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Giovedì 30 aprile 2026

Boomerang combinato

Diverse rivendite stanno commercializzando centinaia di combinati e sono andati a ruba anche per il piano finanziario legato alla vendita. Dunque ha ragione quel commento dicendo che probabilmente si fa un enorme passo indietro per mantenere il cliente. Non c'e nulla di male. Ci vediamo a Rimini

Non abbiamo nulla contro i combinati, ma sono spesso più complessi da gestire. Non risolvono  i picchi estivi del freddo, generano chiamate frequenti per esaurimenti prodotto (acqua frizzante, lattine, snack) e storicamente richiedono più attenzione tecnica rispetto a impianti separati. insomma rischiano in alcune locazioni di diventare un boomerang operativo. Ci vediamo a Rimini!

Antitrust

Ho letto su Facebook della multa da 23 milioni per le patatine... Ma quando andranno a colpire il mondo del carburante? Lì fanno aumenti immediati tutti insieme da anni e sono tutti più o meno uguali come prezzo alla pompa. Invece se la prendono con le patatine o, in passato, con i gestori delle macchinette... Forti con i deboli e deboli con i forti.

Capiamo l’obiezione. Nel carburante i controlli ci sono stati, ma non si è mai arrivati a multe pesanti, anche perché non sono mai state trovate prove solide di accordi illeciti e non basta vedere prezzi simili alla pompa. Inoltre parliamo di un comparto strategico: colpire duramente il carburante ha effetti economici e politici enormi. Questo non significa impunità, ma spiega perché spesso le istituzioni si muovono con maggiore cautela.

Mercoledì 29 aprile 2026

Novità Selecta

Fantavending ci sono novità su Selecta?

Buongiorno, siamo sempre in attesa di novità sul fronte licenziamenti in Selecta. Non ho letto più niente.

Sì, e questa volta pare ci siano novità molto importanti. La vertenza Selecta si sarebbe chiusa positivamente: nessun licenziamento e ricorso ai contratti di solidarietà. La notizia è stata rilanciata pubblicamente dal Movimento 5 Stelle Lombardia e dalla consigliera Paola Pizzighini, che avevano seguito il dossier in Regione. Nelle settimane scorse l’azienda aveva già proposto la solidarietà per 27 dipendenti, mentre il nodo riguardava gli altri lavoratori coinvolti dalla procedura. Ora, invece, la soluzione sarebbe stata estesa evitando i licenziamenti. Stiamo verificando eventuali comunicati sindacali o aziendali, ma la sostanza della notizia sembra finalmente positiva.

Combinati

E' sempre utile leggere cosa succede ai commerciali nelle altre aziende, ma a dirla tutta non credo che il nostro problema sia comunicare gli aumenti a voce o via mail. Da qualche anno ce n’è uno ben più grosso: il calo delle battute. In tanti uffici che servo ormai non ci sono più i numeri per lasciare macchine grandi. Però, quando si sono abituati ad avere caldo e freddo, come fai a togliere tutto e lasciare solo una table top, o peggio una OCS? Mi sa che è il momento di tornare a pensare ai combi caldo e freddo a un prezzo ragionevole, per non perdere questi clienti.

La stagione dei distributori combinati è passata da tempo, per diversi motivi sia commerciali che tecnici. Non crediamo che la soluzione sia semplicemente tornare indietro, anche se qualcosa sul mercato si trova ancora. Il punto vero è un altro: bisogna pensare a formule nuove per queste aree break da 200-250 battute.

Martedì 28 aprile 2026

Vending motobiker

Questa ve la devo raccontare. Ho detto a mia moglie che anche noi quest'anno andiamo a Venditalia con lo scooterone, così ci facciamo un bel viaggetto in moto insieme. Mi ha detto di aspettare un attimo, ha preso il cellulare e 5 minuti dopo mi ha fatto vedere i biglietti del treno. Li ha comprati subito!!! Ahahaha. Donna di poca fede.

E' possibile sapere da dove partono i due innamorati che arriveranno in scooter? Anch'io voglio provarci. Comunque io da Forlì. Viaggione vero il mio. [Firmato 3 di picche].

Anche noi veniamo in fiera in moto, partenza da Calderara Di Reno! Passiamo al vostro stand.

Bello il post dei ragazzi che scendono a Rimini in scooter. Anche noi veniamo in moto. Da ormai 20 anni facciamo parte di un gruppo di motociclisti che si trova almeno due volte al mese da maggio a settembre. Ma non c'è un gruppo vending che da tutta Italia viene in fiera in moto? ci potremmo trovare ed organizzare qualcosa tutti insieme.

Sì, questa idea ci piace molto. Sarebbe bellissimo vedere un gruppo vending arrivare in fiera da tutta Italia in moto, con spirito di amicizia e passione condivisa. Per questa edizione i tempi sono troppo stretti, ma per la prossima si può organizzare bene, con largo anticipo, magari creando un punto di ritrovo, una foto di gruppo e qualche iniziativa simpatica direttamente a Venditalia. Se volete usare Fantavending coem cassa di risonanza per l'iniziativa, noi siamo disponibili. Le idee nuove, spontanee e genuine meritano sempre sostegno.

Strategie commerciali

Io penso che il commerciale che vuole mandare le mail ai clienti per gli aumenti non abbia ben capito il suo lavoro. Se passa il concetto che basta una mail, siamo tutti a casa nel giro di pochi mesi. Ci sostituiscono con l’intelligenza artificiale. Il rapporto diretto con il cliente è faticoso, impegnativo, frustrante, ma è l’unico motivo per cui siamo e saremo sempre utili e indispensabili alle aziende. Non dimenticatelo mai.

