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Giovedì 7 Agosto 2025

Furti all’hub Esselunga di Biandrate (Novara), coinvolto un ARD vending.

Una banda organizzata composta da quattro persone è finita nel mirino della Squadra Mobile di Novara per una lunga serie di furti all’interno del maxi magazzino logistico Esselunga di Biandrate. Tra loro anche un ARD incaricato del rifornimento dei distributori automatici presenti nella struttura.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tre dipendenti della logistica (due carrellisti e un capo turno) avrebbero sottratto sistematicamente merce dai bancali, consegnandola all’ARD durante il turno mattutino. Quest’ultimo occultava i prodotti nel furgone aziendale e li faceva uscire dall’hub in modo apparentemente regolare.

L’attività criminale sarebbe proseguita per mesi, almeno da settembre 2023, con una stima di circa 2.000 euro di merce rubata ogni giorno. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti beni per un valore complessivo superiore ai 50.000 euro, nascosti tra Novara e l’hinterland milanese.

Tutti e quattro gli indagati sono accusati di furto aggravato in concorso e associazione a delinquere. L’indagine è partita dopo alcune anomalie rilevate dal responsabile della sicurezza Esselunga e ha portato alla sospensione immediata di tutti i soggetti coinvolti.

Purtroppo, in casi come questo, anche le aziende di vending rischiano di pagare un prezzo reputazionale per comportamenti illeciti messi in atto da singoli dipendenti per profitto personale. Azioni compiute indossando una divisa aziendale, che finiscono per danneggiare l’immagine di realtà del tutto estranee ai fatti.

Il nuovo decreto sulle acque coinvolgerà anche il vending?

Nei giorni scorsi è entrato in vigore il Decreto legislativo 19 giugno 2025, n. 102, che modifica e integra il D.Lgs. 18/2023 in attuazione della direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Un provvedimento che aggiorna limiti, obblighi e definizioni, coinvolgendo una platea ampia di soggetti. Tra questi, in alcuni casi, rientrano anche i gestori del vending.

Il decreto non riguarda l’acqua confezionata (bottiglie, boccioni) né le macchine collegate alla rete idrica pubblica che non modificano l’acqua in alcun modo. Anche le macchine da caffè che utilizzano acqua solo per la preparazione di bevande calde restano escluse, purché non eroghino acqua naturale destinata a essere bevuta direttamente. Nessun problema quindi per la quasi totalità dei distributori presenti sul mercato.

Diverso è il caso delle cosiddette “case dell’acqua” o degli impianti di erogazione diretta gestiti da operatori del vending e alimentati da serbatoi, pozzi o altre fonti autonome. Se l’acqua viene trattata (filtrata, gasata, mineralizzata) oppure non proviene dalla rete pubblica, allora il gestore rientra a pieno titolo tra i “gestori idro-potabili” e scattano gli obblighi previsti dal decreto: controlli analitici, Piani di Sicurezza dell’Acqua e registrazione dei dati sul portale nazionale AnTeA.

In qualunque caso, CONFIDA ha già preparato un Manuale Tecnico per gli Operatori che gestiscono boccioni e POU che verrà a breve presentato al Ministero della salute per la validazione e poi diffuso agli associati.

 


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