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Venerdì 27 Febbraio 2026

Filtri a Venditalia

Ciao sono interessato alle cartucce filtro. Potete dare maggiori dettagli sul progetto che avete pubblicato. Costi, ecc, ecc...

Fantavending ma quando costano i filtri di questo nuovo progetto ClessHydra?

Maggiori info sulle cartucce di cui parlavate ieri non è possibile? Si risparmia?

Dalle prime indiscrezioni che iniziano a filtrare i risparmi saranno importanti, ma per avere maggiori informazioni bisogna aspettare. Il progetto ClessHydra sarà presentato a Venditalia e non manca molto al 6 maggio, primo giorno di apertura della fiera a Rimini.  Tra l'altro abbiamo visto tra gli espositori altre aziende e new entry nel mondo della filtrazione, quindi il tema sarà al centro di Venditalia e i gestori potranno vedere diverse soluzioni, da quelle tradizionali alle più innovative.

Ma quando riparte?

Aiutoooo! Qui tutti abbiamo l'impressione che il 2026 sia peggio del 2025, che già era andato male. Noi abbiamo perso tanto a gennaio e qualcosa anche a febbraio. Ma quanto riparte sto benedetto settore?

Possiamo dirti con sufficiente certezza che gennaio è andato male un po' per tutti, ma per motivi noti: è partito tardi con le riaperture e ha un giorno lavorativo in meno del 2025. Su febbraio non abbiamo ancora i numeri, anche perché non è finito, ma la sensazione è di una sostanziale parità con l'anno precedente, non una discesa. Ai primi di marzo cercheremo di essere più precisi.

Giovedì 26 Febbraio 2026

Ipocrisia

Buonasera, immagino che i queste ore vi stiano arrivando un sacco di commenti sui contratti vending. Sarei davvero curioso di leggerli tutti, ma tanto so benissimo cosa dicono. L'ipocrisia più grande è che tutti parlano del bene del settore. Da una parte i grandi gruppi e le gestione strutturate che dicono che se ci sono contratti solidi è un bene per l'intero settore, dall'altra i piccolini che dicono che è assurdo ci siano contratti blindati anche se il servizio è pessimo e che il settore avrebbe un beneficio a inserire clausole di recesso più semplici...
Quanta falsità... Non gliene sbatte a nessuno del settore. Uno vuole conservare le postazioni i più a lungo possibile e l'altro le vuole prendere prima possibile, tutto solo per gli interessi personali. Credetemi nessuno ha nobili intenti ma solo accaparrarsi un posto alla mangiatoia...

Storicamente gli imprenditori guardano prima alla propria azienda e poi al settore. È umano, prima si difende il proprio perimetro, poi si ragiona su altro. È vero anche che nei contratti c’è interesse da entrambe le parti. Chi è strutturato vuole consolidare le postazioni, chi è più piccolo vuole entrarci. Negarlo sarebbe ipocrita.
Il punto però è un altro. Se ognuno pensa solo a “tenere” o “prendere” senza preoccuparsi dell’equilibrio complessivo, alla lunga il sistema si indebolisce. Un settore percepito come instabile, litigioso e senza regole condivise diventa meno attrattivo e meno valorizzabile.
E qui la miopia costa. Perché un comparto sano, con regole chiare e una minima stabilità, è una garanzia di continuità nel tempo per tutti, grandi e piccoli.
Forse il vero salto di qualità non è eliminare i conflitti di interesse, che esisteranno sempre, ma imparare a governarli con un po’ più di visione collettiva.

Voglia di lavorare

Ciao Fantavending, con un paio di colleghi ci stavamo chiedendo se non vale la pena di aprirci noi una gestioncina e continuare da soli, piuttosto che aspettare che arrivino i tagli e dover andare a casa. Non sarà un gran momento per partire, ma la voglia di lavorare non ci manca.

Il vending italiano è diventato grande così, con operatori che decidevano di mettersi in proprio e fondare nuove realtà. Quindi non c'è niente di male a voler aprire una propria gestione, ma vi avvertiamo, la voglia di lavorare non basta, serve una ferrea determinazione, competenze tecniche e qualche capitale di partenza, altrimenti l'impresa è davvero molto complicata.

Mercoledì 25 Febbraio 2026

Sopra le ottomila

Mio padre, pioniere di questo mestiere, mi diceva sempre che i gestori riescono anche a essere corretti tra di loro, ma solo se la postazione non supera le diecimila battute... Adesso che c'è tanta fame in giro, secondo me anche sopra le 8.000. Infatti se ci sono numeri interessanti in ballo allora i gestori si dimenticano qualsiasi cosa, anche dei parenti stretti. Non mi sorprendo quindi che per un appalto milionario come quello delle scuole in Alto Adige, arrivino a contestarsi anche il chilometro zero, pure se sanno benissimo che iniziano una faida che porterà solo guai a tutti...

Le contestazioni sui CAM sono un argomento molto delicato, il rischio che le PA inizino a essere ancora più fiscali su alcune categorie di prodotti che sono spesso e oggettivamente davvero difficile da reperire, è reale.
Sulle 8.000 battute come soglia in cui inizia un certo ottenebramento delle facoltà, siamo abbastanza d'accordo, si vede che quando si supera quota ottomila inizia a mancare l'ossigeno...

