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Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica
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Venerdì 17 luglio 2026 |
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La trappola dei grandi appalti vending: quanto costa perderli
Quando si parla di grandi appalti vending, l’attenzione si concentra quasi sempre sul costo necessario per conquistarli. Investimenti in distributori automatici, personale, mezzi, sistemi di pagamento, telemetria, magazzini e organizzazione territoriale. Molto più raramente, anzi mai, si parla di quanto possa costare perderli.
Il problema emerge soprattutto alla scadenza delle grandi concessioni nazionali, quelle che coinvolgono decine di sedi e richiedono l’installazione di diverse centinaia di distributori automatici. Se il gestore uscente non si aggiudica il nuovo appalto, deve organizzare in tempi relativamente brevi il ritiro dell’intero parco macchine.
Non si tratta semplicemente di caricare i distributori su alcuni furgoni. Ogni macchina deve essere scollegata, svuotata, ritirata, trasportata, pulita, controllata e trasferita in un deposito. In molti casi i distributori arrivano da sedi distribuite in tutta Italia, con un costo logistico molto elevato e la necessità di coordinare filiali, tecnici e trasportatori.
Il problema più grande arriva però dopo il ritiro. Quelle macchine difficilmente possono essere ricollocate in tempi brevi. Hanno almeno cinque o sei anni di vita, configurazioni specifiche, grafiche personalizzate, sistemi di pagamento richiesti dal precedente committente o semplicemente non trovare sul mercato nuove postazioni in grado di assorbirle. Il rischio è quindi che centinaia di distributori finiscano nei magazzini, occupando spazio e continuando a perdere valore.
A questo si aggiunge il problema del personale. Un grande appalto nazionale può impegnare stabilmente diversi addetti, tra caricatori, tecnici e personale di filiale. Quando la commessa termina, il gestore deve capire se quelle risorse possono essere assorbite nella struttura, se è possibile modificare i giri o se diventa necessario ridurre l’organico. Una questione particolarmente delicata nei territori dove l’appalto rappresentava una parte importante dell’attività della filiale.
Tra logistica, movimentazione, ricondizionamento, magazzino, svalutazione delle macchine e riorganizzazione del personale, perdere un grande appalto può quindi generare costi per centinaia di migliaia di euro. Nelle commesse nazionali più grandi e complesse, il conto può arrivare a sfiorare il milione.
È un elemento che condiziona molto più di quanto si pensi anche le offerte presentate in occasione del rinnovo. Un gestore non valuta soltanto quanto può guadagnare restando all’interno dell’appalto, ma anche quanto gli costerebbe uscirne. Di conseguenza può essere disposto ad accettare condizioni economiche sempre più pesanti, canoni elevati o margini molto ridotti pur di rinviare il problema.
È questa la vera trappola dei grandi appalti vending. A un certo punto non si cerca più di restare perché la commessa è particolarmente redditizia, ma perché perderla avrebbe un costo immediato troppo elevato. Il problema viene così spostato in avanti di altri anni.
Per questo, quando si osservano offerte apparentemente incomprensibili o ribassi molto aggressivi, non sempre la spiegazione è soltanto la volontà di difendere il fatturato. A volte dietro c’è anche la paura di dover pagare il conto dell’uscita.
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Sanpellegrino completa la gamma Zero con la nuova Limonata
Le Bibite Sanpellegrino ampliano la propria offerta con la nuova Limonata Zero, versione senza zuccheri aggiunti di uno dei prodotti storici del marchio. La bevanda è realizzata con limoni 100% siciliani selezionati e contiene soltanto gli zuccheri naturalmente presenti nel succo.
La nuova referenza affianca Classica Zero e Chinò Zero, completando così una gamma che ripropone alcuni dei gusti più conosciuti di Sanpellegrino in una versione più attenta al contenuto di zuccheri. Secondo una rilevazione Nomisma riportata dall’azienda, oltre un italiano su due dichiara infatti di prestare attenzione alla presenza di zuccheri nelle bevande che consuma.
Limonata Zero viene proposta nella lattina da 33 cl, lo stesso formato utilizzato per tutte le referenze della gamma. Il lancio rientra nella campagna “Più Succo alla Vita”, ispirata ai colori, agli agrumi e all’energia del Sud Italia.
La Limonata Sanpellegrino è nata nel 1960 e, dopo oltre sessant’anni, arriva quindi anche nella versione Zero. Una novità interessante anche per gli assortimenti dei distributori automatici, dove le bibite senza zuccheri aggiunti rappresentano ormai un’alternativa quasi obbligata accanto alle ricette tradizionali.
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Giovedì 16 luglio 2026 |
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Il caffè verde è impazzito: rialzi e crolli mai visti
Il mercato del caffè verde sembra avere perso qualunque punto di equilibrio. Nel giro di pochi giorni l’Arabica è arrivata a guadagnare oltre il 16% in una sola seduta, per poi perdere quasi il 10%, rimbalzare nuovamente a doppia cifra e tornare ancora al ribasso. Movimenti così brutali e ravvicinati non si erano mai visti nella storia recente del caffè.
Alla base esistono problemi reali. Le scorte certificate restano ridotte, la disponibilità immediata di alcuni caffè è limitata e la raccolta brasiliana ha accumulato ritardi. A questo si aggiungono i dubbi sulla qualità del prodotto, le condizioni meteorologiche e le preoccupazioni per le prossime fioriture. Tutti elementi sufficienti a mantenere le quotazioni sotto tensione, ma non a spiegare da soli oscillazioni di questa portata.
La vera benzina è arrivata dal mercato finanziario. Fondi, algoritmi e operatori che avevano scommesso sul ribasso sono stati costretti a ricomprare rapidamente i contratti, amplificando il rialzo. Quando la corsa si è fermata, gli stessi meccanismi hanno funzionato nella direzione opposta, generando una correzione altrettanto violenta. In pratica, variazioni che normalmente si sarebbero distribuite nell’arco di settimane si sono concentrate in poche ore.
La successiva discesa non significa però che il problema sia risolto. Le quotazioni restano superiori ai livelli di poche settimane fa e il mercato continua a reagire in modo esasperato a qualunque notizia proveniente dal Brasile, dalle scorte o dalle previsioni meteorologiche. Più che il livello assoluto dei prezzi, oggi colpisce soprattutto la loro imprevedibilità.