Hai ragione, quasi sempre è come dici tu. Il rapporto diretto con il cliente resta lo strumento principale del commerciale e, nella maggior parte dei casi, è ancora la strada migliore per affrontare anche un aumento delicato.
Però il lettore che ci ha scritto faceva riferimento a una nicchia particolare di clienti (purtroppo in crescita), che non vogliono sentire ragioni: non accettano aumenti, non concedono spazio al confronto e a volte non aprono nemmeno la porta a qualsiasi trattativa. In situazioni del genere continuare con il metodo tradizionale rischia solo di far perdere tempo e peggiorare il clima. Forse proprio lì servono strategie diverse, più fredde e più pragmatiche. Comunicazioni scritte, revisione del servizio o decisioni nette. Il rapporto umano resta centrale, ma quando dall’altra parte viene rifiutato del tutto, bisogna prenderne atto e adattarsi.

Lunedì 27 aprile 2026

Venditalia in scooter

Ciao ragazzi, la decisione è stata presa, io e la mia signore verremo a Venditalia in scooter, visto che a metà maggio festeggiamo i dieci anni di matrimonio e il primo viaggio da ragazzi l'abbiamo fatto in scooter sulla riviera romagnola, abbiamo deciso di ripetere l'esperienza. Speriamo solo che regga la schiena...

Auguri innanzitutto per il decimo anniversario! L’idea ci piace parecchio, tornare in scooter sulla Riviera, dieci anni dopo, ha molto più fascino di tante cene celebrative viste e riviste. Sulla schiena non facciamo promesse, però possiamo dire questo: tra andata, fiera e ritorno, sarà un anniversario che ricorderete. E se passate dal CONFIDA Village, vi aspettiamo per stringervi la mano... possibilmente prima che serva il fisioterapista.

Il cliente da non visitare

Ciao ragazzi, vi scrivo da commerciale e forse qualcuno si riconoscerà. Continuo a dire al mio titolare che esistono clienti dove andare di persona per comunicare un aumento è tempo perso, e a volte pure controproducente. Alcuni appena ti vedono pensano di aprire una trattativa infinita, chiedere sconti, fare sceneggiate o scaricare mesi di lamentele. Io gli dico: in certi casi meglio una comunicazione scritta, chiara e professionale, e basta. Invece lui sostiene che il mio lavoro è stare in giro, non con il culo nella sedia a scrivere mail, e che solo col rapporto diretto si ottengono risultati. Secondo me sbaglia. Non tutti i clienti vanno gestiti allo stesso modo.

Il rapporto umano resta fondamentale, ma trasformarlo in un dogma è probabilmente un errore. Ci sono clienti che meritano una visita, un confronto e magari anche mezz’ora di ascolto. E ce ne sono altri che, davanti a un aumento inevitabile, cercano solo di trascinarti in un teatrino senza sbocco. Il bravo commerciale non è quello che macina chilometri a prescindere, ma quello che capisce dove la presenza crea valore e dove invece basta una mail ben fatta. Forse in qualche caso hai ragione tu, andare ovunque non è professionalità, ma solo spreco di tempo, carburante e pazienza...

Venerdì 24 aprile 2026

E' sempre no!

Ti scrivo dopo essere stato buttato fuori da un cliente che non ha accettato l'aumento di 5 centesimi su acqua e caffè. Se mettiamo tutti in fila gli aumenti sui bicchieri, palette, caffè (lo ancora a 9 euro), gasolio, ecc. ecc. l'aumento è più che giustificato. Non capisco perché non protestano al bar, al ristorante o adal benzinaio e con noi gestori invece è sempre e solo no!

Durante molte trattative dirette il “no” è diventato quasi automatico, spesso senza nemmeno ascoltare numeri, costi e ragioni di chi gestisce il servizio. Poi però al bar, al ristorante o dal benzinaio ci si trova davanti all’aumento già fatto e basta: paghi oppure ti alzi e vai altrove.
Nel vending il rapporto è diverso, perché il gestore ci mette la faccia ogni giorno e spesso si trova davanti un interlocutore che pretende prezzi fermi mentre tutto il resto corre. Bicchieri, palette, caffè, energia, carburanti, manutenzioni: nessuno di questi costi è rimasto immobile.
Alcuni operatori hanno scelto di comunicare gli adeguamenti direttamente in macchina o con una semplice mail, senza chiedere autorizzazioni preventive. È una strada che può irritare il cliente e mettere sotto stress il rapporto commerciale, questo è evidente. Però in certi casi, quando ogni confronto parte da un no pregiudiziale, diventa anche l’unico modo per evitare di lavorare in perdita.

Scappati di casa

Non faccio nomi ma ho saputo che hanno fermato il Fiorino di un gestorino locale ed era senza patente e senza assicurazione. E se i vigili andassero sulle sue dieci macchine, perché non ne ha di più, non trova nemmeno un QRCode. Ma come si può fare concorrenza con questi scappati di casa che non hanno regole e nessun costo?

Chi non rispetta le regole non ha diritto di essere chiamato gestore. Non c'entra nulla con il vending, è un abusivo. E il problema è serio, perché chi gira senza patente, senza assicurazione e senza requisiti non fa concorrenza, altera il mercato. I controlli dovrebbero servire proprio a distinguere chi lavora davvero da chi improvvisa. Peccato che i controlli, fin troppo spesso, colpiscano soprattutto chi è in regola. Gli altri, curiosamente, restano invisibili.

Giovedì 23 aprile 2026

Addio a Antonio Grimaldi

La gioia di vivere e il sorriso che conquistava. Per tutti Antonio Grimaldi resterà un esempio di attaccamento e amore per il suo lavoro. Un lavoro che ha condotto con passione da sempre e per sempre. Le sue prime esperienze come tecnico della Feama per i distributori automatici di caffè lo vedono partire per Milano. Erano gli anni del boom economico, l'Italia correva verso un nuovo orizzonte di sviluppo e benessere e Antonio, che arrivava da una umilissima famiglia di falegnami di Oppido Lucano in Basilicata, aveva voglia di lavoro. La sua passione per la tecnologia, che poi lo ha portato a essere un prof amato dai suoi studenti all'Itis di Potenza, non lo ha mai abbandonato.
Antonio non ha smesso di crescere, di lavorare e di creare. Da Milano, appunto, a Napoli e poi ancora in Basilicata per avviare una storia, la sua, fatta di scommesse tenaci, come quella del Vending. Ma anche l'arte del legno nella sua falegnameria... gioia di famiglia. Come gioia che ci ha dato e che non scorderemo. Mai!

