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Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica

Venerdì 31 luglio 2026

I Tea Crystals di Bibogem entrano nel vending con BSN Group

Un'innovazione nel mondo dei solubili entra nel vending. Bibogem, azienda fondata nel 2022 dall'imprenditrice milanese Inge Romanò, ha avviato nel 2026 una collaborazione con BSN Group per portare i suoi Tea Crystals nella distribuzione automatica. A raccontarlo è Forbes Italia, che dedica all'azienda un approfondimento sul progetto e sul concetto di “Beauty to drink”. Per il vending l'aspetto più interessante è proprio l'arrivo di una tecnologia diversa da quella dei solubili tradizionali, attraverso cristalli di tè che possono essere sciolti sia in acqua calda sia fredda.

Bibogem ha sviluppato una tecnologia proprietaria di cristallizzazione a freddo che trasforma tè e altre matrici botaniche in cristalli solubili. Secondo Forbes, per arrivare al prodotto sono serviti oltre due anni e mezzo di ricerca e sviluppo, coinvolgendo tecnologi alimentari, specialisti dell'estrazione botanica e partner produttivi. L'estrazione avviene a basse temperature, con una lavorazione che può durare fino a 8-10 ore, prima della concentrazione e della trasformazione dell'estratto in cristalli. I prodotti sono senza zuccheri, calorie, conservanti e additivi chimici.

Il lancio commerciale definitivo è arrivato all'inizio del 2025 e oggi Bibogem propone dieci referenze. Il marchio è presente anche alla Rinascente ed è entrato in diversi contesti legati all'hotellerie e al wellness. L'ingresso nel vending rappresenta quindi un ulteriore allargamento dei momenti di consumo e avviene attraverso BSN Group, gestione attiva da oltre quarant'anni nella distribuzione automatica e presente in Veneto e Lombardia.

C'è poi un aspetto particolarmente interessante per il vending. Forbes riporta che un chilogrammo di Tea Crystals può consentire di ottenere circa 2.000 porzioni e che il formato concentrato riduce sensibilmente peso e volume da movimentare rispetto al prodotto tradizionale. Un elemento che, insieme alla possibilità di erogare il prodotto sia caldo sia freddo, rende il progetto interessante anche dal punto di vista operativo. Un nuovo modo di interpretare il mondo dei solubili che ora arriva anche nei distributori automatici.

Inge Romanò, fondatrice di Bibogem, azienda dei Tea Crystals entrati nel vending con BSN Group


Caffè Horeca, mercato a 808 milioni: cresce il fatturato, scendono i volumi

Secondo l’analisi di Competitive Data sul mercato italiano del caffè torrefatto nel canale Horeca, pubblicata da MonitoraItalia, nel 2025 il settore ha raggiunto un valore di 808 milioni di euro, con una crescita del 9,4% rispetto all’anno precedente. Un aumento importante, ma determinato soprattutto dalla crescita dei prezzi medi, mentre i volumi venduti hanno continuato a diminuire. Già nel 2024 il mercato era salito a 738,3 milioni di euro, +4,4%, nonostante una flessione delle quantità.

Il 2025 è stato infatti un altro anno molto complicato per le torrefazioni. Secondo Competitive Data, il costo delle materie prime ha continuato a pesare per oltre il 60% dei ricavi e le aziende hanno reagito cercando maggiore efficienza, riducendo alcuni servizi e soprattutto gli investimenti. La redditività operativa è tornata almeno positiva dopo un 2024 praticamente in perdita, ma i margini restano ancora troppo deboli per sostenere con facilità attrezzature in comodato e altri supporti tradizionalmente concessi agli esercenti.

La selezione sul mercato sta diventando sempre più dura. Nel 2025 lo studio registra 39 chiusure di torrefazioni, oltre a cessioni, affitti di rami d’azienda e numerose situazioni di liquidazione o inattività. A guadagnare quote sono soprattutto le aziende finanziariamente più solide, mentre gli operatori più piccoli incontrano maggiori difficoltà a trasferire completamente sui listini l’aumento dei costi. Parallelamente cresce l’attenzione verso referenze premium, monorigine, specialty e monoporzionato, nel tentativo di recuperare valore e marginalità.

Anche per il 2026 il quadro rimane complesso. I consumi fuori casa continuano a essere condizionati dal reddito disponibile, dal turismo, dai costi energetici e dalla mobilità, mentre il valore del mercato viene sostenuto soprattutto dagli aumenti dei prezzi. Le prospettive fino al 2030 restano molto incerte, tanto che tra lo scenario base e quello più negativo elaborati da Competitive Data si apre una differenza di 127 milioni di euro. Il mercato cresce, quindi, ma per ora soprattutto perché il caffè costa di più, non perché se ne beve di più.

Competitive Data, analisi 2026 del mercato del caffè nel canale Horeca

Giovedì 30 luglio 2026

Ecobonus, fino a 18.000 euro per rinnovare i furgoni del vending

Il furgone nel vending non è un semplice mezzo aziendale, ma uno degli strumenti di lavoro fondamentali per garantire ogni giorno rifornimenti e assistenza alle postazioni. Per questo interessa direttamente anche le aziende di gestione l’Ecobonus dedicato ai veicoli commerciali. Dalle ore 12 del 29 luglio si sono aperte le prenotazioni per gli incentivi destinati all’acquisto di nuovi veicoli delle categorie N1 e N2 da parte delle PMI che effettuano trasporto di merci in conto proprio o in conto terzi.

Gli incentivi cambiano in funzione della massa, dell’alimentazione e della presenza di un veicolo da rottamare. Per i mezzi elettrici a batteria o a idrogeno si parte da 2.200 euro senza rottamazione per i veicoli più leggeri e si arriva fino a 18.000 euro con rottamazione per quelli tra 4,25 e 7,2 tonnellate. Nella fascia tra 2,51 e 3,49 tonnellate, particolarmente interessante per molti furgoni utilizzati dalle aziende di gestione, il contributo è di 10.000 euro senza rottamazione e di 12.000 euro con rottamazione. Per i veicoli ad alimentazione tradizionale, nella stessa fascia, il contributo è invece di 2.000 euro ed è obbligatoria la rottamazione.

Il veicolo da rottamare deve essere un commerciale N1 o N2, essere intestato da almeno 12 mesi allo stesso soggetto che acquista quello nuovo ed essere omologato fino alla classe Euro 4. La rottamazione è obbligatoria per i mezzi ad alimentazione tradizionale e per quelli con alimentazioni alternative, mentre soltanto i veicoli BEV e FCEV possono ottenere il contributo anche senza rottamazione. Per i veicoli acquistati da persone giuridiche è previsto inoltre il mantenimento della proprietà per almeno 24 mesi.

Per un settore come il vending, dove la flotta dei furgoni incide direttamente sull’organizzazione del servizio e sui costi operativi, l’Ecobonus può rappresentare quindi un’opportunità concreta per sostituire i mezzi più vecchi. Il contributo viene riconosciuto attraverso il concessionario come riduzione del prezzo di acquisto e riguarda veicoli commerciali nuovi di fabbrica delle categorie N1 e N2.