La volatilità è diventata ormai l'unica vera protagonista e racconta un settore in cui informazioni reali, aspettative e movimenti finanziari si sovrappongono nel giro di poche ore creando scompensi mai visti prima. Non è per niente bello che il caffè, driver principale del vending, sia diventato così attrattivo per le speculazioni di mezzo mondo.
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Campagnari Service cresce ancora: dal 1° agosto nuova acquisizione in Lombardia
Prosegue il percorso di crescita di Campagnari Service. L'azienda ha annunciato una nuova acquisizione operativa con decorrenza 1° agosto, rafforzando ulteriormente la propria presenza in Lombardia.
L'operazione riguarda le province di Como, Milano, Monza Brianza e Varese e porta in dote 66.974 battute, un contributo che andrà ad alimentare la crescita del gruppo nel corso del 2026.
Nella comunicazione diffusa dall'azienda si evidenzia come l'acquisizione consentirà di aumentare la presenza sul territorio, ampliare i servizi offerti, rafforzare qualità e affidabilità e creare ulteriore valore sostenibile.
Per Campagnari Service si tratta dell'ennesima operazione di espansione degli ultimi anni, a conferma di una strategia orientata alla crescita per linee esterne e al consolidamento della propria presenza nella regione.
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Mercoledì 15 luglio 2026 |
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Shrinkflation, il prodotto si restringe e la burocrazia si allarga
Oggi, 15 luglio, si conclude il periodo di sospensione previsto dalla procedura europea sulle nuove regole italiane contro la shrinkflation, la pratica di ridurre la quantità contenuta in una confezione lasciandone sostanzialmente invariato il prezzo. In assenza di rilievi da Bruxelles, il Governo potrà ora adottare definitivamente il provvedimento.
Il nuovo testo prevede che, quando una confezione mantiene lo stesso aspetto ma contiene una quantità inferiore, con un conseguente aumento del prezzo per unità di misura, il produttore debba trasmettere al commerciante una comunicazione tracciabile. Sarà poi il venditore a dover mostrare al consumatore, in maniera chiaramente visibile e leggibile, un avviso con la riduzione della quantità rispetto alla confezione precedente. L’obbligo durerà tre mesi dalla data di immissione in vendita del nuovo formato.
La disposizione, per come è formulata, potrebbe coinvolgere anche il vending. La vendita tramite distributori automatici è infatti una forma di commercio al dettaglio e il testo non prevede esclusioni specifiche per il settore. Quando un produttore o un grossista segnalerà il riporzionamento di uno snack, di una bibita o di un altro prodotto confezionato, il gestore potrebbe quindi essere chiamato a rendere visibile l’informazione al momento dell’acquisto.
Il testo, però, non chiarisce ancora come l’avviso debba essere collocato su una vending machine, se vicino alla selezione, sulla vetrina oppure attraverso il display. Prima di organizzare stampanti e adesivi bisognerà quindi attendere l’adozione definitiva della norma e gli eventuali chiarimenti applicativi.
Insomma, il prodotto si restringe e la burocrazia, puntualmente, si allarga.
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Gruppo Illiria diventa Società Benefit
Gruppo Illiria ha annunciato la propria trasformazione in Società Benefit, inserendo accanto agli obiettivi economici dell’impresa specifiche finalità di beneficio comune.
La scelta rafforza l’impegno dell’azienda a generare un impatto positivo per le persone, il territorio, l’ambiente e l’intero ecosistema nel quale opera. Queste finalità entrano ora formalmente nella missione societaria e dovranno essere tradotte in azioni concrete, monitorate e rendicontate nel tempo.
Illiria ha individuato cinque obiettivi di beneficio comune, destinati a guidare le prossime azioni dell’azienda. Nella comunicazione diffusa dal Gruppo i cinque obiettivi non vengono ancora illustrati nel dettaglio: l’azienda ha anticipato che nei prossimi mesi racconterà le iniziative e i traguardi che accompagneranno questa evoluzione.
Il passaggio a Società Benefit comporta anche l’individuazione di uno o più responsabili incaricati di seguire il perseguimento degli obiettivi e la predisposizione di una relazione annuale sull’impatto prodotto.
"Questo traguardo è il risultato di un percorso costruito insieme»" sottolinea Gruppo Illiria, che presenta la nuova forma societaria come un ulteriore passo verso un modello d’impresa più responsabile, sostenibile e orientato alla creazione di valore nel lungo periodo.
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Martedì 14 luglio 2026 |
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L’intelligenza artificiale entra nel gestionale del vending
Per anni il gestionale ha registrato quello che l’azienda aveva già fatto: incassi, consegne, percorsi, manutenzioni e rilevazioni. Con l’intelligenza artificiale può iniziare a fare qualcosa di più, rispondere a domande, individuare anomalie, suggerire priorità e supportare alcune decisioni operative.
È questa la direzione mostrata da Target Informatica nel webinar dedicato alla versione 8.0 di GD Gestione Distributori. Attraverso una chat integrata, il gestore può interrogare i propri dati in linguaggio naturale e chiedere, ad esempio, quali distributori incassano di più, quali prodotti vengono caricati maggiormente o quali postazioni con determinate macchine producono meno battute.
Nel corso della dimostrazione, il sistema è stato utilizzato anche per individuare alcune locazioni dalle quali potrebbe essere conveniente ritirare una batteria di distributori da ricollocare presso un nuovo cliente. Un’analisi che prima avrebbe richiesto diversi report e filtri può così essere costruita attraverso una serie di domande successive.
L’intelligenza artificiale viene applicata anche alla pianificazione dei percorsi e all’analisi degli assortimenti. Target Informatica ha comunque precisato che i suggerimenti devono essere sempre verificati dall’utente e che la qualità delle risposte dipende direttamente dalla qualità dei dati inseriti nel gestionale.
Chi vuole approfondire può vedere il webinar integrale
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Mario Toniutti nominato vicepresidente di CONFIDA
Mario Toniutti è il nuovo vicepresidente di CONFIDA. La nomina è stata formalizzata oggi, 13 luglio, dal presidente dell’Associazione Massimo Trapletti durante la prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo.