Le più sentite condoglianze dalla redazione di Fantavending. Fa sempre tristezza quando se ne va un rappresentante di quella che potremmo chiamare la generazione Faema, uomini che negli anni della crescita industriale hanno contribuito a costruire una parte importante del vending italiano, spesso con sacrifici enormi, competenza tecnica e tanta voglia di fare. A familiari, amici e a tutti coloro che lo ricordano con affetto, un pensiero sincero da parte nostra.

La fine delle palette

Vorrà dire che nei distributori si useranno gli abbassalingua medicali o le spatole per la ceretta

Già avevo in mente di appendere un cucchiaino al lato del distributore, ora è arrivato il momento

Nessun problema... Ci penseranno gli operatori a correre per le varie chiamate che arriveranno

I commenti stanno arrivando a raffica e vi comprendiamo benissimo. Dietro l’ironia c’è un problema reale, perché il tema è tutt’altro che semplice. Proprio per questo il settore deve iniziare subito a muoversi, con largo anticipo, per testare sul campo le possibili soluzioni alternative ed evitare di arrivare impreparato alla data del 21 aprile 2027.

Mercoledì 22 aprile 2026

Antitrust

Vedrete che l’esposto del Codacons all’Antitrust finirà nel nulla. È come per i carburanti: tutti aumentano nello stesso modo e nello stesso momento. Poi però l’Antitrust se la prende con i distributori automatici e fa una causa da un miliardo contro di noi, mentre chimica ed energia non le tocca mai. Chissà come mai.

Comprendiamo bene il senso del commento, anche perché nel vending certe vicende hanno lasciato il segno. È legittimo chiedersi perché in alcuni mercati rincari perfettamente allineati sembrino quasi ordinaria amministrazione, mentre in altri settori l’attenzione arrivi con maggiore rapidità.
Naturalmente servono istruttorie, documenti e prove serie, questo è il fondamento di ogni procedimento. Però è altrettanto vero che, agli occhi di molti operatori, non sempre sembra esserci la stessa intensità di controllo verso tutti i comparti economici. Il punto centrale dovrebbe essere uno solo: regole uguali per tutti, grandi e piccoli, forti e deboli. Quando questa percezione manca, cresce inevitabilmente la sfiducia.

SmartLink a Venditalia

Ciao ragazzi ma mi sono perso qualcosa? Quando viene presentato il protocollo di nuova generazione. Avevo letto che sarebbe stato quest'anno a Venditalia, confermate? Perché dell'EVA-DTS e degli accrocchi per far funzionare qualsiasi cosa, non se ne può più.

Si te lo confermiamo. SmartLink, concepito come un protocollo di nuova generazione, più connesso e a prova di futuro, capace di rendere il vending più efficiente e interconnesso nei prossimi anni, sarà presentato in una sua dimostrazione pratica in anteprima mondiale a Venditalia 2026. Ci sarà anche un convegno internazionale il 7 maggio alle ore 12:00 nell'area Vending Talks di Venditalia, con il titolo: "EVA Smartlink - connecting the future of unattended retail".

Martedì 21 aprile 2026

Esposto Antitrust

Avete visto che il Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust sui rincari delle plastiche? Cosa dobbiamo aspettarci? Qualcosa di buono nell'immediato per noi gestori?

il Codacons ha chiesto all’AGCM di verificare se dietro alcuni aumenti nel settore delle plastiche e del packaging ci siano comportamenti scorretti o speculativi, dopo comunicazioni di rincaro inviate da diversi operatori. Tra i punti citati ci sarebbero aumenti simultanei, surcharge straordinarie e pressioni per rinegoziare contratti già in corso.
Cosa aspettarsi davvero? Nell’immediato, probabilmente nulla di concreto sui prezzi. L’Antitrust prima valuta i documenti e decide se aprire o meno un’istruttoria formale. Se la aprisse, i tempi sarebbero mesi, non giorni.

10 punti

Oltre dieci punti percentuali di aggiustamento sull’Ebitda rispetto al fatturato? Ma che vogliono fare a Valbtembo? Concorrenza a Selecta? Si sentivano sminuiti a non proformizzare decine di milioni? Mettiamola così: le aziende serie queste proformizzazioni le motivano e spiegano una ad una. Quindi, aspettiamo il dettaglio. Altrimenti sono fuffa

Il punto non è demonizzare il Pro Forma, che nella finanza d’impresa è uno strumento assolutamente legittimo e molto diffuso. Il punto è un altro: quando la distanza tra dato reported e dato adjusted diventa rilevante, il mercato si aspetta trasparenza, riconciliazioni chiare e spiegazioni puntuali voce per voce. Senza questo livello di dettaglio, è inevitabile che nascano dubbi e interpretazioni. Attendiamo quindi eventuali approfondimenti ufficiali, perché sui numeri la chiarezza è sempre il miglior alleato di ogni azienda.

Lunedì 20 aprile 2026

Aumenti plastica

Ma è possibile che appena c'è un problema in qualche parte del mondo, quel punto sperduto del globo diventi sempre un imbuto dove passano tutte le merci del mondo e, nel giro di pochi giorni, facciano aumenti che noi non abbiamo mai fatto nemmeno in 10 anni ai nostri clienti? Avete visto a quanto sono andati i bicchieri di plastica vending?

L'aumento del prezzo è solo una parte del problema, ormai si parla apertamente persino del rischio crescente di fermo degli impianti per mancanza di materia prima. Unionplast ha scritto che le imprese di trasformazione italiane si trovano infatti ad affrontare una situazione di estrema criticità operativa e finanziaria, caratterizzata dall’impossibilità di pianificare la produzione anche nel brevissimo periodo e dalla forte e improvvisa erosione dei margini industriali.
Se la situazione dovesse aggravarsi, potremmo persino rivivere scenari simili agli anni '70, quando all'improvviso non si trovavano più bicchieri. Speriamo di non arrivarci mai.