Furgone per il rifornimento dei distributori automatici, Ecobonus 2026 per i veicoli commerciali del vending

Immagine creata con intelligenza artificiale

Acqua Sant’Anna festeggia 30 anni con una campagna multicanale

Acqua Sant’Anna celebra nel 2026 i suoi primi trent’anni di attività con un progetto di comunicazione che coinvolge advertising, arte, radio e social media. Il marchio piemontese, leader nel settore delle acque minerali, ha scelto di raccontare l’anniversario attraverso una serie di iniziative dedicate ai valori che hanno accompagnato la crescita dell’azienda, a partire dal concetto di “Leggerezza”.

Le celebrazioni sono iniziate a Torino con la presentazione dell’opera vincitrice della Call for Artists realizzata in collaborazione con ArtàPorter. Il progetto selezionato, “Oltre il respiro” dell’artista Giovanna Quaratino, vestirà una speciale bottiglia celebrativa in Tetra Pak, prodotta in edizione limitata per fiere ed eventi ufficiali. Acqua Sant’Anna prosegue così il rapporto con il mondo dell’arte contemporanea, già caratterizzato dalle collaborazioni con Marco Lodola, Silvano Pupella, Alessandro Ciffo, Razzia e Ugo Nespolo.

Il cuore delle celebrazioni è la nuova campagna pubblicitaria ideata internamente dalla Direzione Marketing dell’azienda. Dal 20 luglio fino alla fine del mese, con particolare visibilità il 26 luglio, giorno dedicato a Sant’Anna, il brand è protagonista sui principali quotidiani nazionali e sulle testate locali piemontesi. Parallelamente è prevista una campagna radiofonica sulle maggiori emittenti italiane, con il celebre richiamo “glu glu glu” e il jingle firmato dalla cantautrice Gisella Cozzo. LatteMiele dedica inoltre una programmazione speciale alla storia del marchio attraverso un percorso musicale ispirato ai momenti più significativi dei suoi trent’anni.

La comunicazione prosegue anche sui social con contenuti realizzati insieme all’agenzia Dunter, attraverso brevi racconti dedicati alle persone, ai luoghi e ai valori che hanno contribuito alla crescita dell’azienda. A sintetizzare la campagna è il claim: “Nata trent’anni fa. Pura come il primo giorno”.

Acqua Sant’Anna celebra 30 anni con la bottiglia Tetra Pak in edizione limitata dedicata all’anniversario.

Mercoledì 29 luglio 2026

Inghilterra: stop agli energy drink e spazzolini sotto controllo

Dall’aprile 2027 in Inghilterra sarà vietata agli under 16 la vendita di energy drink con più di 150 milligrammi di caffeina per litro. Il divieto, ancora soggetto all’approvazione del Parlamento, riguarderà negozi, e-commerce e distributori automatici, con sanzioni fino a 2.500 sterline. Quando un problema è complesso, vietare resta sempre la soluzione più semplice.

Nel vending, però, per proteggere i minorenni si finirà per impedire l’acquisto anche agli adulti. Le bevande saranno infatti eliminate da tutti i distributori automatici, comprese le macchine installate in fabbriche, magazzini e palestre riservate ai maggiorenni. Peccato che oltre l’80% delle macchine si trovi proprio in questi ambienti. Il Governo ha però spiegato che un divieto totale sarà più facile da controllare. Il quindicenne è salvo, il cinquantenne del turno di notte si arrangia.

La vera perla arriva però dalle altre iniziative avviate dal Governo britannico per migliorare la salute dei bambini. Nelle aree più svantaggiate è partito un programma volontario di spazzolamento dei denti supervisionato, rivolto soprattutto ai bambini tra i 3 e i 5 anni. Negli asili e nelle prime classi, i piccoli si lavano i denti insieme sotto lo sguardo degli educatori.

Nessuno mette in discussione l’importanza dell’igiene orale o la necessità di evitare un consumo eccessivo di caffeina. Però noi continuiamo a diffidare di un modello nel quale educazione e responsabilizzazione vengono sostituite da divieti e controlli. Oggi spariscono gli energy drink anche dalle aziende senza minorenni e si supervisionano gli spazzolini. Domani avremo la masticazione assistita e un funzionario incaricato di controllare la merenda?

Bambini tra i 3 e i 5 anni si lavano i denti sotto la supervisione degli educatori in una scuola dell’infanzia inglese.

Immagine creata con intelligenza artificiale

CONFIDA apre lo Sportello Iper-ammortamento 5.0 per le aziende del vending

CONFIDA ha attivato un nuovo Sportello Iper-ammortamento 5.0 dedicato alle aziende associate, con l’obiettivo di supportarle nell’accesso all’agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2026 anche per l’acquisto di nuovi distributori automatici interconnessi.

All’interno dello Sportello sono disponibili la documentazione ufficiale e le informazioni necessarie per orientarsi nella nuova misura. CONFIDA pubblicherà inoltre delle FAQ dedicate alle problematiche specifiche del settore della distribuzione automatica, fornendo così indicazioni operative alle imprese interessate.

L’iper-ammortamento riguarda gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Tra i beni agevolabili rientrano anche i distributori automatici interconnessi, assimilati ai fini dell’agevolazione ai magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali.

CONFIDA sta inoltre definendo una convenzione con uno studio di ingegneria specializzato nelle pratiche 5.0, che potrà supportare le aziende associate sia nella presentazione delle domande attraverso la piattaforma del GSE sia nella predisposizione delle perizie richieste.

Lo Sportello Iper-ammortamento 5.0 è raggiungibile sul sito CONFIDA (CLICCA QUI)

Sportello Iperammortamento 5.0 di CONFIDA per le imprese del vending

Martedì 28 luglio 2026

Scuole e salute in Veneto: attenzione a non scaricare tutto sul vending

La Regione Veneto ha pubblicato il Documento delle pratiche raccomandate a scuola per l'anno scolastico 2026/2027. Alla Rete regionale "Scuole che Promuovono Salute" aderiscono 683 Direzioni scolastiche tra istituti statali, paritari e Centri di formazione professionale. Il programma prevede interventi molto ampi, che riguardano alimentazione, attività fisica, contrasto al fumo, benessere psicologico e organizzazione degli ambienti scolastici.

All'interno del documento trovano spazio anche i distributori automatici. Tra le azioni suggerite viene infatti indicato il miglioramento della qualità dell'offerta alimentare e per le scuole secondarie è previsto anche "Nutrivending", progetto dedicato alla qualità nutrizionale dei prodotti distribuiti dalle vending machine. In occasione della preparazione degli appalti, gli istituti possono inoltre confrontarsi con gli esperti delle ULSS e utilizzare le indicazioni regionali già predisposte per il vending.

Fin qui nulla di particolarmente preoccupante. Migliorare l'offerta, inserire nuovi prodotti e accompagnare le scuole verso assortimenti più equilibrati è un percorso sul quale i gestori possono tranquillamente collaborare. Il problema nasce quando un programma che dovrebbe coinvolgere complessivamente la vita scolastica viene semplificato fino a trasformare il distributore automatico come unico intervento effettivo.

È una dinamica che il vending scolastico conosce bene. Modificare un capitolato, chiedere di eliminare alcune referenze o imporre determinate percentuali di prodotti consente alla scuola di dimostrare immediatamente di essere intervenuta sull'alimentazione degli studenti. Molto più semplice che modificare abitudini, organizzare attività, lavorare sull'educazione alimentare o incidere sui comportamenti quotidiani dei ragazzi.

