|
Aumenti di
listino
inaccettabili. Si
estende la protesta
contro PepsiCo. E
nel vending?
Qualche giorno fa,
un portavoce di
Carrefour ha
confermato che la
catena GDO smetterà
di vendere in
Francia i prodotti
PepsiCo. Quindi non
solo la bevanda alla
cola, ma anche le
patatine Lay's, i
Gatorade, la 7Up e
il the Lipton. Nelle
corsie dei
supermercati
Carrefour saranno
affissi dei cartelli
che avviseranno i
clienti: "Non
vendiamo più questo
marchio a causa di
aumenti di prezzo
inaccettabili" (vedi
foto qui sotto).
Alla
ripresa di gennaio,
Carrefour ha
rilanciato
affermando che anche
i suoi negozi in
Italia, Belgio,
Spagna e Polonia non
avrebbero più
venduto i prodotti
PepsiCo, quindi
estendendo anche al
nostro paese il
"blocco". Non è
ancora stata
precisata la data in
cui inizierà il
divieto di vendita,
ma è difficile
pensare si possa
tornare indietro
dopo questa bufera
mediatica.
A
mettere ancora più
legna sul fuoco ci
ha pensato Leclerc,
la più grande catena
di supermercati in
Francia, che ha
appena appoggiato
Carrefour nella
pressione sui
produttori
alimentari affinché
abbassino i
prezzi...
Tutto
lascia pensare che
il trend sia appena
cominciato. Dopo i
furibondi aumenti
dei costi
dell'energia e delle
materie prime, i
produttori hanno
reagito aumentando i
prezzi, ritoccando
anche 3-4 volte i
listini nel giro di
pochi mesi.
Nel
2024 però siamo
vicini al punto di
rottura e pare
chiaro che non sia
più possibile
aumentare i listini,
a meno che non ci
sia una
giustificazione
reale e dannatamente
solida.
Nel
vending sta
accadendo lo stesso.
Diversi importanti
aumenti di listino
in tutta la filiera
sono stati
contrastati dai
gestori, spesso
annullando ordini e
passando a prodotti
simili (nel caso
degli alimentari), o
ricorrendo al
mercato dell'usato
(nel caso dei
fabbricanti).
L'andamento è
chiaro: solo
dimostrando che il
rincaro è dovuto, si
possono accettare
aumenti, altrimenti
si rischia di
perdere il rapporto
di fiducia
instaurato negli
anni con i
fornitori...
 |