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Il mega appalto
europeo di
Stellantis è stato
aggiudicato!
Da
attenti osservatori
del mondo del
vending, riteniamo
per molteplici
motivi l'appalto
vending di
Stellantis
(sicuramente per la
sua parte italiana)
un importante
spartiacque del
2023. Erano
coinvolti ai nastri
di partenza tre
grandi operatori
1) GR del Gruppo
Elah Dufour, da
decenni dentro Fiat,
poi FCA, ora
Stellantis, era
nella complessa
situazione di avere
un cliente molto
grande che
rappresenta una
quota davvero
importante del suo
fatturato.
2) Selecta Italia,
che dopo aver
confermato il
colosso dell'energia
ENI, poteva
aggiudicarsi un
altro grande
contratto e
invertire la rotta
che da qualche
trimestre vede in
calo il fatturato,
tanto da essere
l'ultimo Paese in
termini di crescita
dell'universo
Selecta.
3) IVS, che
in Italia è uscita
da diversi appalti
pubblici,
soprattutto
ospedali, ma che
davanti alla
possibile
aggiudicazione di
diversi lotti
internazionali in
Italia, Francia,
Spagna e Germania,
non può non farci
una seria
riflessione.
Il
problema è il
solito. Appalti di
questa portata hanno
margini molto
risicati e vincerli
è un serio rischio.
Presentare
un'offerta corretta
e impeccabile dal
punto di vista
tecnico ed economico
di solito non basta
per vincere.
Bisogna, nella
migliore delle
ipotesi, buttare il
"cuore oltre
l'ostacolo", se non
anche il
portafoglio...
In
qualunque caso alla
fine IVS ha vinto
l'appalto italiano e
anche quello
francese e tedesco.
Selecta l'ha
spuntata solo in
Spagna.
L'appalto sarà
particolarmente
complesso per IVS,
che si dovrà
impegnare su tre
fronti
internazionali e per
questo magari non
sta festeggiando a
champagne, ma siamo
certi che stanno
peggio gli sconfitti
e che la temperatura
a casa loro sia
scesa di diversi
gradi.
Davvero una brutta
botta per GR e forte
delusione per
Selecta Italia di
non poter
incrementare il suo
fatturato.
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L'edizione 2023 del Report
Cialde e Capsule per Caffè di Competitive Data
Competitive Data ha rilasciato l’edizione
2023 del report Cialde e Capsule per Caffè, dove
analizza l’andamento del mercato nell’ultimo triennio,
con le previsioni fino al 2025. Un’edizione molto
particolare dove non mancano le sorprese e gli spunti di
riflessione.
La produzione di caffè monoporzionato, che include anche
l’importazione di capsule speciali delle multinazionali
estere, cresce del +3,4% a valore nel 2022 attestandosi
a 1.661,0 milioni di euro. Le esportazioni si
attestano a 411,0 milioni di euro, in crescita del
+7,6%.
La crescita del mercato interno è stata del +2,0%, per
un controvalore di 1.250,0 milioni di euro.
Tra le aree d’affari è l’area Famiglie a performare
meglio (+0,7% a volume), con andamenti molto diversi
all’interno dei singoli canali di cui si compone.
Il 2022 è stato un anno inedito per il mercato delle
cialde e capsule per caffè sotto molti punti di vista.
Il repentino aggravarsi delle condizioni economiche
delle famiglie, indicatori di fiducia raramente così
bassi, una flessione fisiologica seguita alle forti
crescite del periodo pandemico, hanno stravolto le
regole del gioco, impattando fortemente su trend di
mercato, dinamiche competitive, fattori critici di
successo, che si davano ormai per consolidati.
Ne è un esempio la frenata del dettaglio specializzato,
in forte espansione negli ultimi anni, e punto di forza
delle principali torrefazioni attive nel segmento delle
capsule compatibili, che nell’arco di pochi mesi, con
l’aggravarsi della crescita inflattiva e riduzione del
clima di fiducia, si è trasformato da punto di forza in
punto di debolezza.
Ed essendo il dettaglio specializzato intrecciato a
doppio filo con i principali rivenditori e-commerce
specializzati in cialde e capsule, ha replicato su
questi le stesse dinamiche, mentre acquisivano sempre
più quote di mercato i marketplace generalisti.
Sul fronte della fedeltà alla marca le cose si sono
complicate. Se negli anni passati i player delle capsule
originali riuscivano a difendersi sia a valore che a
volume, con l’aumentata percezione di generale
impoverimento da parte dei consumatori la fedeltà alla
marca si è ridotta al lumicino, e per la prima volta i
sistemi originali hanno virato in negativo.
Ma anche nelle capsule compatibili si sono verificati
dei risultati inediti, con diversi segnali di flessione
tra i player principali, mentre sono riusciti a
performare bene quelli che hanno prontamente ridisegnato
la catena distributiva potenziando la presenza sui
canali in crescita.
Dal punto di vista dei canali distributivi il 2022 è
stato anche l’anno che per la prima volta ha visto
ridursi le opportunità dell’e-commerce nell’area
Business, che negli anni passati riusciva a
controbilanciare le flessioni dell’OCS (Office Coffee
Service) tradizionale.
L’insieme di queste dinamiche, unite agli incrementi di
costo per le torrefazioni, ha modificato profondamente
gli investimenti realizzati nel settore, che da anni
erano caratterizzati dall’ampliamento orizzontale e
verticale della gamma prodotti a supporto dell’iper
segmentazione, per passare alla razionalizzazione e
focalizzazione su poche linee di prodotto, ed evitare
dispersione di energie e risorse.
In ambito competitività è da segnalare come sia
significativamente aumentato il numero di torrefazioni
che rientra nel cluster delle “aziende solide”, grazie
agli investimenti in materia di sostenibilità che ne
hanno rafforzato gli indici e la resilienza.
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