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Sciopero autotrasporto, il vending rischia una settimana da incubo
Lo sciopero nazionale dell'autotrasporto merci previsto dal 25 al 29 maggio 2026 inizia a preoccupare seriamente anche il mondo del vending. In queste ore diversi operatori del settore stanno infatti ricevendo comunicazioni preventive da aziende alimentari e beverage che invitano ad anticipare gli ordini e a rafforzare le scorte in vista di possibili difficoltà distributive nella settimana finale di maggio.
Il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci conto terzi risulta effettivamente inserito nel calendario ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con una durata prevista di 120 ore su tutto il territorio nazionale. La protesta è stata proclamata dalle principali associazioni dell'autotrasporto e coinvolge un comparto strategico per tutta la filiera distributiva italiana.
Per il vending il rischio è particolarmente delicato. Gran parte delle forniture, dalle bevande agli snack, passando per acqua, lattine e prodotti confezionati, dipende quasi esclusivamente dal trasporto su gomma. Un blocco di cinque giorni potrebbe quindi provocare ritardi nelle consegne, difficoltà di riassortimento e tensioni sulle disponibilità di magazzino, soprattutto per i gestori che lavorano con stock ridotti e alta rotazione.
A rendere il quadro ancora più complicato c'è anche la festività del 2 giugno, che rischia di comprimere ulteriormente i tempi logistici e di allungare il ritorno alla normalità anche nella settimana successiva allo sciopero. Non a caso diverse aziende starebbero già suggerendo ai clienti di anticipare gli ordini e aumentare temporaneamente le quantità acquistate per evitare possibili rotture di stock.
Resta comunque aperta la possibilità di una revoca. Il Governo ha convocato le associazioni dell'autotrasporto per un incontro il 22 maggio e solo dopo quel confronto si capirà se il fermo verrà confermato oppure sospeso. Nel frattempo però il clima nel settore logistico appare tutt'altro che tranquillo e molte aziende stanno già iniziando a muoversi come se il blocco fosse destinato a partire davvero.
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