Fantavending - Commenti e risposte dal mondo della distribuzione automatica
Decisioni umane
Buonasera Fantavending, anzi buonanotte vista l'ora. Ho letto che l’intelligenza artificiale può indicare anche le postazioni poco redditizie da cui conviene ritirare le macchine. Ma siamo sicuri che un gestionale possa capire davvero il valore di un cliente? Magari oggi quella locazione fa poche battute, ma è strategica, apre altre porte oppure ha margini che i numeri non raccontano. Non rischiamo di affidare all’AI decisioni che richiedono ancora l'esperienza e la conoscenza del gestore?
L’intelligenza artificiale non deciderà mai da sola se ritirare una macchina o abbandonare un cliente. Può però segnalare che una postazione ha poche battute, margini bassi, costi di servizio elevati o anomalie rispetto ad altre locazioni simili. In pratica, può indicare al gestore dove guardare, non cosa fare. Il gestionale non conosce fino in fondo il valore di una relazione commerciale, le condizioni contrattuali, le opportunità future o l’importanza strategica di un cliente. Queste valutazioni restano umane. Il valore dell’AI sarà proprio questo: trovare più velocemente le informazioni, confrontare situazioni diverse e aiutare a prendere decisioni migliori. Ma, come ha sintetizzato Target Informatica nel suo webinar, "l’intelligenza naturale deve sempre dettare legge rispetto all’intelligenza artificiale".
Immagine creata con intelligenza artificiale
Mi sta prendendo in giro?
Il mio fornitore mi aveva promesso un importante ribasso del caffè nel secondo semestre. Prima non poteva. Adesso l'ho incontrato e mi ha detto che il caffè sta alzandosi tantissimo e che non può farmi uno sconto, che ha fatto il record storico di rialzo in Borsa... ma mi sta prendendo in giro? A me non sembra proprio sia il record storico.
In realtà il record storico riguarda l’aumento giornaliero dell’Arabica. Dall’inizio degli anni Duemila non si era mai registrato un rialzo del 16% in una sola seduta, come quello avvenuto nei primi giorni di luglio. Questo però non significa che il prezzo del caffè abbia raggiunto il massimo storico assoluto. Per fare il punto sulla situazione e rispondere ai tanti messaggi come il tuo, oggi abbiamo pubblicato un articolo nell’area news: “Il caffè verde è impazzito...”
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Fardelli vending
Ciao ragazzi, ho appena visto su Instagram che da metà agosto non si potranno più vendere le bottiglie al supermercato nei fardelli da sei, ma solo singole!! Ma se la stessa norma ce la mettono nel vending come la portiamo l'acqua ai clienti?? Ma sarà anche sui fardelli da 24 della mezzo litro?
Tranquillo, la notizia che sta girando è molto semplificata. Il Regolamento europeo sugli imballaggi sarà applicabile in generale dal 12 agosto 2026, ma il divieto specifico di alcuni multipack in plastica scatterà soltanto dal 1° gennaio 2030. Quindi da fine agosto non cambierà nulla nella vendita dell’acqua. La norma riguarda soprattutto i pacchi in plastica esposti nei supermercati per raggruppare più bottiglie e incentivarne l’acquisto. I fardelli da 24 utilizzati nel vending hanno invece una funzione logistica, servono per trasportare, proteggere e rifornire le bottiglie e non vengono venduti al consumatore finale. Quindi, allo stato attuale, non c’è alcun motivo di preoccupazione.
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Addio alle scuole
Da settembre la mia gestione non starà più dentro le scuole. Troppi problemi con i presidi, troppe richieste, troppi investimenti e, alla fine, poche consumazioni. Nei capitolati parlano di CAM e qualità dell’offerta, ma poi l’unica cosa che conta davvero è quanto sei disposto a pagare. Inoltre chiedono macchine sempre più moderne e tecnologiche, ma poi vietano agli studenti di utilizzare il cellulare, rendendo inutilizzabili molte delle funzioni richieste. Sinceramente in queste condizioni non ne vale più la pena. Sono l’unico gestore che la pensa così?
