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Fantavending - Commenti e risposte dal mondo della distribuzione automatica

Euro digitale

L’euro digitale sarà anche una grande opportunità, ma ho già la sensazione che a guadagnarci saranno tutti tranne il gestore. Nuovo lettore, aggiornamento software, certificazione e magari pure una commissione sulla consumazione da 50 centesimi. Alla fine il conto arriva sempre allo stesso indirizzo.

Il timore è più che legittimo. L’euro digitale potrà essere una grande opportunità per il vending soltanto se permetterà di ridurre i costi dei pagamenti elettronici, non se diventerà l’ennesima tecnologia da finanziare interamente sulle spalle del gestore. Al momento non sappiamo ancora quali adeguamenti saranno necessari e quanto costeranno. Ma una cosa è certa: su una consumazione da 50 centesimi non possono continuare a sommarsi lettori, aggiornamenti, canoni, certificazioni e commissioni.

Moneta da 50 centesimi che si trasforma in pagamento digitale davanti a un distributore automatico

Immagine creata con intelligenza artificiale

Iperammortamento

L’iperammortamento sarà utile alle aziende che hanno utili, liquidità e personale capace di seguire tutta la procedura. Il piccolo gestore, tra perizia, certificazione contabile, interconnessione e consulenti, rischia di spendere una parte del vantaggio prima ancora di ordinare la macchina.

In effetti, per un piccolo gestore i costi e gli adempimenti possono incidere proporzionalmente molto più che per una grande azienda. Il vantaggio fiscale, però, può essere talmente significativo da compensare ampiamente queste spese. Segnaliamo inoltre che la convenzione attivata da CONFIDA con ARWEN può alleggerire costi e complessità, offrendo agli associati condizioni dedicate e la possibilità di richiedere assistenza anche soltanto per alcune fasi. L’iperammortamento resta quindi un’opportunità anche per i piccoli gestori.

Piccolo gestore vending alle prese con pratiche e costi per l’iperammortamento, con una nuova macchina ancora imballata.

Immagine creata con intelligenza artificiale

La rivendita non mente

Le vendite a giugno e luglio sono calate rispetto allo scorso anno di oltre il 10%nel vending e ti parlo seriamente. Ad agosto perdono ancora di un 5%.sul 2025. La rivendita non mente. Settembre sembra reggere ma l ultima settimana e sempre una sorpresa puoi fare centro o rovinare tutto. Purtroppo le persone preferiscono risparmiare nella spesa alimentare poi vanno al gran premio di f1 di Monza dopo le vacanze al semplice costo di partenza di 130 euro prato ammucchiato fino a 350 tribuna sudati ma con la borraccia perché 1,50 di acqua e un furto. By by baby.

La rivendita non mente, ma bisogna sempre capire chi stiamo analizzando. Dalle analisi di Fantavending e dal confronto continuo con gli operatori emerge infatti un andamento tutt’altro che omogeneo. Ci sono rivendite che stanno andando bene, altre che si muovono più o meno in linea con il mercato e alcune che hanno performance davvero deludenti. Sul resto hai fotografato bene il paradosso dei consumi. Si possono spendere 130 o 350 euro per assistere al Gran Premio di Monza e poi considerare un furto una bottiglietta d’acqua da 1,50 euro. Ma forse la contraddizione è soltanto apparente: oggi molte persone non rinunciano all’esperienza eccezionale, mentre tagliano senza esitazione le piccole spese quotidiane considerate sostituibili. E purtroppo il vending si trova proprio lì, sotto esame per ogni centesimo. Aspettiamo comunque la chiusura di settembre, perché, come dici giustamente, l’ultima settimana può salvare il mese oppure rovinarlo completamente. Per il “bye bye baby”, quindi, attendiamo ancora qualche giorno.

Tifoso sulla tribuna del Gran Premio di Monza con una bottiglia d’acqua portata da casa

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La zona del giro

Voglio proprio vedere come riescono a convincere nuove persone a farsi assumere con l’obbligo di rientro del mezzo di lavoro. Ci sono realtà dove azienda e zona di lavoro son ben lontane tra loro di anche centinaia di chilometri. Oltre a lavarsi le mani sulla gestione guasti, cambio gomme, se ne fregano pure che dobbiamo trovare un posto a strisce bianche idoneo per un furgone! Diciamola come deve essere: è alla azienda che conviene lasciare il furgone vicino alla zona del giro.

