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Lunedì 20 aprile 2026

Aumenti plastica

Ma è possibile che appena c'è un problema in qualche parte del mondo, quel punto sperduto del globo diventi sempre un imbuto dove passano tutte le merci del mondo e, nel giro di pochi giorni, facciano aumenti che noi non abbiamo mai fatto nemmeno in 10 anni ai nostri clienti? Avete visto a quanto sono andati i bicchieri di plastica vending?

L'aumento del prezzo è solo una parte del problema, ormai si parla apertamente persino del rischio crescente di fermo degli impianti per mancanza di materia prima. Unionplast ha scritto che le imprese di trasformazione italiane si trovano infatti ad affrontare una situazione di estrema criticità operativa e finanziaria, caratterizzata dall’impossibilità di pianificare la produzione anche nel brevissimo periodo e dalla forte e improvvisa erosione dei margini industriali.
Se la situazione dovesse aggravarsi, potremmo persino rivivere scenari simili agli anni '70, quando all'improvviso non si trovavano più bicchieri. Speriamo di non arrivarci mai.

La guerra alla paletta

Fanno la guerra alla paletta e poi ormai siamo costretti a comprare tutto usa e getta, frigo domestico di 6 anni non va più mi sono adattato per qualche giorno con uno di scorta che ho in garage per l’emergenze che ha 55 anni e ancora funziona, macchine di plastica, componenti in plastica, e vogliamo salvare il mondo dalle palette. Ma vaff

Ogni giorno hanno un delirio nuovo, non riescono a fare cose importanti e così per farsi apparire utili si inventano delle paturnie sulle palette.

La politica spesso sceglie bersagli simbolici perché fanno titolo, danno visibilità e permettono di dire che “si è intervenuti”. Il problema è che, mentre si combattono guerre minuscole, restano intatti temi enormemente più seri come obsolescenza programmata, sprechi industriali, rifiuti complessi e filiere poco efficienti.
I tappi attaccati alle bottiglie o il bando delle palette non spostano nulla. Servono interventi veri, misurabili e costruiti ascoltando imprese, tecnici e consumatori. Quando invece prevale la demagogia, succede sempre la stessa cosa: si colpiscono oggetti facili, si ignora la sostanza e si crea solo irritazione in chi lavora e produce ogni giorno.

Venerdì 17 aprile 2026

Tutti giù per terra

Mi è piaciuto molto il post sul bar e il vending, ma secondo me c’è un altro esempio che descrive ancora meglio quello che sta succedendo. Nel paese vicino al mio (non pubblicare il nome per favore) in centro c’erano due bar. Uno teneva il caffè a 0,90, l’altro, più bellino e con due vetrine l'ha alzato da 1 euro a 1,20 perché evidentemente aveva capito che a  non ci stava più dentro. Il primo, invece di adeguarsi, ha continuato a tenere il prezzo basso, prendendo anche per il culo il concorrente, dandogli del ladro per i 20 centesimi di aumento. È finita che quello a 1,20 ha perso qualche cliente e alla fine ha chiuso. Ma la storia non finisce lì, perché pochi mesi dopo si è scoperto che anche quello a 0,90 era pieno di debiti, non pagava i fornitori e, da quello che si racconta, è destinato a chiudere a sua volta.
Questo, secondo me, è esattamente quello che succede nel vending. Ci sono operatori che continuano a tenere prezzi insostenibili, costringendo fuori mercato chi lavora in modo corretto e cerca di costruire un equilibrio economico. Alla fine però il risultato è sempre lo stesso: si distrugge valore, si spinge fuori chi è sano e poi, inevitabilmente, falliscono anche quelli che hanno scatenato la corsa al ribasso.

Questa storia è brutale, ma è esattamente quello che succede quando il prezzo diventa l’unico argomento commerciale. All’inizio sembra funzionare, perché il cliente guarda i 20 centesimi e si sposta, ma sotto non c’è nessuna sostenibilità.Il problema è che nel breve periodo chi tiene i prezzi bassi crea un danno doppio: manda in difficoltà chi prova a lavorare in modo corretto e allo stesso tempo costruisce un modello che non regge neanche per sé.
Nel vending questo meccanismo lo vediamo continuamente. Postazioni prese a prezzi fuori mercato, gare al ribasso, offerte costruite senza margine. Si vince oggi e si perde domani. E quando il sistema si rompe, non rimane in piedi nessuno.

