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Giovedì 16 aprile 2026

Il caffè dei giovani cambia forma: freddo, personalizzato e domestico

Sette giovani su dieci sperimentano con il caffè. Il dato arriva da una ricerca Nespresso–SWG su oltre 1.000 italiani tra i 20 e i 40 anni e fotografa un cambiamento netto: il caffè non è più solo un gesto automatico, ma uno spazio di esplorazione. Si beve in momenti diversi della giornata, si adatta all’umore, si trasforma. L’espresso resta, ma diventa il punto di partenza.

I numeri sono chiari. Il 70% consuma caffè in più occasioni, il 64% ne modifica la preparazione in base al momento, il 50% lo preferisce freddo, il 49% aromatizzato, il 54% lo utilizza anche in cucina. Cresce soprattutto la dimensione estetica e rituale, tra latte art e contenuti social. Il caffè diventa esperienza, non solo prodotto.

C’è poi un elemento decisivo. L’80% dei giovani indica la casa come il luogo dove si sente più libero di sperimentare. È lì che nascono le varianti, le personalizzazioni, i nuovi rituali. Fuori casa, invece, il consumo resta spesso ancorato a modelli tradizionali. Ed è qui che il vending rischia di perdere terreno.

Il mercato del porzionato, che intercetta gli stessi contesti del vending, ha superato gli 8 miliardi di tazze per un valore di circa 2 miliardi di euro, con una crescita costante. Non è solo un fenomeno domestico, è una competizione diretta. E la distanza, oggi, non è sul prezzo o sulla comodità, ma sull’esperienza.

Il punto è semplice. Il consumatore chiede freddo tutto l’anno, possibilità di scelta, una proposta più evoluta anche dal punto di vista visivo. Il vending ha un vantaggio enorme, la presenza quotidiana nei luoghi di consumo. Ma senza un aggiornamento dell’offerta, quel vantaggio rischia di non bastare più.

Road to Venditalia: Incontra Coges & Vendon - Stand: H1 stand 155

L’Italia ha la tecnologia. Ora deve imparare a farla lavorare insieme. Opinione di Daniele Ioriatti, Head of Global Sales presso Coges

L’Italia rimane uno dei mercati del vending più forti in Europa, con più di 800.000 distributori installati e un valore combinato di circa 1,9 miliardi di euro tra vending e OCS. È un mercato maturo, dove pagamenti cashless, telemetria e piattaforme cloud fanno già parte delle attività quotidiane; la domanda, quindi, non è più quale tecnologia introdurre, ma come far funzionare in modo armonico ciò che è già presente.

Oggi molti gestori non si trovano ad affrontare una mancanza di strumenti, ma piuttosto un accumulo di sistemi aggiunti nel tempo. Soluzioni di pagamento, telemetria e piattaforme cloud hanno risposto ciascuna a esigenze specifiche, ma spesso sono state introdotte separatamente e questa separazione crea attriti nella gestione quotidiana.

Questo tema è ancora più rilevante oggi, perché l’ambiente del vending sta evolvendo rapidamente. I pagamenti contactless nell’area euro sono cresciuti di oltre il 15% su base annua nella seconda metà del 2024, confermando che velocità e semplicità sono ormai caratteristiche attese nel punto vendita. Parallelamente stanno emergendo nuovi modelli di pagamento nel vending, incluse le transazioni basate su QR che riducono la dipendenza dall’hardware e spostano gran parte dell’esperienza sullo smartphone dell’utente.

Anche la regolamentazione sta spingendo il settore nella stessa direzione. L’EU Data Act è già in vigore e la Instant Payments Regulation sta cambiando il modo in cui i gestori trattano la verifica delle transazioni, il controllo delle frodi ed i flussi in tempo reale. Allo stesso tempo, EVA sta ponendo grande attenzione sull’interoperabilità, e questo si concretizza con la presentazione a Venditalia 2026 di SmartLink, un nuovo protocollo di comunicazione pensato per permettere l’interazione diretta tra distributori automatici, sistemi di pagamento e software gestionali. Coges è attivamente coinvolta nei test di SmartLink, contribuendo a verificarne il funzionamento in condizioni operative reali, dove coerenza e affidabilità contano più della teoria.

Parallelamente, l’attenzione si sta spostando verso l’utente finale. Velocità del pagamento, affidabilità e meccanismi di fidelizzazione stanno diventando centrali nell’esperienza davanti al distributore; la telemetria non è più una novità, è parte delle gestioni da anni. La differenza oggi non è se una macchina può essere monitorata, ma quanto bene pagamenti, dati e interazione dell’utente riescano a funzionare insieme come un unico sistema.

È qui che molte operazioni iniziano a diventare più complesse del previsto. Aggiungendo nuovi metodi di pagamento e nuovi strumenti, i gestori finiscono spesso per lavorare su più sistemi in parallelo. Ognuno funziona, ma insieme richiedono più tempo e coordinamento, riducendo gradualmente parte dell’efficienza ottenuta con la digitalizzazione.
È esattamente per questo che in Coges progettiamo sistemi pensati per funzionare come uno solo. Non si tratta di aggiungere un altro livello di complessità, ma di ridurre la distanza tra pagamenti, connettività e dati macchina, affinché possano essere gestiti come un unico flusso operativo.