Ti rispondiamo non sulla base di un’opinione personale, ma delle decine di commenti ricevuti su questo tema. Molti ARD considerano un vantaggio poter tenere il furgone a casa, quindi dipende da tanti fattori e non si può affermare che convenga sempre e soltanto all’azienda. Certamente hai ragione su un punto: se la sede aziendale e la zona del giro sono molto lontane, obbligare l’ARD a riportare ogni giorno il mezzo in azienda può diventare complicato e poco razionale.

Titolare di un’azienda vending consegna sorridente le chiavi del furgone a un addetto al rifornimento distributori.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Primo caffè

Vorrei esprimere un mio parere sulla qualità caffè al distributore, mi sono trovato a voler cercare in maniera approfondita l'erogazione di qualità di caffè. Ho provato con innumerevoli esperimenti e molte miscele di marca la ricerca del BUON caffè. La considerazione è che innanzitutto molti torrefattori pensano che il distributore automatico sia simile al Bar, è già qui il primo errore, poi si aggiunge uno scarso impegno da parte dei costruttori ad analizzare le erogazioni prodotto pensando al Primo caffè, quasi sempre ti rispondono che dopo 3/4 erogazioni il prodotto è buono ma quanti primo caffè si erogano al distributore? I costruttori si impegnano troppo sul piano estetico e poco su quello meccanico (non tutti per fortuna!) e non considerano le analisi dei gestori tecnici. In sintesi poter erogare un buon prodotto spesso è impossibile per miscele non appropriate e non costanti (complice forse anche la richiesta di prezzo basso) e distributori costruiti senza approfondire veramente la qualità prodotto erogata. Saluti da un gestore che ha perso veramente tante ore per sperimentare nuove strade ed ha ottenuto un buon risultato grazie al contributo del costruttore di riferimento.

Il tema del “primo caffè” era già di attualità negli anni Novanta, quando sono entrato nel settore. Se il problema è ancora presente, significa che è stato quantomeno sottovalutato. La qualità in tazza, però, non dipende da un solo anello della filiera. Servono una miscela studiata per il vending e costante nel tempo, una macchina ben progettata, una corretta taratura e un prezzo che consenta al gestore di investire nella qualità. Il risultato arriva quando gestore, torrefattore e costruttore collaborano. Forse il settore dovrebbe ripartire proprio da qui: dal dialogo di filiera e non dal solito “muro contro muro”.

Primo piano frontale del vano di erogazione di un distributore automatico con bicchiere pronto per il caffè

Immagine creata con intelligenza artificiale

Coffee Essence

Buongiorno ragazzi, mi ha incuriosito molto la nuova Coffee Essence presentata da Lavazza nel Regno Unito, perché non capivo cosa significasse inserire una macchina da caffè all’interno di un cassone realizzato appositamente. Ho consultato il manuale e ho capito quanto spazio occupa effettivamente il modulo caffè all’interno della struttura. Vi mando il PDF del manuale.

Ti ringraziamo per la segnalazione. Non sei l’unico a essersi incuriosito per questo progetto. Non possiamo pubblicare l’immagine originale contenuta nel manuale per rispettarne i diritti di utilizzo, ma, per far capire ai nostri lettori di cosa stiamo parlando, abbiamo realizzato una rielaborazione grafica, evidenziando in rosso lo spazio occupato dalle tramogge e dalla macchina da caffè all’interno del cassone.

Rielaborazione grafica dell’ingombro del modulo caffè all’interno del cassone della Coffee Essence

Schema grafico indicativo dello spazio occupato dal modulo caffè. Rielaborazione di Fantavending realizzata con AI

Bilancio Selecta

Salve FV ci sono novità sui bilanci Selecta? Quali sono le attuali informazioni ufficiali sullo stato dell’azienda? Se tutto tace é già una risposta. Grazie e buon lavoro.