La guerra alla paletta

Fanno la guerra alla paletta e poi ormai siamo costretti a comprare tutto usa e getta, frigo domestico di 6 anni non va più mi sono adattato per qualche giorno con uno di scorta che ho in garage per l’emergenze che ha 55 anni e ancora funziona, macchine di plastica, componenti in plastica, e vogliamo salvare il mondo dalle palette. Ma vaff

Ogni giorno hanno un delirio nuovo, non riescono a fare cose importanti e così per farsi apparire utili si inventano delle paturnie sulle palette.

La politica spesso sceglie bersagli simbolici perché fanno titolo, danno visibilità e permettono di dire che “si è intervenuti”. Il problema è che, mentre si combattono guerre minuscole, restano intatti temi enormemente più seri come obsolescenza programmata, sprechi industriali, rifiuti complessi e filiere poco efficienti.
I tappi attaccati alle bottiglie o il bando delle palette non spostano nulla. Servono interventi veri, misurabili e costruiti ascoltando imprese, tecnici e consumatori. Quando invece prevale la demagogia, succede sempre la stessa cosa: si colpiscono oggetti facili, si ignora la sostanza e si crea solo irritazione in chi lavora e produce ogni giorno.

Venerdì 17 aprile 2026

Tutti giù per terra

Mi è piaciuto molto il post sul bar e il vending, ma secondo me c’è un altro esempio che descrive ancora meglio quello che sta succedendo. Nel paese vicino al mio (non pubblicare il nome per favore) in centro c’erano due bar. Uno teneva il caffè a 0,90, l’altro, più bellino e con due vetrine l'ha alzato da 1 euro a 1,20 perché evidentemente aveva capito che a  non ci stava più dentro. Il primo, invece di adeguarsi, ha continuato a tenere il prezzo basso, prendendo anche per il culo il concorrente, dandogli del ladro per i 20 centesimi di aumento. È finita che quello a 1,20 ha perso qualche cliente e alla fine ha chiuso. Ma la storia non finisce lì, perché pochi mesi dopo si è scoperto che anche quello a 0,90 era pieno di debiti, non pagava i fornitori e, da quello che si racconta, è destinato a chiudere a sua volta.
Questo, secondo me, è esattamente quello che succede nel vending. Ci sono operatori che continuano a tenere prezzi insostenibili, costringendo fuori mercato chi lavora in modo corretto e cerca di costruire un equilibrio economico. Alla fine però il risultato è sempre lo stesso: si distrugge valore, si spinge fuori chi è sano e poi, inevitabilmente, falliscono anche quelli che hanno scatenato la corsa al ribasso.

Questa storia è brutale, ma è esattamente quello che succede quando il prezzo diventa l’unico argomento commerciale. All’inizio sembra funzionare, perché il cliente guarda i 20 centesimi e si sposta, ma sotto non c’è nessuna sostenibilità.Il problema è che nel breve periodo chi tiene i prezzi bassi crea un danno doppio: manda in difficoltà chi prova a lavorare in modo corretto e allo stesso tempo costruisce un modello che non regge neanche per sé.
Nel vending questo meccanismo lo vediamo continuamente. Postazioni prese a prezzi fuori mercato, gare al ribasso, offerte costruite senza margine. Si vince oggi e si perde domani. E quando il sistema si rompe, non rimane in piedi nessuno.

Ma non è colpa dei commerciali

Facciamo un semplicissimo esempio:nel 1993 il caffè costava 800 lire e al distributore 400 lire... Nel 2026 al bar costa 1.40€ e perché al distributore non dovrebbe costare 0.70€???? Perchè ci sono ancora morti fame e di battute che pur di prendersi un appalto, sputtanano il settore!!! Io sono a favore degli aumenti e se il cliente rogna?? Che vada a quel paese!! P.S. commerciali sciacalli fate pena. Saluti

L’esempio che fai è corretto, e infatti è proprio lì che si vede tutta l’anomalia del nostro settore. Il problema però non sono i commerciali. È troppo facile prendersela con loro, ma fanno esattamente quello che gli viene chiesto di fare. La responsabilità è dell’imprenditore. È lui che decide le politiche di prezzo, è lui che autorizza certe offerte, è lui che negli anni ha scelto di mettere l’attenzione su tutto tranne che sulla leva più importante: il prezzo di vendita. Nel frattempo si è fatto di tutto, espansioni, guerre per le battute, trattative infinite con i fornitori per limare un centesimo, ma non si è mai affrontato seriamente il tema del prezzo al consumatore. E quando c’erano tutte le condizioni per farlo, altri canali lo hanno fatto, il vending no.
Oggi ci troviamo a inseguire, e a discutere su chi ha la colpa. Ma se un imprenditore accetta di vendere a un certo prezzo pur di prendere un appalto, la responsabilità non è del commerciale che firma il contratto. Il punto vero è un altro: il prezzo nel vending non è mai stato trattato come una priorità strategica. E i risultati si vedono.

Giovedì 16 aprile 2026

L'ignoranza del cliente

Concliente. Quando l’iniziativa nasce dall’interno del cliente, ignorarla o contrastarla frontalmente raramente funziona. Molto più efficace è governarla, trasformandola, se ha senso, in una soluzione progettata insieme, chiara, sostenibile e contrattualizzata. Il tema è che, spesso, questo “progettata insieme” non viene nemmeno proposto o contemplato dai gestori, che si limitano a difendere il modello esistente. In questo vuoto di proposta, il fai‑da‑te trova spazio e si struttura.