Ben vengano quindi Nutrivending e una maggiore attenzione alla qualità dell'offerta, purché il gestore venga considerato un partner del progetto e non il soggetto al quale delegare la politica sanitaria della scuola. Perché promuovere la salute degli studenti è un obiettivo importante, ma cambiare qualche spirale del distributore automatico non può diventare la scorciatoia per poter dire di averlo raggiunto.

Dirigente scolastico e gestore controllano l'offerta di un distributore automatico in una scuola del Veneto

Immagine creata con intelligenza artificiale

Perfetti Van Melle compie 80 anni e apre le porte dello stabilimento di Lainate

Perfetti Van Melle celebra gli 80 anni dalla propria fondazione aprendo alla cittadinanza le porte dello storico stabilimento di Lainate, alle porte di Milano. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’appuntamento è fissato per sabato 12 e domenica 13 settembre 2026, quando sarà possibile entrare nel cuore produttivo di una delle aziende dolciarie italiane più conosciute nel mondo.

Ad accompagnare i visitatori saranno direttamente i dipendenti dell’azienda, che racconteranno le persone, i processi industriali e i laboratori che si trovano dietro la produzione di caramelle e gomme da masticare. Un’occasione particolarmente rara per osservare da vicino una realtà industriale che, pur avendo ormai una dimensione internazionale, continua a mantenere a Lainate le proprie radici.

La storia dell’azienda inizia proprio a Lainate nel 1946, quando i fratelli Ambrogio ed Egidio Perfetti fondano il Dolcificio Lombardo. Da quella piccola attività locale nasce un percorso di crescita che attraversa otto decenni, nuovi mercati e importanti acquisizioni internazionali. Nel 2001 l’acquisizione della società olandese Van Melle porta alla nascita dell’attuale Perfetti Van Melle.

Le iscrizioni alle giornate di apertura saranno disponibili attraverso un QR-code e un link dedicato, diffusi anche tramite affissioni e cartoline distribuite nei negozi di Lainate. L’80° anniversario diventa così non soltanto una celebrazione aziendale, ma anche l’occasione per restituire alla città uno sguardo su una fabbrica che da quasi un secolo fa parte della sua storia.

Stabilimento di Lainate Perfetti Van Melle

Lunedì 27 luglio 2026

San Benedetto, il Tribunale conferma Ecogreen: da rivedere alcuni claim ambientali

Il marchio "Ecogreen" e il claim "Ecogreen: il nostro impegno concreto" possono continuare a essere utilizzati da Acqua Minerale San Benedetto. Lo ha stabilito il Tribunale di Venezia, che ha escluso il carattere ingannevole delle due formulazioni e confermato la legittimità delle comunicazioni ambientali sostenute da dati puntuali e verificabili.

Il decreto emesso qualche giorno fa ha accolto solo parzialmente l’azione inibitoria promossa dall’associazione dei consumatori Codici. Secondo quanto comunicato da San Benedetto, gran parte dei motivi del ricorso è stata respinta e il Tribunale ha riconosciuto la correttezza delle informazioni riguardanti, tra le altre cose, la misurazione delle emissioni, la riduzione del peso degli imballaggi, il risparmio di plastica e alcuni progetti di sostenibilità dell’azienda.

Il Tribunale ha inoltre preso in considerazione la documentazione tecnica prodotta da San Benedetto, compresi il Report Carbon Footprint 2024 e l’Inventario delle emissioni dell’organizzazione. La distinzione indicata dai giudici è quindi tra le affermazioni accompagnate da numeri e riferimenti concreti, ritenute legittime, e quelle formulate in modo troppo generale.

La società dovrà eliminare dal sito e dai social cinque gruppi di claim relativi alla riciclabilità del PET, al packaging, all’innovazione tecnologica per l’ambiente, all’utilizzo di rPET e alla formulazione generale "San Benedetto è Sostenibilità". Non perché gli interventi ambientali dichiarati siano stati considerati falsi, ma perché le frasi non precisavano sempre con sufficiente chiarezza i prodotti, le attività e i risultati ai quali si riferivano.

San Benedetto ha accolto il decreto con spirito costruttivo e ha già apportato tutte le modifiche richieste. Non si tratta di una bocciatura del percorso ambientale dell’azienda, ma una richiesta di rendere ancora più circoscritti e documentati alcuni messaggi, mentre Ecogreen, il suo claim principale e le comunicazioni supportate da dati concreti restano pienamente utilizzabili.

Bottiglie da mezzo litro di acqua naturale San Benedetto Ecogreen


Bisfenolo A, scatta lo stop nelle lattine. Per il vending nessuna emergenza

Dal 20 luglio 2026 è terminato il periodo transitorio generale previsto dal Regolamento europeo che vieta l’utilizzo del bisfenolo A nei materiali destinati al contatto con alimenti e bevande. Da questa data le lattine e gli altri imballaggi monouso prodotti utilizzando BPA non possono più essere immessi per la prima volta sul mercato europeo, salvo alcune deroghe limitate.

Il divieto riguarda soprattutto produzioni residuali e applicazioni più complesse. Le grandi marche delle bibite e i principali produttori di lattine avevano avviato da tempo il passaggio ai rivestimenti senza BPA, quindi per il vending non si profila alcuna emergenza, nessun ritiro dei prodotti e nessuna particolare attività da parte dei gestori.

Il BPA è stato utilizzato per decenni nelle resine applicate all’interno dei contenitori metallici, creando una barriera tra la bevanda e il metallo. La decisione europea segue il parere pubblicato dall’EFSA nel 2023, che ha individuato possibili effetti nocivi soprattutto sul sistema immunitario e ha ridotto sensibilmente la dose giornaliera tollerabile.

Gli imballaggi immessi legalmente sul mercato entro la scadenza potranno comunque essere riempiti e sigillati durante il periodo transitorio previsto, mentre i prodotti già confezionati potranno continuare a essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte.

Una transizione più lunga, fino al 20 gennaio 2028, è prevista per alcuni contenitori destinati alla conservazione di frutta, verdura e prodotti della pesca, applicazioni per le quali la sostituzione dei rivestimenti risulta tecnicamente più complessa. Nel settore delle bevande, invece, la scadenza arriva quando gran parte del mercato aveva già fatto da tempo i compiti.

Lattine da 33 cl su una linea di produzione controllata da un tecnico, dopo lo stop europeo al bisfenolo A.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Venerdì 24 luglio 2026

Capsule, arriva il contributo CONAI: fino a 18 centesimi in più a scatola

Dal 12 agosto 2026 tutte le capsule di caffè saranno considerate imballaggi, comprese quelle utilizzate e gettate insieme al prodotto residuo. Scatterà quindi il Contributo Ambientale CONAI, calcolato in funzione del materiale e del peso della capsula. Tradotto dal linguaggio delle tonnellate a quello molto più concreto dei gestori vending, il nuovo costo può arrivare a circa 16 centesimi per una scatola da 100 capsule in plastica, per poi superare i 18 centesimi dal 1° ottobre.

Il calcolo è semplice. Ipotizzando una capsula in plastica monomateriale del peso di 2 grammi, 100 capsule pesano complessivamente 200 grammi. Dal 12 agosto al 30 settembre, con un contributo di 785 euro a tonnellata per la fascia B2.3, l’incidenza sarà di circa 15,7 centesimi a scatola. Dal 1° ottobre il CAC salirà a 917 euro a tonnellata e il costo passerà a 18,34 centesimi. Per una capsula poliaccoppiata a prevalenza plastica si arriverà rispettivamente a 15,8 e 18,44 centesimi.