Questo approccio si riflette nel progetto di ibridazione cloud sviluppato insieme a Vendon. Nebular viene integrato con Vendon Cloud, combinando le funzionalità di entrambi in un unico ambiente che gira sulla piattaforma Vendon Cloud. In pratica, pagamenti e telemetria vengono gestiti nello stesso sistema, offrendo ai gestori una visione chiara e coerente delle transazioni, delle prestazioni dei distributori automatici e delle attività quotidiane in un unico posto, pur mantenendo la connessione con gli strumenti gestionali esistenti tramite API.

Non c’è nulla di realmente nuovo nelle singole tecnologie coinvolte. Ciò che sta cambiando è l’esigenza di farle lavorare insieme senza aggiungere complessità.

Qui risiede il prossimo passo per il mercato italiano. Non nell’aggiungere nuovi dispositivi o nuove funzionalità, ma nell’organizzare ciò che già esiste in un sistema più facile da gestire, più semplice da comprendere e meglio allineato con il modo in cui il business opera realmente.

Incontra Coges & Vendon a Venditalia. Un unico ecosistema di pagamento e telemetria - Un modo strutturato per gestire pagamenti, connettività e dati macchina all’interno di un unico sistema.

Mercoledì 15 aprile 2026

Venditalia 2026, il programma eventi tra consumi, tecnologia e sostenibilità

Venditalia 2026 non sarà soltanto una vetrina espositiva, ma anche un momento di aggiornamento e confronto sui principali temi che stanno attraversando il settore. Il calendario degli eventi, appena diffuso, accompagna i tre giorni di fiera a Rimini (6–8 maggio) con un percorso che tocca mercato, tecnologia e sostenibilità.

La giornata inaugurale del 6 maggio si aprirà con il tradizionale taglio del nastro, seguita dalla presentazione dello Studio di Settore della Distribuzione Automatica in Italia 2025 realizzato da Jakala. Un appuntamento particolarmente atteso, perché offrirà una fotografia aggiornata dei consumi e delle dinamiche del comparto. Nel pomeriggio spazio al Forum H24, dedicato al tema della sicurezza urbana e alla gestione dei negozi automatici, mentre in parallelo proseguiranno le occasioni di networking con l’aperitivo dei Giovani Imprenditori CONFIDA e il Gala Dinner al Grand Hotel di Rimini.

Il 7 maggio sarà invece centrato sull’innovazione. L’intelligenza artificiale sarà al centro di un incontro dedicato all’evoluzione dei modelli di business, mentre EVA SmartLink porterà l’attenzione su interoperabilità e standard tecnologici, un tema sempre più rilevante per l’integrazione dei sistemi. Nel pomeriggio, il workshop “Hotel of the Future” esplorerà le opportunità di sviluppo del vending nel mondo dell’hospitality, segmento che negli ultimi anni sta mostrando segnali di crescente interesse.

L’8 maggio si entrerà nel merito delle questioni più strategiche per il settore. Il focus sul regolamento europeo PPWR, in vigore dal prossimo 12 agosto, rappresenta uno dei passaggi più delicati per il vending, chiamato a comprendere impatti e possibili adattamenti operativi. A seguire, sostenibilità e gestione dell’offerta saranno al centro degli ultimi incontri, con un approfondimento sul Life Cycle Assessment e sul ruolo del category management come leva per migliorare vendite e marginalità.

Nel complesso, il programma eventi conferma la volontà di affiancare alla dimensione espositiva un contenuto sempre più strutturato, capace di accompagnare operatori e aziende in una fase di trasformazione che richiede strumenti di lettura e visione strategica.

Gruppo Illiria, “Tratti di pausa” trasforma il caffè in inclusione e arte

Un’iniziativa che unisce impresa e sociale. Nasce “Tratti di Pausa”, il nuovo progetto creativo frutto della collaborazione tra Gruppo Illiria e Fondazione ProgettoAutismo, con l’obiettivo di trasformare un gesto quotidiano in un’esperienza capace di raccontare inclusione, sensibilità e valore sociale.

La pausa caffè, spesso vissuta come un momento automatico della giornata, si trasforma così in uno spazio di incontro e riflessione. Da questa intuizione prende forma un’iniziativa che unisce creatività e impegno sociale, dando nuova vita ai distributori automatici, che diventano vere e proprie superfici narrative in grado di trasmettere emozioni, storie e valori.

Michele, il giovane artista di ProgettoAutismo, grazie alla sua sensibilità, è riuscito a tradurre concetti profondi in segni immediati ed essenziali. I suoi disegni raccontano una pausa caffè diversa, un tempo sospeso fatto di pensieri, relazioni e piccoli rituali quotidiani. Non semplici decorazioni, ma un invito a fermarsi, osservare, cogliere il significato nascosto dietro un gesto abituale e riconoscere l’unicità di ogni persona.

“Tratti di Pausa” rappresenta anche un concreto impegno sociale. Attraverso questa iniziativa, Gruppo Illiria sostiene ProgettoAutismo, realtà che ogni giorno promuove percorsi di crescita, opportunità e inclusione.

Martedì 14 aprile 2026

Perugia, gara ospedale da 1,6 milioni ancora nel caos

Certe storie non finiscono. Fanno dei giri immensi e poi ritornano... La gara per i distributori automatici dell’ospedale di Perugia continua a trascinarsi e adesso si apre un nuovo capitolo. IVS Italia ha infatti impugnato davanti al Tar dell’Umbria la delibera con cui il 25 febbraio scorso è stato affidato il servizio, chiedendo di sospendere l’efficacia dell’aggiudicazione e di rifare l’intera procedura.