Ma non è colpa dei commerciali

Facciamo un semplicissimo esempio:nel 1993 il caffè costava 800 lire e al distributore 400 lire... Nel 2026 al bar costa 1.40€ e perché al distributore non dovrebbe costare 0.70€???? Perchè ci sono ancora morti fame e di battute che pur di prendersi un appalto, sputtanano il settore!!! Io sono a favore degli aumenti e se il cliente rogna?? Che vada a quel paese!! P.S. commerciali sciacalli fate pena. Saluti

L’esempio che fai è corretto, e infatti è proprio lì che si vede tutta l’anomalia del nostro settore. Il problema però non sono i commerciali. È troppo facile prendersela con loro, ma fanno esattamente quello che gli viene chiesto di fare. La responsabilità è dell’imprenditore. È lui che decide le politiche di prezzo, è lui che autorizza certe offerte, è lui che negli anni ha scelto di mettere l’attenzione su tutto tranne che sulla leva più importante: il prezzo di vendita. Nel frattempo si è fatto di tutto, espansioni, guerre per le battute, trattative infinite con i fornitori per limare un centesimo, ma non si è mai affrontato seriamente il tema del prezzo al consumatore. E quando c’erano tutte le condizioni per farlo, altri canali lo hanno fatto, il vending no.
Oggi ci troviamo a inseguire, e a discutere su chi ha la colpa. Ma se un imprenditore accetta di vendere a un certo prezzo pur di prendere un appalto, la responsabilità non è del commerciale che firma il contratto. Il punto vero è un altro: il prezzo nel vending non è mai stato trattato come una priorità strategica. E i risultati si vedono.

Giovedì 16 aprile 2026

L'ignoranza del cliente

Concliente. Quando l’iniziativa nasce dall’interno del cliente, ignorarla o contrastarla frontalmente raramente funziona. Molto più efficace è governarla, trasformandola, se ha senso, in una soluzione progettata insieme, chiara, sostenibile e contrattualizzata. Il tema è che, spesso, questo “progettata insieme” non viene nemmeno proposto o contemplato dai gestori, che si limitano a difendere il modello esistente. In questo vuoto di proposta, il fai‑da‑te trova spazio e si struttura.

Scusa i tagli al tuo lungo messaggio, ma cerchiamo sempre di dare la migliore accessibilità e leggibilità a quest'area del sito. Capiamo il tuo punto di vista, ma non consideri un aspetto fondamentale: spesso non è solo il gestore a non essere propenso a progettare insieme la pausa ristoro. Il problema, molto più concretamente, sono i clienti o i referenti aziendali, che fin troppo spesso ignorano completamente le dinamiche del vending (non in senso dispregiativo, semplicemente non le conoscono). Cercare di ragionare con qualcuno che non conosce e non capisce il nostro business non è così semplice. Proprio ieri ci ha scritto un gestore che si lamentava del fatto che un cliente chiedesse una batteria caldo/freddo per il suo ufficio, perché così l’aveva nel lavoro precedente. Peccato che in quella sede fossero in 5, di cui 2 part-time. E il cliente continuava a non capire, interpretando il rifiuto come una mancanza del gestore.

Non parliamo degli assenti

Ho visto la lunga lista degli espositori Venditalia e vi fa onore non parlare degli assenti, ma vista la situazione del mercato qualche considerazione un po' piccante ci stava. Ok che volete tutelare il settore, ma a sto giro un po' di pepe in più ci stava tutto.

Non hai idea di quanti messaggi abbiamo ricevuto, con commenti anche piuttosto ‘accesi’, sul perché qualcuno non partecipi a Venditalia. Abbiamo però deciso di non parlare degli assenti, non tanto per tutelare il mercato, ma per dare il giusto spazio a chi ha scelto di esserci e continua a investire nonostante un periodo molto difficile, soprattutto per alcuni comparti della filiera. C’è un dato che secondo noi inquadra bene la situazione. Nel 2024 si erano iscritte a Venditalia 260 aziende, nel 2026 sono già 270. Questo dice molto della fiera di Rimini: più aziende iscritte rispetto all’edizione precedente, nonostante il calo delle vendite delle vending machine negli ultimi 24 mesi.
La cosa che ci ha colpito di più, però, sono le tantissime richieste di consigli su alberghi e, addirittura, ristoranti. Segno che molti approfitteranno di Rimini non solo per lavoro, ma anche per godersi una località di mare.