Molto più contenuto l’impatto sugli altri materiali. Una scatola da 100 capsule compostabili certificate EN 13432, sempre ipotizzando un peso di 2 grammi ciascuna, sosterrà un contributo inferiore a un centesimo. Per 100 capsule in alluminio da un grammo ciascuna si parla invece di poco più di un millesimo di euro fino a settembre e di circa 1,2 centesimi dal 1° ottobre.

Naturalmente questi numeri rappresentano l’incidenza teorica del contributo e non significano che tutti i fornitori aumenteranno automaticamente i listini della stessa cifra. Qualcuno potrebbe assorbire il costo, qualcun altro trasferirlo integralmente, mentre eventuali capsule composte da più materiali dovranno essere calcolate separando il peso del corpo, del coperchio, dei filtri e degli altri elementi.

Scatola di capsule di caffè in plastica con 16 centesimi, costo del contributo CONAI dal 12 agosto 2026

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Nestlé non lascia le acque: cede il 50% e crea Peranel

Nestlé e il fondo statunitense Platinum Equity hanno annunciato la nascita di Peranel, una joint venture nella quale ciascuna delle due società deterrà il 50%. Dopo mesi di indiscrezioni sulla possibile cessione del ramo acque, l’operazione è quindi ufficiale, anche se dovrà ancora ottenere le autorizzazioni previste.

Il perimetro è decisamente importante e comprende oltre 30 marchi commercializzati in 120 Paesi. Dentro Peranel entreranno S.Pellegrino, Source Perrier, Acqua Panna, Nestlé Pure Life, altri marchi locali e le bevande dedicate all’idratazione premium e funzionale. Per il mercato italiano, quindi, l’operazione coinvolge direttamente due dei marchi di acqua più importanti anche per il vending.

La nuova società avrà un valore d’impresa di 4,9 miliardi di euro e garantirà a Nestlé circa 3 miliardi di euro di incasso al momento del closing. Il completamento dell’operazione è previsto nel primo semestre del 2027, dopo le consultazioni con i lavoratori e il via libera delle autorità competenti. Peranel avrà sede a Parigi e sarà guidata da Muriel Lienau, attuale responsabile del business.

Non siamo quindi davanti all’addio di Nestlé alle acque, come alcuni titoli avrebbero potuto far pensare. Il Gruppo conserverà metà della proprietà, mentre Platinum Equity entrerà con la propria esperienza nelle operazioni di separazione e trasformazione delle attività aziendali. Peranel opererà come società indipendente, interamente concentrata sulle acque e sulle bevande premium, con maggiore autonomia negli investimenti, nell’innovazione e nelle eventuali acquisizioni.

Accordo tra Nestlé e Platinum Equity per la joint venture Peranel, con bottiglie S.Pellegrino e Acqua Panna e la Torre Eiffel sullo sfondo.

Immagine creata con intelligenza artificiale

Giovedì 23 luglio 2026

Soft drink, il Ministero sceglie gli accordi volontari: meno zuccheri invece di nuove tasse

Il Ministero della Salute e Assobibe hanno rinnovato per altri due anni il Protocollo d’intesa sulle bevande analcoliche. La linea scelta dal Governo è abbastanza chiara: continuare a ridurre zuccheri e calorie attraverso gli impegni volontari delle aziende, l’informazione ai consumatori e un marketing più responsabile, senza affidarsi a nuove misure fiscali.

Il protocollo prevede il monitoraggio dei consumi, una maggiore informazione sul bilancio energetico e lo sviluppo di prodotti, ricette e confezioni capaci di ridurre l’apporto calorico. Secondo Assobibe, negli ultimi anni le aziende del settore hanno già diminuito del 44% lo zucchero immesso al consumo, mentre le versioni senza zucchero sono cresciute a una velocità circa sette volte e mezzo superiore rispetto a quelle tradizionali.

C’è poi il passaggio che interessa più direttamente il vending, quello dedicato ai minori e alle scuole. Vengono confermati il divieto di pubblicità rivolta ai bambini sotto i 13 anni e gli impegni dell’industria sulla vendita diretta negli istituti scolastici. Attenzione, però, non si tratta di una nuova legge e non scatta alcun nuovo obbligo immediato per i gestori: il protocollo rinnova un percorso volontario già avviato negli anni precedenti.

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha spiegato che l’obiettivo è favorire scelte informate e stili di vita sani attraverso responsabilità condivisa, trasparenza e consapevolezza. Una posizione che, almeno questa volta, sembra evitare la solita scorciatoia fatta di tasse, divieti e provvedimenti simbolici che finiscono spesso per colpire singoli canali senza modificare realmente i comportamenti dei consumatori.

Assobibe ha approfittato della firma per tornare a chiedere l’abolizione definitiva della Sugar tax. Per il vending non siamo quindi davanti a una rivoluzione, ma a un segnale politico importante: più spazio alle bevande senza zucchero e a ridotto contenuto calorico, maggiore attenzione agli assortimenti scolastici e, soprattutto, la scelta di affidarsi alla collaborazione con le imprese invece di introdurre l’ennesima nuova stretta.

Marcello Gemmato e Giangiacomo Pierini dopo la firma del Protocollo tra Ministero della Salute e Assobibe sulle bevande analcoliche. Foto Assobibe.


EUDR, entra il caffè solubile, ma non in tutte le miscele vending

La Commissione europea ha ampliato il perimetro dell’EUDR, la normativa contro la deforestazione, inserendo anche il caffè solubile. Il Regolamento delegato adottato il 13 luglio aggiunge all’Allegato I il codice doganale 2101 11 00, relativo agli estratti, alle essenze e ai concentrati di caffè. Per i prodotti inseriti con questa modifica, l’applicazione è prevista dal 30 dicembre 2027, dopo il controllo del Parlamento europeo e del Consiglio.

La novità interessa direttamente anche il vending. Il caffè solubile utilizzato nei distributori automatici rientra infatti nella definizione europea. La confezione destinata alle macchine e il canale nel quale viene impiegato non modificano la classificazione del prodotto.

L’aspetto positivo per il settore è che la modifica non coinvolge automaticamente tutte le miscele contenenti caffè solubile. La Commissione ha inserito soltanto il codice 2101 11 00 e non l’intera categoria delle preparazioni alimentari a base di estratti o concentrati di caffè.

Prodotti presenti anche nel vending, come alcune preparazioni per il caffè al ginseng o per il cappuccino, possono quindi restare fuori dall’EUDR come prodotti finiti se vengono classificati con codici doganali differenti, tra i quali quelli appartenenti alla voce 2101 12. La semplice presenza di una percentuale di caffè solubile nella ricetta non è sufficiente per fare rientrare automaticamente l’intera miscela nella norma.

Per stabilire il trattamento del singolo prodotto sarà quindi necessario verificare il codice doganale attribuito dal produttore. Il caffè solubile utilizzato come ingrediente sarà comunque soggetto agli obblighi EUDR nel precedente passaggio della filiera, ma questo non significa che ogni miscela caricata nei contenitori dei distributori automatici diventi a sua volta un prodotto compreso nella normativa.

