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Sugar tax, nuovo segnale dal Governo: ASSOBIBE spinge per la cancellazione
La sugar tax torna al centro del confronto politico e industriale. ASSOBIBE ha espresso soddisfazione per l’accoglimento, da parte del Governo, di due ordini del giorno presentati da Forza Italia e Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di arrivare all’abrogazione o al superamento dell’entrata in vigore della tassa in un prossimo provvedimento fiscale.
La misura, introdotta nel 2019 ma mai entrata effettivamente in vigore, è stata rinviata più volte e oggi resta fissata al 1° gennaio 2027. Per l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, il nuovo passaggio parlamentare rappresenta un segnale importante, ma non ancora definitivo.
Il punto centrale, per le imprese del settore, resta la necessità di un quadro regolatorio stabile. ASSOBIBE sottolinea da tempo che la tassa ha generato incertezza negli investimenti e nella programmazione industriale, in un comparto già alle prese con inflazione, aumento dei costi energetici e materie prime.
Secondo le stime richiamate dall’associazione, l’eventuale entrata in vigore della sugar tax provocherebbe un calo delle vendite del 16% nel biennio successivo all’introduzione, con oltre 5.000 posti di lavoro a rischio e 275 milioni di euro di mancato gettito IVA.
Per il vending il tema non è secondario, perché le bevande analcoliche rappresentano una parte rilevante dell’offerta nei distributori automatici. Ogni nuova pressione fiscale sulla filiera beverage rischia inevitabilmente di riflettersi sui listini, sugli assortimenti e sulla marginalità dei gestori.
Il messaggio che arriva dal comparto è quindi chiaro: non basta rinviare ancora. Dopo anni di sospensione, la sugar tax continua a restare una spada di Damocle su produttori, distributori e operatori del fuori casa. Ora la partita si sposta sul prossimo provvedimento fiscale, dove il Governo dovrà decidere se trasformare il segnale politico in una cancellazione definitiva.
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