"Squadra vincente non si cambia. Avevo chiesto per questo mandato che ci fosse continuità con le nomine del precedente Consiglio Direttivo e quindi confermo Mario Toniutti alla vicepresidenza", ha spiegato Trapletti presentando la decisione.
Toniutti ricoprirà l’incarico per il quadriennio 2026-2030, affiancando Trapletti alla guida dell’Associazione Italiana Distribuzione Automatica. La nomina è avvenuta ai sensi dell’articolo 23 dello Statuto di CONFIDA.
Il nuovo vicepresidente entrerà inoltre nel Consiglio di Amministrazione di Confida Servizi, insieme ai presidenti dei diversi Gruppi merceologici e agli altri rappresentanti indicati dal Consiglio Direttivo.
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Lunedì 13 luglio 2026 |
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Appalti scolastici, quando la qualità va in ricreazione
Una recente vicenda amministrativa, relativa alla gara per i distributori automatici in un grande istituto tecnico dell’Umbria, riporta al centro un tema che nel vending conosciamo molto bene: quanto può pesare l’offerta economica in un appalto scolastico? E soprattutto, ha senso che in una scuola la qualità tecnica del servizio finisca così chiaramente in secondo piano rispetto al canone?
La domanda nasce da una gara finita davanti al giudice amministrativo, nella quale uno degli elementi contestati riguarda proprio il rapporto tra offerta economica e offerta tecnica. Tradotto: se in una procedura per installare e gestire distributori automatici dentro una scuola si arriva a dare 80 punti alla parte economica e soltanto 20 alla qualità del servizio, il messaggio che passa è abbastanza chiaro. Conta soprattutto quanto versi, molto meno come lavori.
Ora, nessuno mette in dubbio che una scuola, una Provincia o qualunque ente pubblico debba cercare la migliore offerta possibile. I soldi servono a tutti e nessuno vive nel mondo dei sogni. Però il vending scolastico non è una semplice asta al rialzo sul canone. Anzi, secondo i soliti eco-politici illuminati, doveva essere proprio uno degli ambiti in cui i CAM, la sostenibilità, la qualità dei prodotti e l’attenzione al servizio pesavano davvero. Ridurre tutto quasi solo alla componente economica significa trasformare il servizio in una corsa a chi promette di più.
Non entriamo nel merito della vicenda umbra, perché sarà il giudice amministrativo a stabilire se la gara sia stata corretta, se l’offerta vincente fosse conforme alla documentazione e se la cosiddetta lex specialis, cioè il regolamento interno della procedura, fosse costruita nel modo giusto. Il punto però resta. La qualità tecnica non è un dettaglio burocratico da mettere lì per fare bella figura. È il cuore del servizio.
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Sibeg Coca-Cola, 51 milioni per il magazzino verticale automatizzato di Catania
Sibeg Coca-Cola investe 51 milioni di euro nella nuova piattaforma logistica verticale automatizzata che sorgerà nella zona industriale di Catania, integrata con lo stabilimento esistente. Il progetto è stato presentato martedì 7 luglio, in occasione della posa della prima pietra fuori terra del nuovo polo logistico, che entrerà in piena funzione nel novembre 2027.
La nuova infrastruttura nasce per incrementare l’efficienza operativa, ottimizzare la gestione dei flussi logistici e sostenere la crescita dei volumi. Il progetto prevede un edificio destinato allo stoccaggio automatizzato delle merci, con una capacità di circa 43.000 posti pallet, collegato allo stabilimento attraverso un tunnel sopraelevato che garantirà continuità tra le diverse aree produttive.
Il complesso sarà composto da un edificio operativo su due livelli, con una superficie di oltre 9.200 metri quadrati e un’altezza di circa 20 metri, e da una Pick Tower verticale, cuore del sistema automatizzato, con una superficie di oltre 7.300 metri quadrati e un’altezza di 28 metri. Uno degli elementi più interessanti è la doppia automatizzazione dei flussi: il sistema movimenterà in automatico sia le materie prime in ingresso alle linee produttive, tra cui tappi, preforme e lattine, sia il prodotto finito verso lo stoccaggio e le bocche di carico.
Il nuovo polo logistico sarà inoltre dotato di impianti fotovoltaici e sistemi di battery storage, con una potenza di 2,1 MWp e una capacità di 2 MWh, contribuendo alla riduzione dell’impatto energetico e al miglioramento dell’autonomia dello stabilimento. L’investimento avrà anche un impatto occupazionale, con l’inserimento di 24 nuove risorse che si aggiungeranno ai 449 dipendenti attualmente in organico.
I lavori sono stati avviati nel febbraio 2026 e si concluderanno a luglio 2027. Per Sibeg Coca-Cola si tratta di un nuovo passaggio nel percorso verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili, dopo la linea asettica, ottava linea di produzione inaugurata lo scorso anno.
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Venerdì 10 luglio 2026 |
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AI e frodi nei pagamenti: il cashless vending deve alzare la guardia
Pagare con carta, app o smartphone è ormai diventato un'abitudine anche davanti a un distributore automatico. Ma più aumentano i pagamenti digitali, più aumenta anche l’interesse dei criminali informatici verso tutti quei punti di pagamento che lavorano in automatico, senza un operatore fisico presente e con migliaia di microtransazioni ogni giorno.
Un recente articolo di Help Net Security ha rilanciato il “US Payment Fraud Survey” di Capco e ha messo in evidenza un dato che dovrebbe interessare anche il nostro settore: la frode nei pagamenti sta diventando sempre più automatizzata. L’AI agentica può aiutare i truffatori a costruire attacchi su larga scala. Il problema non è più il singolo furbetto, ma la possibilità di industrializzare la truffa.
Per il vending il tema è evidente. Un distributore automatico cashless non è un bancomat e non è nemmeno un POS tradizionale presidiato da un cassiere. È un terminale di pagamento collocato in uffici, scuole, ospedali, palestre, stazioni, aziende e luoghi pubblici, spesso attivo 24 ore su 24. Questo non significa che le macchine siano improvvisamente diventate insicure, ma significa che la filiera deve iniziare a trattare il pagamento digitale come una parte critica del servizio.
