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Giovedì 5 marzo 2026

Il ritorno del Ragno

Ma non dite niente del grande ritorno del Ragno? Era uscito dai radar dopo la sua uscita dalla Bianchi, mentre adesso mi hanno detto che lavoro per un noto torrefattore. Un avatar storico che gira e rigira torna a casa!

Hai ragione, non abbiamo commentato il ritorno di Fabio Felisi, oggi amministratore delegato di Segafredo, che qualche anno fa, quando era in Bianchi Vending, si era guadagnato sul campo l’avatar di Fantavending: il Ragno.
Parlare però di “ritorno” non è del tutto corretto. Nel vending italiano il peso di Segafredo è oggettivamente marginale rispetto ai principali player del canale. Per questo è inesatto presentare la sua attuale posizione come un rientro .
Dalle sue recenti dichiarazioni emerge comunque una cifra che gli riconosciamo da sempre: la voglia di andare controcorrente. Ha affermato che l’EUDR deve far crescere l’intera filiera europea, mentre molti operatori la considerano soprattutto una norma restrittiva. che impone tracciabilità puntuale, geolocalizzazione delle parcelle agricole, due diligence rafforzata e responsabilità documentale lungo tutta la catena di fornitura. Per un torrefattore significa costi aggiuntivi, maggiore complessità amministrativa, sistemi informatici adeguati e un controllo molto più stringente sui fornitori.

Hotel a Rimini

Abbiamo prenotato l’albergo a Rimini per Venditalia e abbiamo speso 79 euro a persona per notte. Per curiosità sono andato a vedere l’albergo dove andavamo sempre a Milano negli anni scorsi e sta già a 166 euro nello stesso periodo. Stesse stelle dell’hotel di Rimini, ma lì c’è il mare. Noi siamo solo in otto allo stand, ma abbiamo risparmiato più di 2.000 euro solo di albergo.

Confermiamo. Anche noi di Fantavending, pur essendo la metà di voi, risparmiamo parecchio sull’albergo e siamo convinti che anche i ristoranti saranno più accessibili, considerando che a Milano i prezzi sono particolarmente elevati. Al di là dell’ospitalità, lo spostamento della fiera a Rimini è avvenuto per diverse ragioni strategiche del tutto condivisibili, ma è evidente che anche il costo di alberghi e ristoranti per molti espositori peserà parecchio nei conti finali.

Mercoledì 4 marzo 2026

Guerra in Iran

Ciao chiedo per un amico, ma non è che adesso con la guerra in Iran ripartono gli aumenti senza freni su caffè, latte, zucchero e cacao, anche se le coltivazioni non sono minimamente colpite dal conflitto?

Hai ragione, le coltivazioni di caffè, cacao, zucchero o la produzione di latte non sono geograficamente coinvolte nel conflitto. Quindi non c’è un problema diretto di offerta agricola. Quello che però si sta muovendo è la parte finanziaria. il conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i mercati e, ad esempio, a Londra le quotazioni del caffè si sono impennate . Non per un danno alle piantagioni, ma per effetto di tensioni geopolitiche che aumentano la volatilità, rafforzano il dollaro e alimentano acquisti speculativi sulle commodity...

Interessa meno

Circa il vostro articolo “Mutazione drastica” posso essere d’accordo sia con chi lo scrive sia con i commenti che fate voi. Comunque, una quindicina di giorni fa ho avuto la possibilità di parlare con una persona che da sempre considero ben informata e attenta, sia al nostro settore sia a quello del mondo del caffè. Questa persona mi ha detto, molto semplicemente, che il problema della gestione, dopo essere stato discusso e ridiscusso in tutti i suoi meandri, forse nasce anche dalla scarsa volontà del gestore di cercare soluzioni nuove. Poca volontà o incapacità? Parlando con lui mi sono però reso conto di un’altra cosa: l’attenzione di quelle persone che io considero davvero capaci oggi è relativa, perché si è spostata su ambiti ritenuti più interessanti. Ecco, diciamola così: oggi il vending, alle persone capaci, interessa meno, o forse non interessa più.

Non siamo d’accordo con te. Forse il vending “tradizionale” interessa meno, ma sui nuovi sviluppi del settore, telemetria, intelligenza artificiale, filtri, cybersecurity, nuove gamme di offerta, servizi associati, sostenibilità avanzata e molto altro, c’è tanta gente capace che sta mettendo testa, competenze e interesse. Quindi il punto è un altro, non è il vending a non interessare più, è un certo modo di fare vending che non attira più le energie migliori.