Mercoledì 15 aprile 2026

Appalti Ospedalieri

Ospedale di Perugia 1,6 milioni? Una volta, forse. Come scrivete voi quando ancora c’era la Vending System. Ora quella cifra forse è un quarto, se va bene!

Non capisco questa guerra per prendersi un ospedale, oggi sono le postazioni che danno più problemi e meno margine, anzi, se volete proprio saperlo, a parte il pronto soccorso tutti gli altri reparti sono in grande perdita...

Ci sarebbe davvero da fare uno studio sugli ospedali prima del Covid e oggi. È innegabile che la perdita di battute sia stata molto più ampia delle previsioni, e questo dato deve essere interpretato correttamente prima di partecipare a una gara nel 2026. Per quanto riguarda i 1,6 milioni, è un dato ufficiale. Il lotto 2 ha un valore stimato di 1.626.000 euro, ma su 84 mesi, quindi 7 anni. Tradotto, parliamo di circa 230 mila euro all’anno.

Espositori Venditalia

Ciao. E possibile sapere chi sono i 100 nuovi espositori a venditalia 2026? Grazie

Tutto sommato sono contento che ci sia stato un ricambio così importante tra gli espositori a Venditalia, in fondo la fiera non è solo il momento in cui ci incontriamo un po' tutti insieme, ma anche un posto dove vedere qualche novità. Questo settore ha bisogno di un bel rinnovamento se vuole ripartire [messaggio firmato]

Il catalogo con l'elenco di tutti gli espositori a Venditalia 2026 è in linea sul sito di Venditalia dalla fine di marzo (CLICCA QUI) se vuoi sapere i nomi di tutte le aziende presentii, vecchie e nuove puoi visitare la pagina e avere tutte le informazioni necessarie. Senza dubbio la presenza di oltre 100 nuovi espositori è un segnale molto forte della vitalità del settore, ma anche della capacità di Venditalia di intercettarla.. E non era affatto scontato...

Martedì 14 aprile 2026

Cambiamenti

Ciao giovani, anche se eravate già operativi a Venditalia 1998, quindi tanto giovani non siete. Fa impressione rileggere oggi la lista dei grandi gestori presenti a quell’edizione della fiera di Genova. Nomi come Vending System non li sentivo pronunciare da anni. Nessuno, all’epoca, avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe successo dopo. E chissà quanti cambiamenti ancora ci aspettano…

È proprio così. E forse per capirlo davvero basta fare un piccolo esercizio di memoria. A quella Venditalia giravamo tutti con i Nokia, i Motorola, qualcuno con i primi BlackBerry. Oggi prova a guardarti intorno e dimmi se ne vedi uno a Rimini nel maggio 2026.
I tempi cambiano, le aziende cambiano, e anche i modelli di business evolvono, spesso molto più velocemente di quanto siamo disposti ad ammettere. Alcuni nomi spariscono, altri nascono, altri ancora si trasformano completamente. È il ciclo naturale del mercato. Il punto non è fermarlo, ma capirlo in anticipo. Perché se oggi ci sorprende quello che è successo dal 1998 a oggi, probabilmente non stiamo guardando abbastanza bene quello che sta succedendo adesso.

Furto bicchieri

Buongiorno, vi ho già scritto circa 6 mesi fa. Oggi riscrivo solo per segnalarvi che continuano i furti di bicchieri nel mio negozio. Quasi quasi tolgo la macchina del caffè, perché poi mi tocca chiamare il tecnico ogni volta per far uscire la macchina dall’errore.

Ci sono piccoli accorgimenti che puoi adottare per limitare i furti di bicchieri. Inoltre, se hai un minimo di dimestichezza, potresti provare a intervenire direttamente sulla giostra: spesso si tratta di operazioni molto semplici per ripristinare il servizio.
Per il resto, il consiglio è quello di confrontarti con altri operatori. Esistono diversi gruppi H24 sui social e su WhatsApp dove puoi trovare colleghi più esperti disposti a darti una mano in tempo reale.