Davanti ad una vending

La E 61 presente nel film di De Andrè l'ha consegnata mio figlio Simone a Roma ,è andato di persona con il nostro furgone, è stata una bella soddisfazione per noi in quel tempo ormai lontano. La E 61 in questione fa parte del ns museo che quando andrò in pensione allestirò per tenere vivo il ricordo e spiegare ai giovani da dove siamo partiti e cos'era allora la distribuzione automatica.

Ho guardata su Raiplay la puntata su De André. La cosa molto bella è che lui e Dori Ghezzi si innamorano davanti ad una vending machine..Spesso si sottovaluta quando sia socialmente rilevante il ruolo delle aerea break nelle aziende!

Che bella questa doppia testimonianza. Da una parte c’è chi quella Fema E61 l’ha caricata sul furgone e consegnata di persona, con l’orgoglio di chi sa di aver fatto un pezzo di strada nella storia del vending. Dall’altra c’è chi coglie un dettaglio che ai più sfugge: due persone che si incontrano e si innamorano davanti a una macchina del caffè. È proprio questo il punto. Il distributore automatico non è solo una machina... È un presidio quotidiano di socialità. Nelle aziende, negli studi di registrazione (come nella fiction), negli ospedali, nelle scuole, l’area break è uno spazio neutro dove le gerarchie si abbassano, le tensioni si sciolgono e le relazioni nascono.

Martedì 24 Febbraio 2026

Boxe ARD

Vi scrivo per segnalare, con un filo di ironia ma attenendomi ai fatti, un episodio avvenuto presso una filiale di un grande gruppo. Durante il normale servizio, si è verificato un breve “incontro di boxe” tra due caricatori. Nessun titolo in palio, se non forse quello di campione del distributore automatico. L’episodio è stato sufficientemente animato da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, a testimonianza del clima decisamente… vivace che talvolta caratterizza le nostre tranquille filiali... Fortunatamente la situazione si è risolta senza conseguenze rilevanti. A presto per aggiornarvi

Ci spiace, perché il lavoro dell'ARD è già abbastanza impegnativo tra turni serrati, pressioni quotidiane e clienti esigenti, che un incontro di boxe tra colleghi proprio non ci sta. Detto questo, sarebbe poco onesto non riconoscere che è un periodo in cui il nervosismo è diffuso un po’ ovunque. La tensione umana si può capire, la rissa no. Nel nostro settore servono professionalità e rispetto reciproco, non guantoni.

Contratti Vending

Se il cliente richiede Distributori nuovi, sistemi di pagamento, app e varie, ti porta a fare investimenti importanti e deve essere vincolato per un certo periodo. Impensabile fare investimenti e dover ritirare tutto dopo anche poche settimane perché “il nipote del responsabile acquisti (per esempio) ha iniziato a fare lo stesso lavoro” oppure perché il nuovo responsabile dice “io ho sempre lavorato con Caio o Sempronio”. In ogni servizio (telefonia, Fotocopiatrice, noleggi lungo termine etc) è prevista durata e penali non capisco perché, come sempre, il Vending deve essere il paese dei balocchi. Senza un impegno l’unico rischio che ci si può assumere è installare macchine usate ferme in magazzino…. triste.

Contratti? Si, con clausole chiare da entrambi le parti! SENZA VINCOLO DI DURATA. Se il cliente è contento non c'è necessità di vincolarlo, se non si dovesse trovare bene, perché obbligarlo? Assolutamente no! Il contratto lo si fa per normative assicurative ecc... Ma il vincolo di durata con tacito rinnovo no. Sono contrario.

Abbiamo ricevuto decine di commenti sui contratti vending, alcuni anche particolarmente severi, soprattutto verso quelli dei grandi gruppi. Però vi invitiamo a una riflessione. C’è un aspetto di cui quasi nessuno ha parlato nei commenti ma che pesa moltissimo: il valore dell’azienda. Quando una gestione viene venduta o semplicemente valutata, uno dei primi elementi analizzati è la stabilità del portafoglio clienti. Se domani i contratti sparissero o diventassero tutti facilmente revocabili, la valutazione stessa delle aziende crollerebbe. Perché chi compra avrebbe un’unica paura: perdere tutto in pochi mesi. Prima di attaccare frontalmente il concetto di durata, forse vale la pena chiedersi quali effetti avrebbe su tutto il settore. È evidente che il contratto può essere migliorato, discusso, reso più equilibrato. Ma eliminarne la logica significa indebolire l’intero comparto, non rafforzarlo.

Lunedì 23 Febbraio 2026

Omaggio alla FAEMA E61

Che spettacolo vedere nella fiction di Rai uno “Fabrizio De André’” un D.A. Faema E61

Ciao Fanta, posso dirti che mi sono emozionato su RAI 1, quando all'improvviso nello studio di registrazione di Fabrizio de André sono andati a prendere un caffè in una FAEMA E61 dell'epoca... 

Il 18 febbraio Fabrizio De André avrebbe compiuto 86 anni e Rai 1 lo ha ricordato  trasmettendo Principe libero, con Luca Marinelli nei panni del protagonista ed Elena Radonicich in quelli della moglie Dori Ghezzi (qui sotto mentre prende un caffè da una FAEMA). E' stato un doveroso omaggio al cantautore, ma anche un bel ricordo della mitica E61...

Rimbocchiamoci le maniche

Tutti bravi a fare i fenomeni, immagino che nessuno di questi abbia mutuo, famiglie, figli, genitori anziani, ecc ecc. diamoci da fare e rimbocchiamoci le maniche invece di fare sempre polemica!

