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Lunedì 30 Settembre 2024

L’Antitrust indaga sul patto delle patatine. Cartello per alzare il prezzo?

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un'istruttoria nei confronti di Amica Chips e Pata, due delle principali aziende italiane produttrici di patatine. Il provvedimento è scattato in seguito alla segnalazione di un whistleblower, che ha denunciato un presunto accordo restrittivo della concorrenza riguardante la produzione e la commercializzazione di patatine a marchio privato per le grandi catene della Gdo.

Secondo l'Antitrust, le due società avrebbero messo in atto una strategia di ripartizione della clientela, evitando di competere sul prezzo e mantenendo così i listini a livelli elevati, oltre la soglia concorrenziale. Questa presunta intesa, se confermata, avrebbe permesso ad Amica Chips e Pata di consolidare le proprie posizioni sul mercato, con effetti negativi diretti sui consumatori.

I funzionari dell'Autorità, supportati dal Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno effettuato ispezioni nelle principali sedi delle due società e di un altro soggetto, ritenuto in possesso di elementi utili per far luce sulla vicenda. Le indagini ora mirano a verificare se effettivamente le due aziende abbiano collaborato per limitare la concorrenza e determinare un rialzo illegittimo dei prezzi.

Ovviamente sulla questione è intervenuta prontamente anche l'associazione Codacons, esprimendo preoccupazione per le ricadute che tali accordi potrebbero avere sui consumatori italiani: "Qualsiasi intesa restrittiva della concorrenza ha effetti negativi diretti sui consumatori, determinando un rialzo illegittimo dei prezzi al dettaglio".

Vi terremo informati sugli sviluppi...

Rubate macchine da caffè De Longhi per oltre 100.000 euro!

Nella notte tra il 25 e il 26 settembre, un furto di grande entità ha colpito l’autoporto San Leopoldo di Pontebba. I malviventi hanno forzato il rimorchio di un autoarticolato parcheggiato nell’area e hanno sottratto 350 colli contenenti diverse macchine da caffè De Longhi, per un valore complessivo di oltre 100 mila euro.

A denunciare il colpo è stato il conducente del mezzo, un autotrasportatore di 32 anni, dipendente di una ditta polacca. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, i ladri avrebbero agito con estrema rapidità e precisione, riuscendo a forzare il rimorchio e a prelevare la merce senza destare sospetti.

Le macchine da caffè De Longhi sottratte sono un prodotto molto richiesto sia sul mercato italiano che internazionale. Questo dettaglio porta a ipotizzare che il furto sia stato pianificato con accuratezza e che i ladri sapessero esattamente cosa cercare. La refurtiva, se reimmessa illegalmente sul mercato, potrebbe fruttare un guadagno significativo, specialmente se rivenduta all’estero.

I carabinieri di Pontebba hanno avviato un’indagine sull’accaduto e stanno visionando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza installate nell’area. Tuttavia, al momento, sembra che i malviventi siano riusciti a fuggire senza lasciare tracce evidenti.

Rimane ora da capire come sia stato possibile per i ladri introdursi nell’autoporto, presumibilmente protetto, e caricare una quantità così ingente di merce senza essere notati...

 


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