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Venerdì 9 Maggio 2025

Capitale umano Evoca

Da ex dipendente Evoca vorrei fare una riflessione. Ho appena letto il bilancio di sostenibilità pubblicato su Linkedin. L'amministratore delegato parla di valorizzazione del capitale umano Evoca come aspetto centrale dell'azienda... però negli ultimi due anni il gruppo ha 100 dipendenti in meno. Ma non è una palese contraddizione? Adesso non guardatelo solo come uno sfogo di un ex, ma come una riflessione generale su tutti i bilanci di sostenibilità, perché dicono sempre le stesse bellissime cose anche se poi le dinamiche occupazionali sono completamente diverse?

La domanda è legittima: come si concilia la valorizzazione del capitale umano con una riduzione di circa 100 dipendenti negli ultimi due anni? In realtà è una contraddizione solo apparente ed è una dinamica piuttosto comune nei bilanci di sostenibilità delle grandi aziende. Quando Evoca parla di “valorizzazione del capitale umano”, non intende necessariamente un aumento quantitativo del personale, bensì un miglioramento qualitativo del rapporto con i dipendenti rimasti: più formazione, maggiore attenzione al benessere, percorsi di crescita, strumenti di welfare, cultura aziendale. Questa interpretazione è coerente con la logica di molti report ESG: non si misura tanto “quanti siamo”, ma “come stiamo lavorando insieme”. Tra l'altro Evoca ha ottenuto nel 2024 la certificazione Platinum di EcoVadis, il massimo riconoscimento attribuito dalla piattaforma di rating ESG (Environmental, Social and Governance), che la colloca nel top 1% delle aziende valutate a livello globale.
Infine, per rispondere alla tua riflessione più ampia, i bilanci di sostenibilità sono strumenti di comunicazione sempre più sofisticati, ma vanno comunque letti con un sano spirito critico. A fianco delle dichiarazioni ufficiali, serve anche informarsi su fonti indipendenti. E qui, come sai, entra in campo Fantavending...

Città anti vending

Ormai abbiamo perso le speranze con il sindaco di Milano. Ogni ordinanza è più restrittiva della precedente. Non si può più circolare in città, tra zone "pedonali", finte piste ciclabili e erba alta dappertutto. Figuriamoci lavorare con il furgone. Limitare l'ingresso a due sole ore al giorno è da incompetenti, significa ignorare cosa vuol dire rifornire un intero quartiere pieno di uffici.

Che poi, immagino il caos anche solo a trovare parcheggio nella fascia oraria 9-11 quanto tutti i furgoni dovranno entrare e fare a specchiate per accaparrarsi un posto in tripla fila Poveri noi.

Ormai Milano p una città anti vending...

La sensazione è quella di una città che spinge verso una logistica "green" senza mai chiedersi come funziona davvero il lavoro di chi rifornisce, sistema, ripara. Due ore al giorno (e nemmeno comode) per entrare in uno dei quartieri più trafficati e senza posti auto, è pura teoria. Sarebbe bastato confrontarsi con chi opera ogni giorno nel settore per trovare soluzioni realistiche. Invece, come troppo spesso accade, si scrivono ordinanze sulla carta... e poi ci si stupisce se i servizi non funzionano.

 


OGGI NELL'AREA GOSSIP
DI FANTAVENDING POTETE TROVARE...

1) Inizia la bella stagione e i Sindaci incominciano a limitare gli H24 la sera

2) Gruppo Illiria e Adecco insieme per formare i tecnici del vending del futuro

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