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Venerdì 29
Settembre 2023 |
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Senza un nuovo
protocollo
informatico il
futuro del vending è
a rischio
Circa 4 anni fa, nel
novembre del 2019,
durante gli stati
Generali del Vending
a Roma ci aveva
molto colpito una
dichiarazione del
Presidente di
Confida Massimo
Trapletti: "Il
vending sta vivendo
una vera e propria
rivoluzione
digitale. Le
tecnologie della DA
stanno evolvendo
molto rapidamente
per adeguarsi sempre
di più alle esigenze
dei consumatori:
schermi touch, app
di pagamento,
sistemi di
telemetria per il
controllo da remoto
delle macchine e
metodi evoluti per
il pagamento dei
prodotti. Questa
innovazione, però,
per esprimere tutto
il suo potenziale e
portare vantaggi a
tutta la filiera,
deve essere
sostenuta da un
protocollo
informatico di
comunicazione
che sia al passo con
gli sviluppi
presenti e futuri
del nostro settore.
I protocolli
informatici
attualmente in uso
sono datati e
inadeguati ad
affrontare queste
nuove sfide: per
questo abbiamo
affidato al
Politecnico di
Milano uno studio
che prevede lo
scouting tra i
protocolli standard
già in uso in altri
comparti
imprenditoriali e
capire se ce ne sia
uno applicabile al
nostro settore".
Il
tema è davvero
cruciale per
l'evoluzione del
vending! Infatti i
protocolli
influenzeranno cosa
sarà in grado di
fare ”domani” il
distributore
automatico e anche
quanto il gestore
pagherà per
macchina, accessori,
periferiche e
servizi. Operare
ancor oggi con
protocolli degli
anni '90 (ma basati
su protocolli creati
a fine anni '70) è
una pura e semplice
follia.
Nel
2019 non ci
aspettavamo certo
tempi brevi, vista
la complessità del
tema, ma oggi, a 4
anni di distanza,
crediamo proprio sia
giunto il momento di
avviarsi quantomeno
alla chiusura dei
lavori.
La
palla è passata ad
una commissione EVA,
che ha una grande
responsabilità,
quella di garantire
il futuro stesso del
vending. Perché è
chiaro a tutti che
senza un nuovo
protocollo,
aperto e
interconnesso con il
mondo esterno,
non ci sarà alcun
futuro...

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FLO ha presentato a
Barcellona Geacalix
Plus, le sue nuove
capsule compostabili
Gruppo FLO ha
partecipato alla
conferenza “Single
Serve Capsule”,
organizzata ieri da
AMI a Barcellona e
ha presentato il suo
concetto di
sostenibilità nel
settore caffè: le
capsule GEACalix
Plus,
compostabili e in
grado di garantire
prestazioni al top
in termini di
qualità di
erogazione e di vera
sostenibilità.
FLO, in ottemperanza
con l’European Green
Deal del 2019, ha
portato avanti un
percorso di ricerca
e sviluppo che si
basa su un concetto
di sostenibilità a
360°: non solo
attenzione
ambientale, ma anche
economica e sociale.
Questo ha portato
l’azienda ad
anticipare la “Waste
framework directive”
emanata recentemente
e che impone la
raccolta
differenziata dei
rifiuti organici per
tutti gli stati
membri dal 2024,
dettando di fatto la
strategia per quel
packaging in cui la
contaminazione del
cibo è
ineliminabile, come
le capsule caffè e
le bustine del the.
Secondo i dati
presentati da AMI,
nel mondo si
consumano ogni anno
80 miliardi di
capsule per il
caffè, di cui il 34%
in alluminio, il 4%
in bioplastica e il
rimanente 62% in
plastica. Il 65% del
consumo è in Europa
dove sembra essere
più forte la cultura
del caffè – come in
Italia – e dove,
infatti, si
concentra anche il
70% della produzione
totale di capsule.
Le nuove capsule FLO
sono prodotte unendo
PLA Ingeo (biopolimero
tecnico derivante da
risorse vegetali
rinnovabili) e pura
carta in modo da
massimizzarne le
performance. Il
corpo della capsula
è in PLA per
garantire la
corretta rigidità e
la resistenza alle
alte temperature e
pressioni, mentre
gli strati superiore
ed inferiore sono in
carta per permettere
una facile
perforazione;
inoltre, è stato
inserito un
dischetto - sempre
in carta - sotto la
flangia, per avere
una perfetta
compatibilità con il
parco macchine ed
evitare
gocciolamenti. In
questa
configurazione ogni
materiale performa
al meglio.
“Una delle sfide
principali quando si
parla di capsule
compostabili, oltre
alla realizzazione
di un prodotto
performante, è
certamente il prezzo
– commenta Tazio
Zerbini, direttore
R&D di Gruppo FLO –
Occorre cioè trovare
un sottile equilibro
tra sostenibilità
economica e alte
prestazioni in
termini di qualità
erogata. In Flo lo
abbiamo ottenuto
eliminando le
complessità e i
costi legati alla
barriera
multimateriale,
spostando la
funzione di barriera
all’ossigeno e
all’umidità sul
packaging
secondario. Così,
non solo si riducono
notevolmente i
costi, ma aumenta
anche la shelf-life
del prodotto che
grazie al packaging
esterno può
tranquillamente
arrivare fino ai due
anni”.

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