Fai bene a rimboccarti le maniche, ma non è una sterile polemica chiedersi cosa non abbia funzionato nel gruppo. Lavorare sodo è importante, ma non basta se a monte ci sono scelte che pesano sui conti e sulle persone. Le due cose possono convivere: spirito pratico e spirito critico.

Venerdì 20 Febbraio 2026

La sirena nell'H24

Trovo geniale un allarme acustico così potente, vedere il bastardo scappare di corsa è stata una vera goduria, però sono sempre più incazzato per quello che succede ai nostri H24. Non c'è tutela per nessuno di noi, mentre i delinquenti che ci fanno migliaia di euro di danni, loro si che sono tutelati in ogni modo...

Bella la sirena nell'H24 Okkio che il giudice di turno potrebbe chiedere un risarcimento al ladro per grave danno acustico.

Comprendiamo la rabbia che emerge dai vostri commenti, perché chi gestisce un H24 paga sempre in prima persona danni e costi. La giustizia deve garantire diritti a tutti, anche a chi sbaglia, ma è innegabile che a volte si avverta una forte sensazione di impunità. Ed è proprio questa percezione che alimenta la rabbia di tanti imprenditori, ed è comprensibile.

Ignoranza reale

Ok con l'intelligenza artificiale, ma con l'ignoranza reale come la mettiamo? Possibile che ai piani alti di qualsiasi azienda del vending non ascoltino i guerrieri che da anni sono sul campo e non facciano tesoro di VERI consigli?

Non è giusto generalizzare, ma il problema che sollevi esiste. In certi piani alti si è persa l’abitudine ad ascoltare chi sta davvero sul campo. E questo non c’entra nulla con l’intelligenza artificiale. L’ignoranza reale è quella di chi pensa di sapere già tutto. L’esperienza degli ARD non è un dettaglio operativo, è il cuore del servizio. Se l’AI serve a supportare questo patrimonio bene, se diventa un alibi per non ascoltare allora sì, diventa un problema.

Giovedì 19 Febbraio 2026

Macchina contro Uomo

Buonasera ragazzi, non sono così ottimista come voi sulla tecnologia e sulla AI, qui c'è stato il periodo dell'algoritmo che ha creato disastri. Fidatevi, meglio lasciar fare a noi ARD e ascoltare quelli di noi con esperienza, funzioniamo meglio dell'intelligenza artificiale!

Capiamo benissimo la diffidenza, soprattutto se in passato qualche algoritmo ha creato più problemi che soluzioni. Però attenzione a non fare di tutta l’erba un fascio. L’intelligenza artificiale non è il nemico degli ARD, è uno strumento. Se usata male fa danni, se testata con criterio e affiancata dall’esperienza di chi sta sul campo può diventare un supporto prezioso. Nessuno pensa di sostituire l’esperienza, semmai di valorizzarla con dati più precisi e decisioni più consapevoli. Alla fine non vince la macchina contro l’uomo, vince chi valorizza entrambi.

Dire basta

Ma quale coraggio a restare??? Ma quale attaccamento alla maglia... non facciamo ipocrisia... rimettersi in gioco fa paura... cominciare a lavorare sul serio spaventa.

Se siete rimasti nonostante la preghiera a fine riunione, non è attaccamento alla maglia. Ad un certo punto bisogna avere il coragio di dire basta!

Per qualcuno dire basta è stato l’unico modo per ritrovare dignità professionale. Ma attenzione a non trasformare tutto in una lettura binaria. Ci ripetiamo, non sempre chi resta lo fa per paura e non sempre chi se ne va lo fa per coraggio. A volte sono semplicemente scelte diverse davanti allo stesso problema.

Mercoledì 18 Febbraio 2026

Attaccamento alla maglia

Buongiorno Fanta, vorrei rispondere all’ex dipendente di Selecta che ha accettato la buonuscita e si è definito “coraggioso”. Penso che anche i colleghi rimasti, che non hanno accettato l’accordo, abbiano dimostrato coraggio nell’affrontare le nuove sfide aziendali. Vorrei inoltre ricordare che le uscite erano spesso “pilotate”: l’azienda tratteneva chi era ritenuto indispensabile. Infine, credo che dare dei codardi a chi resta non sia rispettoso verso chi ha una famiglia e un forte senso di responsabilità verso il proprio lavoro.

Siamo pienamente d'accordo con te, in molti casi anche restare è stato un atto di coraggio e una dimostrazione di attaccamento alla maglia. Però capiamo anche chi non la pensa come te. In alcune recenti fasi storiche il dissenso interno non è stato realmente accettato. Quando in un’organizzazione prevale una linea molto marcata, chi non la condivide può sentirsi fuori posto. Non è una dinamica sana, perché la critica costruttiva è un valore aziendale e uno degli strumenti fondamentali per correggere per tempo eventuali errori strategici. Tanto più che i risultati degli ultimi anni hanno dimostrato che molte scelte non hanno prodotto gli effetti sperati.

IA e occupazione

Se questa intelligenza artificiale comincia a provocare licenziamenti nel mondo del vending, non la vedo molto bene.

