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Mercoledì 14 Gennaio 2026

Dalla demonizzazione alla rivincita dei grassi. Trump ribalta la piramide alimentare

Il ribaltamento della piramide alimentare negli Stati Uniti segna una frattura sempre più evidente con l’approccio europeo. Mentre Washington rivaluta il ruolo di proteine e grassi all’interno di una dieta equilibrata, l’Europa continua a muoversi su una linea fortemente restrittiva, dove il grasso resta uno dei grandi imputati e l’alimentazione assume contorni quasi penitenziali. Due visioni opposte, che riflettono non solo scelte nutrizionali, ma modelli culturali profondamente diversi e, soprattutto, priorità politiche non allineate.

Negli Stati Uniti questo cambio di rotta nasce da una necessità concreta. Il Paese è alle prese con livelli di obesità record, una diffusione crescente di diabete e patologie metaboliche e una spesa sanitaria ormai difficilmente sostenibile. In questo contesto, la revisione delle linee guida alimentari non è un esercizio teorico, ma un tentativo di intervenire sulle cause strutturali del problema, spostando l’attenzione dalla semplice riduzione calorica alla qualità reale degli alimenti consumati. La riabilitazione di proteine e grassi si inserisce così in una strategia che punta a maggiore sazietà, minore dipendenza dagli zuccheri e a un ridimensionamento del ruolo dei prodotti ultraprocessati.

La rottura con il dogma “low fat” ha anche un valore simbolico forte. Per decenni i grassi sono stati indicati come il principale nemico della salute, aprendo la strada al trionfo del cibo light, diventato per anni la risposta standard dell’industria alimentare alle raccomandazioni nutrizionali. Nella pratica, però, il vuoto lasciato dai grassi è stato spesso colmato da zuccheri, amidi e ingredienti funzionali, soprattutto nei prodotti industriali, con risultati che col senno di poi hanno contribuito più al problema che alla soluzione. La loro improvvisa riabilitazione mette così in luce una contraddizione difficile da ignorare: la nutrizione ufficiale ha cambiato più volte versione, spesso senza ammetterlo apertamente. Prima i grassi erano il male assoluto, poi lo zucchero, ora i cibi ultraprocessati. Il risultato è un messaggio frammentato, dove i nutrizionisti finiscono per dire tutto e il contrario di tutto. E a questo punto la domanda diventa inevitabile: come fidarsi?

Per il mondo del vending, e in particolare per quello che negli ultimi anni si è autodefinito “salutista”, questa svolta americana è una cartina di tornasole. Il nostro settore si trova stretto tra linee guida che cambiano direzione, mode nutrizionali che si rincorrono e una realtà dei consumi che spesso va altrove. Da una parte l’obbligo implicito di rincorrere messaggi istituzionali sempre più rigidi, dall’altra distributori pieni di prodotti che il consumatore guarda, ma non compra. In mezzo, un peso crescente dell’ideologia, che poco dovrebbe avere a che fare con la scienza alimentare e ancora meno con il mercato. La vera domanda, a questo punto, non è solo cosa sia davvero salutare, ma quanto a lungo il vending potrà permettersi di inseguire dogmi mutevoli senza perdere definitivamente il contatto con la realtà.

Gruppo Gimoka porta a Marca 2026 nuove soluzioni sostenibili

Gruppo Gimoka sarà presente alla ventiduesima edizione di Marca by BolognaFiere, in programma il 14 e 15 gennaio 2026, confermando il proprio ruolo di partner industriale per le principali insegne della grande distribuzione organizzata, in Italia e all’estero. L’appuntamento bolognese rappresenta per il Gruppo un passaggio strategico in una fase complessa per il mercato del caffè, nella quale la Marca del Distributore continua a mostrare una dinamica di crescita rilevante all’interno della GDO italiana.

Nel corso del 2025, i prodotti a marchio del distributore hanno rafforzato il loro peso complessivo sul mercato, diventando un vero asset competitivo per le insegne. In questo scenario, Gruppo Gimoka contribuisce all’espansione della MDD attraverso una struttura dedicata capace di sviluppare soluzioni su misura, accompagnando i retailer nella costruzione di progetti di marca personalizzati su diverse fasce di prezzo. Un approccio che si fonda su una piattaforma industriale in grado di gestire alti volumi produttivi e su un controllo verticale della filiera, elementi che consolidano il posizionamento del Gruppo come riferimento per il private label.

A Marca 2026 questa visione si traduce in un portafoglio prodotti profondamente rinnovato. Nel segmento monoporzione debutta una nuova generazione di capsule compatibili con il sistema Dolce Gusto®, realizzate con materiali 100% riciclabili. La tecnologia “Op&Out” consente al consumatore di aprire facilmente la capsula e separare in modo intuitivo il caffè esausto dalla plastica, superando alcune delle criticità di smaltimento tipiche delle capsule tradizionali.

Accanto alle capsule, il Gruppo amplia l’offerta per intercettare le principali tendenze di consumo. Cresce la linea di cialde in carta compostabili, arricchita da nuovi formati e da proposte con incarti completamente riciclabili, mentre nell’area dei solubili trovano spazio bevande a ridotto contenuto di zuccheri e referenze a base di avena, pensate per un pubblico sempre più attento al benessere e all’alimentazione vegetale. Completa il portafoglio l’ingresso del cacao in polvere e delle bevande al gusto di cacao, con l’obiettivo di offrire alle insegne una copertura completa del momento colazione.

Gruppo Gimoka accoglierà buyer e operatori allo Stand C31 del Padiglione 21 di BolognaFiere, presentando un’offerta che rafforza il presidio del private label e conferma la centralità della sostenibilità e dell’innovazione di prodotto nelle strategie del Gruppo.

 


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