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Agli H24 mancava ancora una colpa da scontare: l'inquinamento acustico
Dopo sicurezza, degrado urbano, alcol e ordine pubblico, a Napoli entra ufficialmente in scena anche il rumore. Le nuove ordinanze firmate dal sindaco Gaetano Manfredi per contrastare la movida notturna coinvolgono infatti anche i distributori automatici.
Dal 1° giugno al 1° ottobre, nelle aree interessate dai provvedimenti, sarà vietata dalle 22,30 alle 6 del mattino la vendita per asporto di bevande alcoliche e analcoliche. Il divieto si applica a pubblici esercizi, attività artigianali, piccola, media e grande distribuzione e, appunto, distributori automatici.
L'intervento nasce dai rilievi effettuati nel centro storico cittadino, dove nei fine settimana sono stati registrati livelli di rumore superiori agli 80 decibel. Secondo il Comune, nelle strette strade del centro il cosiddetto effetto canyon amplifica i suoni prodotti dalla movida, rendendo necessarie misure straordinarie per tutelare i residenti.
A colpire è però un altro aspetto. Ancora una volta il distributore automatico viene inserito all'interno di provvedimenti pensati principalmente per gestire fenomeni che hanno poco a che vedere con il vending. Difficile immaginare che il problema degli 80 decibel sia causato da una macchina che eroga una bottiglietta d'acqua, ma quando le amministrazioni intervengono sulla vita notturna delle città gli H24 finiscono spesso nello stesso contenitore normativo di bar, minimarket e locali della movida.
Le sanzioni previste sono particolarmente pesanti: multe da 2.000 a 20.000 euro, sospensione dell'attività in caso di reiterazione delle violazioni e, nelle situazioni più gravi, revoca del titolo autorizzativo. Un nuovo episodio che conferma come gli H24 continuino a essere coinvolti in ordinanze nate per affrontare problemi molto più ampi, diventando spesso uno dei bersagli più semplici quando si cerca una risposta alle criticità della movida urbana.
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