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Mercoledì 10 Gennaio 2024

Aumenti di listino inaccettabili. Si estende la protesta contro PepsiCo. E nel vending?

Qualche giorno fa, un portavoce di Carrefour ha confermato che la catena GDO smetterà di vendere in Francia i prodotti PepsiCo. Quindi non solo la bevanda alla cola, ma anche le patatine Lay's, i Gatorade, la 7Up e il the Lipton. Nelle corsie dei supermercati Carrefour saranno affissi dei cartelli che avviseranno i clienti: "Non vendiamo più questo marchio a causa di aumenti di prezzo inaccettabili" (vedi foto qui sotto).

Alla ripresa di gennaio, Carrefour ha rilanciato affermando che anche i suoi negozi in Italia, Belgio, Spagna e Polonia non avrebbero più venduto i prodotti PepsiCo, quindi estendendo anche al nostro paese il "blocco". Non è ancora stata precisata la data in cui inizierà il divieto di vendita, ma è difficile pensare si possa tornare indietro dopo questa bufera mediatica.

A mettere ancora più legna sul fuoco ci ha pensato Leclerc, la più grande catena di supermercati in Francia, che ha appena appoggiato Carrefour nella pressione sui produttori alimentari affinché abbassino i prezzi...

Tutto lascia pensare che il trend sia appena cominciato. Dopo i furibondi aumenti dei costi dell'energia e delle materie prime, i produttori hanno reagito aumentando i prezzi, ritoccando anche 3-4 volte i listini nel giro di pochi mesi.

Nel 2024 però siamo vicini al punto di rottura e pare chiaro che non sia più possibile aumentare i listini, a meno che non ci sia una giustificazione reale e dannatamente solida.

Nel vending sta accadendo lo stesso. Diversi importanti aumenti di listino in tutta la filiera sono stati contrastati dai gestori, spesso annullando ordini e passando a prodotti simili (nel caso degli alimentari), o ricorrendo al mercato dell'usato (nel caso dei fabbricanti). L'andamento è chiaro: solo dimostrando che il rincaro è dovuto, si possono accettare aumenti, altrimenti si rischia di perdere il rapporto di fiducia instaurato negli anni con i fornitori...

Il Fatto Alimentare vince ancora in Tribunale contro Acqua San Benedetto

Poco più di un anno fa (ottobre 2022), Il Fatto Alimentare aveva rivelato la decisione di San Benedetto di modificare lo spot sull’acqua minerale che vede protagonista Elisabetta Canalis. a seguito di un intervento del Comitato di controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che aveva rilevato alcune criticità.

Acqua San Benedetto aveva subito inoltrato una diffida al Fatto Alimentare, che rispondeva con la modifica del titolo, di parte del testo e l'inserimento della nota aziendale. 6 mesi dopo, tuttavia, l'azienda ricorreva al Tribunale di Venezia, chiedendo la rimozione totale dell'articolo, che, a conclusione del dibattimento, non è stata concessa né in prima istanza, ad agosto 2023, né a fronte di una nuova istanza

Pochi giorni da il Tribunale, come ha scritto Il Fatto Alimentare (clicca qui), ha ritenuto inammissibile il ricorso in quanto in contrasto con l’art. 21 della Costituzione.

Ricordiamo ai molti del vending che l'hanno scordato che l'art 21 della Costituzione italiana cita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".


 


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