Caffè solubile versato in un bicchierino vending di plastica bianca

Immagine creata con intelligenza artificiale

Mercoledì 22 luglio 2026

Giuseppe Lavazza: il mercato domestico torna ai grani. Tablì affianca le capsule

I consumatori acquistano "meno, ma meglio" e tornano a scegliere il caffè in grani. È questa, secondo Giuseppe Lavazza, la tendenza più importante che sta attraversando il mercato domestico del caffè. Il presidente del Gruppo torinese ha spiegato al Financial Times che sempre più persone cercano di riprodurre anche a casa l’esperienza delle caffetterie, affidandosi ai grani e alle macchine bean-to-cup.

I dati Nielsen riportati dal quotidiano britannico confermano il fenomeno. Nei dodici mesi terminati a maggio, le vendite di grani sono cresciute in valore del 35% in Francia, del 33% in Italia e del 31,2% in Germania. Nel Regno Unito l’incremento è stato del 20,3% a volume e del 36,8% a valore, mentre le vendite delle macchine bean-to-cup sono aumentate del 33,5% in unità.

Il cambiamento, accelerato durante la pandemia, è proseguito anche dopo il ritorno dei consumatori negli uffici e nei locali. Negli Stati Uniti, nelle 52 settimane terminate il 27 giugno, le vendite in unità dei grani sono cresciute del 3,2%, mentre quelle delle capsule sono diminuite del 4,9% e quelle del macinato del 3,9%. Si tratta però di un dato riferito esclusivamente al mercato statunitense e non di un calo generalizzato delle capsule.

Lavazza continua infatti a considerare strategico il segmento monoporzione e si prepara a lanciare nel Regno Unito Tablì, il sistema che sostituisce l’involucro in plastica o alluminio con una piccola tab composta interamente da caffè compresso. "Non c’è più la capsula", ha dichiarato Giuseppe Lavazza riferendosi proprio all’assenza del contenitore nel nuovo sistema. Tablì non sostituisce quindi le capsule, ma si affianca alle tecnologie già presenti nel single-serve.

Il ritorno ai grani non porterà però, almeno nel breve periodo, a prezzi più bassi. Nonostante Arabica e Robusta siano scese rispetto ai picchi del 2025, Lavazza considera il mercato ancora troppo instabile per ipotizzare una riduzione dei listini e non esclude ulteriori aumenti. Per ricostituire le scorte mondiali serviranno almeno due raccolti particolarmente positivi in Brasile e Vietnam, mentre la volatilità è ormai diventata "la nuova costante" del settore.

Giuseppe Lavazza, presidente del Gruppo Lavazza

Articolo aggiornato sulla base della traduzione integrale dell’intervista rilasciata da Giuseppe Lavazza al Financial Times.

San Benedetto leader del beverage analcolico italiano per l’undicesimo anno

Per l’undicesimo anno consecutivo, Acqua Minerale San Benedetto si conferma primo Gruppo nel mercato italiano del beverage analcolico, con una quota a volume del 17,3%. Il dato emerge dalla rilevazione GlobalData 2026, elaborata sulla base dei risultati relativi al 2025.

Alla leadership complessiva del Gruppo si affiancano diversi primati nelle principali categorie. Il brand San Benedetto è leader a volume nell’acqua minerale con una quota dell’11,1%, nel thè freddo con il 28,1% e nelle bibite gassate No Cole Low Calorie con il 29,7%.

Schweppes, prodotto e commercializzato in Italia da San Benedetto, guida il mercato delle toniche con una quota del 53,1%, mentre Energade occupa il primo posto negli sport drink con il 37,4%. Il Gruppo San Benedetto detiene inoltre la leadership nelle Enhanced Water, con una quota a volume del 42,3%.

«Essere riconosciuti per l’undicesimo anno consecutivo come primo Gruppo del beverage analcolico italiano rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, una responsabilità», ha dichiarato Enrico Zoppas, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo San Benedetto. "Questo risultato premia una visione di lungo periodo, la forza dei nostri marchi e la capacità di esprimere competenze in categorie molto diverse tra loro. È soprattutto il frutto della passione, della professionalità e dell’impegno quotidiano di tutte le persone di San Benedetto".

Enrico Zoppas, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo San Benedetto. Foto Cristian Castelnuovo

Martedì 21 luglio 2026

Segafredo, sei fondi in corsa per Massimo Zanetti Beverage Group

Sono arrivate le offerte non vincolanti per acquisire la maggioranza di Massimo Zanetti Beverage Group, uno dei principali operatori mondiali del caffè e proprietario dello storico marchio Segafredo. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, sarebbero almeno sei le proposte presentate da importanti fondi internazionali di private equity: BC Partners, Advent, CVC, Blackstone, CapVest e One Rock Capital Partners. Il processo si trova ancora in una fase preliminare e dovrà ora essere selezionata la rosa dei potenziali acquirenti ammessi alle successive offerte vincolanti.

A cedere la maggioranza è QuattroR, entrata nel capitale del Gruppo nel 2024 con una partecipazione iniziale del 50%, successivamente salita a circa il 70%. La quota restante fa capo alla famiglia del fondatore Massimo Zanetti. L’operazione è seguita dagli advisor Lazard e Intesa Sanpaolo.

Massimo Zanetti Beverage Group ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati pari a circa 1,316 miliardi di euro e un EBITDA di 86 milioni. Numeri che testimoniano il rilancio del Gruppo e che hanno attirato l’interesse di alcuni dei più importanti investitori finanziari internazionali.

La partita è quindi appena iniziata e non è ancora possibile sapere quale fondo arriverà alla fase finale. La presenza di almeno sei offerte conferma però quanto Segafredo e Massimo Zanetti Beverage Group rappresentino oggi uno degli asset più ambiti dell’industria mondiale del caffè.

Sei offerte sul tavolo per l’acquisizione di Massimo Zanetti Beverage Group e Segafredo

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FAS, online il nuovo e-commerce per i ricambi gestito con Calicantus, MoR

FAS International ha messo online una nuova piattaforma e-commerce dedicata ai ricambi, gestita in collaborazione con Calicantus. Lo shop, accessibile all’indirizzo store.fas.it e anche dal sito istituzionale di FAS, è stato progettato per migliorare l’esperienza dei clienti e velocizzare il processo dall’ordine alla consegna.

Rispetto al precedente portale, la nuova piattaforma introduce servizi personalizzati e una maggiore flessibilità operativa. I clienti possono visualizzare tavole e prodotti, selezionare i ricambi nelle quantità desiderate, creare liste personalizzate, effettuare ordini rapidi tramite il caricamento di tabelle in blocco e seguire l’ordine dal carrello fino alla consegna. Sono inoltre previste promozioni dedicate e un pannello di controllo con lo storico degli ordini e dei relativi dettagli.

Il catalogo ricambi è stato ampliato e la ricerca può essere effettuata per modello, codice, descrizione o matricola. Il portale permette anche di verificare la compatibilità dei ricambi e degli assiemi preassemblati con la macchina acquistata. Al termine dell’ordine, il cliente può scegliere tra consegna unica, consegna frazionata o ritiro presso la sede, in funzione della disponibilità a magazzino e dei costi di trasporto.

La piattaforma è il risultato di un progetto durato circa un anno, che ha coinvolto diverse funzioni aziendali e partner tecnologici. FAS International è stata affiancata anche da Come X, società di consulenza che ha collaborato al coordinamento delle attività e al supporto operativo durante le diverse fasi di implementazione.