Il cashless resta una grande opportunità per il vending, ma la sicurezza dovrà crescere insieme alla diffusione. Aggiornamenti software, monitoraggio delle anomalie, sistemi certificati, controllo delle microtransazioni sospette e maggiore attenzione alle app di pagamento saranno sempre più importanti. Perché i bot controllati dall’AI non bevono caffè, non mangiano snack e non fanno pausa, ma se trovano un canale conveniente per testare carte, credenziali o wallet compromessi, partono in automatico e lo sfruttano immediatamente.
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H24, l’81% delle ordinanze comunali viene bocciato dai TAR
I negozi automatici H24 continuano a finire nel mirino di ordinanze comunali restrittive, ma quando questi provvedimenti arrivano davanti ai giudici amministrativi il risultato è molto chiaro. Secondo un’analisi realizzata dallo studio legale ADR per CONFIDA su circa 40 ordinanze adottate dai Comuni italiani tra il 2020 e il 2025, nell’81% dei casi i TAR hanno sospeso o annullato le ordinanze contro i negozi automatici H24.
Le limitazioni esaminate riguardavano orari di apertura, vendita di bevande alcoliche, contenitori consentiti e altri vincoli operativi. I TAR, secondo la ricerca, hanno rilevato frequentemente motivazioni troppo generiche, carenza dei requisiti di urgenza, assenza di un collegamento diretto tra l’attività dei negozi automatici e i fenomeni contestati, oltre a misure considerate sproporzionate rispetto agli obiettivi perseguiti. Tradotto: gli H24 vengono spesso indicati come il problema, ma la prova che siano davvero la causa del problema non c’è.
Il tema, per CONFIDA, va letto dentro un quadro molto più ampio. Mentre in Italia continuano a chiudere negozi di prossimità, dal 2012 il Paese ha perso oltre 156 mila negozi tradizionali, più di uno su quattro. In questo scenario i punti vendita automatici H24 stanno assumendo un ruolo sempre più importante per garantire servizi e accessibilità ai cittadini, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree periferiche. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, la densità commerciale è scesa da 11 punti vendita ogni mille abitanti nel 2012 a 8 punti vendita ogni mille abitanti.
Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA, lo dice in modo molto netto: i negozi H24 diventano spesso i “capri espiatori” dei problemi di ordine pubblico dei Comuni, problemi di cui non sono responsabili e di cui talvolta sono vittime. Per l’associazione si tratta invece di esercizi commerciali utilizzati quotidianamente dai cittadini, che in molti casi rappresentano una risposta concreta alla progressiva scomparsa dei negozi di vicinato. Per questo CONFIDA ha avviato il Protocollo Top Quality Negozi Automatici H24, un percorso di certificazione basato su qualità del servizio e dei prodotti, sostenibilità e sicurezza, a cui hanno già aderito oltre 150 negozi automatici in Italia.
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Giovedì 9 luglio 2026 |
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365 Retail compra Cantaloupe, ma l’antitrust USA mette i paletti
Una delle operazioni più importanti degli ultimi anni nel vending tecnologico è passata totalmente inosservata in Italia. 365 Retail Markets ha completato l’acquisizione di Cantaloupe Inc. in un’operazione interamente in contanti da 848 milioni di dollari. L’accordo era stato annunciato a giugno 2025 e si è chiuso da qualche settimana. Non stiamo parlando di una semplice acquisizione, ma della nascita di un gigante mondiale nei micro market e nell’unattended retail.
La nuova 365 mette insieme due pezzi decisivi della tecnologia applicata alla distribuzione automatica. Da una parte ci sono i kiosk self-checkout, gli smart store e il software gestionale di 365 Retail Markets. Dall’altra entrano nella stessa piattaforma i pagamenti, la telemetria e la rete globale di dispositivi di Cantaloupe. Secondo il comunicato ufficiale, quasi 40.000 nuovi clienti entrano nella base 365 e l’obiettivo dichiarato è allargare il campo oltre vending e food service, arrivando a hôtellerie, intrattenimento, sport, trasporti e nuove location retail automatiche.
Il punto più interessante, però, non è la dimensione dell’operazione. È quello che è successo con l’antitrust americano. La FTC ha bloccato l’operazione nella sua forma originaria perché avrebbe unito i due maggiori fornitori di kiosk per micro market negli Stati Uniti. La preoccupazione non era solo che i prezzi dei kiosk e dei software potessero salire, ma che questi maggiori costi finissero poi anche sul prezzo del cibo venduto nei micro market aziendali. In pratica, l’autorità americana ha detto una cosa molto semplice: se concentri troppa tecnologia in poche mani, alla fine paga il consumatore.
Ma la parte davvero particolare della contestazione riguarda l’interoperabilità. La FTC ha temuto che 365, una volta inglobata Cantaloupe, potesse degradare o negare le integrazioni tra il proprio hardware, il proprio software e i sistemi concorrenti. Il rischio è che il gestore non possa più scegliere liberamente tra sistemi di pagamento, telemetria e software, ma venga progressivamente spinto dentro un ecosistema chiuso. Bello, comodo e magari anche efficiente, fino al giorno in cui diventa una gabbia.
Per sbloccare il deal, la FTC ha imposto rimedi drastici. Cantaloupe deve cedere Three Square Market a Seaga Manufacturing, creando così un concorrente verticalmente integrato nei kiosk per micro market. 365 dovrà offrire integrazioni tra hardware e software propri e di terzi a condizioni ragionevoli e non discriminatorie. Inoltre un monitor esterno controllerà il rispetto degli obblighi e per dieci anni 365 non potrà acquisire altre aziende di kiosk per micro market negli Stati Uniti senza informare preventivamente la Commissione.
Perché tutto questo riguarda anche noi? Perché il tema è capire se il vending del futuro sarà davvero connesso oppure semplicemente incatenato a poche grandi piattaforme tecnologiche.
In Italia spesso ci concentriamo solo sul prezzo del caffè e sul ristorno, ma intanto il cuore del business si sta spostando anche altrove: chi controlla pagamento, dati, telemetria e integrazioni controlla una parte sempre più importante del lavoro del gestore. Il distributore automatico del futuro sarà certamente più digitale. Sarà digitale e libero, oppure digitale e prigioniero?