La nuova capogruppo britannica Seagull Bidco Limited ha depositato il 28 luglio 2026 un bilancio consolidato di gruppo al 31 dicembre 2025, lungo 83 pagine. Il documento non è direttamente confrontabile con il precedente bilancio annuale, perché Seagull Bidco ha acquisito Selecta soltanto l’11 giugno 2025. Il management fornisce comunque alcuni dati pro forma riferiti all’intero anno: ricavi per 1,298 miliardi di euro, in calo del 2,5% rispetto al 2024, EBITDA rettificato di 126,7 milioni, ma EBITDA effettivamente riportato di appena 2 milioni, dopo 124,7 milioni di costi considerati straordinari. Dal giorno dell’acquisizione alla fine dell’anno il gruppo ha registrato una perdita consolidata di 177,3 milioni. Al 31 dicembre Selecta disponeva di 79,7 milioni di liquidità e di ulteriori 18,9 milioni sulla linea di credito, ma aveva ancora debiti finanziari per oltre 1,1 miliardi, con tassi compresi fra il 7,4% e il 15%. Le principali scadenze sono state spostate al 2030 e Deloitte non ha rilevato incertezze sulla continuità aziendale per almeno dodici mesi dall’approvazione del bilancio. Selecta non appare in pericolo immediato, ma è ancora molto lontana dall’essere risanata. La ristrutturazione finanziaria le ha fatto guadagnare tempo, ma ora il gruppo deve dimostrare di saper recuperare margini e produrre abbastanza cassa per sostenere un debito che rimane superiore al miliardo. Quindi non tutto tace: il bilancio parla, e non racconta una situazione tranquilla.

Bilancio consolidato 2025 di Seagull Bidco Limited, nuova capogruppo britannica del gruppo Selecta.

La copertina del bilancio consolidato 2025 di Seagull Bidco Limited, nuova capogruppo del gruppo Selecta.

SmartLink

EVA SmartLink: perché continuare a complicarsi la vita ed agire come se nulla fosse? Non erano mulattiere negli ultimi anni ma sistemi che funzionavano. Se il Mondo vuole un astronave noi prepariamo degli astronauti e zitti! Reagiamo ai prezzi d'acquisto alti e di vendita bassi: è su quello che tutto il VENDING si deve concentrare.

Capiamo la legittima resistenza al cambiamento e nessuno sostiene che questi sistemi non abbiano funzionato. Ma l’Executive è stato sviluppato da Mars Electronics International all’inizio degli anni Ottanta, circa 45 anni fa. L’MDB nasce da un sistema realizzato da Coinco alla fine degli anni Ottanta e diffuso da Coca-Cola, mentre l’EVA-DTS risale all’inizio degli anni Novanta. Davvero vogliamo continuare a gestire le nostre macchine con questi dinosauri? Il problema dei prezzi d’acquisto alti e di quelli di vendita bassi resta centrale, ma rinunciare all’innovazione non servirà a risolverlo.

Gestore vending a cavallo di un mulo mentre percorre una tortuosa mulattiera di montagna.

Immagine creata con intelligenza artificiale

SmartLink

SmartLink. Appaiono incomprensibili alcune dichiarazioni formulate da qualche (sprovveduto) fabbricante che afferma di ritardare l’implementazione di SmartLink perché non gli arrivano richieste dal mercato. Non avete capito una ceppa di minchia! Cambiate mestiere e soprattutto management. Non è il mercato a dover chiedere, siete voi che dovete innovare. Ma possibile che non ve ne rendiate conto? Se sviluppate prodotti che riducono costi e oneri ai vostri clienti, questi compereranno il prodotto, banalmente perché sarà più conveniente. E se i clienti progrediscono, voi sopravviverete, altrimenti… Quante volte vi siete sentiti dire (fondatamente) che, aprendo le porte delle vostre macchine, si trova solo e sempre la stessa macchina di vent’anni fa? Oppure che il “nuovissimo modello all’avanguardia” non è capace di servire le bevande che le nuove generazioni prediligono? Continuiamo così?

SmartLink non è un prodotto che il gestore chiederà per nome: spetta ai fabbricanti trasformarlo in vantaggi concreti, minori costi, nuovi servizi e una gestione più semplice delle macchine. Aspettare richieste per una tecnologia che ancora non è realmente disponibile rischia di diventare un comodo alibi per lasciare tutto com’è. Non continuiamo con il solito paradosso: i fabbricanti aspettano le richieste dei gestori, i gestori aspettano macchine capaci di offrire vantaggi reali e, nel frattempo, aprendo la porta troviamo ancora la stessa macchina di vent’anni fa. A parziale scusante dobbiamo aggiungere che l’innovazione costa e che troppo spesso il mercato la invoca per poi continuare ad acquistare quasi esclusivamente in base al prezzo. Dobbiamo però aggiungere che abbiamo la certezza che almeno un importante costruttore abbia invece imboccato con decisione la strada di SmartLink. Qualcuno, quindi, ha scelto di non aspettare.

Logo EVA SmartLink su uno sfondo digitale che rappresenta le connessioni nel vending e nell’unattended retail.


