|
Editoriale: Se
questi sono i
criteri ambientali
minimi
Non
c’è un errore nel
titolo, i criteri
ambientali minimi si
sono meritati il
minuscolo sul campo,
quindi mi scuso con
i lettori sei non
uso l’ormai
famigerata sigla CAM
per definirli,
perché non si sono
guadagnati nemmeno
questa cortesia.
In vigore dallo
01/04/2024, senza
purtroppo essere un
pesce d’aprile,
tutto il settore
aspettava con una
certa apprensione il
primo appalto
pubblico che li
integrasse nel
capitolato tecnico
in modo esplicito.
Ebbene qualche
giorno fa, dopo la
pubblicazione del
Bando per il Palazzo
della Regione
Piemonte, abbiamo
avuto un assaggio di
come le Pubbliche
Amministrazioni
possono interpretare
la norma.
Ad esempio, vengono
date precise
indicazioni di come
devono essere
allevate le galline.
Cosa c’entra con il
ven ding direte voi.
Ebbene una linea su
tre di snack deve
essere di origine
biologica e viene
specificato che
anche le uova con
cui vengono
realizzati questi
prodotti devono
essere a loro volta
dorigine biologica.
Per averne i
requisiti, le
galline devono
essere allevate
all'aperto con
accesso a pascoli
coltivati
biologicamente e
devono avere spazio
sufficiente per
razzolare.
Ma attenzione, anche
per tutti gli altri
prodotti che conten
gono uova non sono
ammesse quelle di
galline tenute in
gabbia. Chissà cosa
ne pensano gli
addetti alle gare
delle varie società
del vending che si
trovano a gestire
prodotti con
etichette in cui è
scritto “UOVA” o
albume d’UOVO.
Dovranno capire in
qualche altro modo
se la gallina
razzola oppure no.
Questo è solo un
piccolo esempio, ma
c’è tantissimo
altro: 18
distributori, ma due
di spremute e uno di
gelati. La Regione
si riserva la
facoltà di vietare
al Gestore la
vendita di acqua
confezionata. Presso
ogni distributore
automa tico devono
essere rese
disponibili
all’utenza le
informa zioni
nutrizionali
relative ai prodotti
presenti in modalità
dematerializzata (ad
es. tramite
QR-code).
All’interno dei
distributori
automatici i
prodotti a basso
contenuto di
zuccheri/grassi/sodio,
di origine
biologica,
provenienti dal
commercio equo
solidale, a
chilometro zero e/o
a filiera corta,
DOP, IGP, SQN,
Prodotti Alimentari
Tradizionali, privi
di glutine e senza
lattosio devono
essere resi
facilmente
riconoscibili
dall’utenza (es.
linea grafica
coordinata mediante
l’applicazione di
bollini colorati e
una legenda
esplicativa) e
devono essere
posizionati in spazi
ad alto potenziale
di vendita, ovvero
quelli posti
all'altezza degli
occhi.
Ovviamente frutta e
ortaggi devono
essere freschi, di
stagione e di IV
Gamma, devono
provenire da
coltivazioni
italiane o di
nazioni europee,
devono essere di
origine biologica
per almeno il 30%
sul totale e
imballati in PET
riciclato per almeno
il 30%.
Nelle
26 pagine del
capitolato tecnico
c’è davvero di
tutto, una
collezione di lacci,
laccetti e lacciuoli
senza precedenti, ma
quando sembra che
l’elenco delle
richieste sia
finito, ecco che ti
inseriscono la
precisazione che la
Regione potrà
richiedere una
personalizzazione
delle scelte
disponibili in ogni
macchina (nel limite
del 5%) per esaudire
richieste specifiche
degli utenti. Cioè
se la signora Gina
del terzo piano
vuole avere in
macchina le bacche
di Goji, gliele devi
mettere.
Non
c’è altro da
aggiungere...
PER
LEGGERE L'EDITORIALE
IN PDF
CLICCA QUI

|