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Iperammortamento 2026, firmato il decreto: aumenta la burocrazia
Il nuovo iperammortamento 2026 si avvicina all’operatività, ma insieme agli incentivi aumentano anche gli adempimenti burocratici. Secondo le prime analisi del decreto attuativo firmato nei giorni scorsi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le comunicazioni obbligatorie al GSE salirebbero infatti da 3 a 5 rispetto allo schema inizialmente previsto. La misura, molto attesa anche dal mondo del vending, dovrebbe tornare a sostenere gli investimenti in tecnologie 4.0 con aliquote che, secondo le anticipazioni circolate nelle ultime settimane, arriverebbero fino al 180% per alcune fasce di investimento. Tuttavia il nuovo impianto normativo appare decisamente più strutturato e controllato rispetto al vecchio iperammortamento degli anni passati. Tra gli elementi che stanno facendo discutere maggiormente c’è proprio l’aumento della documentazione richiesta alle imprese. Oltre alla comunicazione preventiva e a quella finale, il nuovo sistema prevederebbe infatti ulteriori passaggi legati alla conferma degli investimenti, al monitoraggio annuale e alla gestione del piano di ammortamento. Un’impostazione che diverse associazioni di categoria hanno già definito più complessa e burocratica. Secondo le indicazioni emerse nelle ultime ore, l’operatività concreta del provvedimento potrebbe arrivare tra l’inizio e la metà di giugno, una volta completati gli ultimi passaggi amministrativi, tra cui pubblicazione ufficiale, registrazione e apertura della piattaforma GSE. Per il settore della distribuzione automatica il tema è particolarmente delicato, perché il nuovo iperammortamento potrebbe rappresentare uno strumento importante per sostenere investimenti in telemetria, sistemi di pagamento evoluti, automazione e digitalizzazione. Allo stesso tempo però cresce la preoccupazione che procedure troppo complesse possano rallentare soprattutto le piccole e medie imprese del comparto.
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