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Lunedì 14 Aprile 2025

Quali palette per il vending? Partito il countdown per la plastica reuse

La probabile sparizione delle palette in plastica reuse pone una domanda tanto semplice quanto cruciale a ogni gestore: cosa metto in macchina tra pochi mesi? Il mercato italiano consuma ogni anno miliardi di palette, fondamentali per una corretta erogazione della maggior parte delle bevande calde. Cambiare materiale non è affatto una passeggiata. Meglio iniziare subito i test, onde evitare brutte sorprese all’ultimo momento e, peggio ancora, il blocco delle vendite.

Ecco lo scenario attuale, sintetico ma concreto.

Le palette tradizionali in plastica PS
Tecniche, stabili, affidabili. Disponibili in tutti i formati, con ampia capacità produttiva e a un prezzo molto competitivo. Perfette, se non fosse per un piccolo dettaglio: sono state messe al bando dall’Unione Europea. E quindi sono fuori gioco.

Le palette in plastica PS reuse
Sono state la risposta del settore, con caratteristiche pressoché identiche alle PS tradizionali e una rapida adozione su larga scala. Ma l’incantesimo sta per finire: entro 9 mesi al massimo non potranno più essere prodotte. A meno che non decidiate di usarle come bacchette da sushi…

Le palette in bioplastica (PLA Biocompostabile)
Sono oggi il candidato più credibile alla successione delle PS. Hanno una buona affidabilità, ma non tutto è rose e fiori: i fornitori sono pochi, il prezzo è più del doppio rispetto al polistirolo, e gli stampi si usurano rapidamente (da cambiare ogni 2-3 anni). Inoltre, la Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia proprio per aver concesso troppe deroghe ai prodotti in plastica biodegradabile e compostabile. Questo significa che, pur essendo un’opzione valida, molti produttori si fanno legittimamente qualche scrupolo prima di investire e quindi non è detto che ce ne siano a sufficienza per tutti, soprattutto nei primi mesi dopo il bando delle reuse.

Le palette in legno
Una soluzione che va presa sul serio. Alcune sono ottime, funzionali, ben prodotte e sicure. Altre… molto meno. In questo caso il consiglio è semplice: rivolgetevi solo a fornitori affidabili e riconosciuti. Con il legno non si scherza: risparmiare qualche euro a scatola può trasformarsi in un errore operativo molto costoso.

Le palette in bambù
Serve ancora più attenzione che col legno. Alcune palette sono realizzate con polvere di bambù macinata mescolata a polimeri plastici, con il rischio concreto di rilascio di formaldeide e melamina. Diversi Paesi UE – tra cui Austria, Francia, Germania, Belgio, Spagna e altri – ne hanno già vietato produzione, importazione e vendita, ritirandoli dal mercato. E spesso questi prodotti sono stati venduti con etichette fuorvianti come “naturali” o “eco-friendly”. Prima di acquistare, verificate bene la composizione chimica e chiedete sempre la certificazione di idoneità alimentare. Senza quella, siete fuori norma.

Le palette in carta
Sono migliorate molto rispetto alle prime versioni. Oggi meritano una chance, ma vanno testate sul vostro parco macchine prima di prenderle seriamente in considerazione.

In sintesi? Il tempo stringe. La paletta reuse ha i mesi contati, e il mercato non può aspettare. Chi si riduce all’ultimo minuto rischia davvero grosso. Non fatevi trovare impreparati...

Codice Ateco 2025, Confida ha pubblicato un approfondimento

Confida, attraverso le sue INFONEWS, ha diffuso un approfondimento dal titolo: ATECO 2025. CAMBIA IL CODICE DELLE IMPRESE DI GESTIONE. Lo pubblichiamo qui sotto.

Il processo di revisione delle classificazioni statistiche è una procedura ordinaria che avviene in media con intervalli temporali variabili tra i 10 e i 15 anni. La classificazione ATECO deriva direttamente dalla NACE (nomenclatura delle attività economiche utilizzata in ambito europeo - EUROSTAT) che, a sua volta, deriva dalla classificazione ISIC (International Standard Industrial Classification).

Con l’attuale revisione si è dovuto procedere contemporaneamente: alla revisione della classificazione NACE che, a sua volta, deriva dalla classificazione ISIC che vige a livello mondiale ed è a questa vincolata; alla revisione della classificazione ATECO che costituisce la declinazione nazionale della NACE.

Sia la classificazione NACE che quella ATECO restano comunque classificazioni delle attività economiche pensate e articolate per finalità esclusivamente statistiche.La principale novità della nuova classificazione è data dall’eliminazione, in sede ISIC, del canale di vendita come criterio di classificazione del commercio.Pertanto, il principale criterio di classificazione per il commercio al dettaglio nella classificazione ISIC sarà quindi basato su cosa è venduto e non più sul canale di vendita.

Come conseguenza della decisione di eliminare la distinzione tra commercio al dettaglio in sede fissa e online, i gruppi 47.8 (commercio al dettaglio ambulante che include il commercio al dettaglio di articoli nuovi o usati in banchi, di solito smontabili, collocati su una strada pubblica oppure in un posto fisso all’interno di un mercato) e 47.9 (commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi e mercati che include le attività di vendita la dettaglio tramite corrispondenza, via internet, vendita porta a porta, distributori automatici, ecc.) presenti nella classificazione ATECO 2007, sono stati cancellati insieme a tutte le loro articolazioni e sono stati riclassificati, a seconda del prodotto venduto, nel commercio al dettaglio.

In particolare, la nuova classificazione ATECO 2025 non contiene più, tra gli altri, il codice: 47.99.20 Commercio effettuato a mezzo distributori automatici.
Dal 1°aprile 2025 il Registro delle Imprese ha adottato la nuova classificazione ISTAT ATECO 2025 (Regolamento delegato UE 2023/137).
La Camera di Commercio aggiornerà d’ufficio i codici ATECO mantenendo, per un periodo transitorio, anche la precedente codifica per consentire un passaggio graduale alla nuova classificazione.
CONFIDA assieme a Confcommercio e a EVA (Associazione europea del vending) ha promosso la assegnazione al settore del Vending di un unico codice.
Il 31 marzo 2025, l’ISTAT ha pubblicato sul sito web istituzionale la tabella operativa di riclassificazione da ATECO 2007 (aggiornamento 2022) a ATECO 2025 concordata con Sistema camerale e Agenzia delle Entrate.
Nel caso del codice ATECO 2022 relativo al Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici 47.99.20, il nuovo codice ATECO 2025 scelto come rappresentativo è il:

47.1 - Commercio al dettaglio non specializzato

L’ISTAT precisa che, qualora il codice indicato come rappresentativo, non sia ritenuto coerente rispetto all’attività economica svolta anche con riferimento alla descrizione dell'attività comunicata al Registro imprese, sarà possibile modificare la proposta di ricodifica avvalendosi della tabella di corrispondenza “teorica” scegliendo quello che si ritiene più idoneo a rappresentare l’attività di impresa, comunicandolo attraverso i canali predisposti dal Sistema camerale.

Tale opportunità va tuttavia ponderata attentamente in quanto, a meno di evidenti disallineamenti rispetto alla descrizione dell'attività comunicata al Registro imprese, il rischio è di perdere l'uniformità per le imprese della distribuzione automatica.

 


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