Parliamo del lotto 2 della concessione bandita nel novembre 2023, quello che riguarda la distribuzione automatica di cibi e bevande calde e fredde nei padiglioni del Santa Maria della Misericordia. Il valore stimato è di 1.626.000 euro e la durata prevista è di 84 mesi. Un appalto quindi tutt’altro che marginale.

Il punto è che questa gara si porta dietro un contenzioso che va avanti da oltre due anni. Nel dicembre 2024 IVS era stata esclusa, mentre in corsa era rimasta Coiba. Ma nel luglio 2025 il Tar aveva già dato ragione alla società, chiarendo che l’amministrazione aveva utilizzato criteri non previsti dal bando, in una procedura costruita invece sul solo prezzo.

Dopo quella sentenza, nell’ottobre 2025 l’ospedale era stato costretto a riaprire la procedura, riammettendo IVS Italia e Gruppo Argenta e riportando la gara alla fase precedente la valutazione delle offerte. Sembrava il passaggio necessario per chiudere finalmente il dossier, invece siamo di nuovo al Tar.

La sensazione è che questa storia stia diventando il simbolo perfetto di ciò che non dovrebbe accadere in una gara pubblica di questo tipo. Perché quando un appalto da 1,6 milioni resta impantanato tra esclusioni, riammissioni e nuovi ricorsi, il problema non è più solo legale o amministrativo. Diventa un tema di credibilità della procedura.

Il vending incontra il liberty, quando il brand diventa esperienza

Non sembra proprio un distributore automatico qualsiasi. È questo il punto che emerge osservando una macchina Leone 1857 installata all’interno di un centro commerciale, capace di distinguersi immediatamente per stile e coerenza.

Il colpo d’occhio è evidente. In un contesto contemporaneo, fatto di flussi veloci e formati standardizzati, la macchina Leone introduce un’estetica precisa, riconoscibile, perfettamente allineata al mondo del brand. Colori, grafiche e prodotti esposti come in una piccola boutique: non è solo un punto vendita automatico, è una trasposizione fedele dell’identità Leone.

Qui c’è un passaggio interessante per tutto il settore. Il vending non è solo servizio e funzionalità, ma può diventare anche esperienza e rappresentazione. Quando il brand decide di investire davvero nella macchina, il risultato cambia completamente: il distributore non è più solo un mezzo, ma diventa parte integrante della strategia.

Non è solo una questione estetica. È una scelta di posizionamento. In un mercato dominato da prodotti standardizzati, questa soluzione dimostra che anche nel vending si può costruire valore attraverso identità, percezione e qualità. Il prodotto non è più solo qualcosa da prendere velocemente, ma qualcosa da scegliere.

La domanda, a questo punto, è inevitabile. Quanti brand sono pronti a fare questo salto? Perché questa macchina dimostra una cosa molto semplice: il vending ha un potenziale enorme. E quando viene interpretato nel modo giusto, può diventare un vero asset.

Lunedì 13 aprile 2026

Venditalia 2026: il vero valore sono i 100 nuovi espositori

C’è un dato che più di ogni altro racconta Venditalia 2026: oltre 100 nuovi espositori. In una fase tutt’altro che semplice per il mercato, è questo il segnale più chiaro della vitalità del settore e della capacità della fiera di restare un punto di riferimento.

Permetteteci una prima considerazione. Non riusciamo davvero a capire perché qualcuno si soffermi ancora a chiedere come mai due o tre aziende non compaiano nell’elenco degli espositori. Davvero è questo il punto, quando dall’altra parte ci sono oltre 100 nuovi ingressi?

Per capirlo, forse vale la pena fare un passo indietro. Mettetevi per un attimo nei panni degli espositori. Chi vi scrive c’era già alla prima Venditalia del 1998, con una responsabilità operativa nell’organizzazione, e ricorda perfettamente cosa significava, per loro, avere allo stand la visita dei grandi gestori di allora. Vending System, Argenta, Serim, Mabel, Gesa, Liomatic. Quando arrivavano, si separavano le acque, la folla si spostava per farli passare, perché quello era il momento che poteva fare la differenza.

Oggi nessuna di quelle realtà esiste più con quel nome. Sono state assorbite, trasformate, in alcuni casi sono semplicemente scomparse. Ed è esattamente questo il punto: il mercato cambia continuamente. Non sono i singoli nomi a definire un settore, ma la sua capacità di rinnovarsi, di attrarre nuovi operatori, di generare nuove opportunità.

Se vogliamo valutare davvero il peso di una fiera, i parametri sono altri: quanti espositori partecipano, che cosa presentano, quanto riescono a rappresentare l’evoluzione del mercato. E da questo punto di vista il dato dei 100 nuovi espositori è semplicemente centrale. Non è un dettaglio, è la notizia.

Perché significa che ci sono aziende che investono, che credono nel vending, che scelgono Venditalia per presentarsi o rilanciarsi. Significa che il settore continua a muoversi, a cambiare pelle, a guardare avanti. Il vero valore di Venditalia 2026 sta soprattutto qui.

E poi c’è un altro elemento che non può essere ignorato. Per la prima volta Venditalia si sposta a Rimini. E al di là di ogni considerazione logistica o organizzativa, è inutile girarci intorno: a maggio è una location semplicemente perfetta. Un contesto che permette di unire lavoro e qualità del tempo, fiera e relazione, business e permanenza. Anche questo fa senz’altro parte dell’esperienza.

