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Il RIUSO potrebbe
essere messo in discussione
ovunque, non solo
nel vending
Sta
per approdare al
consiglio dei
Ministri il
cosiddetto decreto
Acqua, misure
urgenti di
intervento sulla
siccità. Il Governo,
dopo aver aperto una
cabina di regia
sulla crisi idrica,
corre ai ripari e si
appresta a definire
un Piano idrico
nazionale.
Il
problema è globale,
non certo solo
italiano e ormai
ovunque in Europa e
nel mondo, persino i
politici dei vari
schieramenti si sono
accorti che le
risorse idriche
avranno
un'importanza vitale
per il futuro. Oggi
si pensa
all'agricoltura,
alla produzione di
energia
idro-elettrica, ai
problemi di alcune
mete turistiche
(tipo Venezia), si
arriva persino ad
ipotizzare possibili
razionamenti d'acqua
alla popolazione...
In
pochi però si sono
soffermati a
valutare che in
tutte le future
analisi del ciclo di
vita dei prodotti (LCA)
la principale
"categoria di
impatto" sarà
proprio la carenza
d'acqua. Nel medio
termine il RIUSO,
che prevede un
importante consumo
d'acqua per la
sanificazione,
potrebbe essere
messo pesantemente
in discussione,
probabilmente dagli
stessi eco-guerrieri
che oggi lo
reclamano a gran
voce. Il primo
legislatore che si
affiderà ad evidenze
scientifiche e non
alla demagogia
green, probabilmente
si metterà le mani
nei capelli e
correrà
immediatamente ai
ripari.
Per
cui per contrastare
il riuso, che nel
vending automatico è
irrealizzabile per
una lunga serie di
motivazioni,
probabilmente non
sarà nemmeno
necessario
utilizzare la carta
vincente della
sicurezza
alimentare. Per
fermare questa nuova
crociata, ci
basterà restare
seduti e aspettare
che la carenza
d'acqua salga
rapidissimamente
nelle agende della
politica
internazionale.
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