Scusa i tagli al tuo lungo messaggio, ma cerchiamo sempre di dare la migliore accessibilità e leggibilità a quest'area del sito. Capiamo il tuo punto di vista, ma non consideri un aspetto fondamentale: spesso non è solo il gestore a non essere propenso a progettare insieme la pausa ristoro. Il problema, molto più concretamente, sono i clienti o i referenti aziendali, che fin troppo spesso ignorano completamente le dinamiche del vending (non in senso dispregiativo, semplicemente non le conoscono). Cercare di ragionare con qualcuno che non conosce e non capisce il nostro business non è così semplice. Proprio ieri ci ha scritto un gestore che si lamentava del fatto che un cliente chiedesse una batteria caldo/freddo per il suo ufficio, perché così l’aveva nel lavoro precedente. Peccato che in quella sede fossero in 5, di cui 2 part-time. E il cliente continuava a non capire, interpretando il rifiuto come una mancanza del gestore.

Non parliamo degli assenti

Ho visto la lunga lista degli espositori Venditalia e vi fa onore non parlare degli assenti, ma vista la situazione del mercato qualche considerazione un po' piccante ci stava. Ok che volete tutelare il settore, ma a sto giro un po' di pepe in più ci stava tutto.

Non hai idea di quanti messaggi abbiamo ricevuto, con commenti anche piuttosto ‘accesi’, sul perché qualcuno non partecipi a Venditalia. Abbiamo però deciso di non parlare degli assenti, non tanto per tutelare il mercato, ma per dare il giusto spazio a chi ha scelto di esserci e continua a investire nonostante un periodo molto difficile, soprattutto per alcuni comparti della filiera. C’è un dato che secondo noi inquadra bene la situazione. Nel 2024 si erano iscritte a Venditalia 260 aziende, nel 2026 sono già 270. Questo dice molto della fiera di Rimini: più aziende iscritte rispetto all’edizione precedente, nonostante il calo delle vendite delle vending machine negli ultimi 24 mesi.
La cosa che ci ha colpito di più, però, sono le tantissime richieste di consigli su alberghi e, addirittura, ristoranti. Segno che molti approfitteranno di Rimini non solo per lavoro, ma anche per godersi una località di mare.

Mercoledì 15 aprile 2026

Appalti Ospedalieri

Ospedale di Perugia 1,6 milioni? Una volta, forse. Come scrivete voi quando ancora c’era la Vending System. Ora quella cifra forse è un quarto, se va bene!

Non capisco questa guerra per prendersi un ospedale, oggi sono le postazioni che danno più problemi e meno margine, anzi, se volete proprio saperlo, a parte il pronto soccorso tutti gli altri reparti sono in grande perdita...

Ci sarebbe davvero da fare uno studio sugli ospedali prima del Covid e oggi. È innegabile che la perdita di battute sia stata molto più ampia delle previsioni, e questo dato deve essere interpretato correttamente prima di partecipare a una gara nel 2026. Per quanto riguarda i 1,6 milioni, è un dato ufficiale. Il lotto 2 ha un valore stimato di 1.626.000 euro, ma su 84 mesi, quindi 7 anni. Tradotto, parliamo di circa 230 mila euro all’anno.

Espositori Venditalia

Ciao. E possibile sapere chi sono i 100 nuovi espositori a venditalia 2026? Grazie

Tutto sommato sono contento che ci sia stato un ricambio così importante tra gli espositori a Venditalia, in fondo la fiera non è solo il momento in cui ci incontriamo un po' tutti insieme, ma anche un posto dove vedere qualche novità. Questo settore ha bisogno di un bel rinnovamento se vuole ripartire [messaggio firmato]

Il catalogo con l'elenco di tutti gli espositori a Venditalia 2026 è in linea sul sito di Venditalia dalla fine di marzo (CLICCA QUI) se vuoi sapere i nomi di tutte le aziende presentii, vecchie e nuove puoi visitare la pagina e avere tutte le informazioni necessarie. Senza dubbio la presenza di oltre 100 nuovi espositori è un segnale molto forte della vitalità del settore, ma anche della capacità di Venditalia di intercettarla.. E non era affatto scontato...

Martedì 14 aprile 2026

Cambiamenti

Ciao giovani, anche se eravate già operativi a Venditalia 1998, quindi tanto giovani non siete. Fa impressione rileggere oggi la lista dei grandi gestori presenti a quell’edizione della fiera di Genova. Nomi come Vending System non li sentivo pronunciare da anni. Nessuno, all’epoca, avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe successo dopo. E chissà quanti cambiamenti ancora ci aspettano…

È proprio così. E forse per capirlo davvero basta fare un piccolo esercizio di memoria. A quella Venditalia giravamo tutti con i Nokia, i Motorola, qualcuno con i primi BlackBerry. Oggi prova a guardarti intorno e dimmi se ne vedi uno a Rimini nel maggio 2026.
I tempi cambiano, le aziende cambiano, e anche i modelli di business evolvono, spesso molto più velocemente di quanto siamo disposti ad ammettere. Alcuni nomi spariscono, altri nascono, altri ancora si trasformano completamente. È il ciclo naturale del mercato. Il punto non è fermarlo, ma capirlo in anticipo. Perché se oggi ci sorprende quello che è successo dal 1998 a oggi, probabilmente non stiamo guardando abbastanza bene quello che sta succedendo adesso.

Furto bicchieri

Buongiorno, vi ho già scritto circa 6 mesi fa. Oggi riscrivo solo per segnalarvi che continuano i furti di bicchieri nel mio negozio. Quasi quasi tolgo la macchina del caffè, perché poi mi tocca chiamare il tecnico ogni volta per far uscire la macchina dall’errore.

Ci sono piccoli accorgimenti che puoi adottare per limitare i furti di bicchieri. Inoltre, se hai un minimo di dimestichezza, potresti provare a intervenire direttamente sulla giostra: spesso si tratta di operazioni molto semplici per ripristinare il servizio.
Per il resto, il consiglio è quello di confrontarti con altri operatori. Esistono diversi gruppi H24 sui social e su WhatsApp dove puoi trovare colleghi più esperti disposti a darti una mano in tempo reale.