Lunedì 13 aprile 2026

Il concliente non è il nemico

Il fenomeno del “concliente” non è un’anomalia, è un segnale. Il mercato è cambiato, così come è cambiata la percezione del servizio e della qualità da parte del cliente finale. Se le persone arrivano a organizzarsi un coffee point interno, caricarsi le capsule, occuparsi della pulizia e della gestione quotidiana, significa che non rifiutano il lavoro: rifiutano il modello che stanno pagando. E lo sostituiscono con qualcosa che sentono più vicino alle loro aspettative.
In molti contesti aziendali stiamo assistendo a un ritorno naturale ai coffee corner, a soluzioni più aperte e condivise, spesso con macchine semi automatiche in cogestione. Il cliente è disposto a “dare una mano”, purché percepisca qualità, controllo e valore reale. A questo punto la domanda è semplice: se il cliente è già disposto a farsi carico di ricarico e pulizia, che senso ha difendere a tutti i costi l'automatico, con marginalità sempre più compresse? Forse è più coerente accompagnare questo cambiamento, puntando su:
macchine semi-automatiche,
coffee corner ben progettati,
caffè in grani, con una marginalità più sana e sostenibile,
un rapporto più trasparente e adulto con il cliente.
Il “concliente” non è un nemico. È il segnale che il vending, così com’è stato pensato finora, non sempre risponde più alle nuove aspettative. Sta a noi decidere se subirlo o trasformarlo in un modello evoluto di servizio.

Il tuo ragionamento fotografa solo una parte della realtà. Il “concliente” non nasce perché il cliente vuole evolvere il modello, nasce perché qualcuno entra senza regole in una postazione già presidiata, sfruttando un servizio esistente senza sostenerne i costi. Poi è vero che il mercato sta cambiando e che in alcune realtà si stanno sviluppando coffee corner e soluzioni ibride, ma qui parliamo di scelte progettate insieme al cliente, non di iniziative spontanee che creano conflitto e disordine. Il punto centrale resta uno: se il cliente vuole un modello diverso, lo si costruisce insieme, con un’offerta chiara, sostenibile e contrattualizzata. Se invece si lascia spazio al fai-da-te, il rischio è quello di perdere completamente il controllo della postazione, con un peggioramento del servizio per tutti.

Nuova attività

Ciao Fantavending, sono un tuo lettore della prima ora. Con mia moglie stiamo decidendo di chiudere la gestione vendendo i nostri 2 giri. Abbiamo trovato un negozio nel paese vicino che è perfetto per un H24, non ce ne sono da queste parti e quindi stiamo pensando di cambiare attività. Io sono convinto, ma mia moglie ha paura dei furti e dei vandalismi… si legge di tutto in giro. Tu cosa consigli?

L'unico consiglio che è d'obbligo dare è ricordare che fare il gestore ed essere il titolare di un negozio H24 sono due mestieri diversi. Sembrano simili, ma non lo sono. Quindi preparatevi ad affrontare il nuovo business con occhi nuovi. Per quanto riguarda il tema della sicurezza, un altro buon consiglio che possiamo darti è di venire a Venditalia il  6 maggio, perché alle 16:30 (Venditalia Talks Arena | Hall C2) c'è un Forum sugli H24. Al centro del dibattito vi sono le strategie per garantire sicurezza, legalità e integrazione nel contesto urbano, attraverso modelli di gestione responsabile e innovazione tecnologica.

Venerdì 10 aprile 2026

Contratto Conclienti

Guardate che le macchine non sempre sono nascoste (foto)

Io ogni tanto ci parlo con le risorse umane e chiedo che vengano tolte le macchine abusive, ma fanno orecchie da mercanti. Lo dico anche per la sicurezza dei dipendenti, ma si vede che se ne sbattono.

Non capiamo perché, nelle decine di messaggi ricevuti sul tema dei conclienti, nessuno faccia esplicita menzione del contratto in esclusiva. La prima cosa da fare è inserire questa clausola in tutti i contratti. Negli appalti, se non è prevista, fate una richiesta scritta e pretendete una risposta scritta. Questo non risolve il 100% dei problemi, ma vi dà sicuramente una carta in più da giocare per affrontare la situazione.

Perplessità

Coldiretti tutela gli interessi dei coltivatori locali, ma sorprende che proprio loro parlino male del vending e insistano sul tema della frutta e verdura a chilometro zero. Di fatto sembra una presa di posizione che penalizza un canale concorrente per favorire il proprio settore. Un modo di fare che lascia quantomeno perplessi.

Condividiamo la tua perplessità. Coldiretti dovrebbe tutelare i coltivatori e promuovere la cultura del cibo e dei propri valori, non attaccare altri settori o stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Parlare bene di sé è sempre più efficace che parlare male degli altri.

