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Martedì 3 marzo 2026

KitKat Chunky Turbo, il lancio della limited edition parte dal canale vending

Nestlé punta sull’energia della Formula 1® e lancia KitKat Chunky Turbo, una nuova limited edition che celebra la partnership globale tra il brand e il circuito, di cui KitKat diventerà Official Partner a partire dalla stagione 2026. Una collaborazione di grande impatto, che consente al marchio di dialogare con una community ancora più ampia, giovane e internazionale.

La novità si presenta con una ricetta rivisitata: alla classica croccantezza del wafer KitKat si aggiunge un ricco strato di cioccolato al latte, il tutto avvolto da una copertura al caramello dall’effetto fiammante. Il risultato, secondo l’azienda, è un’esperienza intensa e appagante, pensata per ricaricare le energie durante la giornata.

KitKat Chunky Turbo sarà disponibile in esclusiva nel canale fuori casa e, per il primo semestre, in esclusiva assoluta nel vending. Una scelta che mira a intercettare i consumatori nei momenti più dinamici, dalla pausa lavoro agli spostamenti quotidiani, fino alla visione di un evento sportivo. Un vero pit stop rapido ed energizzante, in pieno stile Formula 1®.

Anche il packaging richiama in modo evidente il mondo delle corse, con un design audace e immediatamente riconoscibile, in linea con la visione della partnership che porta l’iconico “Have a Break, Have a KitKat” nel cuore dello sport più veloce al mondo. La collaborazione prevede inoltre promozioni, fan zone immersive e contenuti speciali durante Gran Premi selezionati creando nuovi punti di contatto tra brand e consumatori.

Stop bisfenolo A, nuove regole Ue per le lattine: cosa cambia davvero

Dal 20 gennaio 2025 è operativo in Unione Europea il divieto di utilizzo del bisfenolo A nei materiali destinati al contatto con gli alimenti. Il punto più concreto riguarda le lattine: per anni il BPA è stato utilizzato nei rivestimenti interni in resina epossidica, una barriera tecnica pensata per proteggere il metallo dalla corrosione ed evitare il contatto diretto tra bevanda e alluminio.

Alla base dello stop c’è la revisione scientifica che ha portato a una drastica riduzione della dose giornaliera tollerabile indicata dall’EFSA. Il bisfenolo A è considerato un interferente endocrino e la principale via di esposizione per la popolazione è proprio quella alimentare. Da qui la scelta di intervenire in modo strutturale sui materiali a contatto con cibi e bevande, comprese quindi le lattine per soft drink ed energy drink.

Non significa però che da un giorno all’altro spariscano tutte le lattine prodotte con i vecchi rivestimenti. Il regolamento prevede un periodo transitorio: fino al 20 luglio 2026 possono essere immessi sul mercato contenitori conformi alla normativa precedente. Per alcune categorie più complesse, come determinate conserve, la finestra si estende fino al 2028. Le scorte già presenti nella filiera potranno comunque essere vendute fino a esaurimento.

Resta infine un tema semplice ma concreto: sulle lattine non troveremo un bollino europeo ufficiale che certifichi l’assenza di BPA. Alcune aziende usano da tempo la dicitura “BPA free”, ma si tratta di scelte volontarie. Va però detto che molti grandi gruppi del beverage avevano già iniziato a muoversi prima del divieto europeo, introducendo rivestimenti alternativi e anticipando di fatto la normativa. Non c’era uno scandalo da sanare, ma una traiettoria regolatoria che il mercato aveva in parte già intuito. Ora la differenza la farà la sostituzione completa delle vecchie produzioni con quelle pienamente conformi alle nuove regole.

Lunedì 2 marzo 2026

Cacao -70%, dai massimi ma il prezzo del cioccolato fatica a muoversi

Le quotazioni internazionali del cacao continuano a muoversi al ribasso. Il future maggio 2026 viaggia intorno ai 3.000 dollari a tonnellata, dopo aver superato quota 12.000 nel 2024. Dai massimi il ridimensionamento sfiora il 70% e negli ultimi sei mesi il calo si aggira intorno al 60%. Eppure, per il consumatore finale, il prezzo del cioccolato resta elevato.