Nell’ambito dell’accordo, Calicantus opera come fornitore dei ricambi per conto di FAS e come "merchant of record", gestendo vendita, incasso, fatturazione, aspetti legali delle transazioni e assistenza nell’utilizzo del portale. FAS mantiene invece la responsabilità dell’assistenza sui prodotti e dell’eventuale supporto informativo specialistico. Secondo l’amministratore delegato Francesco Cantini, la nuova soluzione è coerente con il modello retail tech adottato dall’azienda e consentirà di migliorare e accelerare il processo di ricerca e approvvigionamento dei ricambi.

Vista esterna dello stabilimento FAS International

Lunedì 20 luglio 2026

ANCI Digitale avverte i Sindaci: stop alle ordinanze seriali contro gli H24

Il TAR dell’Emilia Romagna ha annullato definitivamente le ordinanze con cui il Comune di Rimini imponeva la chiusura notturna dei negozi automatici H24. Ma la notizia più importante è che il principio stabilito dai giudici è stato ora pubblicato sul Giornale dei Comuni di ANCI Digitale, testata di riferimento per amministratori, funzionari e tecnici degli enti locali.

Il titolo dell'approfondimento del 16 luglio è chiarissimo: "Ordinanze sindacali sugli orari dei distributori automatici: il limite dei 30 giorni non può essere aggirato con rinnovi consecutivi". Il riferimento è alla sentenza n. 628/2026, che ha accolto il ricorso presentato da Coffee Art di Alessandro Battiato, patrocinata dallo studio legale ADR Firm (avv. Cristina Brasca) con il coordinamento di CONFIDA.

Il TAR ha stabilito che l’articolo 50, comma 7-bis, del Testo unico degli enti locali consente ai Sindaci di limitare gli orari anche dei distributori automatici, ma per un periodo massimo di trenta giorni. Il Comune di Rimini aveva invece reiterato la stessa ordinanza per dieci volte consecutive, cambiando il numero del provvedimento ma mantenendone sostanzialmente invariato il contenuto.

Secondo i giudici, la persistenza dei problemi utilizzata dal Comune per giustificare i rinnovi dimostrava in realtà che lo strumento era risultato inefficace. La successione delle ordinanze rivelava inoltre l’intenzione di rendere permanente una misura che il legislatore aveva espressamente previsto come temporanea.

La pubblicazione di ANCI Digitale ha quindi un peso particolare, perché porta questo principio direttamente all’attenzione di chi nei Comuni prepara, firma e applica le ordinanze.

Articolo del Giornale dei Comuni - ANCI Digitale


Yoga conquista tre riconoscimenti ai Brands Award 2026

Yoga ha conquistato tre riconoscimenti ai Brands Award 2026, l’iniziativa promossa da Gdoweek che premia le marche più performanti sulla base delle valutazioni espresse da consumatori e professionisti della distribuzione.

Il marchio del Gruppo Conserve Italia ha ottenuto il primo posto nella categoria “retailer: prodotto esistente”, il primo posto nella categoria “bevande analcoliche: prodotto di lancio” con la nuova linea Yoga Zero e il terzo posto nella categoria “bevande analcoliche: prodotto esistente”. Yoga è risultato così l’unico marchio del comparto beverage a conquistare tre riconoscimenti nell’edizione 2026.

Tra i prodotti premiati spicca Yoga Zero, la nuova linea di succhi senza zuccheri aggiunti, disponibile nei formati da 500 e 1.500 ml. La linea amplia l’offerta del marchio con bevande pensate per rispondere alle richieste di consumatori attenti al benessere e all’equilibrio nutrizionale, senza rinunciare al gusto e alla qualità.

Giunti alla 27ª edizione, i Brands Award selezionano prodotti e marche sulla base di criteri oggettivi di mercato, sottoponendoli successivamente alla valutazione di consumatori e professionisti del settore.

«Ricevere tre Brands Award nella stessa edizione è per noi motivo di grande orgoglio», ha commentato Federico Cappi, direttore marketing Retail di Conserve Italia. "Il successo di Yoga Zero dimostra che stiamo interpretando correttamente le esigenze dei nostri fruitori, mentre i risultati ottenuti nelle categorie dedicate ai brand confermano il forte legame costruito nel tempo con i consumatori e con il mondo della distribuzione".

Gamma completa dei succhi Yoga Zero senza zuccheri aggiunti nei formati da 1.500 ml

Venerdì 17 luglio 2026

La trappola dei grandi appalti vending: quanto costa perderli

Quando si parla di grandi appalti vending, l’attenzione si concentra quasi sempre sul costo necessario per conquistarli. Investimenti in distributori automatici, personale, mezzi, sistemi di pagamento, telemetria, magazzini e organizzazione territoriale. Molto più raramente, anzi mai, si parla di quanto possa costare perderli.

Il problema emerge soprattutto alla scadenza delle grandi concessioni nazionali, quelle che coinvolgono decine di sedi e richiedono l’installazione di diverse centinaia di distributori automatici. Se il gestore uscente non si aggiudica il nuovo appalto, deve organizzare in tempi relativamente brevi il ritiro dell’intero parco macchine.

Non si tratta semplicemente di caricare i distributori su alcuni furgoni. Ogni macchina deve essere scollegata, svuotata, ritirata, trasportata, pulita, controllata e trasferita in un deposito. In molti casi i distributori arrivano da sedi distribuite in tutta Italia, con un costo logistico molto elevato e la necessità di coordinare filiali, tecnici e trasportatori.

Il problema più grande arriva però dopo il ritiro. Quelle macchine difficilmente possono essere ricollocate in tempi brevi. Hanno almeno cinque o sei anni di vita, configurazioni specifiche, grafiche personalizzate, sistemi di pagamento richiesti dal precedente committente o semplicemente non trovare sul mercato nuove postazioni in grado di assorbirle. Il rischio è quindi che centinaia di distributori finiscano nei magazzini, occupando spazio e continuando a perdere valore.

A questo si aggiunge il problema del personale. Un grande appalto nazionale può impegnare stabilmente diversi addetti, tra caricatori, tecnici e personale di filiale. Quando la commessa termina, il gestore deve capire se quelle risorse possono essere assorbite nella struttura, se è possibile modificare i giri o se diventa necessario ridurre l’organico. Una questione particolarmente delicata nei territori dove l’appalto rappresentava una parte importante dell’attività della filiale.

Tra logistica, movimentazione, ricondizionamento, magazzino, svalutazione delle macchine e riorganizzazione del personale, perdere un grande appalto può quindi generare costi per centinaia di migliaia di euro. Nelle commesse nazionali più grandi e complesse, il conto può arrivare a sfiorare il milione.

È un elemento che condiziona molto più di quanto si pensi anche le offerte presentate in occasione del rinnovo. Un gestore non valuta soltanto quanto può guadagnare restando all’interno dell’appalto, ma anche quanto gli costerebbe uscirne. Di conseguenza può essere disposto ad accettare condizioni economiche sempre più pesanti, canoni elevati o margini molto ridotti pur di rinviare il problema.

È questa la vera trappola dei grandi appalti vending. A un certo punto non si cerca più di restare perché la commessa è particolarmente redditizia, ma perché perderla avrebbe un costo immediato troppo elevato. Il problema viene così spostato in avanti di altri anni.

