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Venerdì 24 Ottobre 2025

Il vending senza rete cade e si fa molto male

Ieri mattina l’Italia si è trovata improvvisamente scollegata. La rete Fastweb, uno dei principali operatori nazionali, ha registrato un guasto esteso che ha mandato in tilt per ore internet, telefoni e servizi collegati in molte città. Scuole, aziende e pubbliche amministrazioni si sono ritrovate isolate, con migliaia di segnalazioni di disservizio su Downdetector.

Pochi giorni prima, a livello globale, era toccato a Amazon Web Services (AWS), la più grande piattaforma cloud del mondo. Un problema tecnico nell’area US-EAST-1 aveva mandato offline per ore siti, app e piattaforme tra le più utilizzate, compresi servizi bancari e sistemi di pagamento.

Mettere insieme questi due episodi, distanti solo pochi giorni, ci consegna un quadro inquietante. Viviamo in un mondo in cui ogni attività è interconnessa, e basta un singolo malfunzionamento per bloccare intere filiere. Nel vending, dove quasi tutto ormai viaggia su rete, dai pagamenti elettronici ai sistemi di telemetria, dal monitoraggio remoto, un’interruzione di questo tipo può significare ore o giorni di paralisi. Distributori muti, pagamenti non autorizzati, carichi non aggiornati, assistenza che non riceve segnalazioni.

Un altro aspetto fondamentale che proprio il mondo del vending non può permettersi di trascurare è quello della memorizzazione dei corrispettivi: è attraverso questo meccanismo che si certificano gli incassi delle vending machine, che si generano i dati per la tassazione e che si rispettano le regole fiscali italiane. Questo significa che quando la rete è ferma, o il sistema cloud è in tilt, non si tratta solo di sospendere le vendite o perdere incassi: si rischia anche di non trasmettere i dati dei corrispettivi, con potenziali ripercussioni fiscali, sanzioni o problematiche di regolarità.

La domanda è inevitabile: chi paga quando si ferma tutto? L’operatore di rete, il fornitore del gestionale, il gestore che perde incassi o l’azienda che non ha previsto un piano di emergenza? La verità è che il confine delle responsabilità è ancora troppo labile, e la consapevolezza dei rischi informatici nel vending non è cresciuta alla stessa velocità della digitalizzazione.

Forse è il momento di guardare con più realismo al futuro “smart” del nostro settore. Non basta collegare, serve anche proteggere. Doppie connessioni, sistemi di backup, pagamenti offline, protocolli di emergenza e contratti che tutelino dai disservizi: piccoli accorgimenti che possono evitare grandi danni. Perché se c’è una cosa che gli ultimi giorni ci hanno insegnato è che quando la rete cade, il vending, come tutto il resto, rischia di restare al buio.

350 collaboratori del Gruppo Illiria a Udine per condividere il futuro

Oltre 350 collaboratori provenienti da tutta Italia si sono ritrovati sabato scorso negli headquarter del Gruppo Illiria a Udine per una giornata interamente dedicata alla condivisione e alla crescita. L’incontro, fortemente voluto dall’amministratore delegato Mario Toniutti, ha rappresentato un momento di coesione tra le diverse sedi e divisioni operative del gruppo, una delle realtà leader del vending italiano.

L’obiettivo era chiaro: rafforzare il senso di appartenenza e far sentire ogni collaboratore parte di un’unica grande squadra. "Molti colleghi non conoscevano la sede principale, volevamo che vedessero da vicino il cuore pulsante di Illiria", ha spiegato Toniutti, sottolineando l’importanza del capitale umano come primo motore di sviluppo.

Il raduno arriva in un momento in cui il settore della distribuzione automatica sta affrontando un calo medio del 5% nei volumi, secondo i dati Confida. Nonostante ciò, il Gruppo Illiria continua a crescere e investire, puntando sulla resilienza e sull’innovazione come leve strategiche.

"La resilienza ci ha accompagnato negli anni più difficili e continua a essere la nostra bussola", ha dichiarato Toniutti, anticipando che il 2025 si chiuderà con circa 75 milioni di euro di fatturato e l’obiettivo di raggiungere i 90 milioni entro il 2026. Una prospettiva ambiziosa, che parte da un forte spirito di squadra e da una visione condivisa del futuro del vending.

 


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