L’innovazione non è il nemico del lavoro. Nel vending lo abbiamo già visto tante volte. L’intelligenza artificiale non carica i furgoni, non fa manutenzione, non gestisce la relazione con la location. Può aiutare a ottimizzare giri e assortimenti, ridurre sprechi e aumentare marginalità. E un’azienda più efficiente è un’azienda più solida. Non sempre la tecnologia porta licenziamenti. Spesso porta organizzazione migliore e crescita. A spaventare non dovrebbe essere l’AI, ma restare fermi.

Martedì 17 Febbraio 2026

Andare o restare?

Qualche anno fa in Selecta si poteva scegliere... se restare o andare... i più coraggiosi sono andati, molti senza avere un piano B... pieni di paura ma certi che ora mai la situazione era già drammatica.. Sono rimasti chi era nell'aria di confort e chi sapeva benissimo che fuori da lì non avrebbero continuato a fare poco e niente come erano abituati a fare... e quindi di chi è veramente la colpa??? Di chi non ha coraggio nella vita!

La scelta di lasciare un’azienda è molto più profonda e complessa di come la descrivi tu. Ci sono stati dipendenti ancora in forza al Gruppo che avevano certamente un piano B e che invece sono rimasti, dimostrando anche loro molto coraggio. Restare non è automaticamente sinonimo di codardia, così come andare non è automaticamente sinonimo di eroismo. Le scelte professionali sono intrecciate a responsabilità familiari, mutui, età anagrafica, competenze, prospettive reali di mercato. Non tutti partono dalla stessa linea di partenza.
C’è chi è andato perché non vedeva più futuro, c’è chi è rimasto perché pensava di poter contribuire a cambiare le cose, c’è chi semplicemente ha fatto una valutazione razionale tra rischi e opportunità. Ridurre tutto a “mancanza di coraggio” rischia di essere ingeneroso verso persone che magari stanno vivendo la situazione con grande fatica, ma con dignità.

Tutti in perdita!

Mi permetto di far notare che tutti i grandi gruppi, chi più, chi meno, non sono così lontani dalla situazione di Selecta. Tutti quelli che fanno i grandi appalti sono in perdita, hanno i dipendenti che si lamentano e hanno poco fieno in cascina.

Ma smettetela di attaccare gli svizzeri. Lo volete capire che i gruppi sono tutti in perdita!

Siamo d’accordo su un punto: il periodo è oggettivamente complesso per tutto il comparto. Il calo delle battute, unito ai limiti strutturali del settore, in particolare la difficoltà di adeguare i prezzi e di rinegoziare i ristorni, sta generando pressioni importanti sui conti economici, soprattutto per i grandi gruppi.  Detto questo, non possiamo mettere tutto sullo stesso piano. Una cosa è parlare di marginalità sotto pressione, un’altra è trovarsi di fronte a situazioni di criticità finanziaria molto più profonde e strutturate. Sono piani diversi, per dimensione e per gravità.
Quindi non si tratta di attaccare qualcuno in particolare, si tratta di analizzare i fatti con lucidità, senza negare le difficoltà generali del vending ma senza nemmeno diluire le responsabilità o le differenze quando le situazioni non sono comparabili.

Lunedì 16 Febbraio 2026

Cercare i colpevoli

Caro Fantavending, le notizie su Selecta non sono delle percezioni. Eravamo tutti presenti al Roadshow e le parole così come i numeri sono stati e sono chiari. Non c’è da stupirsi, in una nazione dove gli stipendi non crescono dagli anni ‘90, dove il mercato é stato stravolto dagli aumenti delle materie prime, il costo del lavoro per qualsiasi azienda rimane così elevato, fare impresa non é certo cosa facile. Certamente tanti errori sono stati fatti e le responsabilità sono chiare e non sono da attribuire agli operativi, tecnici o commerciali. Tutti hanno seguito pedissequamente le direttive assegnate. Tuttavia resta chiaro l’importanza del fare squadra. In tempi di crisi è facile cercare colpevoli e si rischia una guerra tra poveri... e per poveri intendo i lavoratori.

Ti fa onore non voler trasformare tutto in una caccia alle streghe e richiamare l’importanza del fare squadra. Ma dire le cose come stanno, soprattutto dopo anni di narrazioni edulcorate, non significa creare una guerra tra poveri, significa ristabilire la verità dei fatti. Torniamo al 19 marzo 2024, quando Selecta ha festeggiato il suo Principles Day 2024, una giornata di gioia, apprendimento e riflessione insieme agli ambasciatori (ARD e tecnici) di tutto il gruppo. Il giorno dopo, 20 marzo, era la giornata internazionale della felicità e i vertici di allora dichiaravano pubblicamente: "chi più di noi ha titolo di celebrare la gioia che ci lega tutti?". La situazione finanziaria era già estremamente critica, ma parallelamente i capi celebravano la gioia... tanto poco dopo sarebbero entrambi usciti dal Gruppo, lasciando come eredità un taglio del debito da oltre 1,1 miliardi di euro e l'intera azienda in mano ai creditori (i detentori delle obbligazioni).
In Italia il percorso è stato ancora più doloroso. Un’azienda di grande valore come Gruppo Argenta ha visto in pochi anni un ridimensionamento drastico di fatturato, management e marginalità. Ma, nonostante questo, alla fine delle riunioni, i dipendenti erano costretti a recitare il decalogo di Selecta come una preghiera.
Adesso, dopo questo orrendo percorso di decrescita, qualcuno ha aperto gli occhi, ma dove eravate negli ultimi 10 anni, quando solo Fantavending raccontava la verità? E credeteci non lo diciamo con orgoglio, ma con stupore. Tutti a bersi i comunicati autocelebrativi, la narrazione trionfalistica, gli inni alla gioia e la visione illuminata del futuro che tanto noi non potevamo capire.
Quindi, scusa se te lo diciamo, forse non è più il momento di fare gli aziendalisti, ma di indignarsi sul serio e di ammettere che i colpevoli grandi e piccoli ci sono stati eccome e hanno una evidente responsabilità dei numeri che oggi vi spaventano così tanto.