Per questo, quando si osservano offerte apparentemente incomprensibili o ribassi molto aggressivi, non sempre la spiegazione è soltanto la volontà di difendere il fatturato. A volte dietro c’è anche la paura di dover pagare il conto dell’uscita.

Distributore automatico intrappolato in una gigantesca trappola scattata, simbolo dei costi per uscire da un grande appalto vending

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Sanpellegrino completa la gamma Zero con la nuova Limonata

Le Bibite Sanpellegrino ampliano la propria offerta con la nuova Limonata Zero, versione senza zuccheri aggiunti di uno dei prodotti storici del marchio. La bevanda è realizzata con limoni 100% siciliani selezionati e contiene soltanto gli zuccheri naturalmente presenti nel succo.

La nuova referenza affianca Classica Zero e Chinò Zero, completando così una gamma che ripropone alcuni dei gusti più conosciuti di Sanpellegrino in una versione più attenta al contenuto di zuccheri. Secondo una rilevazione Nomisma riportata dall’azienda, oltre un italiano su due dichiara infatti di prestare attenzione alla presenza di zuccheri nelle bevande che consuma.

Limonata Zero viene proposta nella lattina da 33 cl, lo stesso formato utilizzato per tutte le referenze della gamma. Il lancio rientra nella campagna “Più Succo alla Vita”, ispirata ai colori, agli agrumi e all’energia del Sud Italia.

La Limonata Sanpellegrino è nata nel 1960 e, dopo oltre sessant’anni, arriva quindi anche nella versione Zero. Una novità interessante anche per gli assortimenti dei distributori automatici, dove le bibite senza zuccheri aggiunti rappresentano ormai un’alternativa quasi obbligata accanto alle ricette tradizionali.

Cinque lattine di Limonata Zero Sanpellegrino con succo di limoni siciliani e senza zuccheri aggiunti

Giovedì 16 luglio 2026

Il caffè verde è impazzito: rialzi e crolli mai visti

Il mercato del caffè verde sembra avere perso qualunque punto di equilibrio. Nel giro di pochi giorni l’Arabica è arrivata a guadagnare oltre il 16% in una sola seduta, per poi perdere quasi il 10%, rimbalzare nuovamente a doppia cifra e tornare ancora al ribasso. Movimenti così brutali e ravvicinati non si erano mai visti nella storia recente del caffè.

Alla base esistono problemi reali. Le scorte certificate restano ridotte, la disponibilità immediata di alcuni caffè è limitata e la raccolta brasiliana ha accumulato ritardi. A questo si aggiungono i dubbi sulla qualità del prodotto, le condizioni meteorologiche e le preoccupazioni per le prossime fioriture. Tutti elementi sufficienti a mantenere le quotazioni sotto tensione, ma non a spiegare da soli oscillazioni di questa portata.

La vera benzina è arrivata dal mercato finanziario. Fondi, algoritmi e operatori che avevano scommesso sul ribasso sono stati costretti a ricomprare rapidamente i contratti, amplificando il rialzo. Quando la corsa si è fermata, gli stessi meccanismi hanno funzionato nella direzione opposta, generando una correzione altrettanto violenta. In pratica, variazioni che normalmente si sarebbero distribuite nell’arco di settimane si sono concentrate in poche ore.

La successiva discesa non significa però che il problema sia risolto. Le quotazioni restano superiori ai livelli di poche settimane fa e il mercato continua a reagire in modo esasperato a qualunque notizia proveniente dal Brasile, dalle scorte o dalle previsioni meteorologiche. Più che il livello assoluto dei prezzi, oggi colpisce soprattutto la loro imprevedibilità.

La volatilità è diventata ormai l'unica vera protagonista e racconta un settore in cui informazioni reali, aspettative e movimenti finanziari si sovrappongono nel giro di poche ore creando scompensi mai visti prima. Non è per niente bello che il caffè, driver principale del vending, sia diventato così attrattivo per le speculazioni di mezzo mondo.

Sacco di caffè verde con chicchi in primo piano e grafico delle quotazioni segnato da forti rialzi e crolli

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Campagnari Service cresce ancora: dal 1° agosto nuova acquisizione in Lombardia

Prosegue il percorso di crescita di Campagnari Service. L'azienda ha annunciato una nuova acquisizione operativa con decorrenza 1° agosto, rafforzando ulteriormente la propria presenza in Lombardia.

L'operazione riguarda le province di Como, Milano, Monza Brianza e Varese e porta in dote 66.974 battute, un contributo che andrà ad alimentare la crescita del gruppo nel corso del 2026.

Nella comunicazione diffusa dall'azienda si evidenzia come l'acquisizione consentirà di aumentare la presenza sul territorio, ampliare i servizi offerti, rafforzare qualità e affidabilità e creare ulteriore valore sostenibile.

Per Campagnari Service si tratta dell'ennesima operazione di espansione degli ultimi anni, a conferma di una strategia orientata alla crescita per linee esterne e al consolidamento della propria presenza nella regione.

Campagnari Service annuncia una nuova acquisizione nelle province di Como, Milano, Monza Brianza e Varese

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Mercoledì 15 luglio 2026

Shrinkflation, il prodotto si restringe e la burocrazia si allarga

Oggi, 15 luglio, si conclude il periodo di sospensione previsto dalla procedura europea sulle nuove regole italiane contro la shrinkflation, la pratica di ridurre la quantità contenuta in una confezione lasciandone sostanzialmente invariato il prezzo. In assenza di rilievi da Bruxelles, il Governo potrà ora adottare definitivamente il provvedimento.

Il nuovo testo prevede che, quando una confezione mantiene lo stesso aspetto ma contiene una quantità inferiore, con un conseguente aumento del prezzo per unità di misura, il produttore debba trasmettere al commerciante una comunicazione tracciabile. Sarà poi il venditore a dover mostrare al consumatore, in maniera chiaramente visibile e leggibile, un avviso con la riduzione della quantità rispetto alla confezione precedente. L’obbligo durerà tre mesi dalla data di immissione in vendita del nuovo formato.

La disposizione, per come è formulata, potrebbe coinvolgere anche il vending. La vendita tramite distributori automatici è infatti una forma di commercio al dettaglio e il testo non prevede esclusioni specifiche per il settore. Quando un produttore o un grossista segnalerà il riporzionamento di uno snack, di una bibita o di un altro prodotto confezionato, il gestore potrebbe quindi essere chiamato a rendere visibile l’informazione al momento dell’acquisto.

Il testo, però, non chiarisce ancora come l’avviso debba essere collocato su una vending machine, se vicino alla selezione, sulla vetrina oppure attraverso il display. Prima di organizzare stampanti e adesivi bisognerà quindi attendere l’adozione definitiva della norma e gli eventuali chiarimenti applicativi.

Insomma, il prodotto si restringe e la burocrazia, puntualmente, si allarga.

Tecnico vending applica adesivi “Nuova grammatura” sulla vetrina di un distributore automatico di snack e bevande

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Gruppo Illiria diventa Società Benefit

Gruppo Illiria ha annunciato la propria trasformazione in Società Benefit, inserendo accanto agli obiettivi economici dell’impresa specifiche finalità di beneficio comune.

La scelta rafforza l’impegno dell’azienda a generare un impatto positivo per le persone, il territorio, l’ambiente e l’intero ecosistema nel quale opera. Queste finalità entrano ora formalmente nella missione societaria e dovranno essere tradotte in azioni concrete, monitorate e rendicontate nel tempo.

