Fantavending - Commenti e risposte dal mondo della distribuzione automatica
Hacker in Sicilia
Anche qui in Sicilia degli hacker hanno bloccato a distanza i frigoriferi dei supermercati. Ma sono a rischio anche le nostre macchine? Io ho 4 negozi H24, se mi si bloccano in estate posso anche chiudere, tengo pure i gelati.
Il rischio teoricamente può riguardare anche il vending, anche se fino ad oggi non ci risultano attacchi nel nostro settore. Negli episodi descritti dai bollettini di sicurezza sono stati alterati a distanza i parametri della refrigerazione, compromettendo la conservazione dei prodotti. Per le tue macchine, quindi, bisogna verificare se e attraverso quali collegamenti sia possibile intervenire su questi parametri.
Immagine creata con intelligenza artificiale
Un buon caffè
Prima il caldo, poi lo smart working, adesso i giovani che bevono meno caffè. Non rischiamo di cercare sempre un colpevole fuori dal settore? Perché se dai un buon caffè con una buona macchina i clienti continuano a berlo, stanne certo...
Bisogna tenere insieme due ragionamenti. Il caldo, lo smart working e la minore propensione dei giovani al consumo abituale di caffè sono fattori reali, che il vending deve prendere sul serio. Le minori presenze nei luoghi di lavoro e le differenze nelle abitudini delle nuove generazioni non scompaiono installando una buona macchina. Però hai certamente ragione quando richiami il gestore alle proprie responsabilità: prima di cercare spiegazioni fuori, bisogna guardare in casa propria. Una buona miscela, una macchina capace di valorizzarla con la giusta resa in tazza, pulizia e manutenzione devono essere il punto di partenza. Tutto questo non garantisce di recuperare ogni battuta persa, ma è il primo lavoro da fare. Altrimenti rischiamo di discutere delle abitudini di chi non beve caffè e di perdere anche chi avrebbe ancora voglia di berlo.
Immagine creata con intelligenza artificiale
Domanda al Ministero
Chiedo per un amico, ma perché Confindustria ha fatto la domanda sulle scorte delle palette reuse al Ministero? Si sa benissimo che è meglio non farle certe domande...
Confindustria conosce bene il peso delle domande che rivolge a un Ministero e abbiamo la sensazione che non sia stata così scontenta della risposta. Per chi produce alternative alle palette oggi utilizzate, un chiarimento restrittivo sulle scorte può diventare un’opportunità commerciale, accelerando il passaggio ad altre soluzioni. Quello che per i gestori è un problema, per altri può essere un vantaggio. C’è però una precisazione importante: quella del MASE è un’interpretazione della norma. Nell’interpello, Confindustria evidenzia proprio che la legge non disciplina espressamente la sorte delle scorte e distingue la prima immissione sul mercato dalle successive vendite. Il dubbio, quindi, ha un fondamento: se un prodotto è stato regolarmente immesso sul mercato prima della scadenza, perché impedirne la successiva distribuzione? Il Ministero risponde facendo leva sull’espressione “commercializzabili come tali”: secondo la sua lettura, dal 21 aprile 2027 anche i prodotti già nella catena distributiva devono rispettare i nuovi requisiti per continuare a essere commercializzati come riutilizzabili. Considera inoltre l’anno di transizione sufficiente per esaurire le scorte. È una posizione ufficiale con cui gli operatori devono fare i conti, ma resta una lettura interpretativa, della quale si possono discutere le motivazioni.
Merendine abusive
Si parla di calo delle battute nelle scuole, ma sapete come funziona adesso? Ci sono i bidelli che vendono loro le merendine e le bibite ai ragazzi. Così non si può andare avanti. Un caso è finito pure sui giornali...
I collaboratori scolastici non possono mettersi a vendere per conto proprio alimenti e bevande agli studenti all’interno della scuola. Il caso segnalato riguarda presunte vendite in una scuola in Campania, ancora da accertare. Ma il punto che sollevi è chiaro: un gestore che rispetta regole e obblighi non può vedersi affiancare una rivendita abusiva nei corridoi. Dove succede, occorre documentare i fatti e chiedere immediatamente alla dirigenza scolastica di intervenire.
Immagine creata con intelligenza artificiale
SmartLink cinese
Tutto giusto quello che avete detto su SmartLink, ma i costruttori non si muovono. Aspettano che siano i clienti a chiedere loro di partire, magari con un ordine di un bel po' macchine... Ma si può? Non capiscono che arriveranno i cinesi ad adottare SmartLink nelle loro macchine e a conquistare un vantaggio competitivo importante? Che poi non si lamentino dell’invasione dall’Oriente.