Furgoni lombardi

Segnalo ancora un grosso problema. Continuano ad aprire i furgoni. In Lombardia è una strage e niente dispositivi di sicurezza dai lucchetti o antifurti. Se la situazione è questa conviene lasciarli aperti.

Questa tua segnalazione ci preoccupa non poco, perché in Lombardia pare che ci sia una banda specializzata in questo tipo di colpi, capace di mettere a segno una serie di furti consecutivi per poi sparire per qualche mese. Era già successo nel 2024 e nel 2025. Speriamo sia solo una coincidenza e non il segnale di un ritorno organizzato.

Venerdì 13 Febbraio 2026

Clima pesante

Piove e clima pesante in Selecta dopo la certificazione dell’HR del fantasma del fallimento, nessuno ha voglia di ridere, hanno tolto definitivamente il sorriso e, se il biglietto da visita di un’azienda sono i suoi collaboratori…

News. News. News. È appena terminato il primo Road Show di Selecta e dalle parole dell’HR è emerso che Selecta a dicembre è stata sull’orlo del fallimento, ma che non era questo il momento di parlarne e che al massimo dovrebbero essere i sindacati a intervenire. Ed allora mi domando cosa stiano facendo questi sindacati e perché noi siamo all’oscuro di tutto. Poi sono state elencate le varie direttive del nuovo CEO, ma alla fine nessuno, e dico nessuno, aveva la faccia serena. Per la prima volta dopo molti anni vedo facce tristi, tutti demotivati. Penso che domattina nessuno entrerà nelle varie aziende col sorriso, già da tempo mancava, ma questa sera abbiamo veramente toccato il fondo.

Ci avete segnalato in diversi questa circostanza, ma sempre e solo in forma anonima. E quando si parla di situazioni del genere che coinvolgono una grande realtà del vending, le parole pesano come macigni.
Noi, in assenza di comunicazioni ufficiali o di riscontri oggettivi, non possiamo e non vogliamo trasformare percezioni o racconti in notizie. Questo non significa ignorare il clima che descrivete. Le difficoltà del settore sono note, le tensioni organizzative pure, e non scopriamo certo oggi che il momento non è semplice per molti operatori, grandi e piccoli. Ma tra un clima pesante e l’ipotesi di un fallimento c’è un abisso, e quell’abisso non lo possiamo colmare con i “si dice”.
Se davvero in un contesto aperto a molte persone sono state pronunciate parole così forti, saranno eventualmente le sedi ufficiali, l’azienda o le rappresentanze sindacali a chiarire. Noi, per rispetto dei lavoratori, dei clienti e dell’intero mercato, restiamo con i piedi ben piantati a terra.
Una cosa però la possiamo dire senza esitazioni: qualunque realtà del vending, soprattutto se di grandi dimensioni, è un patrimonio industriale e occupazionale che va preservato. L’ultima cosa di cui il settore ha bisogno è l’ennesima destabilizzazione. Speriamo quindi che il futuro non riservi brutte sorprese e che, al di là delle facce tristi o delle tensioni del momento, si possa tornare a parlare di rilancio e non di fantasmi.

Il lato umano

Sai cosa avevano di diverso i manager di un tempo? Il lato umano. Quello che faceva crescere le aziende. I problemi si risolvevano tutti insieme, dal magazziniere all’installatore. Qui invece si fa la guerra tra reparti per colpa dei loro obiettivi economici di fine anno. Per la mia azienda ero pronto a soffrire, ora non vedo l’ora di andarmene a casa il prima possibile.

Capiamo benissimo la tua osservazione, e in parte è anche condivisibile. Però dobbiamo essere onesti fino in fondo: un tempo le aziende del vending erano realtà di dimensioni molto più contenute. Il titolare conosceva per nome tutti i dipendenti, spesso anche le loro famiglie, e viveva quotidianamente il magazzino, l’officina, il giro di caricamento. Era un modello imprenditoriale diretto, quasi artigianale. Oggi, dopo anni di progressive aggregazioni, fusioni e acquisizioni, ci troviamo di fronte a strutture con centinaia di dipendenti, sedi distribuite su più regioni e manager chiamati a governare numeri, budget, indicatori di performance. Non imprenditori proprietari, ma dirigenti che rispondono a consigli di amministrazione e fondi. È evidente che il livello di relazione personale non può essere lo stesso.
Questo non significa che il lato umano debba sparire, ma significa che il contesto organizzativo è completamente diverso. Paragonare le due epoche come se fossero la stessa cosa rischia di essere ingeneroso verso entrambi i modelli.

Giovedì 12 Febbraio 2026

Tazzina in ceramica

Oggi un cliente mi ha convocato per dirmi che voleva obbligatoriamente la possibilità di prendere il caffe con la tazzina di ceramica, che era un suo diritto, che se non lo facevo ero fuori... insomma tutti il repertorio. Ma cosa posso fare? La macchina non è predisposta.

