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Capsule, arriva il contributo CONAI: fino a 18 centesimi in più a scatola
di Redazione Fantavending
Dal 12 agosto 2026 tutte le capsule di caffè saranno considerate imballaggi, comprese quelle utilizzate e gettate insieme al prodotto residuo. Scatterà quindi il Contributo Ambientale CONAI, calcolato in funzione del materiale e del peso della capsula. Tradotto dal linguaggio delle tonnellate a quello molto più concreto dei gestori vending, il nuovo costo può arrivare a circa 16 centesimi per una scatola da 100 capsule in plastica, per poi superare i 18 centesimi dal 1° ottobre.
Il calcolo è semplice. Ipotizzando una capsula in plastica monomateriale del peso di 2 grammi, 100 capsule pesano complessivamente 200 grammi. Dal 12 agosto al 30 settembre, con un contributo di 785 euro a tonnellata per la fascia B2.3, l’incidenza sarà di circa 15,7 centesimi a scatola. Dal 1° ottobre il CAC salirà a 917 euro a tonnellata e il costo passerà a 18,34 centesimi. Per una capsula poliaccoppiata a prevalenza plastica si arriverà rispettivamente a 15,8 e 18,44 centesimi.
Molto più contenuto l’impatto sugli altri materiali. Una scatola da 100 capsule compostabili certificate EN 13432, sempre ipotizzando un peso di 2 grammi ciascuna, sosterrà un contributo inferiore a un centesimo. Per 100 capsule in alluminio da un grammo ciascuna si parla invece di poco più di un millesimo di euro fino a settembre e di circa 1,2 centesimi dal 1° ottobre.
Naturalmente questi numeri rappresentano l’incidenza teorica del contributo e non significano che tutti i fornitori aumenteranno automaticamente i listini della stessa cifra. Qualcuno potrebbe assorbire il costo, qualcun altro trasferirlo integralmente, mentre eventuali capsule composte da più materiali dovranno essere calcolate separando il peso del corpo, del coperchio, dei filtri e degli altri elementi.
Immagine creata con intelligenza artificiale |