Lunedì 13 aprile 2026

Il concliente non è il nemico

Il fenomeno del “concliente” non è un’anomalia, è un segnale. Il mercato è cambiato, così come è cambiata la percezione del servizio e della qualità da parte del cliente finale. Se le persone arrivano a organizzarsi un coffee point interno, caricarsi le capsule, occuparsi della pulizia e della gestione quotidiana, significa che non rifiutano il lavoro: rifiutano il modello che stanno pagando. E lo sostituiscono con qualcosa che sentono più vicino alle loro aspettative.
In molti contesti aziendali stiamo assistendo a un ritorno naturale ai coffee corner, a soluzioni più aperte e condivise, spesso con macchine semi automatiche in cogestione. Il cliente è disposto a “dare una mano”, purché percepisca qualità, controllo e valore reale. A questo punto la domanda è semplice: se il cliente è già disposto a farsi carico di ricarico e pulizia, che senso ha difendere a tutti i costi l'automatico, con marginalità sempre più compresse? Forse è più coerente accompagnare questo cambiamento, puntando su:
macchine semi-automatiche,
coffee corner ben progettati,
caffè in grani, con una marginalità più sana e sostenibile,
un rapporto più trasparente e adulto con il cliente.
Il “concliente” non è un nemico. È il segnale che il vending, così com’è stato pensato finora, non sempre risponde più alle nuove aspettative. Sta a noi decidere se subirlo o trasformarlo in un modello evoluto di servizio.

Il tuo ragionamento fotografa solo una parte della realtà. Il “concliente” non nasce perché il cliente vuole evolvere il modello, nasce perché qualcuno entra senza regole in una postazione già presidiata, sfruttando un servizio esistente senza sostenerne i costi. Poi è vero che il mercato sta cambiando e che in alcune realtà si stanno sviluppando coffee corner e soluzioni ibride, ma qui parliamo di scelte progettate insieme al cliente, non di iniziative spontanee che creano conflitto e disordine. Il punto centrale resta uno: se il cliente vuole un modello diverso, lo si costruisce insieme, con un’offerta chiara, sostenibile e contrattualizzata. Se invece si lascia spazio al fai-da-te, il rischio è quello di perdere completamente il controllo della postazione, con un peggioramento del servizio per tutti.

Nuova attività

Ciao Fantavending, sono un tuo lettore della prima ora. Con mia moglie stiamo decidendo di chiudere la gestione vendendo i nostri 2 giri. Abbiamo trovato un negozio nel paese vicino che è perfetto per un H24, non ce ne sono da queste parti e quindi stiamo pensando di cambiare attività. Io sono convinto, ma mia moglie ha paura dei furti e dei vandalismi… si legge di tutto in giro. Tu cosa consigli?

L'unico consiglio che è d'obbligo dare è ricordare che fare il gestore ed essere il titolare di un negozio H24 sono due mestieri diversi. Sembrano simili, ma non lo sono. Quindi preparatevi ad affrontare il nuovo business con occhi nuovi. Per quanto riguarda il tema della sicurezza, un altro buon consiglio che possiamo darti è di venire a Venditalia il  6 maggio, perché alle 16:30 (Venditalia Talks Arena | Hall C2) c'è un Forum sugli H24. Al centro del dibattito vi sono le strategie per garantire sicurezza, legalità e integrazione nel contesto urbano, attraverso modelli di gestione responsabile e innovazione tecnologica.

Venerdì 10 aprile 2026

Contratto Conclienti

Guardate che le macchine non sempre sono nascoste (foto)

Io ogni tanto ci parlo con le risorse umane e chiedo che vengano tolte le macchine abusive, ma fanno orecchie da mercanti. Lo dico anche per la sicurezza dei dipendenti, ma si vede che se ne sbattono.

Non capiamo perché, nelle decine di messaggi ricevuti sul tema dei conclienti, nessuno faccia esplicita menzione del contratto in esclusiva. La prima cosa da fare è inserire questa clausola in tutti i contratti. Negli appalti, se non è prevista, fate una richiesta scritta e pretendete una risposta scritta. Questo non risolve il 100% dei problemi, ma vi dà sicuramente una carta in più da giocare per affrontare la situazione.

Perplessità

Coldiretti tutela gli interessi dei coltivatori locali, ma sorprende che proprio loro parlino male del vending e insistano sul tema della frutta e verdura a chilometro zero. Di fatto sembra una presa di posizione che penalizza un canale concorrente per favorire il proprio settore. Un modo di fare che lascia quantomeno perplessi.

Condividiamo la tua perplessità. Coldiretti dovrebbe tutelare i coltivatori e promuovere la cultura del cibo e dei propri valori, non attaccare altri settori o stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Parlare bene di sé è sempre più efficace che parlare male degli altri.

Giovedì 9 aprile 2026

Furti di caffè

Il problema dei "conclienti" ha assunto contorni molto preoccupanti. Vi ricordate che tempo fa avevate parlato di furti di caffè dalle nostre macchine? Sembrava incredibile e faceva persino tenerezza pensare al povero diavolo che con gli aumenti del caffè non poteva più permettersi di comprarlo al supermercato e si era ridotto a rubarlo dalle campane vending. Niente di così romantico. Anche noi abbiamo una postazione dove ci sono stati furti di caffè e sapete cosa abbiamo scoperto? Che dentro un armadietto in produzione c'era una macchinetta abusiva del caffè in grani. Ecco dove finivano... Qui il gioco cambia. E' furto, roba da codice penale.

In effetti il collegamento non è così immediato. Siamo abituati a pensare ai gruppi di acquisto su macchine a capsule, economiche e diffuse. Le macchine a grani sono più evolute, più costose e meno comuni. Ma questo non significa che non possano essere utilizzate, soprattutto se recuperate sul mercato dell’usato. E qui il quadro diventa chiaro: qualcuno ruba il caffè dalle campane e lo utilizza per alimentare una macchina interna, fuori controllo, fuori contratto, fuori da qualsiasi logica commerciale. Quindi il consiglio è molto semplice. Se avete furti di caffè in grani, non fermatevi alla superficie. Chiedete di verificare cosa succede all’interno dell’azienda. Aprite qualche armadietto, fatevi accompagnare nei reparti e, nel caso, scatenate l'inferno...