Il distributore automatico non è una macchinetta da cucina, ma un sistema certificato che funziona in un certo modo. Se la macchina non è predisposta per la tazza in ceramica, non esiste alcun “diritto” a usarla. Il gestore è responsabile dell’igiene, della sicurezza e della conformità dell’impianto. Consentire l’uso di tazze personali significa introdurre un elemento esterno non controllabile, che rompe la catena di responsabilità e rende impossibile garantire standard igienici minimi.
In più c’è un aspetto pratico che spesso viene ignorato: dove vengono lavate queste tazze, con che modalità e con che controlli? Bagni, lavandini promiscui, detersivi improvvisati e residui lasciati in giro non sono esattamente un passo avanti per l’ambiente né per la salute. Prova a far capire questo al tuo cliente.

Vecchi manager

Secondo me fare paragoni tra i vecchi manager del vending e i nuovi manager dei Fondi ha poco senso, un po’ come giudicare i calciatori di epoche diverse. Magari i dirigenti di oggi, con poca concorrenza, senza i corrispettivi e senza ristorni, si dimostrerebbero dei fenomeni, molto più dei cosiddetti pionieri. Secondo me avrebbero fatto decisamente meglio.

Come dici tu, è impossibile fare paragoni tra epoche così diverse. Resta però il dubbio su quanti manager dei fondi di oggi avrebbero dimostrato la stessa tenacia e la stessa etica del lavoro dei nostri pionieri. Se a qualcuno di questi chiedessi di partire mettendo in conto cinque anni consecutivi senza ferie, senza sabati e senza domeniche, probabilmente cambierebbe settore molto in fretta.

Mercoledì 11 Febbraio 2026

Iperammortamento cinese

Ma non ho capito... Alla fine chi compra una macchina cionese si potrebbe beccare pure l'iperammortamento e per questa decisione senza senso dobbiamo ringraziare Confindustria? Ho capito bene???

A parole tutti a difendere il made in Italy e il made in Europe. Poi, quando ci si accorge che le aziende italiane associate a Confindustria comprano enormi quantità di componenti extra Ue, hardware e software in primis, arriva puntualmente la marcia indietro. Benvenuto nel mondo reale.

Vecchi manager

Secondo me fare paragoni tra i vecchi manager del vending e i nuovi manager dei Fondi ha poco senso, un po’ come giudicare i calciatori di epoche diverse. Magari i dirigenti di oggi, con poca concorrenza, senza i corrispettivi e senza ristorni, si dimostrerebbero dei fenomeni, molto più dei cosiddetti pionieri. Secondo me avrebbero fatto decisamente meglio.

Come dici tu, è impossibile fare paragoni tra epoche così diverse. Resta però il dubbio su quanti manager dei fondi di oggi avrebbero dimostrato la stessa tenacia e la stessa etica del lavoro dei nostri pionieri. Se a qualcuno di questi chiedessi di partire mettendo in conto cinque anni consecutivi senza ferie, senza sabati e senza domeniche, probabilmente cambierebbe settore molto in fretta.

Martedì 10 Febbraio 2026

A mali estremi

Anche noi abbiamo avuto l'idea di mettere solo il cashless in una postazione dopo ben 4 furti in un anno. Però anche se avevamo avvisato che non c'erano monete o contante, a gennaio hanno distrutto la macchina lo stesso, anzi forse peggio del solito. L'unica soluzione in certi casi è togliere la macchina, non togliere le monete. A mali estremi,  estremi rimedi.

Con la fortuna che mi ritrovo in questo periodo se metto il cartello in 20 lingue diverse, mi capita il ladro che parla nella ventunesima e mi spacca tutto lo stesso...

Pienamente d'accordo, solo lettore chiavetta elettronica in questi casi estremi. Però potrebbe anche succedere che venga distrutta per vendetta perché non possono più rubare

I furti e i vandalismi sono ormai diventati una posta di conto economico delle gestioni, un elemento statistico da gestire come un numero. Nelle postazioni a rischio che hanno già subito furti multipli, il cashless al 100% può essere una soluzione, ma se persino questo non funziona, allora togliere la macchina può diventare davvero l’ultima opzione. Sono casi piuttosto rari, ma purtroppo esistono.

Manager vending

Mi ricordo che negli anni 2000 si diceva che il vending avesse bisogno di figure esterne, di manager da fuori, perché gli stessi giravano da un’azienda all’altra senza portare nulla di nuovo. Quindi tutti felici dell’arrivo dei fondi di investimento, che portavano manager da altri settori e quindi una grande opportunità di crescita. Vent’anni dopo posso dire che preferivo mille volte i vecchi manager. Non ci sarebbe stato il disastro di oggi.

Iniziamo anche noi a credere alla tua tesi. I casi di impoverimento delle competenze settoriali sono stati troppi per far finta di niente. È sempre meglio non generalizzare e, se gestita con il giusto equilibrio tra manager storici e nuovi manager, la convivenza può funzionare. Purtroppo le ristrutturazioni radicali sono quasi sempre fallite miseramente e chi le ha guidate è stato spesso allontanato nel giro di pochi anni, lasciando dietro di sé solo terra bruciata.

Lunedì 9 Febbraio 2026

20 lingue...

Togliere le monete e mettere adesivi ben visibili che all’Interno non c’è contante, il problema è che andrebbero tradotti almeno in venti lingue differenti viste le varie nazionalità di imprenditori dello scasso.

il problema delle macchine senza contante sta nel fatto che le capre protagoniste dei furti non sanno leggere e spesso aprono lo stesso i distributori, questa è la nostra esperienza...