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Nestlé Assago, il piano si alleggerisce: gli esuberi scendono a 112
Nella vicenda Nestlé di Assago il numero più importante è cambiato ancora. Gli esuberi scendono a 112. Erano 185 nell’annuncio iniziale di aprile, poi erano già stati ridotti intorno a quota 140 dopo i primi confronti sindacali e ora, con l’accordo firmato in Assolombarda da azienda, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, il taglio diventa meno pesante. Non è una bella notizia, perché sempre di uscite si parla, ma è uno di quei casi in cui la trattativa ha prodotto un risultato concreto.
L’accordo prevede tempi più lunghi rispetto all’impostazione iniziale. Le uscite saranno infatti scaglionate lungo tutto il 2027 e arriveranno fino al primo trimestre del 2028. Per le persone coinvolte sono stati definiti diversi strumenti: accompagnamento alla pensione entro un massimo di sette anni, con integrazione pari al 70% della retribuzione e copertura dei contributi previdenziali, uscite volontarie incentivate pari a quattro anni di retribuzione complessiva, servizio di ricollocamento professionale e possibili ricollocazioni interne, da verificare con confronti periodici tra le parti.
La vicenda italiana rientra nel piano globale di riorganizzazione avviato da Nestlé, che prevede una riduzione di circa 16.000 posti nel mondo entro i prossimi due anni. Il gruppo svizzero ha spiegato questa scelta con l’esigenza di accelerare il programma di efficienza e portare l’obiettivo di risparmio a 3 miliardi di franchi svizzeri entro la fine del 2027. Tradotto dal linguaggio delle multinazionali: bisogna correre di più, spendere meno e rendere la struttura più leggera.
Le assemblee dei lavoratori di Assago hanno valutato positivamente l’intesa. Comprensibile, perché passare da 185 a 112 uscite e ottenere strumenti di accompagnamento non è poca cosa. Ma resta il dato di fondo: quando un gruppo globale decide di aprire un grande piano di efficienza, anche un accordo sindacale positivo serve soprattutto a rendere meno doloroso un taglio che, comunque, rimane.
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Mercoledì 8 luglio 2026 |
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Cacao, caffè e zucchero: le materie prime rialzano la testa
Quando il vending sperava in qualche settimana di tregua, le materie prime hanno deciso di ricordare a tutti chi comanda davvero sui listini. Caffè, cacao e zucchero, tre voci che per la distribuzione automatica sono critiche, sono tornati al centro della tensione sui mercati. Non siamo ancora davanti a un nuovo tsunami generalizzato, ma nemmeno alla famosa discesa dei costi che tanti continuano ad aspettare come se dovesse arrivare per miracolo.
Il caso più evidente è quello del cacao. Da inizio giugno i prezzi della fava sul mercato finanziario Ice Europe sono saliti del 28%, con punte superiori alle 3.900 sterline a tonnellata. Anche i trasformati si sono mossi nella stessa direzione: burro e massa di cacao, sul mercato fisico europeo, hanno registrato aumenti rispettivamente del 29% e del 30%, mentre la polvere è rimasta più stabile.
A spingere la volatilità ci sono le incertezze sulla parte finale del raccolto intermedio, i timori sui raccolti 2026/27 e un clima che continua a giocare la sua partita. Le piogge superiori alla media in Costa d’Avorio stanno complicando la chiusura del raccolto intermedio, aumentando il rischio di malattie e problemi qualitativi legati all’umidità. In più, El Niño è tornato ufficialmente sulla scena e i mercati stanno già ragionando sulle possibili conseguenze per l’Africa occidentale.
Anche il caffè ha ricominciato a muoversi con forza. Da inizio giugno l’arabica ha registrato un aumento del 28%, mentre la robusta è salita del 18%. Ma nelle ultime ore il mercato ha dato un segnale ancora più pesante: lunedì 6 luglio, all’Ice Arabica, il contratto settembre ha guadagnato 48,3 centesimi in una sola seduta, pari a un rialzo del 16,2%, chiudendo a 349,95 centesimi. Più contenuto, ma comunque molto forte, anche il rialzo della robusta a Londra, con il contratto settembre cresciuto dell’8,8%, pari a 328 dollari, fino a 4.044 dollari.
In Brasile, al 24 giugno, era stato raccolto il 44% del raccolto, contro il 51% dello scorso anno e il 47% della media degli ultimi cinque anni. Il ritardo riguarda soprattutto le aree dell’arabica, dove l’eccessiva umidità ha rallentato le operazioni in regioni importanti come Paranà, San Paolo e Minas Gerais. La robusta appare meno problematica, ma il messaggio resta chiaro: basta poco per riaccendere il mercato del caffè, e quando il mercato si riaccende oggi non lo fa più con il fiammifero, ma direttamente con il lanciafiamme.
Lo zucchero è il capitolo più ambiguo, quindi anche quello da raccontare con più attenzione. In Europa i prezzi hanno registrato aumenti tra febbraio e giugno, con lo spot Europa in crescita del 6,3% e il consegnato Centro-Nord Italia del 6,1%. Le prime proiezioni della Commissione Europea indicano per la campagna 2026/27 una produzione UE a 14,1 milioni di tonnellate, in calo del 15% rispetto alla campagna corrente, con aree in diminuzione e rese previste in rientro verso la media storica. A livello mondiale, però, la FAO segnala a giugno un calo dell’indice dello zucchero, spinto soprattutto dal Brasile. Quindi niente allarmismo facile: il mondo scende, l’Europa resta più nervosa.
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EVA lancia la sua app ufficiale: community e networking per EVEX 2026
La European Vending & Coffee Service Association si prepara a lanciare la sua nuova app ufficiale. La EVA App sarà disponibile da settembre 2026 su App Store e Google Play e accompagnerà il percorso verso EVEX 2026, l’evento europeo del vending in programma a Vienna dal 13 al 15 ottobre.
L’app nasce con una doppia funzione. Da una parte sarà uno strumento permanente per restare collegati alla community europea del vending e del coffee service, con notizie di settore, aggiornamenti associativi, informazioni sui membri, contenuti esclusivi e opportunità di networking. Dall’altra diventerà il vero compagno digitale per chi parteciperà a EVEX 2026.