Alimentazione e salute

Non capisco perché Fantavending si schieri sempre a favore dei cibi ultra processati pur di difendere il vending. Dovreste essere più obiettivi e parlare anche dei rischi legati a questi prodotti, invece di minimizzare sempre. Qui si tratta di alimentazione e salute, non solo di difendere un settore.

Capiamo l’obiezione, ma il punto forse va rimesso un attimo in prospettiva. Negli anni ci è stato detto che il caffè faceva male, poi è stato completamente rivalutato. Il sale era il nemico assoluto, oggi è considerato fisiologicamente essenziale e si parla di equilibrio, non più di demonizzazione. Anche la piramide alimentare è stata per anni un modello intoccabile, salvo poi essere profondamente rivista.
Questo non significa che “va bene tutto”, ma è difficile negare che sul tema alimentare ci sia stata spesso molta semplificazione, quando non vera e propria demagogia. E il vending è finito per diventare il bersaglio più facile. Fantavending difende un settore che viene spesso raccontato in modo parziale, senza considerare contesto e utilizzo reale. Nel vending le consumazioni sono per definizione limitate, le grammature sono contenute e incidono in modo marginale sull’alimentazione complessiva, che si costruisce su ben altri volumi e frequenze di consumo.
Questo non vuol dire negare che esistano criticità, anzi. Ma affrontarle in modo serio significa evitare letture ideologiche e guardare ai dati, non agli slogan.

Mercoledì 8 aprile 2026

La polizza del cliente

Ciao, noi abbiamo stipulato la polizza catastrofale per il magazzino e uffici. Da quanto ne so per le macchine installate vale la polizza del cliente.

È corretto assicurare magazzini e uffici, lì non ci sono dubbi. Sulle macchine installate, invece, la risposta è meno lineare di quanto sembri. Dire che “vale la polizza del cliente” può essere vero solo in alcuni casi specifici, cioè quando nella polizza del cliente sono espressamente inclusi anche i beni di terzi. Nella maggior parte delle situazioni, però, non è così. Il punto centrale è questo: la macchina è del gestore. Se si danneggia per un evento catastrofale, il danno economico resta in capo a chi la possiede, quindi al gestore. E se non è coperta da una polizza propria o da una clausola precisa nella polizza del cliente, il rischio è che non sia coperta da nessuno. Detto questo, è altrettanto vero che assicurare tutto il parco macchine è irrealizzabile. Per questo alcuni hanno ragionato su soluzioni intermedie, cioè coperture parziali oppure una gestione interna del rischio, tenendo una disponibilità di macchine per eventuali sostituzioni.

Giovani vandali

Fanno davvero male le immagini dei tre ragazzini che hanno preso a calci i distributori alla Stazione di Parma. Ma visto che sono stati segnalati da un sito di destra vedrete che non si farà niente. Ovviamente chi ha ripreso la notizia tace sulla loro nazionalità. Mi sapete spiegare perché??.

Ti sbagli, in questo caso non c'entra nulla la politica. Nel giornalismo italiano esistono regole deontologiche molto precise. La più rilevante in questo caso è la Carta di Roma, che invita esplicitamente a non indicare nazionalità, etnia o provenienza quando non sono elementi essenziali per la comprensione del fatto. Non è una scelta di sinistra o di destra, è una regola professionale: se quell’informazione non cambia la sostanza della notizia, semplicemente non va inserita. Qui poi c’è un secondo livello ancora più delicato: stiamo parlando di minorenni. Su questo tema la prudenza è ancora maggiore, perché tutta la normativa e le carte deontologiche impongono di evitare qualsiasi elemento che possa portare a una identificazione o a una stigmatizzazione. È una tutela importante che va sempre rispettata.
Questo non significa minimizzare quello che è successo, perché le immagini sono oggettivamente gravi e il tema della sicurezza dei distributori resta reale, ma significa evitare di inserire elementi che non sono rilevanti per capire l’episodio.

Martedì 7 aprile 2026

L'ultimo saluto a Ettore

Buonasera Fantavending, sapete quando si terrà il funerale di Ettore Salvagnin?

Mi dispiace tantissimo, un datore di lavoro eccezionale, sempre pronto ad ascoltare e a capire… grazie x tutt

Ciao Ettore Ciao Maestro. Porterò con me le tue lezioni di Vending e di Vita.

Come diciamo noi alpini ha posato il suo zaino ed è andato avanti. RIP e condoglianze alla famiglia.


Per chi volesse essre presente al funerale di Ettore Salvagnon per l'ultimo saluto, il rito funebre si svolgerà mercoledì 8 aprile alle ore 15.30 nella Chiesa Parrocchiale Madonna delle Grazie. Dopo la funzione si proseguirà per la cremazione. Il Santo Rosario sarà recitato mezz’ora prima della celebrazione in Chiesa.

Ristoranti a Rimini

Ho letto i vostri post con i commento dei lettori sulla differenza di Rimini e Milano e voglio portare la mia testimonianza. Nel 2024 abbiamo organizzato una cena con i clienti in un famoso giapponese di Milano. Abbiamo mangiato benissimo, nulla da dire, ma abbiamo speso più dello spazio preso in fiera! Bisogna essere onesti, ormai i ristoranti a Milano, sopratutto quelli di livello, sono irraggiungibili. Tra Rimini, Riccione e Milano Marittima, ce ne sono tanti di posti dove si mangia bene e si spende meno della metà...