Non lo so Fanta! Se tolgo del contante ad una macchina e faccio solo cashless privativo (aka chiavetta) non finisco per concentrare il contante che serve per ricaricare nelle poche macchine ritenute “sicure” facendole diventare un bersaglio perfetto? E se invece migro al cashless pubblico, non rischio una perdita di battute ancora maggiore? Non lo so fanta, penso sempre che ci voglia equilibrio, ma il contante non è certo il male maggiore.

In effetti non sempre gli adesivi bastano, ma non tanto per la lingua o per la comprensione del testo. Il problema è che spesso non ci credono. Aprono lo stesso e quando scoprono che dentro non c’è nulla, capita pure che sfoghino la frustrazione sulla macchina. Detto questo, sulle postazioni a rischio qualcosa bisogna comunque fare. Il 100% cashless non è la soluzione perfetta, ma in certi contesti resta uno dei pochi strumenti per ridurre il danno.

Pigrizia?

Certo che gli erogatori dell'acqua sono da trattare in un modo diverso ma non è come andare su Marte! Basta organizzarsi e in momenti come questi di fatturati in calo, se offerti a condizioni corrette, danno marginalità e consolidano il Cliente. Vedo un po' di pigrizia in giro..

Siamo d’accordo, non è una mission impossible. Il punto però non è tanto l’operatività quanto il perimetro normativo. La gestione dell’acqua, tra responsabilità sanitarie, controlli e adempimenti, resta una brutta bestia e non va mai banalizzata.

Venerdì 6 Febbraio 2026

Manuale di Category Management

Non riesco a scaricare il Manuale di Category Management che avete pubblicato ieri. Come faccio?

Buonasera, sapete se il manuale di Category è disponibile anche a pagamento? non sono un socio Confida.

Il manuale di Category Management è scaricabile solo dall’area riservata del sito Confida, quindi esclusivamente per gli associati. È un lavoro importante, costruito in quasi un anno, che dà strumenti concreti su assortimenti, ruoli delle categorie e gestione dello spazio macchina, proprio mentre il settore fa fatica sui volumi.
Le pubblicazioni Confida, di norma, non sono vendute al pubblico. Se lo stesso elaborato lo commissioni a una società di consulenza o ricerche di marketing, un lavoro di questo tipo costa molti soldi. Con la stessa cifra, un piccolo gestore si paga 3 anni di associazione e si porta a casa non solo questo manuale, ma tutto il resto.

Quelli dell'acqua

Grazie a molte testa di ..... presenti nel mondo del vending mo' non siamo più "quelli del caffè" ma "quelli dell'acqua" e mo' ci hanno attribuito delle responsabilità ancor più sensibili e ancor più serie a cui non eravamo ne pronti ne preparati come: il processo di microfiltrazione, filtraggio dell'acqua, sanificazione, sostituzione bombole di Co2. Per l'acqua gassata che non appena termina i clienti reclamano manco fosse una medicina salvavita!! Ma ci rendiamo conto in che impiccio ci siamo messi? Molti l'hanno ritenuto un vero business.. ma se fai solo quello però, altrimenti fare vending e gestione di erogatori diventa un po' un casino! Ah dimenticavo siamo più soggetti a controlli noi con gli erogatori che i tecnici dell'acquedotto comunale!

Siamo d’accordo con te. Quello dell’acqua è un lavoro a parte, con responsabilità operative e soprattutto normative tutt’altro che banali, che poco hanno a che fare con il vending tradizionale. Non a caso oggi sono sempre meno i gestori che continuano a tenere insieme le due cose. Molti hanno capito, spesso dopo qualche scottatura, che integrare l’acqua nel vending significa complicarsi la vita. Per questo sempre più spesso la strada scelta è quella di affidarsi a un partner esterno specializzato, che non fa vending e si prende in carico un’attività che, nei fatti, è un altro mestiere.

Giovedì 5 Febbraio 2026

Meno di 50 euro

Ciao Fantavending, qui a Jesi venerdì sera hanno rubato l'incasso alla CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa). E' una grande struttura, eppure a fine giornata c'erano dentro le macchine meno di 50 euro... Questa è la realtà del vending oggi. Forse bisognerebbe dire ai ladri che ormai non trovano nulla nelle macchine, così almeno ci lasciano in pace!

In effetti se hanno trovato dei soldi, l'operatore non ha scassettato l'incasso il venerdì. Speriamo che l'abbia fatto giovedì pomeriggio, perché 100 battute in un giorno in una struttura come quella, sembrano davvero poche.

Sfruttamento dipendenti

Settore che vive nell'irregolarità sfruttando i propri dipendenti. Le ore non vengono calcolate dal giro di chiave dei furgoni e tanto meno alla sera. Ti chiedono ore di ferie senza calare il carico di lavoro (perché non è che se devo inserire 100 bicchieri in meno diminuisco anche il tempo di caricamento). Vieni lasciato solo a gestirti il traffico ed i parcheggi, a loro non interessa, E quando arriverà l'estate...

Nel vending esistono ancora molte realtà sane che considerano i dipendenti un valore e cercano di tutelarli, anche in un contesto sempre più complicato. Chi invece inasprisce le condizioni degli addetti al rifornimento spesso è lo stesso che vince appalti in perdita, accetta ristorni fuori logica e concede tutto ai clienti pur di chiudere un contratto. Poi scopre che i conti non tornano e che i debiti crescono. Indovinate chi, alla fine, paga davvero il prezzo di queste scelte.