MatiPay acquisisce proprietà intellettuale di Currenza C2 e RM5 e completa la propria offerta per il vending

Con l’acquisizione della linea di business PayComplete/SuzoHapp dedicata alla distribuzione automatica, MatiPay assume la titolarità dei sistemi cash Currenza C2 e RM5 e consolida la propria proposta integrando gestione del contante, pagamenti cashless e telemetria in un’unica piattaforma per il vending.

MatiPay annuncia l’acquisizione della linea di business PayComplete/SuzoHapp dedicata al vending, assumendo la titolarità dei prodotti cash e la responsabilità della loro produzione e sviluppo.

L’operazione riguarda in particolare due sistemi ampiamente diffusi nel settore: le rendiresto Currenza C2 e i validatori di monete RM5, che continueranno il loro percorso all’interno della struttura industriale MatiPay. Inoltre Matipay sarà distributore esclusivo nel mercato europeo del valutatore di banconote Coinco Vantage.

Per gestori, costruttori di distributori automatici e operatori della filiera, l’acquisizione introduce un elemento di semplificazione: la possibilità di interfacciarsi con un unico interlocutore per l’intera architettura del pagamento automatico, dalla gestione del contante ai sistemi cashless fino alle soluzioni di telemetria.

Il primo messaggio per il mercato è la continuità. L’installato esistente continuerà a essere supportato all’interno di una struttura industriale solida, con responsabilità diretta sullo sviluppo e sull’evoluzione dei prodotti.

Il secondo è l’integrazione tecnologica. L’obiettivo è far evolvere progressivamente i sistemi cash acquisiti in coerenza con la strategia MatiPay, sfruttando le capacità della piattaforma digitale dell’azienda che già integra pagamenti cashless, connettività e gestione remota.

In un mercato in cui operatori e produttori richiedono sempre più stabilità tecnologica e visibilità sul supporto nel lungo periodo, MatiPay punta a ridurre la frammentazione tra componenti hardware e infrastrutture digitali.

La combinazione tra sistemi cash consolidati e piattaforme software proprietarie consente infatti di affrontare il vending con un approccio integrato: dalla gestione del contante all’esperienza di pagamento, fino al monitoraggio e alla gestione remota delle macchine.

Matteo Pertosa CEO di MatiPay ha dichiarato: “Con questa acquisizione completiamo la nostra architettura tecnologica per il vending. Partiamo da prodotti che il mercato conosce e li integriamo in una struttura che può garantire continuità industriale e sviluppo nel tempo.”

Venerdì 10 aprile 2026

A Parigi aprono 300 distributori gashapon, l’automatic retail trova nuovi spazi

Viene da chiedersi se nel vending non si stia sottovalutando da anni il vero potenziale della distribuzione automatica. Altrove diventa un canale capace di vendere qualunque prodotto e costruire esperienze di acquisto, mentre in Italia resta spesso ancorato a modelli consolidati. Il caso di Parigi è uno di quelli che obbligano a farsi qualche domanda.

Dal 4 aprile, al numero 37 di rue de Rivoli, ha aperto il primo punto vendita interamente dedicato ai gashapon in Francia, un format che ruota esclusivamente attorno alla distribuzione automatica di capsule a sorpresa. Niente scaffali tradizionali, ma circa 300 macchine allineate e un’offerta che arriva a sfiorare i 3.000 articoli tra gadget, miniature e oggetti da collezione.

Dentro le capsule non ci sono semplici gadget, ma un universo preciso che arriva direttamente dalla cultura pop giapponese e che oggi sta conquistando anche il pubblico europeo. Si trovano miniature di personaggi manga e anime, portachiavi, action figure, oggetti da collezione, piccoli giochi e accessori tematici. Serie limitate, edizioni stagionali e collaborazioni con brand e franchise rendono ogni capsule una sorpresa, ma soprattutto un meccanismo di acquisto ripetuto.

È proprio qui che sta la forza del modello. Non si compra un prodotto, si compra un’esperienza. Il cliente gira la manopola senza sapere cosa troverà dentro, e questo attiva una dinamica molto simile al gaming o alle carte collezionabili. Il risultato è un tasso di riacquisto altissimo, con utenti che provano più volte per completare una serie o trovare il pezzo desiderato.

Il progetto è legato a Bandai ed è realizzato in collaborazione con King Jouet, che gestisce operativamente il negozio. Lo spazio, di circa 150 metri quadrati, è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 e rappresenta una vera e propria trasposizione europea di un modello già consolidato in Giappone.

Il dato che colpisce è però economico. Il prezzo di partenza è intorno ai 5 euro a capsula e il meccanismo di acquisto, basato sulla casualità, porta facilmente a ripetere l’esperienza più volte. Tradotto: uno scontrino medio che può arrivare senza difficoltà tra i 15 e i 20 euro. Con 300 macchine operative nello stesso spazio, è evidente che i volumi generati possono essere tutt’altro che marginali.

Non si tratta quindi solo di un fenomeno curioso o di nicchia, ma di un modello che dimostra come la distribuzione automatica possa uscire dai confini tradizionali e diventare retail puro, esperienziale e ad alta marginalità. Ed è proprio questo il punto: forse il limite non è la macchina, ma il modo in cui continuiamo a utilizzarla.

Illy cresce ancora, ma nella filiera del vending resta una domanda aperta

Siamo sempre contenti quando un’azienda della filiera registra risultati positivi, perché significa che il settore nel suo complesso continua a creare valore. Allo stesso tempo però resta una sensazione difficile da ignorare: sembra quasi che si stiano vivendo due realtà parallele. Da un lato torrefattori che, pur in un contesto complesso, continuano a crescere e a chiudere bilanci solidi; dall’altro tanti gestori che faticano sempre di più a mantenere marginalità adeguate. Non è una polemica, ma una domanda che meriterebbe forse qualche riflessione in più da parte di tutta la filiera: siamo davvero così convinti che il prezzo del caffè praticato oggi ai clienti dei torrefattori sia, in questo momento, così equo?