Durante l’evento, infatti, i partecipanti potranno consultare il programma, costruire la propria agenda personalizzata, scoprire speaker, espositori e partner, accedere alle presentazioni, ricevere notifiche in tempo reale, scambiare biglietti da visita digitali, utilizzare la chat individuale e programmare incontri con espositori e altri operatori presenti a Vienna.
Prima ancora di arrivare in Austria, l’app permetterà di organizzare la visita, consultare le informazioni pratiche sulla sede, prendere contatto con altri partecipanti e pianificare gli appuntamenti. Una volta sul posto, diventerà invece uno strumento operativo per muoversi all’interno dell’evento, seguire le sessioni, partecipare a Q&A, sondaggi e momenti interattivi.
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Martedì 7 luglio 2026 |
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Corropoli, il TAR ferma il Comune: sugli H24 un’altra ordinanza va a sbattere
Ennesima sconfitta per il sindaco di turno che decide di scagliarsi contro gli H24. Ormai le statistiche sono piuttosto impietose, eppure i Comuni continuano a firmare ordinanze che, quando arrivano davanti al giudice amministrativo, hanno una probabilità altissima di cadere. Nella relazione presentata a Venditalia 2026 dall’avv. Andrea Netti, su 19 pronunce analizzate e 40 ordinanze comunali censite, il tasso di successo dei ricorrenti nelle cause decise nel merito arriva all’81%. E il dato è persino più significativo se si considera che molte ordinanze durano poche settimane, spesso 30 giorni, e rischiano di scadere prima che il TAR possa davvero pronunciarsi. Tradotto: vincere una causa contro un H24 è molto difficile, perderla invece sta diventando quasi una consuetudine amministrativa.
Questa volta è successo a Corropoli, in provincia di Teramo, dove il TAR Abruzzo ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza con cui il Comune aveva imposto la chiusura notturna, dalle 24 alle 8, anche ai distributori automatici di alimenti e bevande. Il ricorso era stato presentato da Diade Vending Srls e il provvedimento del giudice riguarda, per ora, la fase cautelare. Il merito verrà discusso il 14 aprile 2027.
Secondo quanto riportano le fonti locali, il TAR ha rilevato una carenza di istruttoria e di motivazione, in particolare sulla necessità di colpire proprio i distributori automatici per affrontare degrado, sicurezza e quiete pubblica. Il punto è sempre lo stesso: prima di limitare un’attività d’impresa, il Comune deve dimostrare che non esistono strumenti ordinari di prevenzione e controllo sufficienti a gestire il problema. Non basta dire “sicurezza urbana” e poi chiudere la notte a chi lavora proprio perché è nato per offrire un servizio continuo.
Il Collegio ha inoltre riconosciuto l’interesse dell’impresa ricorrente e quello della collettività a utilizzare l’unico distributore automatico H24 presente nella zona. L’ordinanza è stata quindi sospesa nella parte in cui estendeva ai distributori automatici la chiusura notturna prevista per i pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, mentre il Comune è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, pari a 1.500 euro oltre accessori. Non è ancora una sentenza definitiva, ma il messaggio è chiaro: gli H24 non possono diventare ogni volta il bersaglio più comodo per coprire problemi di ordine pubblico che andrebbero gestiti con controlli, presidio del territorio e strumenti ordinari, non spegnendo le macchine.
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Capsule compostabili, il conto ambientale arriva ad agosto
Dal 12 agosto 2026 cambia qualcosa di importante per capsule, cialde e bustine per tè, caffè e altre bevande. Con l’applicazione delle nuove disposizioni europee del Regolamento 2025/40 sugli imballaggi, il famoso PPWR, anche queste applicazioni monodose rientreranno nella definizione di imballaggio, pure quando sono destinate a essere utilizzate e smaltite insieme al prodotto.
La novità più immediata riguarda capsule e cialde in plastica biodegradabile e compostabile certificate EN 13432 per caffè o altre bevande. CONAI ha infatti approvato un contributo ambientale diversificato pari a 45 euro a tonnellata, con decorrenza 12 agosto 2026. Il valore avrà carattere temporaneo e sarà monitorato per almeno dodici mesi, prima di essere eventualmente rivalutato sulla base delle evidenze raccolte.
Attenzione però a non fare confusione, perché non tutte le capsule pagheranno automaticamente 45 euro a tonnellata. Quel valore riguarda le capsule e le cialde compostabili certificate. Per gli altri materiali valgono regole diverse: l’alluminio, ad esempio, resta a 12 euro a tonnellata fino a settembre, ma dal 1° ottobre 2026 per capsule, cialde e bustine per tè, caffè o altre bevande scatterà un CAC diversificato pari a 120 euro a tonnellata. Carta e plastica seguiranno invece le rispettive fasce contributive.
Il motivo della scelta è legato al fine vita del prodotto. Nel caso delle capsule compostabili, a fine utilizzo resta il caffè esausto dentro il contenitore, e questo consente il conferimento congiunto nella raccolta dell’umido e l’avvio al riciclo organico negli impianti di trattamento, con produzione di compost di qualità. In pratica, contenuto e contenitore possono seguire la stessa strada, a patto naturalmente che il materiale sia davvero certificato e che il conferimento venga fatto correttamente.
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Lunedì 6 luglio 2026 |
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Conte, il premier scelto alla macchinetta del caffè
Altro che Quirinale, tavoli istituzionali, dossier riservati e stanze dei bottoni. A volte la storia politica italiana passa da luoghi molto più familiari al nostro settore: la macchinetta del caffè.
A raccontarlo è Luigi Di Maio in una lunga intervista al Corriere della Sera. Nel 2018, durante la complicata trattativa per il primo governo gialloverde, lui e Matteo Salvini non riuscivano a trovare un accordo. Di Maio ricorda un pomeriggio al Pirellone, la discussione sul contratto di governo, l’ipotesi di una staffetta tra i due leader e poi il momento decisivo: davanti alla macchinetta del caffè, preso atto dell’impasse, arrivò la soluzione Giuseppe Conte premier.
Alla fine, tra un caffè e una trattativa bloccata, il distributore automatico ha fatto quello che la politica non riusciva ad ottenere: erogare una soluzione.