Caffè Borbone e il vending

Ciao Fanta, ma tu che hai i contatti, sai quale sarà l’atteggiamento di Caffè Borbone nei confronti del vending? Il nuovo amministratore delegato si concentrerà sui supermercati e sull’estero oppure considererà anche noi gestori? Ha fatto qualche dichiarazione? Perché, diciamolo, il vending ha grossi volumi e bassi margini: mi sa che non c’è abbastanza ciccia per loro…

Per esperienza possiamo assicurarti che qualunque amministratore delegato appena nominato darà ampie rassicurazioni sull’importanza di tutti i canali serviti, vending compreso. Non saranno quindi le dichiarazioni di rito a farci capire quale sarà il reale atteggiamento di Caffè Borbone. Andrea Cipolloni ha parlato di sviluppo e internazionalizzazione, senza riferimenti specifici al vending. Al momento, però, non esiste alcun segnale che faccia pensare a un disimpegno dell’azienda da questo canale. Anzi, soltanto pochi mesi fa Caffè Borbone aveva indicato il vending e il fuori casa come un’area di sviluppo sempre più strategica. Non ci aspettiamo quindi che venga snobbato, ma l’autunno ci aiuterà a capire qualcosa di più: è uno dei periodi decisivi per il mercato del caffè vending.

Manager riflette davanti a un caffè con un distributore automatico sullo sfondo

Immagine creata con intelligenza artificiale

Furgone

— primo commento —
Felicissimo di lasciare il furgone in azienda, spero lo facciano da domani. Ne faccio 30 per andare in azienda, timbro, mi prendo il furgone e parto e, dopo 120/130 km non di autostrada, inizio con la prima azienda dopo circa 2 ore e 30. Così facendo, faccio meno della metà delle aziende. Anzi, facciamo una cosa: arrivo in azienda alle 7:30 per partire alle 8, poi vado in centro e non mi fermo finché non trovo un parcheggio decente per il furgone, ricordando che di solito gli stalli per il carico e scarico sono di 15 minuti, non sufficienti per entrare in un ufficio e farsi 2 DA. Poi, così, verso le 15 smetto e rientro, in modo che alle 17 possa timbrare per tornare a casa. Sicuramente lavorerei molto, ma molto meno. Liberatemi dal furgone a casa, oppure fate una cosa: mi pagate a ore e mi togliete 30 minuti da quando lo accendo e 30 minuti da quando lo parcheggio alla sera.


— secondo commento —
Diciamolo con onestà, il furgone a casa è una grande comodità. Se dovessi andare al lavoro ogni giorno con la mia macchina, spenderei in gasolio una cifra tale da cambiarmi lo stipendio. Quindi non capisco chi si lamenta: è una bella cosa averlo a disposizione.

Torniamo sull’argomento. Come vedete, i giudizi possono essere addirittura opposti: per alcuni è una grande comodità, per altri rischia di diventare motivo di discussione sui tempi effettivi di lavoro. La differenza la fanno le distanze, l’organizzazione dei giri e soprattutto il modo in cui l’accordo viene gestito. È per questo che abbiamo richiamato la necessità di utilizzare buon senso e regole chiare, valutando ogni situazione concreta. È l’unico modo per trovare un equilibrio su un tema che, evidentemente, non può avere una risposta uguale per tutti.

Bilancia in equilibrio tra chiavi del veicolo aziendale, orologio e percorso di lavoro dell’ARD.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Malati immaginari?

Ci risiamo, i fenomeni che vogliono far credere di essere ammalati nel periodo più critico dell'anno sono tornati. È vero che esiste un certificato medico, ma lo è altrettanto il fatto che tutti sanno che è una balla colossale e dall'alto nessuno parla o almeno convoca i furbetti per un ammonimento. Il danno è sì all'azienda, ma anche a chi poi dovrà gestire le situazioni di vuoto e malcontento dei clienti. Avanti così... BLÈÈÈÈÈÈ

Su questo argomento bisogna distinguere nettamente i sospetti dalle certezze. Se esiste un certificato medico, nessun collega può sapere realmente quali siano le condizioni di salute di un'altra persona. È chiaro che quando determinate assenze si ripetono sistematicamente negli stessi periodi e finiscono per creare problemi sempre agli stessi colleghi, è comprensibile che nascano malumori e sospetti. In quel caso, però, non spetta ai dipendenti stabilire se qualcuno sia davvero malato: spetta all'azienda. Queste situazioni vanno gestite con attenzione, senza caccia alle streghe ma neppure facendo finta che il problema non esista.