Onestamente facciamo fatica a capire i costruttori. Vendono distributori sempre più digitali, ma continuano a farli comunicare con protocolli nati decenni fa nell'era elettro-meccanica. L’arrivo di SmartLink dovrebbe spingerli a investire, mettendo a frutto la loro esperienza per difendere una leadership che nessuno garantisce in eterno. Aspettare che siano i gestori a chiederglielo significa rovesciare il rapporto: chi compra deve poter vedere i vantaggi dell’innovazione, mentre chi costruisce dovrebbe avere la capacità di anticiparli. Sviluppare costa, certamente. Ma anche lasciare spazio ai concorrenti può costare molto caro. SmartLink è aperto a tutti, produttori cinesi compresi, e chi lo adotterà prima e meglio potrebbe rendere le proprie macchine più interessanti anche per i gestori europei. Il rischio è proprio questo: avere contribuito a costruire uno standard e lasciare che siano altri a sfruttarne per primi le potenzialità commerciali. Se poi arriveranno macchine cinesi capaci di integrarsi più facilmente con pagamenti, software e servizi delle nostre gestioni, sarà un po’ troppo comodo lamentarsi dell’invasione dall’Oriente. Il vantaggio competitivo bisogna difenderlo investendo, non aspettando gli ordini.
Immagine creata con intelligenza artificiale
Una sconfitta?
Ciao ragazzi, ma perché rinunciare a un cliente viene sempre vissuto come una sconfitta? Io ho perso un paio di scuole l'anno scorso e la mia vita è migliorata, non solo come incazzature quotidiane, ma anche come soldi. Non dico che sono contento di averle perse, ma poco ci manca. Davvero poco.
Vedere un concorrente che entra dove prima c’erano le tue macchine dà fastidio, però difendere una postazione a qualsiasi condizione, soltanto per non lasciarla a un altro, può essere un errore ancora più costoso. Il punto sarebbe arrivare a fare questa valutazione prima del rinnovo, quando puoi ancora provare a cambiare le condizioni o decidere di non accettarle. Senza aspettare che sia un cliente perso a farti scoprire quanto poco ti conveniva tenerlo.
Immagine creata con intelligenza artificiale
Previsioni del tempo
Benissimo le mattine fresche che fanno ripartire il caffè. Ma un settore può continuare ad affidare le proprie speranze alle previsioni del tempo? Non dovremmo essere noi a cercare di trovare e proporre un’offerta che va bene per ogni stagione? Noi siamo piccoli, ma lo facciamo sempre, con configurazioni ad hoc estate/inverno e differenziate per ogni locazione. Buoni prezzi e non ci mandano mai via. Chissà come mai...
Quello che racconti dovrebbe essere il normale lavoro di una gestione: conoscere ogni locazione, capire cosa consumano le persone e adeguare l’offerta, verificando poi se le scelte funzionano. Essere piccoli spesso aiuta moltissimo a seguire direttamente questi aspetti. Più si cresce, più diventa complicato gestirli operativamente, perché bisogna coordinare tante persone con capacità e attitudini diverse, programmi di gestione e algoritmi. Si può fare, ma far funzionare tutto questo su migliaia di locazioni è decisamente più difficile.
Immagine creata con intelligenza artificiale
Sciopero vending
— primo commento —
Quanto consumano e calo dei consumi: vogliamo parlare chiaro per una volta? Ci sono meno persone negli uffici che consumano abitualmente. Contratti brevi, aumento dei prezzi e pochi soldi da spendere quotidianamente. C'è una crisi spaventosa ma il Vending non la vede e continua a proporre soluzioni che interessano poco nel concreto. Il Paese continua a scioperare e noi ... Scusate lo sfogo! — secondo commento —
Sarebbe ora che anche noi del vending facessimo un bello sciopero con i furgoni davanti a quei palazzi che hanno tutti le nostre macchine e che bevono il caffè, chiedendo ristorni impossibili e a prezzi ridicoli. Fermiamo tutto!!
Capiamo lo sfogo e le motivazioni che possono far pensare a uno sciopero. La rabbia di chi vede diminuire i consumi e si trova a lavorare a condizioni economiche sempre più difficili è comprensibile. Però, sinceramente, non crediamo che fermare le macchine o bloccare il traffico con i furgoni possa servire a cambiare questa situazione. Prima ci sono diverse cose che possiamo fare, come ad esempio non farci sempre male da soli...