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CONFIDA, il piano 2026-2030 guarda al vending del futuro
di Redazione Fantavending
Massimo Trapletti è stato riconfermato alla guida di CONFIDA per il quadriennio 2026-2030, ma la vera notizia emersa dall’assemblea è soprattutto la direzione strategica indicata per i prossimi anni. Il nuovo mandato si apre infatti con un Piano Strategico che punta a riposizionare il vending come una rete di servizi diffusi sul territorio, non più soltanto come un sistema di distribuzione automatica.
La visione indicata da CONFIDA è quella di una piattaforma intelligente di servizi, capace di intercettare nuovi bisogni e nuovi contesti di consumo. Il vending guarda sempre di più a settori come retail, turismo, infrastrutture e servizi di prossimità, con l’obiettivo di ampliare le location, sviluppare nuovi modelli di business e rilanciare i consumi in una fase in cui le abitudini dei consumatori sono cambiate profondamente.
Innovazione, sostenibilità e sviluppo saranno i pilastri del percorso 2026-2030. Il Piano prevede l’impiego di intelligenza artificiale e connettività, la creazione di hub per l’innovazione, l’espansione dei servizi h24 e obiettivi legati alla neutralità carbonica. Una strategia che prova a leggere il vending come infrastruttura evoluta, digitale, sostenibile e sempre più integrata nei contesti urbani e nei territori.
Il settore arriva a questo passaggio dopo anni complessi, segnati da crisi globali, cambiamenti normativi, transizione ecologica e nuove abitudini di consumo che hanno portato a una riduzione delle consumazioni. In questo scenario CONFIDA sottolinea la capacità del vending italiano di mantenere solidità, innovazione e competitività anche a livello internazionale, rafforzando al tempo stesso il proprio ruolo sociale attraverso progetti come RiVending e la collaborazione con Banco Alimentare.
Nel Piano trovano spazio anche azioni a supporto delle imprese, la valorizzazione del Made in Italy, gli investimenti nelle competenze e nelle nuove generazioni, il rafforzamento di Venditalia come piattaforma globale e una nuova strategia di comunicazione per accrescere la reputazione del settore. La sfida, per il prossimo quadriennio, sarà trasformare questa visione in strumenti concreti per accompagnare le aziende in una fase di profonda trasformazione economica, sociale e tecnologica.
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