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Giovedì 17 Aprile 2025

Transizione 5.0: adesso il Vending può davvero partecipare

Dopo mesi di attesa e di incertezze interpretative, il Piano Transizione 5.0 apre finalmente le porte anche alle imprese del Vending. Grazie alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e ai recenti chiarimenti ufficiali del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), le società di gestione possono ora accedere a un sistema incentivante che premia l’efficienza energetica e la trasformazione digitale.

Un cambiamento importante, frutto anche dell’azione di lobbying delle associazioni di categoria, in primis Confida, che nei mesi scorsi hanno chiesto a gran voce regole più eque e applicabili per un settore che, fino ad oggi, era stato paradossalmente escluso da una misura pensata per innovare il tessuto produttivo italiano.

Il Piano Transizione 5.0, finanziato con fondi PNRR per oltre 6 miliardi di euro, prevede crediti d’imposta fino al 45% per chi investe in tecnologie “4.0” con un risparmio energetico dimostrabile. Il problema, per il nostro settore, è sempre stato uno: come dimostrare questo risparmio nel caso dei distributori automatici, installati presso clienti terzi e, di conseguenza, difficili da ricondurre a una “struttura” o “processo produttivo” interno?

La svolta è arrivata con le FAQ del MIMIT pubblicate il 24 febbraio 2025, che chiariscono in modo inequivocabile che i distributori automatici possono essere considerati parte del “processo produttivo” del cliente. Questo significa che, sostituendo macchine ammortizzate da almeno 24 mesi con modelli più efficienti, si ha diritto automaticamente alla prima aliquota di credito (35%) e non è necessario effettuare misurazioni energetiche e analisi ai fini della stima dei consumi energetici del bene obsoleto. E’ comunque necessario presentare le certificazioni ex ante ed ex post e calcolare il risparmio assoluto in termini di TEP equivalenti.

Una semplificazione che potrebbe finalmente rendere attrattivo il meccanismo per tante imprese di gestione, soprattutto quelle con parchi macchine obsoleti da aggiornare. Resta naturalmente la possibilità di puntare alle aliquote maggiori, ma in quel caso sarà necessario certificare un risparmio energetico reale del 10% o del 15% a seconda dello scaglione.

Occhio di bue con crema di nocciola: il nuovo snack Zaniboni

Tra le tante prelibatezze della pasticceria italiana che hanno conquistato il palato di generazioni di golosi, uno dei dolci più apprezzati è sicuramente l’Occhio di Bue, una specialità che affonda le sue radici in Trentino-Alto Adige e che, nel corso dei decenni, è riuscita a superare i confini regionali, diffondendosi in tutta Italia.

Il nome di questo dolce tradizionale deriva dalla forma caratteristica del biscotto, che ricorda un occhio, con la parte centrale aperta per lasciare spazio alla farcitura, solitamente a base di confetture di frutta, creando un perfetto equilibrio tra dolcezza e freschezza.

Con il nuovo prodotto, Occhio di Bue con crema di cacao e nocciola, Zaniboni aggiunge ai gusti tradizionali una nuova variante, dal sapore ancora più avvolgente e goloso. Occhio di Bue con farcitura alla crema di cacao e nocciola si affianca alle più classiche all’albicocca e ai frutti di bosco, per offrire al consumatore un’esperienza sensoriale diversa.
Una crema ricca e vellutata, che si unisce perfettamente alla delicatezza del biscotto, dando vita ad contrasto di consistenze che conquista fin dal primo morso. L’aggiunta della farina di farro soddisfa inoltre le esigenze dei consumatori più attenti alla salute e alla qualità, che riconoscono in questo cereale il valore aggiunto di un contenuto proteico più alto e un maggiore apporto di fibre.

Anche il packaging del nuovo Occhio di Bue con crema di cacao e nocciola non è stato lasciato al caso: realizzata con materiali di alta qualità, la confezione protegge il dolce, mantenendo intatta la sua freschezza e la sua fragranza, e al contempo valorizza il prodotto per la sua luminosità. Ogni dettaglio è stato pensato per riflettere l'eleganza e la qualità del prodotto. La confezione, raffinata e accattivante, mette al centro l’immagine del prodotto e quella degli ingredienti, per attirare maggiormente l'attenzione dell’utente del distributore automatico.

 


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