In questo contesto si inseriscono i risultati 2025 di illycaffè, che chiude l’anno con ricavi consolidati pari a 700 milioni di euro, in crescita dell’11% a cambi correnti e del 12% a tassi di cambio costanti. Si tratta del quarto anno consecutivo di sviluppo sostenuto, trainato dall’aumento dei volumi nei principali mercati.

La crescita è diffusa ma con alcune accelerazioni particolarmente significative: l’Italia segna un +14%, gli Stati Uniti un +20% a cambi costanti e l’Europa un +23%. Numeri che confermano la capacità del gruppo di rafforzare il proprio posizionamento internazionale anche in una fase di forte volatilità.

Sul fronte economico, illy registra un EBITDA pari a 90 milioni di euro e un utile netto di 20 milioni, in calo rispetto all’anno precedente, mentre la posizione finanziaria netta si attesta a 197 milioni. A pesare è soprattutto il forte aumento del costo del caffè verde, con un prezzo medio salito a 368 centesimi per libbra, oltre il 50% in più rispetto al 2024 e circa tre volte la media storica. Nel corso del 2025 il gruppo ha inoltre completato due acquisizioni strategiche, rilevando il 100% del distributore svizzero illycafè AG e l’80% di Capitani, attiva nelle macchine da caffè. L’amministratore delegato Cristina Scocchia (in foto) ha evidenziato come il gruppo abbia continuato a crescere anche in un contesto particolarmente complesso, segnato dall’aumento senza precedenti del costo della materia prima.

Giovedì 9 aprile 2026

Raee professionali, l’Italia resta indietro e nel conto ci sono anche i DA

Per anni è stato uno dei temi più discussi quando si parlava di sostenibilità e fine vita delle apparecchiature. Poi, quasi all’improvviso, i RAEE sono usciti dal radar. Non se ne parla praticamente più, anche nel settore, ma il problema non solo non è risolto, sta diventando sempre più evidente. E riguarda da vicino anche il vending.

La raccolta dei RAEE professionali in Italia continua infatti a muoversi troppo lentamente. Tra le apparecchiature coinvolte ci sono anche i distributori automatici, insieme a banchi frigo, macchine per la lavorazione alimentare, sistemi di climatizzazione e altre attrezzature utilizzate nei contesti professionali.

Il quadro generale resta critico. In Italia vengono raccolte e avviate a riciclo circa 500.000 tonnellate di RAEE, pari a circa il 30% dell’immesso sul mercato, a fronte di un target europeo fissato al 65%. Di questo flusso, circa il 31% è rappresentato dai RAEE professionali, una quota tutt’altro che marginale.

Qualche segnale di crescita c’è, ma non basta. Il tasso complessivo di raccolta resta inferiore al 30%, perché l’immesso sul mercato continua a crescere più velocemente. Il nodo principale è la gestione del fine vita. La dismissione delle apparecchiature professionali passa spesso attraverso canali non strutturati, con una perdita di tracciabilità che penalizza i sistemi ufficiali. Anche gli strumenti già previsti, come il ritiro uno contro uno, non risultano applicati in modo uniforme.

Per il vending il tema è tutt’altro che teorico. Ogni sostituzione di una macchina apre una questione concreta su come viene gestito il fine vita. Anche il nuovo Accordo di Programma per la gestione dei RAEE nella distribuzione si inserisce in questo contesto, ma i numeri indicano chiaramente che la partita è ancora aperta. E che riportare i RAEE professionali al centro del dibattito non è più rinviabile.

Coldiretti torna a puntare il dito contro il vending nelle scuole

E figurati se Coldiretti si lasciava scappare l’occasione della Giornata mondiale della salute. Puntuale come un orologio, il 7 aprile è arrivato l’ennesimo affondo contro i cibi ultra processati nelle scuole, con un bersaglio che ormai conosciamo bene: i distributori automatici. Snack, bibite zuccherate e prodotti confezionati finiscono ancora una volta sotto accusa.

La richiesta è chiara, via il junk food dallevending machine, sostituendolo con prodotti freschi, locali e di filiera corta. Un’impostazione che Coldiretti porta avanti da tempo e che si inserisce in un percorso più ampio, già formalizzato anche nel Manifesto per l’educazione alimentare.

A supporto vengono richiamati i dati sui consumi dei più giovani, con una presenza significativa di snack e bevande zuccherate nelle abitudini quotidiane. È il classico schema che conosciamo, il problema è complesso, ma il distributore resta il simbolo più facile da colpire.

Il punto, ancora una volta, non è negare il tema della qualità alimentare. Il punto è capire se si vuole affrontare seriamente il problema, oppure continuare a trasformare il vending nel capro espiatorio perfetto ogni volta che si parla di alimentazione nelle scuole.

Mercoledì 8 aprile 2026

Il "concliente". Quando è il tuo cliente a farti concorrenza...

Sembra una normale centrale elettrica industriale. Uno di quei quadri appesi al muro che nessuno guarda mai. Poi la apri. E dentro trovi tutt’altro: macchine del caffè, capsule, zucchero, latte, bicchieri. Una vera e propria centrale operativa parallela. Organizzata, funzionante, utilizzata ogni giorno. Non è un caso isolato. È una realtà che molti gestori conoscono fin troppo bene.

