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Mercoledì 4 marzo 2026

Una lezione ai presidi, sono gli studenti a chiedere il vending!

In un periodo costellato quasi esclusivamente da cattive notizie per il settore, finalmente ne arriva una buona. E arriva da dove meno ce lo si aspetterebbe. A chiedere i distributori automatici, questa volta, non sono le aziende o le associazioni di categoria, ma direttamente gli studenti, con una petizione pubblica per installare le vending machine all’interno della propria scuola.

La petizione pubblicata su Change.org dalla 2ª A dell’Istituto Comprensivo di Candiolo porta la firma degli studenti e racconta in prima persona un’esigenza concreta: nella routine scolastica capita di arrivare a metà mattina senza colazione o merenda, con affaticamento, calo di energia e difficoltà di concentrazione durante le lezioni. I promotori spiegano che poter acquistare uno snack o una bevanda nel corso della giornata li aiuterebbe a sentirsi più partecipi e lucidi, evitando i lunghi intervalli tra un pasto e l’altro.

Non si tratta di una richiesta generica. Gli studenti hanno già indicato dove collocare le macchine, due distributori automatici nel corridoio principale, uno dedicato agli alimenti e uno alle bevande, e hanno persino suggerito una gamma di prodotti. Nella lista compaiono crostini, taralli, frutta secca, prodotti senza glutine, brioche, biscotti, acqua e succhi di frutta, con l’idea di offrire varietà e risposte concrete ai diversi bisogni.

La petizione, intitolata “Distributori automatici a scuola: una pausa che fa la differenza!”, è stata lanciata il 27 febbraio 2026 e in pochi giorni ha iniziato a raccogliere adesioni. Al di là dell’esito finale, il segnale è chiaro: per questi studenti il vending non è un problema da eliminare, ma un servizio da avere e da organizzare.

Covim Caffè al fianco di Sayf: a Sanremo il gusto della Liguria incontra la musica

Ci sono luoghi che non sono semplicemente bar. Sono presìdi culturali e punti di incontro, stanze collettive dove le storie si intrecciano davanti a una tazzina. Il Bar Santissimo, nel cuore di Sanremo, è uno di questi. Ed è qui che, in occasione del Festival, Covim Caffè ha scelto di esserci, sostenendo Sayf nel momento più importante del suo giovane percorso artistico.

La decisione non è casuale. Covim è una torrefazione ligure, nata a Genova e cresciuta con l’idea che il caffè non sia solo un prodotto, ma un gesto quotidiano che tiene insieme le persone. Nei claim dell’azienda si legge: “Il nostro caffè nasce dal carattere di una città. Caffè Covim, Genova in un caffè”.

In questo contesto, Sanremo non è soltanto il palcoscenico più famoso della musica italiana. È una città ligure che, per una settimana, diventa centro simbolico della creatività nazionale. Sostenere Sayf significa per Covim affiancare un artista che fa dell’essere ligure la propria cifra distintiva, nei suoni, nelle parole e nell’attitudine.

Il Bar Santissimo, con un’estetica ispirata ai bar di quartiere liguri, vissuti, imperfetti e veri, diventa la base operativa e simbolica di questa alleanza. Non uno spazio patinato, ma un luogo reale, dove il caffè scorre tra incontri, prove, racconti e attese, e dove Covim porta la propria visione di vicinanza alle arti, alla musica e alle idee.

Attraverso il sito ufficiale e i canali social, l’iniziativa ha preso forma ed è stata raccontata giorno dopo giorno, con la pagina @lasantareale a fare da diario dell’esperienza sanremese tra backstage, incontri e tazzine in mano. A Sanremo 2026, con le luci del Festival ormai spente, il posizionamento di Sayf e il successo di pubblico hanno reso ancora più evidente il segno di una torrefazione genovese che lega la propria identità alla canzone, alla cultura e alle origini.

 


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