Fantavending - Commenti e risposte dal mondo della distribuzione automatica
Il volantino della Sapienza
Il volantino della Sapienza è vergognoso. In una paginetta ci sono errori di grammatica e punteggiatura e diverse imprecisioni. E questi fanno l’università? Questi saranno i nostri futuri dirigenti? C’è davvero da mettersi le mani nei capelli. Non hanno la minima idea della vita reale, tanto paga papà...
Il volantino della Sapienza ha generato oltre 50 commenti, tutti sostanzialmente dello stesso tenore. Ne pubblichiamo solo uno, ci perdonino gli altri lettori, ma sulla nostra pagina Facebook ne trovate a decine in libera lettura. Le contraddizioni della protesta sono evidenti e capiamo le aspre critiche. Anche gli errori nel testo meritano attenzione: prima di affiggere un volantino e chiedere agli altri di prendere sul serio le proprie ragioni, bisognerebbe almeno rileggerlo.
Immagine creata con intelligenza artificiale
Gestioni a battuta
Rispondo al gestore che vendeva il suo giro e aveva ricevuto un’offerta di meno di 5 euro a battuta. Non è che ci sono meno soldi in giro, è che adesso guardano dentro alle battute e capiscono se sono buone o no. Sono finiti gli anni in cui si compravano l’una per l’altra a un prezzo fisso.
In realtà gli anni in cui si compravano le gestioni a battuta dovrebbero essere finiti da tanto tanto tempo. Almeno lo speriamo. Il numero delle erogazioni non è in alcun modo il riferimento con cui si stabilisce il valore di un’azienda. Una gestione si valuta quantomeno sul primo margine, non contando le battute.
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Milano e l’AI
Caro Fanta, ultimamente si legge spesso di come l’AI, o SI, come la vuole chiamare Trump, sostituirà milioni di lavoratori, soprattutto nel terziario, nel giro di pochissimi anni. Temo che una città come Milano, pilastro di un’economia bancaria, assicurativa e di servizi, sia uno dei primi castelli del vending a crollare sotto il peso dei trasferimenti di lavoro a macchine iperperformanti. Addio presenze, già ridotte dallo smart working, e inevitabile crollo del lavoro in una città anche difficile da servire. Tu cosa ne pensi? Diventerà una bella scatola vuota…
La tua preoccupazione ha un fondamento e secondo noi il vending farebbe bene a prenderla sul serio. Le attività d’ufficio sono tra quelle più esposte all’AI, anche se automatizzare una parte del lavoro non significa necessariamente eliminare il posto di chi lo svolge. È una distinzione che sottolinea anche l’Organizzazione internazionale del lavoro. Da qui a immaginare Milano come una scatola vuota ce ne passa e non la diamo certo per spacciata, ma continuare a considerare un grande ufficio una garanzia di consumi per i prossimi dieci anni sarebbe piuttosto imprudente.
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Inattività distributore
Ho visto un dibattito acceso sulla questione da me aperta per il primo caffè, ma per tale non si intende il primo della mattina ma il primo dopo anche solo 30 min. di fermata dove un gruppo in plastica non trattiene calore.
Hai ragione, il problema può riguardare anche il caffè dopo una pausa durante la giornata, ma diversi costruttori hanno già previsto sistemi per compensare il calo di temperatura dopo l’inattività. Le soluzioni quindi esistono anche per queste ripartenze, pur con differenze tra una macchina e l’altra.
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Contrappasso?
Avete letto la notizia che dei ladri sono entrati nella sede dell’Agenzia delle Entrate e hanno saccheggiato i distributori automatici? Non so eprché ma non mi dispiace è il contrappasso
Capiamo la provocazione e l’ironia quando si parla di Agenzia delle Entrate. Però qualunque furto ai distributori automatici è una cattiva notizia per il vending e per i gestori, indipendentemente da dove siano installati. L’incasso rubato è quello di un’impresa di gestione, che deve anche fare i conti con i danni alle macchine e il ripristino del servizio. Il “contrappasso”, alla fine, lo subisce un collega che lavora e paga le tasse. E questo ci dispiace eccome.
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Piccolo costruttore di Parma
A proposito del problema del primo caffè della mattina. Ad onor del vero, un piccolo costruttore di Parma aveva trovato la soluzione almeno 10 anni fa. Le sue macchine si possono programmare perché tutte le mattine, all’ora che decide il gestore, la macchina fa un caffè a vuoto. Questo consente di eliminare la prima dose di macinato che è rimasto fermo la notte nel macinino e di riscaldare tutto il gruppo. Poi il piccolo costruttore ha venduto...
Il primo caffè sta appassionando parecchio la nostra community, a giudicare da quanti messaggi ci stanno arrivando. Ma, come abbiamo già sostenuto nelle precedenti risposte, non stiamo dando la colpa ai costruttori: le soluzioni esistono, loro le conoscono e il tuo commento ricorda che qualcuno le aveva già adottate molti anni fa. Il punto resta sempre lo stesso: i gestori sono disposti a investire qualcosa in più per risolvere il problema? Se vogliono una macchina più performante devono essere disponibili a riconoscere economicamente quel miglioramento. Se continuano a chiedere una macchina che risolva il problema del primo caffè allo stesso prezzo, difficilmente si arriverà a una soluzione.