Il problema è semplice, ed è anche il più difficile da accettare. Non è un concorrente esterno. Non è un altro operatore. È il cliente. O meglio, i dipendenti del cliente, che si organizzano e si creano un’alternativa interna al vending. Più economica, più “controllabile”, apparentemente più conveniente.

Nasce così il “concliente”. Quello che firma il contratto e poi, di fatto, ti fa concorrenza dentro casa sua. Le conseguenze sono immediate. Le battute calano, spesso senza una spiegazione apparente. I conti iniziano a non tornare. E quando vai a capire cosa succede, trovi queste situazioni. Armadietti trasformati in punti caffè paralleli, spesso nascosti, ma neanche troppo.

Una prima stima parla di circa 30 milioni di consumazioni perse ogni anno in Italia per effetto di queste pratiche. Numeri che non finiscono nei report ufficiali, ma che pesano eccome sui bilanci delle gestioni.

E poi c’è il tema, ancora più delicato, dei contratti. Perché nella maggior parte dei casi esiste un accordo chiaro tra azienda e gestore. Un equilibrio che viene aggirato, non sempre in modo esplicito, ma nei fatti. Il punto non è demonizzare chi cerca di risparmiare qualche centesimo sul caffè. Il punto è che così il servizio non sta più in piedi e per accorgersene non servono analisi complesse. Basta aprire qualche armadietto nascosto.



Contro la desertificazione commerciale, gli H24 salvano i comuni montani

La montagna friulana prova a rispondere alla desertificazione commerciale con una soluzione concreta, e per certi versi inevitabile: l’automazione. La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato un bando da 700 mila euro per realizzare punti di approvvigionamento h24 di beni di prima necessità nei piccoli comuni montani.

Il provvedimento riguarda circa 40 amministrazioni sotto i mille abitanti, territori dove il tema non è più la competizione tra formati commerciali, ma la possibilità stessa di avere un servizio. In molti di questi contesti, il negozio tradizionale ha già chiuso o fatica a restare aperto, semplicemente perché non ci sono più i numeri per sostenerlo.

È qui che il negozio automatico cambia completamente prospettiva. Non è un concorrente, è un abilitatore di servizio. Le aree dedicate all’acquisto automatizzato, finanziabili fino a 100 mila euro, e i progetti più strutturati fino a 350 mila euro, rappresentano una risposta operativa a un problema reale: garantire accesso a beni essenziali anche dove il commercio tradizionale non è più sostenibile.

La procedura a sportello, con anticipo fino al 70%, punta ad accelerare l’attivazione dei progetti, mentre l’obbligo di mantenere il servizio per almeno tre anni conferma che non si tratta di soluzioni temporanee. Il distributore automatico diventa a tutti gli effetti un’infrastruttura di prossimità.

Il punto è chiaro: nei piccoli comuni il negozio automatico è spesso l’unica alternativa alla desertificazione commerciale. Non toglie spazio al commercio, lo sostituisce quando non è più possibile mantenerlo e garantisce che un servizio continui ad esistere.

Martedì 7 aprile 2026

L'incubo del deposito cauzionale. Pubblicate le prime linee guida sul PPWR

L’Europa ha pubblicato le prime linee guida e le FAQ sul regolamento imballaggi, iniziando a chiarire un passaggio cruciale per il settore beverage: la raccolta di bottiglie e lattine. L’obiettivo è preciso, entro il 1° gennaio 2029 gli Stati membri dovranno raggiungere il 90% di raccolta separata per contenitori fino a 3 litri, con un ruolo centrale affidato ai sistemi di deposito cauzionale.

Il vending purtroppo entra nel perimetro della norma. Tutto il comparto delle bottiglie PET e delle lattine è coinvolto. Ma le linee guida, pur chiarendo il quadro generale, non affrontano in modo esplicito il caso della distribuzione automatica, lasciando aperta una zona grigia che può diventare un problema operativo.

Il regolamento costruisce gli obblighi attorno alla figura del distributore finale, cioè chi mette il prodotto a disposizione del consumatore. Una definizione ampia, che può includere anche il vending. Ma il modello descritto presuppone un punto vendita in grado di ritirare i vuoti e restituire la cauzione. Ed è qui che il sistema si inceppa.

Il vending non è un punto vendita tradizionale. È una rete non presidiata, diffusa, che occupa spazi minimi e senza gestione diretta del reso. Può raccogliere gli imballaggi, ma non è strutturato per restituire la cauzione senza introdurre soluzioni dedicate (reverse vending machines), totalmente impossibili da sostenere su larga scala.

La partita ora si sposta sugli Stati membri. Le linee guida non sciolgono il nodo e lasciano spazio alle scelte nazionali. Nel frattempo il settore si è già mosso: CONFIDA ha chiesto da tempo che la distribuzione automatica venga esentata da questi obblighi, ritenuti non compatibili con il funzionamento del canale. È su questo terreno che si giocherà la partita nei prossimi mesi.

Segafredo si prende On Caffè e accelera su capsule e cialde

Segafredo mette le mani su On Caffè e rafforza in modo netto il proprio presidio nel mondo del porzionato. L’operazione porta nel perimetro di Massimo Zanetti Beverage Group un produttore italiano attivo nel segmento capsule e cialde, con l’obiettivo dichiarato di spingere ancora di più sul single serve.