Giovedì 9 aprile 2026

Furti di caffè

Il problema dei "conclienti" ha assunto contorni molto preoccupanti. Vi ricordate che tempo fa avevate parlato di furti di caffè dalle nostre macchine? Sembrava incredibile e faceva persino tenerezza pensare al povero diavolo che con gli aumenti del caffè non poteva più permettersi di comprarlo al supermercato e si era ridotto a rubarlo dalle campane vending. Niente di così romantico. Anche noi abbiamo una postazione dove ci sono stati furti di caffè e sapete cosa abbiamo scoperto? Che dentro un armadietto in produzione c'era una macchinetta abusiva del caffè in grani. Ecco dove finivano... Qui il gioco cambia. E' furto, roba da codice penale.

In effetti il collegamento non è così immediato. Siamo abituati a pensare ai gruppi di acquisto su macchine a capsule, economiche e diffuse. Le macchine a grani sono più evolute, più costose e meno comuni. Ma questo non significa che non possano essere utilizzate, soprattutto se recuperate sul mercato dell’usato. E qui il quadro diventa chiaro: qualcuno ruba il caffè dalle campane e lo utilizza per alimentare una macchina interna, fuori controllo, fuori contratto, fuori da qualsiasi logica commerciale. Quindi il consiglio è molto semplice. Se avete furti di caffè in grani, non fermatevi alla superficie. Chiedete di verificare cosa succede all’interno dell’azienda. Aprite qualche armadietto, fatevi accompagnare nei reparti e, nel caso, scatenate l'inferno...

Alimentazione e salute

Non capisco perché Fantavending si schieri sempre a favore dei cibi ultra processati pur di difendere il vending. Dovreste essere più obiettivi e parlare anche dei rischi legati a questi prodotti, invece di minimizzare sempre. Qui si tratta di alimentazione e salute, non solo di difendere un settore.

Capiamo l’obiezione, ma il punto forse va rimesso un attimo in prospettiva. Negli anni ci è stato detto che il caffè faceva male, poi è stato completamente rivalutato. Il sale era il nemico assoluto, oggi è considerato fisiologicamente essenziale e si parla di equilibrio, non più di demonizzazione. Anche la piramide alimentare è stata per anni un modello intoccabile, salvo poi essere profondamente rivista.
Questo non significa che “va bene tutto”, ma è difficile negare che sul tema alimentare ci sia stata spesso molta semplificazione, quando non vera e propria demagogia. E il vending è finito per diventare il bersaglio più facile. Fantavending difende un settore che viene spesso raccontato in modo parziale, senza considerare contesto e utilizzo reale. Nel vending le consumazioni sono per definizione limitate, le grammature sono contenute e incidono in modo marginale sull’alimentazione complessiva, che si costruisce su ben altri volumi e frequenze di consumo.
Questo non vuol dire negare che esistano criticità, anzi. Ma affrontarle in modo serio significa evitare letture ideologiche e guardare ai dati, non agli slogan.

Mercoledì 8 aprile 2026

La polizza del cliente

Ciao, noi abbiamo stipulato la polizza catastrofale per il magazzino e uffici. Da quanto ne so per le macchine installate vale la polizza del cliente.

È corretto assicurare magazzini e uffici, lì non ci sono dubbi. Sulle macchine installate, invece, la risposta è meno lineare di quanto sembri. Dire che “vale la polizza del cliente” può essere vero solo in alcuni casi specifici, cioè quando nella polizza del cliente sono espressamente inclusi anche i beni di terzi. Nella maggior parte delle situazioni, però, non è così. Il punto centrale è questo: la macchina è del gestore. Se si danneggia per un evento catastrofale, il danno economico resta in capo a chi la possiede, quindi al gestore. E se non è coperta da una polizza propria o da una clausola precisa nella polizza del cliente, il rischio è che non sia coperta da nessuno. Detto questo, è altrettanto vero che assicurare tutto il parco macchine è irrealizzabile. Per questo alcuni hanno ragionato su soluzioni intermedie, cioè coperture parziali oppure una gestione interna del rischio, tenendo una disponibilità di macchine per eventuali sostituzioni.

Giovani vandali

Fanno davvero male le immagini dei tre ragazzini che hanno preso a calci i distributori alla Stazione di Parma. Ma visto che sono stati segnalati da un sito di destra vedrete che non si farà niente. Ovviamente chi ha ripreso la notizia tace sulla loro nazionalità. Mi sapete spiegare perché??.