A parole sono tutti d’accordo con te. Poi, appena esce una scuola con un numero significativo di studenti, molti gestori vengono colpiti da un’improvvisa amnesia e decidono di partecipare. Quindi il problema è condiviso da tutti, almeno fino a quando non viene pubblicato il bando.
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Altro che intelligenza artificiale
Fantavending, fai bene a parlare di intelligenza artificiale e sicurezza informatica, ma nel vending abbiamo ancora problemi molto più semplici. Una ragazza dell’amministrazione ha aperto dalla posta un PDF che sembrava una fattura. In realtà era un virus e ci ha bloccato completamente l’azienda. Ci hanno chiesto un riscatto in bitcoin, non abbiamo pagato e ora abbiamo gestionale, computer e documenti inutilizzabili. Stiamo cercando di recuperare quello che avevamo stampato, ma è un disastro. Nessuno ve lo racconterà, ma è successo davvero e siamo in ginocchio. Basta aprire un allegato sbagliato per fermare un’azienda. Altro che intelligenza artificiale.
Purtroppo episodi come questo sono molto più frequenti di quanto si immagini, solo che quasi nessuno li racconta per paura del danno d’immagine. E invece bisognerebbe parlarne di più, perché prima ancora di preoccuparsi delle nuove minacce legate all’intelligenza artificiale servono formazione del personale, backup fatti bene e qualche semplice regola di prudenza. Se manca questa base, basta una falsa fattura in PDF per mettere in ginocchio un’azienda.
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Sogedai, ancora voci
Ciao Fanta, nonostante le continue smentite, le voci che Sogedai sia in vendita continuano a girare. Si parla anche di vendita delle sole regioni del Nord Italia e non di tutto il comparto. Come acquirenti si vocifera ancora IVS-Lavazza o un altro competitor. Siete sicuri che non si stia muovendo proprio niente?
Ormai una volta alla settimana ci tocca rispondere su questo argomento, visto che nell'ultimo periodo sono arrivati in redazione almeno due o tre commenti al giorno sempre sulla stessa vicenda. Quindi ogni tanto facciamo il punto. È ovvio che queste voci siano arrivate anche a noi e che continuino ad arrivare. Però, come abbiamo già scritto, l’intera operazione la vediamo complicata, se non quasi impossibile, almeno nelle condizioni attuali. Diverso sarebbe il discorso se decisioni societarie interne creassero unità territoriali più definite e aprissero la strada a una cessione parziale, il famoso spezzatino. In quel caso, soprattutto se l’operazione non avesse una portata troppo grande e restasse sotto una certa soglia dimensionale, lo scenario diventerebbe potenzialmente più fattibile. Ma attenzione: tra una voce che gira e un’operazione che può davvero essere costruita ci sono in mezzo tanti passaggi, molti incastri e parecchie condizioni che oggi non vediamo ancora realizzate. Quindi sì, aggiorniamo il radar, ma per ora sul tavolo restano più rumors che fatti.
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Crollo caffè
Ho letto il vostro articolo sulle materie prime e subito dopo l’arabica ha perso quasi il 10%. Complimenti, tempismo perfetto! A questo punto forse non ci avete proprio azzeccato sul caffè...
Vero, come veggenti siamo da licenziamento, ma dopo un rialzo violentissimo come quello di lunedì, con l’arabica salita del 16,2% in una sola seduta, una correzione tecnica era quasi fisiologica. Comunque in questo periodo il caffè continua a muoversi con una volatilità assurda e tendenzialmente rialzista. Quindi abbiamo sbagliato il giorno, non il problema.