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Lutto nel mondo del vending: addio a Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno
Il mondo del caffè italiano perde una delle figure imprenditoriali che hanno contribuito a portare l’espresso napoletano ben oltre i confini della Campania. È scomparso Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno, azienda nata a Casoria nei primi anni Sessanta e diventata nel tempo una delle torrefazioni più riconoscibili anche nel canale vending.
La storia di Caffè Moreno parte da una piccola torrefazione artigianale, creata per supportare i bar locali in un’epoca in cui molti esercizi tostavanano ancora il caffè in proprio. All’inizio c’erano solo due dipendenti e una tostatrice da 60 kg. Da quella intuizione è nato un percorso industriale che ha portato l’azienda a crescere nel canale Ho.Re.Ca., nel domestico, nel monoporzionato e nella distribuzione automatica.
Negli anni Caffè Moreno è diventata un’azienda familiare arrivata alla terza generazione. Ai figli Umberto, Maurizio, Claudio e Laura si sono affiancati i rappresentanti più giovani della famiglia Percuoco, in un passaggio generazionale che ha mantenuto centrale il legame con le origini, ma con uno sguardo rivolto ai mercati internazionali. Oggi il marchio porta la cultura del caffè napoletano in oltre 60 Paesi.
La redazione di Fantavending si unisce al cordoglio della famiglia Percuoco, dei collaboratori di Caffè Moreno e di tutti gli operatori che in questi anni hanno incrociato la storia di questa importante realtà del caffè italiano.
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Venerdì 3 luglio 2026 |
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Selecta, zero licenziamenti e riduzione della cassa
Dopo mesi di attenzione sulla vertenza Selecta, arrivano segnali decisamente più positivi. Giovanni Crocco, HR Director Italia di Selecta, ha chiarito un punto centrale: la procedura si è chiusa senza licenziamenti grazie al lavoro di concerto e di dialogo con le OO.SS. “Il 18 marzo è stato raggiunto un accordo sindacale e nessuno è stato mandato a casa: zero licenziamenti”, ha spiegato.
L’accordo ha previsto il ricorso alla cassa integrazione con contratto di solidarietà, estesa non solo all’officina tecnica di San Donato, dove inizialmente si ragionava su circa 40 persone, ma a tutti i dipartimenti coinvolti dagli esuberi, come richiesto dalle organizzazioni sindacali. In totale sono state coinvolte 126 persone, con una riduzione dell’orario di lavoro. La cassa è stata anticipata dall’azienda e poi rimborsata dall’Inps.
La novità più rilevante è che Selecta ha già iniziato a ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali. Dal 1° giugno è stata comunicata la sospensione della cassa fino al 30 settembre per 45 persone dell’officina tecnica di San Donato. Successivamente, con un ulteriore accordo sindacale, dal 1° luglio la cassa è stata interrotta per 106 persone, comprendendo l’officina tecnica, tutto il reparto OCS, tutto il reparto Logistica e una parte del commerciale. “Non ci siamo limitati a difendere l’occupazione. Abbiamo costruito le condizioni per far ripartire le attività dove il business è tornato a dare segnali di trazione” afferma Crocco.
Secondo Crocco, questo risultato è legato alla ricerca di nuovi clienti, nuove commesse e nuove linee di business. L’azienda ha acquisito nuovi importanti clienti, espandendosi anche in maniera incisiva nel territorio Siciliano e sta lavorando a progetti di diversificazione fuori dal perimetro del traditional vending. L’azienda sta inoltre facendo importanti investimenti nella formazione del personale e creando piani di carriera che consentano di far crescere professionalmente le proprie persone e diano la possibilità di attuare promozioni interne, sia orizzontali che verticali. Dopo una fase raccontata soprattutto come crisi, oggi passa un messaggio diverso: la trasformazione resta complessa, ma la procedura non ha prodotto licenziamenti e una parte significativa della cassa è già stata sospesa o interrotta.
Il HR Director chiude con questo messaggio forte: “proteggere il lavoro, rafforzare le competenze e creare le condizioni per tornare a crescere”.
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Lavazza lancia Moka Style nelle capsule compatibili Nespresso Original
Lavazza amplia la propria offerta nel segmento delle capsule compatibili con macchine Nespresso Original con una nuova miscela pensata per portare l’intensità e l’aroma della moka nella semplicità di un solo gesto. Il nuovo prodotto si chiama Lavazza Moka Style e nasce dalla promessa di offrire “tutto il gusto della moka in un solo gesto”.
Le nuove capsule compatibili con macchine Nespresso Original racchiudono una miscela di qualità di Arabica e Robusta selezionate. La tostatura è stata studiata per esaltare note di cacao, spezie e nocciole, sostenendo corpo e intensità, con l’obiettivo di avvicinarsi al profilo sensoriale della moka.
Il lancio si inserisce in un momento positivo per il segmento delle capsule compatibili Nespresso Original, indicato da Lavazza come una delle aree più dinamiche del mercato del caffè. Con Moka Style, il brand punta ad ampliare la propria offerta e a valorizzare un territorio di gusto radicato nella cultura italiana del caffè, intercettando nuovi bisogni di consumo.
Per presentare la novità, Lavazza ha previsto anche una consumer activation nei mercati di Milano e Genova. Le tappe sono in programma il 1° e 2 luglio al Mercato Isola di Milano e il 16, 17 e 18 luglio al Mercato Orientale di Genova. A supporto del lancio è stato inoltre attivato un concorso consumer, valido dal 22 giugno al 2 agosto, con meccanica instant win ed estrazione finale, accompagnato da attività digital, social e radio e da una missione speciale all’interno del programma My Lavazza.
Lavazza precisa che il marchio non è affiliato, promosso o sponsorizzato da Nespresso.
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Giovedì 2 luglio 2026 |
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È arrivata l’estate! Da oggi in linea l’edizione estiva 2026 di Fantavending
Come da 17 anni a questa parte, con l’arrivo dell’estate Fantavending cambia il proprio format editoriale. Le regole restano quelle degli scorsi anni: almeno un gossip e una risposta al giorno, mentre le breaking news continueranno a uscire in tempo reale sul nostro profilo Facebook. Il vending non va mai davvero in vacanza… e nemmeno noi!