Certo, questo è un punto difficilmente contestabile. Milano resta una piazza straordinaria per offerta e qualità, ma negli ultimi anni i prezzi, soprattutto nella ristorazione di livello, hanno raggiunto cifre che per molte aziende diventano difficili da sostenere, specie durante una fiera.
La Riviera romagnola gioca una partita diversa, con un rapporto qualità prezzo ancora molto competitivo. L’offerta è ampia, si mangia bene, spesso molto bene, e con costi decisamente più accessibili.Per espositori e visitatori questo si traduce in un vantaggio economico reale, perché la trasferta non è fatta solo di stand e hotel, ma anche di momenti con clienti e partner. E lì la differenza, a fine fiera, si sente.

Venerdì 2 aprile 2026

Buona Pasqua a tutti i nostri lettori!

Il vending non si ferma mai davvero, ma ogni tanto è giusto rallentare un attimo, ricaricare le energie e ricordarsi che dietro le macchine ci sono persone, storie e soprattutto una comunità che ogni giorno si confronta, discute e cresce insieme. A tutti voi che ci leggete, che scrivete, che criticate e che contribuite a rendere Fantavending quello che è, auguriamo una Pasqua serena.

Ci risentiamo presto, news e commenti torneranno martedì 7 aprile

Giovedì 2 aprile 2026

Venditalia a Rimini

Onestamente non capisco i nostalgici di Venditalia a Milano. Nel 2024 siamo venuti in tre e abbiamo pagato 210 euro a notte per un albergo in periferia. Quest'anno abbiamo prenotato a Rimini a 100 metri dal mare e spendiamo 80 euro a camera. Ma volete mettere?

Noi veniamo dalla Puglia e quindi per andare a Venditalia Rimini è meglio di Milano, ci arriviamo in macchina. Ma non è solo questione di viaggio, sono i prezzi degli alberghi a fare la differenza. Milano sarà anche bella ma ormai è fuori portata per il nostro budget. Date un occhio ai prezzi, un hotel di buon livello costa sopra i 300 euro. Nella riviera romagnola invece c'è di tutto e di più a prezzi molto più umani. In questo periodo si deve stare attenti a tutto.

La Riviera Romagnola è un sistema turistico costruito negli anni per gestire grandi flussi. E' il territorio con la più alta densità di strutture ricettive in Italia, tra le più rilevanti anche a livello europeo. Questo significa una cosa molto semplice, tanta offerta e quindi prezzi più accessibili. Le segnalazioni che stiamo ricevendo vanno tutte nella stessa direzione: a parità di periodo, i prezzi sono mediamente inferiori anche del 40-50% rispetto a Milano, con il vantaggio, non secondario, di strutture spesso a pochi metri dal mare e con servizi pensati per chi si muove per lavoro ma vuole anche un minimo di vivibilità.

Polizza catastrofale

Colpa mia, ma casco dalle nuvole. Ma la polizza catastrofale nel vending chi la fa? Ho chiesto ad un amico assicuratore e mi dice che per il nostro settore non si sa nulla.

Ma come funziona la polizza catastrofale per chi ha una gestione? Cosa si assicura?

In effetti, per il vending il tema della polizza catastrofale ha avuto una genesi piuttosto turbolenta, con diversi assicuratori che davano indicazioni contrastanti. In alcuni casi, alcune compagnie hanno scelto di non coprire il settore. Oggi qualcosa si sta muovendo. Esiste una convenzione CONFIDA con OPA Srl che ha sviluppato un prodotto specifico per il vending, proprio per colmare questo vuoto. È evidente però che il quadro non è ancora del tutto chiaro, e infatti molti operatori, come nel vostro caso, si trovano senza risposte certe. Per chi vuole approfondire, OPA sarà presente a Venditalia 2026 all’interno del Confida Village, un’occasione concreta per capire cosa si assicura davvero e con quali condizioni.

Mercoledì 1 aprile 2026

Dietro le quinte

Non me lo vedo il Granduca che corre dietro a 50.000 battute dopo aver governato la Toscana per cinquant'anni.

Confermo l'operazione a Lucca, qui in zona sono certi sia stata chiusa. Ma secondo me per crescere davvero il Granduca deve guardare verso Arezzo...

Ne approfittiamo per chiarire, ancora una volta, come funziona questa area di Fantavending. I commenti che arrivano al sito sono una parte fondamentale della nostra community e ne pubblichiamo una piccola selezione dopo averli sottoposti a verifica. In questo caso non si tratta di sostenere che il Granduca corre dietro a sole 50 mila battute, ma di riportare una serie di segnalazioni su movimenti in Toscana, confermati da più fonti. Molti concordano nella suggestione che lo vedrebbero dare la sua benedizione dietro le quinte. E' un'ipotesi suggestiva e molto Fantavending a cui non ci possiamo sottrarre.

Madrid - Bologna

Buongiorno amici di Fantavending. Noi veniamo a Venditalia in aereo da Madrid e siamo curiosi di vedere la nuova edizione a Rimini. L’unica questione è la distanza dall’aeroporto: forse Milano era più comoda per chi arriva in aereo, bastava un taxi e si era in fiera, mentre Bologna sembra un po’ più lontana [messaggio tradotto dallo spagnolo].

Buongiorno. Dall’aeroporto di Bologna è attiva una navetta diretta che in circa un’ora vi porta a Rimini Fiera. La differenza rispetto a Milano è persino vantaggiosa: da Linate a Fieramilanocity, nelle edizioni passate, nelle ore di punta si impiegavano anche 1 ora e 15 minuti, mentre da Malpensa circa 1 ora e 10. Con un elemento non secondario: la navetta da Bologna è gratuita, mentre a Milano il taxi per la fiera arrivava tranquillamente a 80 euro.

[Buenos días. Desde el aeropuerto de Bolonia hay un servicio de lanzadera directa que en aproximadamente una hora os lleva a Rimini Fiera. La diferencia con Milán es incluso ventajosa: desde Linate hasta Fieramilanocity, en las ediciones anteriores, en horas punta se tardaban también alrededor de 1 hora y 15 minutos, mientras que desde Malpensa aproximadamente 1 hora y 10. Con un detalle no menor: la lanzadera desde Bolonia es gratuita, mientras que en Milán un taxi hasta la feria podía costar fácilmente 80 euros.]

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