Ti sbagli, in questo caso non c'entra nulla la politica. Nel giornalismo italiano esistono regole deontologiche molto precise. La più rilevante in questo caso è la Carta di Roma, che invita esplicitamente a non indicare nazionalità, etnia o provenienza quando non sono elementi essenziali per la comprensione del fatto. Non è una scelta di sinistra o di destra, è una regola professionale: se quell’informazione non cambia la sostanza della notizia, semplicemente non va inserita. Qui poi c’è un secondo livello ancora più delicato: stiamo parlando di minorenni. Su questo tema la prudenza è ancora maggiore, perché tutta la normativa e le carte deontologiche impongono di evitare qualsiasi elemento che possa portare a una identificazione o a una stigmatizzazione. È una tutela importante che va sempre rispettata.
Questo non significa minimizzare quello che è successo, perché le immagini sono oggettivamente gravi e il tema della sicurezza dei distributori resta reale, ma significa evitare di inserire elementi che non sono rilevanti per capire l’episodio.

Martedì 7 aprile 2026

L'ultimo saluto a Ettore

Buonasera Fantavending, sapete quando si terrà il funerale di Ettore Salvagnin?

Mi dispiace tantissimo, un datore di lavoro eccezionale, sempre pronto ad ascoltare e a capire… grazie x tutt

Ciao Ettore Ciao Maestro. Porterò con me le tue lezioni di Vending e di Vita.

Come diciamo noi alpini ha posato il suo zaino ed è andato avanti. RIP e condoglianze alla famiglia.


Per chi volesse essre presente al funerale di Ettore Salvagnon per l'ultimo saluto, il rito funebre si svolgerà mercoledì 8 aprile alle ore 15.30 nella Chiesa Parrocchiale Madonna delle Grazie. Dopo la funzione si proseguirà per la cremazione. Il Santo Rosario sarà recitato mezz’ora prima della celebrazione in Chiesa.

Ristoranti a Rimini

Ho letto i vostri post con i commento dei lettori sulla differenza di Rimini e Milano e voglio portare la mia testimonianza. Nel 2024 abbiamo organizzato una cena con i clienti in un famoso giapponese di Milano. Abbiamo mangiato benissimo, nulla da dire, ma abbiamo speso più dello spazio preso in fiera! Bisogna essere onesti, ormai i ristoranti a Milano, sopratutto quelli di livello, sono irraggiungibili. Tra Rimini, Riccione e Milano Marittima, ce ne sono tanti di posti dove si mangia bene e si spende meno della metà...

Certo, questo è un punto difficilmente contestabile. Milano resta una piazza straordinaria per offerta e qualità, ma negli ultimi anni i prezzi, soprattutto nella ristorazione di livello, hanno raggiunto cifre che per molte aziende diventano difficili da sostenere, specie durante una fiera.
La Riviera romagnola gioca una partita diversa, con un rapporto qualità prezzo ancora molto competitivo. L’offerta è ampia, si mangia bene, spesso molto bene, e con costi decisamente più accessibili.Per espositori e visitatori questo si traduce in un vantaggio economico reale, perché la trasferta non è fatta solo di stand e hotel, ma anche di momenti con clienti e partner. E lì la differenza, a fine fiera, si sente.

Venerdì 2 aprile 2026

Buona Pasqua a tutti i nostri lettori!

Il vending non si ferma mai davvero, ma ogni tanto è giusto rallentare un attimo, ricaricare le energie e ricordarsi che dietro le macchine ci sono persone, storie e soprattutto una comunità che ogni giorno si confronta, discute e cresce insieme. A tutti voi che ci leggete, che scrivete, che criticate e che contribuite a rendere Fantavending quello che è, auguriamo una Pasqua serena.

Ci risentiamo presto, news e commenti torneranno martedì 7 aprile

Giovedì 2 aprile 2026

Venditalia a Rimini

Onestamente non capisco i nostalgici di Venditalia a Milano. Nel 2024 siamo venuti in tre e abbiamo pagato 210 euro a notte per un albergo in periferia. Quest'anno abbiamo prenotato a Rimini a 100 metri dal mare e spendiamo 80 euro a camera. Ma volete mettere?

Noi veniamo dalla Puglia e quindi per andare a Venditalia Rimini è meglio di Milano, ci arriviamo in macchina. Ma non è solo questione di viaggio, sono i prezzi degli alberghi a fare la differenza. Milano sarà anche bella ma ormai è fuori portata per il nostro budget. Date un occhio ai prezzi, un hotel di buon livello costa sopra i 300 euro. Nella riviera romagnola invece c'è di tutto e di più a prezzi molto più umani. In questo periodo si deve stare attenti a tutto.