Lavoratore del vending a casa sul divano con termometro durante una calda giornata estiva

Immagine creata con intelligenza artificiale

Furgone a casa

Siamo alle solite. Si guarda sempre in una sola direzione. L’accordo azienda-ard, che vede quest’ultimo portarsi il furgone a casa, è equamente vantaggioso per entrambi. Vero che può capitare che il primo cliente abbia procedure di accesso lunghe e noiose, ma sarebbe peggio dover venire in azienda (o dove è parcheggiato il furgone) con mezzi propri. Sicuramente costoso - anche solo con i mezzi pubblici - e probabilmente spendendo lo stesso tempo, al mattino ed alla sera. Se poi lo si reputa ingiusto, basta non portarsi il mezzo a casa e timbrare al mattino all”orologio marcatempo dell’azienda. Ovviamente DOPO aver preso il caffè…

Portarsi il furgone a casa è generalmente un accordo vantaggioso per entrambe le parti. La gestione evita il passaggio quotidiano in azienda, mentre l’ARD risparmia il tempo e il costo necessari per raggiungere con mezzi propri il luogo dove è parcheggiato il veicolo. In molti casi, quindi, partire direttamente da casa permette perfino di lavorare meno, non di più. Il problema nasce soltanto quando questo vantaggio reciproco viene presentato come una generosa concessione dell’azienda, quasi creasse un debito permanente di riconoscenza da parte del dipendente. Il furgone a casa non è un regalo, ma una soluzione organizzativa gestita con buon senso e accordi chiari, che deve funzionare ed essere conveniente per entrambi. Altrimenti resta sempre la soluzione tradizionale: furgone in azienda, timbratura e partenza. Sul caffè prima di timbrare, invece, meglio non aprire quella porta…

Furgone aziendale bianco parcheggiato accanto alla casa di un ARD del vending

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Rischio incidente

Ed anche oggi sono ancora vivo in una curva incrociato un'altro furgone che probabilmente stava guardando il telefono non so cosa, ma mi ha puntato, per fortuna andavo piano. Mi sono praticamente fermato messo tutto a destra ho chiuso gli occhi aspettando lo scontro Non So se questo lavoro ne vale la pena

Purtroppo chi trascorre molte ore sul furgone può guidare con tutta la prudenza possibile e trovarsi comunque davanti alla distrazione o all’incoscienza di qualcun altro. È un rischio che non riguarda soltanto il vending, ma i tantissimi lavori che obbligano a trascorrere buona parte della giornata sulla strada. Ed è forse questo l’aspetto più difficile da accettare: la nostra sicurezza non dipende sempre soltanto da noi.

Furgone nero invade la corsia in curva rischiando lo scontro con un furgone bianco

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Meglio della fabbrica

Forse sarò impazzito, ma non sono d’accordo con chi dice che sia meglio lavorare in fabbrica che fare l’ARD. Si prende di più e ci sono meno responsabilità? Forse è vero, ma almeno qui giri per gli uffici, incontri persone, fai due chiacchiere con le segretarie... Insomma, non è un lavoro sempre uguale, che non vedi l’ora che finisca.

Senza dubbio il lavoro dell’ARD è faticoso, ma per chi ama muoversi, stare a contatto con i clienti e incontrare ogni giorno persone diverse può essere molto più vario e soddisfacente di un lavoro in fabbrica. Alla fine dipende molto dal carattere e dalle aspirazioni di ciascuno.

Addetto al rifornimento dei distributori automatici conversa con una cliente durante il lavoro in ufficio.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Tempo di lavoro

Buongiorno, io non capisco il modo di controllare il tempo di lavoro di una persona nel mondo vending che non è quando gira la chiave del furgone, ma quando apre il primo distributore, tralasciando la distanza, tralasciando che magari arriva nell'azienda in cui deve trovare il posto per parcheggiare poi attendere il turno per farsi registrare, registrare entrare nell'azienda e poi a quel punto aprire il distributore a volte da quando si gira la chiave a quando si apre il distributore passa anche l'ora e mezza quell'ora e mezza regalata e lo stesso vale quando si finisce perché una volta chiuso il distributore, non si è finito il lavoro, ma questo viene spesso dimenticato o meglio viene sottinteso che fa parte del lavoro, ma perché regalare del tempo.