Il punto più interessante è che l’acquisizione non viene presentata come una semplice operazione commerciale, ma come un tassello di integrazione industriale. In altre parole, Segafredo non si limita a comprare un marchio o una capacità produttiva, ma costruisce in Italia un hub dedicato a innovazione, produzione e sviluppo del porzionato.

On Caffè Factory parte da una capacità di circa 300 milioni di capsule l’anno, con un obiettivo molto ambizioso: arrivare a 800 milioni nei prossimi cinque anni. La leva, secondo quanto comunicato dal gruppo, sarà anche la rete internazionale già presidiata da MZBG, presente in oltre 100 Paesi.

C’è poi un messaggio di mercato che va letto con attenzione. Segafredo, storicamente fortissima nel fuori casa e nell’espresso da bar, vuole adesso portare quella stessa identità anche nel consumo domestico. È un passaggio che dice molto su come si sta muovendo il caffè italiano, sempre più deciso a presidiare tutti i canali, dal bar fino alla capsula.

Per chi osserva il settore, il segnale è chiaro. Il porzionato continua a essere considerato un segmento strategico, non marginale. E quando un gruppo come Segafredo decide di accelerare così, significa che la partita di capsule e cialde è tutt’altro che secondaria.

Venerdì 2 aprile 2026

LUTTO NEL MONDO DEL VENDING

Addio a Ettore Salvagnin, tra i pionieri del vending italiano

È venuto a mancare Ettore Salvagnin, figura storica del vending italiano e tra i protagonisti di una stagione che ha costruito le basi del settore così come lo conosciamo oggi.

Commerciale dell’Automatic di Verona, nel 1976 decide di intraprendere un percorso imprenditoriale fondando DAC, realtà attiva nella distribuzione di distributori automatici e prodotti per il vending. Una scelta che racconta bene lo spirito di quegli anni, quando il settore era ancora tutto da costruire e servivano visione, capacità commerciale e una forte presenza sul territorio.

Nel corso del tempo Salvagnin è stato anche uno dei soci di riferimento di Trivending, contribuendo allo sviluppo di una realtà che oggi rappresenta la principale rivendita del Veneto. Un percorso lungo, coerente, sempre legato al lavoro e alle relazioni costruite negli anni.

Per chi scrive, però, il ricordo va oltre il profilo professionale. Ettore era anche un amico. Negli anni ho avuto modo di incontrarlo molte volte, anche alle feste di Natale di Trivending, a cui sono sempre stato invitato e che nel tempo sono diventate una piacevole tradizione. La foto che pubblichiamo è proprio di una di quelle serate, Natale 2019.

C’era poi un elemento che lo definiva in modo particolare: era alpino, e ne era profondamente orgoglioso. Un tratto che non era solo simbolico, ma che si ritrovava nel suo approccio alla vita e al lavoro, fatto di serietà, senso di appartenenza e rispetto.

Con la scomparsa di Ettore Salvagnin se ne va un pezzo di quel vending che ha costruito, giorno dopo giorno, il nostro settore.


 

Buona Pasqua a tutti i nostri lettori!

Il vending non si ferma mai davvero, ma ogni tanto è giusto rallentare un attimo, ricaricare le energie e ricordarsi che dietro le macchine ci sono persone, storie e soprattutto una comunità che ogni giorno si confronta, discute e cresce insieme. A tutti voi che ci leggete, che scrivete, che criticate e che contribuite a rendere Fantavending quello che è, auguriamo una Pasqua serena.

Ci risentiamo presto, news e commenti torneranno martedì 7 aprile

Giovedì 2 aprile 2026

Gasolio oltre 2 euro, senza proroga dopo Pasqua si vola a 2,30 al litro

Il prezzo del gasolio torna a correre e supera di nuovo la soglia dei 2 euro al litro. In diverse aree del Paese si registrano valori ancora più alti, confermando una dinamica in accelerazione nelle ultime settimane.

A spingere i listini è soprattutto il prezzo industriale, in costante aumento. Nell’ultima settimana si registra un incremento di circa un centesimo al litro, che diventa di circa 20 centesimi rispetto a metà marzo. Un segnale chiaro: la pressione a monte della filiera resta elevata e continua a scaricarsi sui prezzi alla pompa.

Il vero punto però è un altro. Il taglio temporaneo delle accise, che ha finora contenuto i prezzi, è in scadenza nei primi giorni di aprile. Una misura che ha ridotto il costo del carburante di circa 20-25 centesimi al litro e che oggi rappresenta l’unico vero argine a nuovi rialzi.

Se non arriverà una proroga nei prossimi giorni, subito dopo le festività pasquali il gasolio potrebbe salire fino a circa 2,30 euro al litro. Uno scenario che riporterebbe i prezzi sui livelli più critici già visti nel 2022, con un impatto diretto sui costi di trasporto e su tutta la filiera.

Per i gestori del vending l’impatto sarebbe immediato. Il costo del carburante incide direttamente sulla logistica, sui rifornimenti e sull’organizzazione dei giri, e un livello stabile sopra i 2 euro al litro, con punte verso i 2,30, rischia di compromettere ulteriormente gli equilibri economici già messi sotto pressione negli ultimi mesi.

Road to Venditalia. Bianchi Industry: novità, innovazioni e soluzioni su misura

Bianchi Industry è lieta di invitare visitatori, partner e operatori del settore a Venditalia 2026, l’evento di riferimento per il mondo del vending, dove l’azienda sarà protagonista con una proposta completa e fortemente orientata all’innovazione. Lo stand Bianchi Industry sarà situato al centro del Padiglione B1, Stand 070.

