come Jacobs, Senseo e Tassimo improvvisamente scomparsi. Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, la strategia del produttore sarebbe quella di mantenere alta la pressione sui retailer, obbligandoli ad accettare i rincari richiesti. Dall’altra parte, le catene della distribuzione cercano di limitare l’impatto dell’inflazione sui consumatori, evitando di riversare completamente gli aumenti sul prezzo finale.

Il caso Jde Peet’s potrebbe non restare isolato. Altri grandi gruppi di acquisto come Everest, di cui fanno parte Auchan, Intermarché e Picnic, potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Le trattative tra le parti sono in corso, ma per ora l’effetto più visibile è la crescente difficoltà a trovare caffè di marca sugli scaffali di alcuni dei principali supermercati europei. Una tendenza che potrebbe estendersi ad altri brand e ad altri mercati nei prossimi mesi.

Nel vending sta succedendo lo stesso, i rincari del 2025 hanno portato diversi gestori a non accettare gli aumenti e a cercare alternative più economiche, ma anche questa strada sembra essere sempre meno percorribile, visto che non si trova più caffè a prezzi abbordabili da nessuna parte e che tutti i listini si sono ormai livellati verso l'alto.

Obbligo di assicurazione da danni catastrofali: cosa cambia per le imprese

Dopo il post di ieri in area Risposte, in tanti ci avete chiesto maggiori informazioni sui "danni catastrofali".

Dal 31 marzo 2025, tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia dovranno stipulare un’assicurazione obbligatoria contro i danni catastrofali. Il decreto ministeriale 18/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 febbraio, definisce le modalità operative di questa nuova normativa, che riguarda la protezione di immobili e attrezzature industriali e commerciali da eventi come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni.

Il provvedimento stabilisce i criteri per la determinazione e l’adeguamento dei premi assicurativi, i massimali di indennizzo e l’entità massima del danno coperto. L’obiettivo è garantire alle imprese una maggiore resilienza economica in caso di calamità naturali, evitando che danni ingenti possano compromettere la continuità aziendale.

L’introduzione di questa misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2024 e rinviata più volte, impone alle aziende di adeguarsi entro la fine di marzo. Le coperture dovranno riguardare tutte le immobilizzazioni aziendali, dai fabbricati agli impianti produttivi, fino alle attrezzature operative.

L’impatto di questa normativa sul settore del vending sarà significativo, poiché i gestori dovranno valutare con attenzione le proprie esposizioni al rischio e i costi delle nuove polizze. Per maggiori dettagli, è possibile consultare il testo completo del decreto sulla Gazzetta Ufficiale al seguente link: (CLICCA QUI)

 


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