Abbiamo affrontato più volte il tema, che è storicamente uno dei più spinosi per il vending. Dobbiamo però dire che non poche gestioni hanno almeno in parte risolto il problema lasciando il furgone a disposizione del dipendente, che parte direttamente da casa senza passare prima in azienda. In questi casi, il tempo necessario per raggiungere il primo cliente e per tornare a casa alla sera è spesso inferiore a quello che servirebbe transitando dal magazzino aziendale. Il problema, quindi, esiste, ma quanto pesi dipende molto dall’organizzazione logistica delle singole gestioni. Una cosa però è certa: parcheggiare, scaricare la merce, registrarsi all’ingresso, attendere l’accesso e spostarsi tra una locazione e l’altra fanno parte del lavoro.

Furgone vending cerca parcheggio nel grande piazzale di un’azienda prima di raggiungere i distributori automatici.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Il rischio della strada

Ogni giorno sulle strade muoiono circa 8 persone e vi ricordo che il vending lavora sulla strada. Mi sembra che questo lavorare sulla strada non venga tenuto in conto su chi gestisce il lavoro.

Hai ragione, il vending non lavora soltanto davanti al distributore. ARD e tecnici trascorrono ogni giorno molte ore alla guida. Questo non significa attribuire alle gestioni la responsabilità di tutto ciò che può accadere sulla strada. Quando si organizzano i giri, però, bisogna considerare anche il traffico, i tempi di percorrenza, la ricerca di un parcheggio, il carico e scarico, gli imprevisti e la necessità di rispettare il Codice della strada. Non basta chiedere al dipendente di guidare con prudenza, se poi il numero delle visite e i tempi assegnati sono molto serrati. Alla fine, crediamo che la cosa più importante sia questa: chi gestisce il lavoro deve ascoltare anche chi quel lavoro lo svolge ogni giorno sulla strada.

Addetto vending alla guida del furgone fermo nel traffico cittadino

Immagine creata con intelligenza artificiale

Il vizietto della proroga

Ma quando i signori sindaci la smetteranno con il vizietto della proroga? Che poi le perdono tutte al TAR, ma intanto fanno più danni della grandine. Qui a Sesto hanno prorogato fino alla fine d'ottobre la chiusura totale degli H24 tra le 20 e le 7. Con il caldo assassino che fa, dopo le otto di sera era l'orario in cui si facevano più vendite. Tanto lavoro e tanti investimenti buttati al cesso per questioni solo politiche.

Le ordinanze dovrebbero essere provvedimenti temporanei, non un sistema per tenere chiusi gli H24 a tempo indeterminato. A Sesto San Giovanni si è partiti ad aprile e, proroga dopo proroga, si è arrivati al 31 ottobre, sempre con undici ore di chiusura, dalle 20 alle 7. Per il sindaco di turno, trasformare i negozi automatici nel capro espiatorio è la soluzione più comoda. Poi, quando l’ordinanza viene annullata, il sindaco passa oltre… mentre le vendite perse e gli investimenti buttati restano sulle spalle del gestore.

Sindaco di spalle con fascia tricolore affigge su una serranda il cartello “Chiusura prorogata fino al 31 ottobre”

Immagine creata con intelligenza artificiale

Cialde in carta

Ho letto nel vostro post che le cialde in carta stanno spaccando, +30% in un anno. E ci credo: ti chiedono la macchina e poi si comprano le cialde al supermercato o su TikTok Shop a prezzi ridicoli... Ma c’è un modo per non prenderlo sempre in quel posto?

Avevamo seguito il progetto di un gestore che aveva installato sulle macchine un semplice sistema di conteggio delle erogazioni. Quando le cialde stavano per finire, il suo call center interno contattava il cliente per proporgli un nuovo ordine. Non era un metodo infallibile, ma qualche risultato lo portava. Bisogna però investire sia nell’hardware sia nel personale...

Macchina da caffè per cialde in carta con poche cialde rimaste in ufficio

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Furti in stazione

Non voglio far polemica ma hanno arrestato la banda che aveva fatto diversi colpi nei distributori automatici di biglietti nelle stazioni. Volto coperto, organizzati, difficili da beccare. Se rubavano ai nostri distributori a volto scoperto e senza alcuna accortezza, erano ancora fuori a divertirsi...

Il paragone viene spontaneo e capiamo benissimo la tua amarezza. In questo caso, però, parliamo di almeno sei colpi, auto rubate, stazioni sfondate, un agente investito e circa 300.000 euro tra ammanchi e danni. Nel vending, purtroppo, molto spesso ogni singolo furto viene considerato troppo piccolo per giustificare indagini così approfondite. Ma se sommiamo tutti quei “piccoli” furti, poi scopriamo che il conto pagato dalle gestioni è enorme...

Ladri forzano un distributore automatico di biglietti in una stazione ferroviaria, fotogramma della Polizia di Stato.