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I conti non tornano
Scusate, ma i conti non tornano. A quanto mi consta Selecta paga il 30/35% dell’incasso netto IVA come canone. Direte che non ha senso. Vero! E avete ragione. Ed è vero anche se nel 35% il locatore deve pagarsi i ristorni. Semplicemente la clientela affittata non genera il 35% di cassa. Quindi, la domanda sorge spontanea: perché lo fanno? L’unica spiegazione è che mi viene in mente è questa: ai sensi del principio contabile IFRS 16, il canone non entra tra i costi, in cambio si iscrive una attività per l’asset in affitto, ma soprattutto un debito pari al valore attuale dei canoni a scadere. Orbene, se il contratto di affitto è di tre anni, il debito è pari a poco meno del totale delle tre annualità di canone. Morale della favola se il canone è di 100k, in bilancio hai un Ebitda pari alla resa del ramo (diciamo il 20%), quindi 57k (100 : 35% x 20%) a fronte di circa 285k di debito. Quindi se applichiamo il solito criterio di valutazione delle società, ovverosia il multiplo dell’Ebitda, anche con un 8X, abbiamo 57 x 8 = 456, contro solo 285 di debito. Valore (finto) per l’azionista venditore 171k. Alchimia finanziaria, mentre invece l’affitto brucia cassa ogni anno per 43k (100-57).
Il ragionamento è interessante, ma va maneggiato con prudenza, perché tutto dipende da come sono strutturati realmente i contratti. È vero che IFRS 16 può modificare la rappresentazione contabile dei contratti di leasing o affitto: il locatario iscrive un diritto d’uso tra le attività e una passività per i canoni futuri. Inoltre l’EBITDA può migliorare, perché il canone non passa più interamente come costo operativo, ma viene sostituito da ammortamento e oneri finanziari. Questo è un effetto noto del principio contabile. Però se il canone è davvero variabile e calcolato come percentuale dell’incasso, non è automatico che venga capitalizzato tutto come debito IFRS 16. In linea generale, i canoni variabili legati a vendite o utilizzo dell’asset sono esclusi dalla lease liability e rilevati a conto economico quando maturano. Quindi bisognerebbe conoscere la struttura esatta del contratto: canone fisso, canone minimo garantito, percentuale variabile sugli incassi o modello misto. Solo da lì si può capire se il meccanismo produce davvero un effetto contabile favorevole oppure se siamo semplicemente davanti a un modello operativo nuovo, la cui sostenibilità andrà valutata sui numeri reali.
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Fare cassa
Finalmente ho capito perché i sindaci continuano a fare ordinanze contro gli H24 anche quando poi, davanti al TAR, spesso le perdono. Guardate cosa è successo a Brindisi: controlli su una ventina di H24 per vedere se operavano dopo la mezzanotte, tre sanzioni da oltre 6.500 euro ciascuna per vendita fuori orario e 20.000 euro portati a casa... A questo punto viene il dubbio che la sicurezza urbana sia solo la scusa e che il vero motivo sia fare cassa. Sbaglio?
Da anni vediamo amministrazioni che costruiscono ordinanze contro gli H24 spesso deboli, generiche, scritte male e senza un reale collegamento tra i distributori automatici e i problemi di ordine pubblico che si vorrebbero risolvere. Poi molte di queste ordinanze finiscono davanti al TAR e lì iniziano i dolori, perché la propaganda funziona bene sui giornali locali, ma regge molto meno quando deve essere motivata giuridicamente. Il caso di Brindisi mostra però anche un aspetto che non va ignorato: quando scattano i controlli, le multe sono pesanti, quindi è normale chiedersi se, oltre alla sicurezza urbana, per alcuni Comuni non ci sia anche una certa soddisfazione contabile...
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Subgestione
Selecta: forte espansione sul territorio siciliano... Beh, ci credo. Se l'espansione avviene prendendo in affitto rami d'azienda di altre gestioni vending, è inevitabile che la riduzione di ARD e tecnici finisca per essere assorbita da chi cede l'attività. Alla fine, i piatti della bilancia devono pur pendere da qualche parte. P.S. Da quello che si vede sul mercato, la formula dell'affitto di ramo d'azienda sta diventando una strategia sempre più diffusa lungo tutto lo Stivale. Non è raro vedere aziende aggiudicarsi appalti anche molto lontani dalla propria area geografica per poi affidare la gestione operativa delle macchine ai "sorridenti". In questo modo tutti festeggiano la crescita, salvo poi scoprire che qualcuno, da qualche parte, sta facendo i sacrifici necessari per sostenerla.