Quest’anno però entriamo nel periodo estivo leggermente rincuorati. Dopo che il vending italiano ha avuto ben 9 trimestri consecutivi negativi, tutto lascia pensare che il secondo trimestre del 2026 possa segnare, per la prima volta dopo tanto tempo, un ritorno al segno più. Finalmente un bel segnale, dopo un periodo davvero buio per tutto il settore.
La versione estiva di Fantavending resterà in linea dal 2° luglio al 28 agosto, con una pausa da definirsi nelle settimane centrali di agosto.
Buona estate a tutti!
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Energade rinnova il brand e rafforza il presidio anche nel vending
Trent’anni di storia e una nuova fase di evoluzione per Energade. Lo storico brand di bevande isotoniche prodotto e distribuito in Italia da Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. rafforza il proprio posizionamento nel mercato delle bevande funzionali con una nuova identità visiva, una proposta prodotto ampia e un piano pensato per sostenere la riconoscibilità della marca nei principali momenti di acquisto e consumo: dalla grande distribuzione al fuori casa, fino al vending.
Il progetto prende forma attraverso la piattaforma di comunicazione “Quando la vita è uno sport”, che amplia il racconto del marchio nel mondo dello sport e del movimento quotidiano. Il rinnovamento parte dall’etichetta, oggi più immediata e riconoscibile, con l’obiettivo di rafforzare l’impatto visivo del prodotto, rendere più distintiva la presenza a scaffale e facilitare la navigabilità dei gusti. La nuova identità coinvolgerà progressivamente anche il key visual, i canali digitali, il sito web e i social.
A supporto della presenza in GDO arriveranno nuovi materiali BTL ed espositori dedicati, pensati per valorizzare la gamma e migliorare la visibilità del brand nel punto vendita. Il cuore dell’offerta resta la gamma Regular, in acqua minerale, nel formato da 0,5 litri, disponibile nei gusti Limone, Arancia e Arancia Rossa. Accanto alla linea Regular prosegue l’evoluzione di Energade Protein, con la novità gusto frutti rossi e il nuovo formato 0,5 L PP squeeze, più pratico e adatto al consumo fuori casa.
La nuova identità di Energade avrà una prima vetrina pubblica anche al Vertical Summer Tour 2026, format itinerante che tra luglio e agosto toccherà alcune località balneari italiane con un villaggio di circa 3.500 mq dedicato a sport, musica, animazione e divertimento. Il tour partirà l’11 luglio da Bibione, per poi fare tappa a Rimini, Civitanova Marche, Marina di Massa, Terracina, San Salvo, Soverato e Marina di Ragusa, fino alla conclusione a San Vito Lo Capo dal 21 al 23 agosto. L’attivazione prevede visibilità di marca, attività di engagement, aree sponsorizzate, tra cui quella dedicata al beach volley, e momenti di sampling strutturato.
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Mercoledì 1 luglio 2026 |
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AI Act, Fantavending sceglie la trasparenza prima della scadenza
Dal 1° luglio 2026 Fantavending introduce una nuova indicazione di trasparenza sull'uso dell'intelligenza artificiale.. Lo facciamo con un mese di anticipo rispetto alla scadenza del 2 agosto prevista dall’AI Act, il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, perché su un tema come questo preferiamo chiarire subito la situazione ai nostri lettori.
Partiamo dalla cosa più importante: gli articoli di Fantavending li scrive una redazione fatta di persone. Dietro ogni notizia c’è un giornalista che legge, verifica le fonti, sceglie cosa raccontare e si assume la responsabilità di ciò che viene pubblicato. Non esiste, e non è mai esistito, un articolo di Fantavending generato dall’intelligenza artificiale e messo online così com’è. Mai.
L’intelligenza artificiale, quando viene utilizzata, resta uno strumento di lavoro alle spalle della redazione. Può aiutarci a cercare un dato, recuperare una fonte, controllare un riferimento o velocizzare alcune attività tecniche. Ma la scrittura, il taglio, l’analisi, l’ironia e le scelte editoriali restano umane. È questa la differenza tra un sito di settore curato da chi conosce davvero il mercato e i tanti contenuti automatici che ormai affollano la rete.
Dove invece l’IA può entrare in modo visibile è nelle immagini. In alcuni casi utilizziamo immagini fotorealistiche generate con strumenti di intelligenza artificiale, ad esempio per illustrare un tema in modo neutro senza mostrare prodotti, macchine o aziende specifiche. Da oggi, quando un’immagine è creata con IA, lo trovate scritto chiaramente sotto la foto con la dicitura “Immagine creata con intelligenza artificiale”. Abbiamo inoltre pubblicato una pagina dedicata, “Trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale”, raggiungibile dal footer del sito. Perché per noi questa non è solo una formalità: è un modo per ribadire che Fantavending lo fanno delle persone. E continuerà a essere così.
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RiVending, personalizzazione gratuita dei cestini fino al 30 settembre
RiVending lancia una promozione estiva dedicata ai gestori che vogliono rendere più visibile il progetto di raccolta e riciclo all’interno delle proprie postazioni. Dal 1° luglio al 30 settembre 2026, la personalizzazione dei cestini RiVending sarà gratuita per gli ordini di almeno 24 cestini PS o PET.
Il meccanismo è semplice: il gestore ordina almeno un bancale di cestini, invia il proprio logo aziendale o quello del cliente finale e può ricevere i contenitori personalizzati senza costi aggiuntivi per la personalizzazione. Una formula pensata per aumentare la riconoscibilità del progetto e, allo stesso tempo, valorizzare anche il brand dell’azienda o della location.
La promozione riguarda sia i cestini destinati alla raccolta del PS, quindi bicchieri, sia quelli per il PET (bottiglie). Un dettaglio non secondario, perché consente di rafforzare la comunicazione ambientale direttamente nel punto di consumo, dove spesso il progetto viene visto ma non sempre viene compreso fino in fondo dagli utilizzatori.
Per maggiori informazioni e per aderire alla promozione è possibile contattare RiVending attraverso i canali ufficiali, scrivendo a info@rivending.eu
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VAI ALLE NEWS DI
GIUGNO 2026 |
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Fantavending - Dichiarazione di accessibilità - ai sensi dell'European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882) |
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Fantavending - Trasparenza sull'uso dell'intelligenza artificiale - ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) |
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Art&Works S.r.l.
Via Alessandro Algardi 13 -
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