Fotogramma del video diffuso dalla Polizia di Stato – Questura di Milano

Scimmiette ammaestrate

Tanto ormai il vending è diventato solo una questione di numeri di battute. Il rapporto personale è andato a farsi benedire. Volete delle scimmiette ammaestrate come operatori e dei leccaculo yes-man come commerciali. Ve la cercate.

Il problema che sollevi purtroppo esiste, anche se non dappertutto. Gli ARD e i commerciali sono le persone che ogni giorno incontrano i clienti, raccolgono segnali e spesso impediscono che un problema diventi una disdetta. Ridurli a semplici esecutori obbedienti significa rinunciare alla parte più preziosa del loro lavoro. Dove si cercano soltanto scimmiette ammaestrate e yes-man, prima o poi arriva il conto. Il problema è che spesso, prima di chi se l’è cercata, lo pagano i dipendenti...

Manager illustra il grafico delle battute a tre scimmiette ammaestrate vestite da operatori e commerciali

Immagine creata con intelligenza artificiale

Coffee Essence

Ho visto la nuova macchina presentata da Lavazza Professional nel Regno Unito. Il progetto delle oltre 600 installazioni è sicuramente importante, ma non credo si possa parlare di un distributore completamente nuovo. Da quello che mi risulta, il cuore sarebbe una bean-to-cup di produzione asiatica, inserita all’interno di un mobile freestanding, una sorta di esoscheletro fabbricato nel Regno Unito. Io, scherzosamente, la ribattezzerei “Frankenstein”.

Ringraziamo il lettore per la segnalazione. Al momento, però, non abbiamo trovato nei canali ufficiali informazioni sulle specifiche tecniche e sulla provenienza dei componenti che consentano di confermare quanto riportato. Cercheremo quindi di approfondire la questione...

Nuova macchina Coffee Essence di Lavazza Professional con touchscreen per il coffee to go

La nuova Coffee Essence. Foto: Lavazza Professional UK/LinkedIn. Post originale

Aumenti a settembre

Io dal primo settembre ho cominciato ad aumentare i prezzi di 5 centesimi sul caldo e 10 sullo snack. Piuttosto che continuare sta vita di lavoro e di miseria, torno a fare il dipendente.

Se un gestore si assume rischi e responsabilità, lavora più ore di un dipendente e alla fine guadagna meno, qualcosa non funziona. Prima di tornare a fare il dipendente, però, bisogna provare fino in fondo a far pagare il servizio per quello che vale. E chi non accetta neppure aumenti così ragionevoli, forse non è un cliente che conviene continuare a servire.

Gestore vending preoccupato nel suo ufficio all’interno del magazzino.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Gaggio Montano

Che tristezza per Gaggio Montano... Ci ho lavorato per 10 anni ai tempi d'oro di Zappella e non avrei mai immaginato di vedere completamente cancellata una grande azienda italiana come Saeco. Per fortuna che sono in pensione, perché la vedo dura per quelli rimasti.

La Saeco di Zappella, quella dei tempi d’oro, non esiste più da moltissimi anni, ma vedere lo stabilimento di Gaggio Montano ridotto in queste condizioni mette davvero tristezza. Il pensiero oggi va soprattutto ai 79 lavoratori rimasti senza occupazione, molti dei quali hanno più di 50 anni e vivono in un territorio dove ricominciare non sarà per niente semplice.

Ex lavoratore osserva uno stabilimento industriale chiuso, simbolo della crisi dell’ex Saeco di Gaggio Montano.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Stipendio ARD

Possibile che non si capisca una cosa così semplice? Pagate il giusto ai caricatori e vedrete che non se ne andranno. Punto!

Lo stipendio è ovviamente un fattore fondamentale, ma storicamente non è mai stato l’unico motivo per cui gli ARD restavano volentieri in azienda. Un tempo questo settore offriva molte più opportunità di crescita: sono tantissimi quelli che hanno fatto carriera all’interno delle aziende o che, partendo proprio da quel ruolo, hanno persino aperto una propria gestione. Oggi purtroppo succede molto più raramente.

Caricatore in un magazzino vending guarda la scala verso gli uffici, simbolo delle opportunità di crescita professionale.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Guerre solitarie

L'odio è sempre esistito ma coi tempi che corrono si è inasprito. Se si continua combattere le guerre da soli il risultato non cambierà mai. Le gare escono ancora con caffè a 0,40 e l'acqua 50 ml sta perdendo mercato. I guadagni non si fanno coi tramezzini e gli yogurt. Enti sempre uguali e operatori sempre peggio.