La Riviera Romagnola è un sistema turistico costruito negli anni per gestire grandi flussi. E' il territorio con la più alta densità di strutture ricettive in Italia, tra le più rilevanti anche a livello europeo. Questo significa una cosa molto semplice, tanta offerta e quindi prezzi più accessibili. Le segnalazioni che stiamo ricevendo vanno tutte nella stessa direzione: a parità di periodo, i prezzi sono mediamente inferiori anche del 40-50% rispetto a Milano, con il vantaggio, non secondario, di strutture spesso a pochi metri dal mare e con servizi pensati per chi si muove per lavoro ma vuole anche un minimo di vivibilità.

Polizza catastrofale

Colpa mia, ma casco dalle nuvole. Ma la polizza catastrofale nel vending chi la fa? Ho chiesto ad un amico assicuratore e mi dice che per il nostro settore non si sa nulla.

Ma come funziona la polizza catastrofale per chi ha una gestione? Cosa si assicura?

In effetti, per il vending il tema della polizza catastrofale ha avuto una genesi piuttosto turbolenta, con diversi assicuratori che davano indicazioni contrastanti. In alcuni casi, alcune compagnie hanno scelto di non coprire il settore. Oggi qualcosa si sta muovendo. Esiste una convenzione CONFIDA con OPA Srl che ha sviluppato un prodotto specifico per il vending, proprio per colmare questo vuoto. È evidente però che il quadro non è ancora del tutto chiaro, e infatti molti operatori, come nel vostro caso, si trovano senza risposte certe. Per chi vuole approfondire, OPA sarà presente a Venditalia 2026 all’interno del Confida Village, un’occasione concreta per capire cosa si assicura davvero e con quali condizioni.

Mercoledì 1 aprile 2026

Dietro le quinte

Non me lo vedo il Granduca che corre dietro a 50.000 battute dopo aver governato la Toscana per cinquant'anni.

Confermo l'operazione a Lucca, qui in zona sono certi sia stata chiusa. Ma secondo me per crescere davvero il Granduca deve guardare verso Arezzo...

Ne approfittiamo per chiarire, ancora una volta, come funziona questa area di Fantavending. I commenti che arrivano al sito sono una parte fondamentale della nostra community e ne pubblichiamo una piccola selezione dopo averli sottoposti a verifica. In questo caso non si tratta di sostenere che il Granduca corre dietro a sole 50 mila battute, ma di riportare una serie di segnalazioni su movimenti in Toscana, confermati da più fonti. Molti concordano nella suggestione che lo vedrebbero dare la sua benedizione dietro le quinte. E' un'ipotesi suggestiva e molto Fantavending a cui non ci possiamo sottrarre.

Madrid - Bologna

Buongiorno amici di Fantavending. Noi veniamo a Venditalia in aereo da Madrid e siamo curiosi di vedere la nuova edizione a Rimini. L’unica questione è la distanza dall’aeroporto: forse Milano era più comoda per chi arriva in aereo, bastava un taxi e si era in fiera, mentre Bologna sembra un po’ più lontana [messaggio tradotto dallo spagnolo].

Buongiorno. Dall’aeroporto di Bologna è attiva una navetta diretta che in circa un’ora vi porta a Rimini Fiera. La differenza rispetto a Milano è persino vantaggiosa: da Linate a Fieramilanocity, nelle edizioni passate, nelle ore di punta si impiegavano anche 1 ora e 15 minuti, mentre da Malpensa circa 1 ora e 10. Con un elemento non secondario: la navetta da Bologna è gratuita, mentre a Milano il taxi per la fiera arrivava tranquillamente a 80 euro.

[Buenos días. Desde el aeropuerto de Bolonia hay un servicio de lanzadera directa que en aproximadamente una hora os lleva a Rimini Fiera. La diferencia con Milán es incluso ventajosa: desde Linate hasta Fieramilanocity, en las ediciones anteriores, en horas punta se tardaban también alrededor de 1 hora y 15 minutos, mientras que desde Malpensa aproximadamente 1 hora y 10. Con un detalle no menor: la lanzadera desde Bolonia es gratuita, mientras que en Milán un taxi hasta la feria podía costar fácilmente 80 euros.]

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