Stiamo monitorando con attenzione questo nuovo service model, che per il vending italiano rappresenta una formula abbastanza inedita, se non un vero unicum. Questo particolare contratto di subgestione prevede che il gestore mantenga clienti, contratti, parte commerciale e proprietà delle macchine, mentre Selecta prende in carico la gestione operativa: rifornimento, pulizia, manutenzione e presidio del territorio. Naturalmente, per dare un giudizio definitivo servirebbero i numeri: lato subgestore e lato Selecta. Solo così si capisce davvero se il modello è sostenibile e conveniente per tutti.
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Parità salariale
Ma sulla parità salariale si sta muovendo qualcosa davvero? Avevo letto che con le nuove norme si potevano conoscere alcune informazioni sugli stipendi dei colleghi, ma qui in azienda mi sembra tutto esattamente come prima.
Qualcosa si è mosso davvero, perché dal 7 giugno 2026 è in vigore il D.Lgs. 96/2026 sulla trasparenza retributiva. Attenzione però, non significa poter vedere la busta paga del collega, ma chiedere all’azienda informazioni sui livelli retributivi medi di chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, divisi per genere. Probabilmente in molte aziende oggi sembra ancora tutto fermo perché gli uffici HR devono organizzare dati e procedure, ma la norma c’è già. E quando arriveranno richieste scritte bisognerà spiegare e documentare eventuali differenze con criteri oggettivi.
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Coraggio prezzi
Non lavoro in IVS da molto ma ho vent'anni di esperienza. IVS avrà i suoi difetti ma il coraggio che ha di alzare i prezzi da tutti i clienti non l'ho visto in altre gestioni. Me ne accorgo quotidianamente perché spesso dopo la mia comunicazione (non richiesta!) di aumento prezzi spunta sempre il fenomeno di gestore che abbassa il mio listino attuale e salta fuori pure con il ristorno e promette mari e monti. Sicuramente avrà una gestione meno onerosa di IVS ma è altrettanto sicuro che è poco furbo e lungimirante, dal momento che contribuisce solo stallo dei prezzi che assistiamo nel nostro settore da anni! Si accontentano tutti di portare a casa il minimo per poi venire a bussare a IVS e vendere Firmato un commerciale
Se abbassano i prezzi e poi bussano per vendere, la prima cosa da fare e lasciarli fuori dalla porta. Sin che c'è la scappatoia per i furbetti del prezzo basso, questo settore non ha speranze. Perché tutti parlano di valore, ma poi il valore bisogna anche difenderlo quando arriva qualcuno che prova a svenderlo.
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Ducale
Non parlate solo di conto economico, la Ducale non è solo quello. Che non passi che la scelgono solo perché è più conveniente di altre, niente di più sbagliato. La Ducale è una gran macchina che se la conosci a fondo e la regoli ad arte, è una vera bomba. E ne ho avute per le mani a centinaia in questi anni.
Il conto economico conta eccome, soprattutto visti i prezzi che girano su certi modelli di macchine nuove. Ai prezzi medi attuali al consumatore e con battute medie delle postazione vending che fanno registrare un quarto in meno rispetto al pre-Covid, certi investimenti diventano praticamente impossibili da ammortizzare. Comunque concordiamo sul fatto che una Ducale regolata ad arte e seguita da mani esperte possa essere una gran bella macchina.
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Ristorni IVS
60 centesimi di prezzo medio per i bergamaschi? Ci posso anche credere, ma 30 centesimi sono di ristorno! Informatevi prima di pubblicare.
Vorrei tanto sapere se in quei 60 centesimi di IVS sono compresi o no i ristorni
Le reazioni al prezzo medio di IVS a 60 centesimi non si sono fatte certo attendere. Però quasi tutti i messaggi in arrivo parlano solo di ristorni. Forse sarebbe il caso di ampliare un po' il ragionamento, non credete? Tanto più che i ristorni di IVS sono pubblici da tantissimi anni e i calcoli sono molto semplici da fare. L'ultimo dato ufficiale è del settembre 2025 (Relazione semestrale 2025) e i ristorni in Italia erano pari al 10,25% del fatturato, sostanzialmente in media con tutti i gruppi di media/grande dimensione.