Martedì 3 marzo 2026

Farsi male da solo

Io tutte queste polemiche sui ricorsi sui prodotti CAM non le capisco davvero. Il problema è sempre lo stesso, prezzi bassi e ristorni altissimi. Andate a vedere quelli, prima delle piccole dispute sui CAM. Quando chi è dentro offre molto meno di chi non conosce i numeri, è un appalto in perdita, senza nessuna eccezione. Possibile che questo settore non capisce mai di smetterla di farsi male da solo?

Capiamo la tua osservazione, ma devi ammettere che su questo sito abbiamo parlato di prezzi bassi e ristorni alti fino allo sfinimento, mettendo sul banco degli imputati tantissime volte gli appalti in perdita, uno dei mali sistemici del nostro settore. Questa volta abbiamo parlato dei CAM soprattutto perché è uscito un articolo di giornale che è girato molto nel settore e che ha generato diversi commenti (anche particolarmente accessi). Quindi era doveroso coprire la notizia.

L'unica verità

Sui contratti vending non avete detto l'unica verità che conta. Non esistono contratti capestro, tutti possono essere disdetti in poco tempo, basta essere determinati, sono i clienti che non vogliono avere rotture di scatole per questioni legali e decidono di lasciar stare anche quando sono davvero scontenti. Se loro vogliono cambiare il servizio, ma non si impegnano per nulla a farlo, non ci sono speranze.

Hai ragione, molti clienti, pur scontenti, non vogliono affrontare tensioni, lettere di avvocati o possibili disservizi nel passaggio da un gestore all’altro e tendono a lasciar perdere. Così come esistono clienti che al primo problema minacciano di mettere le macchine fuori dall’azienda, senza preoccuparsi troppo di ciò che è scritto nel contratto.
Il punto è proprio questo: le situazioni sono molto diverse tra loro. Concordiamo che il tema esista, ma ridurlo all’“unica verità” ci sembra eccessivo...

Lunedì 2 marzo 2026

La ruota gira

Vedere quel cartello dell'immobiliare fuori dalla storica filiale di Mantova mi ha messo una tristezza infinita. Anche se sono uscito dal Gruppo da anni, ho ancora bei ricordi. Che brutta fine...

La ruota gira, e tante scelte sbagliate anche…. rimanete piccoli, sudate i vostri guadagni, non regalate soldi per le gare d’appalto capestri, trattate bene i dipendenti e andrete avanti anche se con fatica. Di queste realtà me ne aspetto ancora altre.

Per fortuna che Scaltriti non vede tutto questo.

La filiale di Mantova è stata a lungo uno dei gioielli della corona, il luogo dove si faceva la formazione, con l’Argenta Academy, ma non ha avuto una storia fortunata, dall’inaspettata chiusura del 2020 alla successiva riapertura, peraltro solo parziale.
Quel cartello dell’immobiliare ha colpito molti, non solo chi in quella sede ha lavorato o è cresciuto professionalmente. Sono arrivati tantissimi messaggi e in quasi tutti prevale la tristezza, più che la rabbia. Probabilmente siamo oltre il rancore che aveva caratterizzato alcune discussioni negli anni passati.
La ruota gira, è vero, e le scelte si pagano, nel bene e nel male. Il nostro settore è pieno di imprenditori che hanno costruito aziende sane restando con i piedi per terra, sudando i risultati e trattando con rispetto collaboratori e clienti. Non è una strada facile, ma è l’unica che nel lungo periodo garantisce continuità.
Quando chiude una realtà storica non è mai una buona notizia per nessuno, neppure per i concorrenti. Significa che un pezzo di storia del vending cambia forma o scompare. E questo, al di là delle opinioni personali, resta un fatto che merita rispetto.


Mutazione drastica

Ma davvero non riuscite a comprendere che il comparto difficilmente riprenderà!!!!! I consumi degli italiani sono cambiati, gli stipendi fermi da anni e la perdita del potere d'acquisto difficilmente potrà tornare quello di un tempo, le persone tagliano su tutto il superfluo, il Vending è destinato ad una mutazione drastica, chi prima lo capisce

La situazione in realtà non è così drastica come la dipingi tu. Il calo dei consumi nel comparto alimentare del fuori casa è sostanzialmente stabile, nonostante la crisi. Il vending paga la diminuzione dei momenti di consumo, tra cassa integrazione e smart working, e questo non è colpa sua. Paga però anche la difficoltà a modificare gamma di offerta e livello di servizio, e qui invece la responsabilità è nostra. La mutazione di cui parli dovrebbe andare proprio in questa direzione: intercettare i nuovi trend di consumo e trasformarli in opportunità concrete.

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