In fiera l’azienda presenterà la propria offerta a 360 gradi, con soluzioni pensate per rispondere alle diverse esigenze del mercato:
  • con Bianchi Vending saranno protagoniste le più recenti evoluzioni delle gamme di distributori automatici, progettate per offrire qualità dell’erogazione, efficienza energetica e massima flessibilità nelle diverse tipologie di location. Accanto ai modelli più affermati, saranno presentate nuove configurazioni e sviluppi tecnologici che anticipano le tendenze del settore, con soluzioni pensate per migliorare l’esperienza dell’utente finale e supportare gli operatori nella gestione quotidiana.
Spazio anche alle soluzioni dedicate al consumo di acqua, sviluppate per ambienti di lavoro e spazi condivisi, con una crescente attenzione ai temi del benessere, della sostenibilità e della personalizzazione dell’offerta.

  • con Bianchi Coffee Solutions l’attenzione sarà sulle macchine table top pensate per uffici, hospitality e nuovi format di consumo del caffè. Soluzioni compatte e tecnologicamente evolute, progettate per offrire qualità in tazza, semplicità di utilizzo e versatilità applicativa.

  • Non mancherà naturalmente la presenza di Brasilia, marchio storico e punto di riferimento internazionale nel mondo dell’espresso professionale, che porterà in fiera tutta la propria esperienza e tradizione nella cultura del caffè.

In occasione di questa edizione di Venditalia, Bianchi Industry presenterà anche una novità speciale: un’area esclusiva accessibile su invito, dove i visitatori potranno scoprire e vivere tutto ciò che l’azienda è in grado di realizzare oltre lo standard. Uno spazio dedicato a soluzioni personalizzate, progetti su misura e macchine sviluppate per esigenze specifiche e mercati differenti. Venditalia sarà quindi l’occasione per incontrare il team Bianchi Industry, condividere visioni, esplorare nuove tecnologie e creare nuove opportunità di business.

Mercoledì 1 aprile 2026

Polizze catastrofali, ieri la scadenza per gli h24

Ieri è scaduto il termine per la sottoscrizione delle polizze catastrofali per le attività di somministrazione di alimenti e bevande. Una scadenza che ha riguardato anche una parte del mondo della distribuzione automatica, in particolare i negozi automatici h24, cioè i locali esclusivamente dedicati alla somministrazione tramite distributori.

Per queste realtà, l’inquadramento normativo è diretto e non lascia particolari margini di interpretazione. La disciplina della somministrazione si applica anche ai distributori automatici quando l’attività è svolta in locali dedicati, e di conseguenza anche la proroga al 31 marzo 2026. Da qui la scadenza di ieri.

Diverso, invece, il quadro per il vending tradizionale. Le aziende che operano installando e gestendo distributori presso sedi di terzi non rientrano nella proroga prevista per la somministrazione. In questo caso, il termine per l’adeguamento era già fissato al 31 dicembre 2025.

Il risultato è una distinzione netta all’interno dello stesso settore. Da una parte gli h24, che hanno avuto più tempo e hanno visto scadere ieri l’obbligo. Dall’altra i gestori vending, per i quali la partita si è chiusa da mesi, almeno dal punto di vista delle tempistiche previste dalla normativa.

L’eventuale mancata sottoscrizione della polizza non comporta automaticamente una sanzione diretta, ma può incidere sull’accesso a contributi, incentivi e agevolazioni pubbliche. Un aspetto che, per molte imprese del vending, pesa più di qualsiasi multa.

Road to Venditalia: il villaggio Confida ti aspetta!

CONFIDA sarà presente a Venditalia 2026 con un’area dedicata nel padiglione B2 di Fiera Rimini. La parte centrale sarà l’ospitalità, uno stand dedicato agli associati in cui fermarsi per un breve momento di relax, con un catering sempre disponibile, tavoli e salottini dove dialogare con clienti e partner. Lo staff di CONFIDA sarà sempre presente nell’area ospitalità per rispondere alle domande dei propri associati sul mondo del vending e sui servizi dell’associazione.

Intorno all’area ospitalità, si svilupperà un vero e proprio “Villaggio CONFIDA”, uno spazio espositivo che ospiterà diversi servizi anche grazie alla presenza di alcuni partner dell’associazione.

Tra questi, l’associazione europea del vending EVA che quest’anno presenterà il nuovo protocollo informatico di comunicazione delle vending machine SmartLink, organizzando anche delle dimostrazioni.

Un desk dedicato a RiVending in cui sarà possibile approfondire il progetto di economia circolare degli imballaggi in plastica promosso da CONFIDA, Corepla e Unionplast.

Quattro desk di partner dell’associazione: Jakala, società di consulenza specializzata nell’analisi dei dati e partner tecnico dello Studio di Settore CONFIDA; E.ON Energia, uno dei principali operatori energetici in Europa fornitore di energia elettrica e gas e soluzioni sostenibili, digitali e rinnovabili; OPA, broker assicurativo specializzato nel settore del vending e RADIUS fornitore di carte carburanti e soluzioni di mobilità per flotte aziendali.

Ci sarà anche un’area dedicata alle riviste di settore: Vending News, Vending Magazine e DA Italia / Fantavending

E ancora, una sala meeting da 14 persone che sarà a disposizione degli associati previa prenotazione.

Infine, CONFIDA gestirà l’area VENDITALIA TALKS che proporrà nei tre giorni della fiera un ricco palinsesto di convegni ed eventi.

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