Negli ultimi mesi i listini al dettaglio, sia negli Stati Uniti sia in Europa, hanno continuato a mostrare aumenti su base annua. Il settore si muove su tempi diversi rispetto alle quotazioni di Borsa, tra contratti già chiusi e programmazioni industriali definite con largo anticipo. Ma un ridimensionamento nell’ordine del 70% non è una normale oscillazione, è un cambiamento strutturale dei livelli di prezzo. È quindi legittimo attendersi che un impatto, almeno parziale, inizi a riflettersi lungo la filiera, anche perché quando la materia prima corre verso l’alto, l’adeguamento dei listini è stato ben più rapido.

Nel frattempo la domanda globale ha mostrato segnali di rallentamento in termini di volumi, mentre il valore complessivo del mercato ha continuato a crescere soprattutto per effetto dei prezzi. È un equilibrio delicato, perché l’aumento dei costi è stato trasferito a valle con decisione negli ultimi due anni, mentre oggi il rientro delle quotazioni non produce effetti altrettanto visibili.

La dinamica si riflette anche nei paesi produttori dell’Africa occidentale. In Ghana e Costa d’Avorio si sono registrati accumuli di cacao invenduto e tensioni legate ai prezzi riconosciuti ai coltivatori, con interventi pubblici per stabilizzare il settore. Il mercato internazionale scende, ma gli equilibri locali non si adeguano automaticamente, creando nuove criticità a monte della filiera.

Per il vending il tema è tutt’altro che marginale. Snack al cioccolato e bevande a base cacao rappresentano due famiglie importanti per consumi e rotazioni. Anche senza puntare il dito, è evidente che un crollo così ampio delle quotazioni apre una riflessione più ampia sull’andamento futuro dei listini. Il cacao è tornato su livelli molto più bassi rispetto ai picchi. Ora il mercato dovrà dimostrare se e come questo cambiamento si tradurrà, nel tempo, in un beneficio percepibile anche per il gestore.

Marzo, tre webinar CONFIDA per fare sul serio con la sostenibilità

La sostenibilità non è più un tema da convegno, ma un fattore competitivo che entra nei bilanci, nei bandi e nei rapporti con clienti e istituzioni. Per questo CONFIDA dedica l’intero mese di marzo a un ciclo di tre webinar focalizzati sugli strumenti e sulle competenze ESG, con l’obiettivo di offrire alle imprese associate un percorso strutturato e concreto.

Il primo appuntamento è in calendario mercoledì 11 marzo, dalle 9.30 alle 11.00, in modalità online su piattaforma Zoom. Il titolo è chiaro, “Introduzione alla sostenibilità aziendale”, e rappresenta il punto di partenza per tutti i team che vogliono acquisire le basi in materia ambientale, sociale e di governance. A condurre la sessione sarà il team di sostenibilità di Up2You, partner di CONFIDA nel calcolo della carbon footprint di settore.

Durante l’incontro verranno affrontati i pilastri della sostenibilità, il ruolo delle Nazioni Unite e degli SDGs, i criteri E, S e G applicati all’impresa, le modalità per misurare e gestire le performance, il quadro regolatorio e le principali normative, oltre agli standard e ai framework oggi più diffusi. Un programma che fotografa bene quanto il tema sia ormai tecnico e trasversale, non più confinabile alla sola comunicazione.

La partecipazione è gratuita per le imprese associate e il percorso proseguirà con altri due webinar: il 19 marzo, dedicato al ruolo delle aziende nella creazione di valore condiviso, e il 31 marzo, focalizzato sulla comunicazione della sostenibilità. Un’occasione per fare un salto di qualità su un terreno che, nel vending come negli altri settori, è destinato a incidere sempre più sulle scelte strategiche e sul posizionamento di mercato.

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