Il problema è che ognuno combatte la propria guerra e, mentre tutti si lamentano, le gare in perdita continuano puntualmente a trovare qualcuno disposto a partecipare. Finché accadrà, per gli enti il caffè a 40 centesimi con ristorno resterà un prezzo assolutamente normale Tramezzini e yogurt possono ampliare l’offerta e aumentare lo scontrino medio, ma non possono compensare margini inesistenti sui prodotti che fanno davvero i volumi. Gli enti saranno anche sempre uguali, ma se gli operatori continuano a farsi concorrenza al ribasso, una parte importante della responsabilità resta inevitabilmente dentro il settore.

Sei carri armati giocattolo di colori diversi puntano i cannoni in direzioni differenti, simbolo delle divisioni tra i gestori del vending.

Immagine creata con intelligenza artificiale

immagini artificiali

Commento di pancia... caricatore che fa il pieno al furgoncino, immagine creata con intelligenza artificiale... ma dove è la portiera laterale? risulta aperta ma non c'è... io non sono un utilizzatore della AI, ma bisogna stare attenti, perché può saperne più di noi, ma siamo noi con l'esperienza a vedere i dettagli di ciò che facciamo e dare poi delle direttive... perché altrimenti non saremo più in grado di far niente senza l'AI e lì si che saremo fregati.

Hai perfettamente ragione, ma c’è un motivo preciso per cui utilizziamo immagini create con l’intelligenza artificiale. Su Fantavending cerchiamo in ogni modo di non mostrare macchine, mezzi o prodotti reali all’interno dei distributori o dei furgoni, per evitare le solite contestazioni su presunti favoritismi. Non hai idea di quante volte ci sia capitato, così abbiamo detto basta. Questo non significa che possiamo trascurare i dettagli. L’intelligenza artificiale resta uno strumento e deve essere controllata dall’esperienza umana. In questo caso la tua segnalazione è stata utile e ci ha permesso di correggere subito l’errore.

Gestore vending in lacrime mentre rifornisce di gasolio il proprio furgone aziendale.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Chi lo glielo fa fare?

Rimpiangerete i vecchi che se ne sono andati, questo è un lavoro per persone che si è fatta le ossa col tempo, adesso pretendete di prendere un ragazzo pagarlo poco dargli un minimo di infarinatura e poi lanciarlo sul campo seguendolo a parole ma praticamente lasciato solo tra mille problemi traffico, parcheggi, problematiche furgone, accessi alle ditte, ecc.. ma chi lo glielo fa fare???? in fabbrica faccio meno ore ho moooolte meno responsabilità e prendo di più, Haloa.

Se in fabbrica si lavorano meno ore, si guadagna di più e si hanno molte meno responsabilità, “ma chi glielo fa fare?” non è una provocazione. È la domanda alla quale il vending dovrà trovare molto presto una risposta.

Giovane caricatore vending in difficoltà nel traffico accanto al furgone durante il giro di rifornimento

Immagine creata con intelligenza artificiale

Odio e vendetta

Avete ragione, odio e vendetta sono il veleno del vending. Oggi più che mai.

Non conviene lavorare fino a farsi male, bisogna mantenere freddezza, lucidità e lungimiranza. Forse lasciare quel cliente a quel concorrente stupido è la migliore vendetta. Continuiamo a farci i nostri bravi conticini, altrimenti ci facciamo male.

Il paradosso è che, guardando le statistiche di accesso a Facebook e al sito, il post è stato letto da oltre la metà del settore e i numerosissimi commenti che abbiamo ricevuto ci hanno dato tutti ragione. Ma se siamo tutti d’accordo, perché continuiamo a non cambiare nulla?

Point of Use per acqua filtrata installato in ufficio, alternativa alle bottigliette nel vending

Immagine creata con intelligenza artificiale

Telefono Confida

Ciao ragazzi Confida non mi risponde al telefono, anche se oggi riapriva. Mi dà sempre errore di chiamata. Sapete che sta succedendo?

Confida ha cambiato sede e ha segnalato ieri pomeriggio tutti gli associati che per problemi tecnici indipendenti dalla loro volontà, in questi giorni le linee telefoniche fisse di Confida e Confida Servizi non sono funzionanti. Per qualunque necessità potete scrivere a confida@confida.com o contattarli ai numeri cellulari.

Primo piano di una mano che tiene un iPhone con errore di chiamata verso CONFIDA

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