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Mercoledì 13 Novembre 2024

I fabbricanti sull'orlo del baratro? Ci perdono anche i gestori.

Una notizia di qualche settimana fa è passata completamente sotto silenzio. Il principale operatore del vending europeo ha preso un importante premio in Olanda (Wecycle Award) per il suo impegno a favore della sostenibilità e dell'economia circolare.

Ha vinto grazie ad un programma che ha dato nuova vita ai distributori automatici usati. Il team olandese ha infatti rimesso a nuovo tra caldo e freddo oltre 1.500 vending machine. Attraverso questo programma, sono riusciti ad allungare la durata delle macchine di ben sei anni oltre la normale scadenza del leasing, riducendo gli sprechi e aiutando i clienti a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità.

Se fare refurbishing è diventato un comportamento altamente virtuoso, non stupisce che quest'anno nei primi sei mesi le vendite di macchine nuove sia crollato del 21% (dati EVMMA).

I gestori sono tendenzialmente contenti di spendere meno ricorrendo all'usato, ma nell'epoca del vending 5.0, il futuro del settore è sicuramente legato agli investimenti in tecnologia, denaro speso in ricerca e sviluppo storicamente a carico dei fabbricanti.

Se i costruttori vendono sempre meno, sono costretti ad investire sempre meno e, per la filiera del vending, interrompere l'evoluzione tecnologica è un rischio che nessuno si può permettere di correre.

C'è una profonda interconnessione tra fabbricanti e gestori che è stupido ignorare. Se si azzoppa il primo, cammina molto male anche il secondo.

Sostenibilità e tecnologia devono viaggiare a braccetto: senza innovazione si ferma il vending, non solo i fabbricanti...

Caffè Esercito 1659: l’intuizione di Ivan Tanzariello unisce tradizione e innovazione

Una miscela di qualità, una visione di marketing innovativa e una collaborazione che punta a fare la storia. È questa l’essenza di Caffè Esercito 1659, il nuovo prodotto nato dall’unione tra l’azienda torinese DL Caffè e l’Esercito Italiano. Presentato pochi giorni fa a Torino nella prestigiosa cornice del Circolo Unificato.

L’idea è frutto di una stretta collaborazione tra le due realtà, un sodalizio che promette di andare oltre il semplice prodotto per diventare un vero e proprio simbolo. Valter Schiavone, CEO di DL Caffè, ha sottolineato come questo progetto sia stato possibile grazie al contributo di una figura chiave come Ivan Tanzariello, motore trainante dell’iniziativa.

L’obiettivo dichiarato è riportare il marchio DL Caffè nelle caserme italiane, riprendendo una tradizione del passato e il progetto è stato accolto con entusiasmo anche dalle istituzioni militari. Il Colonnello Angelo Carosone, responsabile del Brand e Media dell’Esercito, ha evidenziato l’importanza di trasformare i marchi di stato in brand con valore commerciale: “Con Caffè Esercito 1659, comunichiamo i valori dell’Esercito in modo innovativo, con l’obiettivo di mantenere intatta la nostra reputazione e creare un’eccellenza territoriale”.

Tra i protagonisti del progetto anche il Generale di Brigata Francesco Greco, che ha seguito tutte le tappe per arrivare alla creazione di Caffè Esercito 1659: “Non è stato semplice trovare la miscela perfetta, ma l’abbiamo testata con successo al Vinitaly, ottenendo riscontri straordinari. Il nostro obiettivo è affiancare il marchio Esercito solo a prodotti che rappresentano l’eccellenza, e con DL Caffè ci siamo riusciti”.


 


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