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Non si fermano i
gossip sul futuro di
Kimbo
C'è
grande fermento in
casa Kimbo dopo
l’indiscrezione
lanciata da Milano
Finanza (clicca
qui)
in cui si ipotizza
che parte della
famiglia Rubino
starebbe valutando
la possibilità di
vendere le proprie
quote e aprire il
capitale del gruppo
a nuovi soci.
Già
dopo il presidio da
parte dei lavoratori
dello stabilimento
di Melito di Napoli,
determinata al tempo
dalla mancata
approvazione del
bilancio 2021, c'era
stata la dura
reazione da parte di
Kimbo che, con
estremo stupore e
delusione, riteneva
che alcune
dichiarazioni dei
sindacati erano
purtroppo indotte
dalla
rappresentazione di
una “realtà”
distorta.
Oggi,
dopo l'uscita di MF,
che motiva
l'indiscrezione con
le recenti
difficoltà
riscontrate a
livello operativo
dai proprietari
della società
durante la pandemia
e discussioni non
risolte tra alcuni
membri della
famiglia Rubino
sulle strategie da
seguire per
accelerare lo
sviluppo della
società, è
immediatamente
arrivata la replica
con una nota stampa
ufficiale: “In
merito all’articolo
pubblicato su Milano
Finanza, la società
fa presente che le
notizie emerse non
provengono dalla
stessa, come la
ripresa della foto
dell’Ad potrebbe
erroneamente dare a
intendere, Inoltre,
si precisa che la
società ha
brillantemente
attraversato il
periodo di Covid
risultando tra le
migliori del settore
avendo, tra l’altro,
recentemente
ricevuto il premio
Industria Felix per
il bilancio proprio
del 2020”.
A noi
l'indiscrezione di
MF pare abbastanza
strana, perché è
vero c'è un ovvio
interesse da parte
dei fondi di private
equity ad entrare
nel capitale della
società rilevando
anche solo una parte
delle quote, ma
akimbod oggi non
risulta che alcun
ramo della famiglia
Rubino abbia
lanciato segnali
concreti di voler
vendere...
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Pagamenti
digitale, la
retromarcia del
Governo sui POS è
ormai legge
Dopo
le tantissime
discussioni di fine
2022 sul tetto al
contante e
sull'obbligo di POS,
a partire dal 1°
gennaio è entrato in
vigore un
provvedimento che,
nella parte relativa
ai pagamenti
digitali, è
decisamente diverso
dalle previsioni
della vigilia...
Attraverso l'art. 1
(commi 384 - 388):
Disposizioni in
materia di limite
del contante e mezzi
di pagamento, viene
confermato
l’innalzamento del
tetto per l’utilizzo
del contante fino a
5 mila euro a
partire dal 1°
gennaio 2023,
comunque già
presente nel disegno
di legge originario.
Sul fronte dei
pagamenti digitali,
risulta invece
soppressa la
disposizione che
avrebbe circoscritto
le sanzioni in caso
di mancata
accettazione di
pagamenti con carte
di pagamento alle
sole operazioni di
importo superiore ad
euro 60.
Pertanto, rimane in
vigore l’obbligo di
accettazione di
pagamenti di ogni
importo con carte,
così come la
relativa sanzione
amministrativa
pecuniaria.
Inoltre si prevede
di istituire un
tavolo permanente
per limitare
l’incidenza dei
costi delle
commissioni sulle
transazioni sotto i
30 euro per imprese
con fatturato
inferiore a 400 mila
euro.
Vi terremo informati
sugli sviluppi...
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