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Venerdì 13 Gennaio 2023

Non si fermano i gossip sul futuro di Kimbo

C'è grande fermento in casa Kimbo dopo l’indiscrezione lanciata da Milano Finanza (clicca qui) in cui si ipotizza che parte della famiglia Rubino starebbe valutando la possibilità di vendere le proprie quote e aprire il capitale del gruppo a nuovi soci.

Già dopo il presidio da parte dei lavoratori dello stabilimento di Melito di Napoli, determinata al tempo dalla mancata approvazione del bilancio 2021, c'era stata la dura reazione da parte di Kimbo che, con estremo stupore e delusione, riteneva che alcune dichiarazioni dei sindacati erano purtroppo indotte dalla rappresentazione di una “realtà” distorta.

Oggi, dopo l'uscita di MF, che motiva l'indiscrezione con le recenti difficoltà riscontrate a livello operativo dai proprietari della società durante la pandemia e discussioni non risolte tra alcuni membri della famiglia Rubino sulle strategie da seguire per accelerare lo sviluppo della società, è immediatamente arrivata la replica con una nota stampa ufficiale: “In merito all’articolo pubblicato su Milano Finanza, la società fa presente che le notizie emerse non provengono dalla stessa, come la ripresa della foto dell’Ad potrebbe erroneamente dare a intendere, Inoltre, si precisa che la società ha brillantemente attraversato il periodo di Covid risultando tra le migliori del settore avendo, tra l’altro, recentemente ricevuto il premio Industria Felix per il bilancio proprio del 2020”.

A noi l'indiscrezione di MF pare abbastanza strana, perché è vero c'è un ovvio interesse da parte dei fondi di private equity ad entrare nel capitale della società rilevando anche solo una parte delle quote, ma akimbod oggi non risulta che alcun ramo della famiglia Rubino abbia lanciato segnali concreti di voler vendere...

Pagamenti digitale, la retromarcia del Governo sui POS è ormai legge

Dopo le tantissime discussioni di fine 2022 sul tetto al contante e sull'obbligo di POS, a partire dal 1° gennaio è entrato in vigore un provvedimento che, nella parte relativa ai pagamenti digitali, è decisamente diverso dalle previsioni della vigilia...

Attraverso l'art. 1 (commi 384 - 388): Disposizioni in materia di limite del contante e mezzi di pagamento,  viene confermato l’innalzamento del tetto per l’utilizzo del contante fino a 5 mila euro a partire dal 1° gennaio 2023, comunque già presente nel disegno di legge originario.
Sul fronte dei pagamenti digitali, risulta invece soppressa la disposizione che avrebbe circoscritto le sanzioni in caso di mancata accettazione di pagamenti con carte di pagamento alle sole operazioni di importo superiore ad euro 60.

Pertanto, rimane in vigore l’obbligo di accettazione di pagamenti di ogni importo con carte, così come la relativa sanzione amministrativa pecuniaria.

Inoltre si prevede di istituire un tavolo permanente per limitare l’incidenza dei costi delle commissioni sulle transazioni sotto i 30 euro per imprese con fatturato inferiore a 400 mila euro.

Vi terremo informati sugli sviluppi...

 


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