Mercoledì 4 Febbraio 2026

Il veggente

Precisazione 2029.  Ma avete fatto queste previsioni sui bilanci delle più strutturate... ma chi è quello che fa una previsione a 4 anni dicendo che quelle strutturate sono in merda... però bisogna essere strutturati per sopportare i prossimi 4 anni  Chiunque in questo momento non riesce a fare previsioni ad 1 anno e questi prevedono a 4 anni?Magari se il veggente dà qualche numero posso giocarlo !

Le previsioni di MonitoraItalia che abbiamo pubblicato non sono frutto di veggenze, ma sono costruite partendo da dati storici di settore, bilanci aggregati delle aziende più strutturate, andamento dei costi, dinamiche macroeconomiche e scenari alternativi. È vero, oggi è difficile fare previsioni anche a un anno. Proprio per questo le analisi serie guardano al medio periodo (3-5 anni), non per indovinare il futuro, ma per capire le tendenze. Chi è strutturato ha più strumenti per reggere quattro anni difficili. Gli altri, semplicemente, rischiano di non arrivarci.

Abolizione ristorni

Ma tutti i discorsi sull'abolizione dei ristorni, sul pagare solo acqua e corrente dove sono finiti? Qui tutti chiedono ristorni più alti e se non li paghi sei fuori. Purtroppo il disperato che accetta pur di lavorare lo trovano sempre... Inizia male il 2026, non abbiamo imparato niente.

E a noi lo vieni a dire? È da sedici anni che su Fantavending facciamo questa battaglia. Il punto è che il settore, ciclicamente, dimentica tutto e riparte dallo stesso errore. Si continua a drogare il mercato con ristorni sempre più alti, poi ci si lamenta se i conti non tornano e se a vincere è chi accetta qualunque condizione pur di lavorare.
Il vero problema, quello che nessuno vuole guardare in faccia, è proprio questo. I ristorni sono l’elefante nella stanza del vending, la distorsione più grave che ci portiamo dietro da anni. Finché non si affronterà seriamente il tema, senza ipocrisie, continueremo a farci male da soli. Ed è un peccato, perché il settore avrebbe tutte le competenze per fare scelte diverse. Il 2026 inizia male sul fronte ristorni non perché manchino le alternative, ma perché ancora una volta scegliamo di ignorarle.

Martedì 3 Febbraio 2026

Le tasche degli altri

Questi sono proprio forti con i conti
1 taglio straordinari (veniva data quell'ora per compensare sacrifici quotidiani)
2 smaltire ore di ferie durante i giorni lavorativi (praticamente lavoriamo sulle ore di ferie per finire il giro)
3 risparmio carburante (con le nuove tessere DKW chi si muove con automezzi deve fare rifornimento cercando il prezzo basso non più di € 1.60) .
Che forti risparmiatori con le tasche degli altri.

Purtroppo quando i conti non tornano, la soluzione è sempre la stessa: straordinari tagliati, ferie “consumate” lavorando e carburante razionato come ai tempi della tessera annonaria. Il tutto venduto come grande attenzione ai costi. In realtà è solo contabilità di emergenza, fatta a valle e scaricata su chi il lavoro lo fa davvero, ogni giorno, in strada.

Furto in carcere

Ciao ragazzi, ma lo sapete che hanno rubato in un distributore dentro un carcere? Ma allora siamo proprio alla follia... Me l'ha raccontato un mio collega. Ma è vero?

La voce è vera. Non è una leggenda metropolitana né il racconto ingigantito di un collega. È davvero deprimente constatare come, persino in un contesto iper-controllato come quello carcerario, il distributore automatico resti comunque un bersaglio.

Lunedì 2 Febbraio 2026

Medaglia di legno

Febbraio a Milano sarà molto freddo per il vending. In più uffici hanno aumentato, causa Olimpiadi, lo smart working, le PA pure. Si prevede la medaglia di legno delle battute secondo voi?

In effetti Milano, tra ZTL, quadrilatero e appalti del Comune con centinaia di distributori salutisti, sta diventando una piazza molto complessa per il vending. Le Olimpiadi però potrebbero portare molte battute in città, soprattutto nel travel, che dovrebbero compensare l'aumento dello smart working.


Gag vending

Ma su Rai 3 a Splendida Cornice, Miriam Leone che vuole prendere un caffè alle macchinette di Selecta ma gli vengono mangiati soldi...

Ci prendono in giro pure sulla RAI, con la macchina che non dà resto a Miriam Leone. L'avete visto?

Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni dalla community e abbiamo rivisto la scena su RaiPlay. Miriam Leone va al distributore e succede un imprevisto, ma è evidente che si tratta di una scenetta costruita, inserita in mezzo ad altre gag del programma. Nessun attacco al vending, solo intrattenimento.
Semmai l’episodio è utile per ricordare un aspetto che nel settore conosciamo bene: il product placement è sempre un’arma a doppio taglio. Il vending investe da anni in film, serie, studi televisivi e produzioni varie per dare visibilità alle macchine, ma poi il controllo su come vengono usate nelle sceneggiature è davvero scarso. E non sempre gli autori ci trattano bene, anche quando investiamo nei loro programmi.

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