Illiria ha individuato cinque obiettivi di beneficio comune, destinati a guidare le prossime azioni dell’azienda. Nella comunicazione diffusa dal Gruppo i cinque obiettivi non vengono ancora illustrati nel dettaglio: l’azienda ha anticipato che nei prossimi mesi racconterà le iniziative e i traguardi che accompagneranno questa evoluzione.

Il passaggio a Società Benefit comporta anche l’individuazione di uno o più responsabili incaricati di seguire il perseguimento degli obiettivi e la predisposizione di una relazione annuale sull’impatto prodotto.

"Questo traguardo è il risultato di un percorso costruito insieme»" sottolinea Gruppo Illiria, che presenta la nuova forma societaria come un ulteriore passo verso un modello d’impresa più responsabile, sostenibile e orientato alla creazione di valore nel lungo periodo.

Gruppo Illiria annuncia la trasformazione in Società Benefit e il proprio impegno verso persone, territorio e ambiente

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Martedì 14 luglio 2026

L’intelligenza artificiale entra nel gestionale del vending

Per anni il gestionale ha registrato quello che l’azienda aveva già fatto: incassi, consegne, percorsi, manutenzioni e rilevazioni. Con l’intelligenza artificiale può iniziare a fare qualcosa di più, rispondere a domande, individuare anomalie, suggerire priorità e supportare alcune decisioni operative.

È questa la direzione mostrata da Target Informatica nel webinar dedicato alla versione 8.0 di GD Gestione Distributori. Attraverso una chat integrata, il gestore può interrogare i propri dati in linguaggio naturale e chiedere, ad esempio, quali distributori incassano di più, quali prodotti vengono caricati maggiormente o quali postazioni con determinate macchine producono meno battute.

Nel corso della dimostrazione, il sistema è stato utilizzato anche per individuare alcune locazioni dalle quali potrebbe essere conveniente ritirare una batteria di distributori da ricollocare presso un nuovo cliente. Un’analisi che prima avrebbe richiesto diversi report e filtri può così essere costruita attraverso una serie di domande successive.

L’intelligenza artificiale viene applicata anche alla pianificazione dei percorsi e all’analisi degli assortimenti. Target Informatica ha comunque precisato che i suggerimenti devono essere sempre verificati dall’utente e che la qualità delle risposte dipende direttamente dalla qualità dei dati inseriti nel gestionale.

Chi vuole approfondire può vedere il webinar integrale

Una slide del Webinar dedicato alla versione 8.0 di GD Gestione Distributori di Target Informatica


Mario Toniutti nominato vicepresidente di CONFIDA

Mario Toniutti è il nuovo vicepresidente di CONFIDA. La nomina è stata formalizzata oggi, 13 luglio, dal presidente dell’Associazione Massimo Trapletti durante la prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo.

"Squadra vincente non si cambia. Avevo chiesto per questo mandato che ci fosse continuità con le nomine del precedente Consiglio Direttivo e quindi confermo Mario Toniutti alla vicepresidenza", ha spiegato Trapletti presentando la decisione.

Toniutti ricoprirà l’incarico per il quadriennio 2026-2030, affiancando Trapletti alla guida dell’Associazione Italiana Distribuzione Automatica. La nomina è avvenuta ai sensi dell’articolo 23 dello Statuto di CONFIDA.

Il nuovo vicepresidente entrerà inoltre nel Consiglio di Amministrazione di Confida Servizi, insieme ai presidenti dei diversi Gruppi merceologici e agli altri rappresentanti indicati dal Consiglio Direttivo.

Mario Toniutti nuovo vicepresidente di CONFIDA per il quadriennio 2026-2030

Lunedì 13 luglio 2026

Appalti scolastici, quando la qualità va in ricreazione

Una recente vicenda amministrativa, relativa alla gara per i distributori automatici in un grande istituto tecnico dell’Umbria, riporta al centro un tema che nel vending conosciamo molto bene: quanto può pesare l’offerta economica in un appalto scolastico? E soprattutto, ha senso che in una scuola la qualità tecnica del servizio finisca così chiaramente in secondo piano rispetto al canone?

La domanda nasce da una gara finita davanti al giudice amministrativo, nella quale uno degli elementi contestati riguarda proprio il rapporto tra offerta economica e offerta tecnica. Tradotto: se in una procedura per installare e gestire distributori automatici dentro una scuola si arriva a dare 80 punti alla parte economica e soltanto 20 alla qualità del servizio, il messaggio che passa è abbastanza chiaro. Conta soprattutto quanto versi, molto meno come lavori.

Ora, nessuno mette in dubbio che una scuola, una Provincia o qualunque ente pubblico debba cercare la migliore offerta possibile. I soldi servono a tutti e nessuno vive nel mondo dei sogni. Però il vending scolastico non è una semplice asta al rialzo sul canone. Anzi, secondo i soliti eco-politici illuminati, doveva essere proprio uno degli ambiti in cui i CAM, la sostenibilità, la qualità dei prodotti e l’attenzione al servizio pesavano davvero. Ridurre tutto quasi solo alla componente economica significa trasformare il servizio in una corsa a chi promette di più.

Non entriamo nel merito della vicenda umbra, perché sarà il giudice amministrativo a stabilire se la gara sia stata corretta, se l’offerta vincente fosse conforme alla documentazione e se la cosiddetta lex specialis, cioè il regolamento interno della procedura, fosse costruita nel modo giusto. Il punto però resta. La qualità tecnica non è un dettaglio burocratico da mettere lì per fare bella figura. È il cuore del servizio.

Bilancia tra canone e qualità in una gara vending scolastica, con distributore automatico sullo sfondo

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Sibeg Coca-Cola, 51 milioni per il magazzino verticale automatizzato di Catania

Sibeg Coca-Cola investe 51 milioni di euro nella nuova piattaforma logistica verticale automatizzata che sorgerà nella zona industriale di Catania, integrata con lo stabilimento esistente. Il progetto è stato presentato martedì 7 luglio, in occasione della posa della prima pietra fuori terra del nuovo polo logistico, che entrerà in piena funzione nel novembre 2027.

La nuova infrastruttura nasce per incrementare l’efficienza operativa, ottimizzare la gestione dei flussi logistici e sostenere la crescita dei volumi. Il progetto prevede un edificio destinato allo stoccaggio automatizzato delle merci, con una capacità di circa 43.000 posti pallet, collegato allo stabilimento attraverso un tunnel sopraelevato che garantirà continuità tra le diverse aree produttive.

Il complesso sarà composto da un edificio operativo su due livelli, con una superficie di oltre 9.200 metri quadrati e un’altezza di circa 20 metri, e da una Pick Tower verticale, cuore del sistema automatizzato, con una superficie di oltre 7.300 metri quadrati e un’altezza di 28 metri. Uno degli elementi più interessanti è la doppia automatizzazione dei flussi: il sistema movimenterà in automatico sia le materie prime in ingresso alle linee produttive, tra cui tappi, preforme e lattine, sia il prodotto finito verso lo stoccaggio e le bocche di carico.

Il nuovo polo logistico sarà inoltre dotato di impianti fotovoltaici e sistemi di battery storage, con una potenza di 2,1 MWp e una capacità di 2 MWh, contribuendo alla riduzione dell’impatto energetico e al miglioramento dell’autonomia dello stabilimento. L’investimento avrà anche un impatto occupazionale, con l’inserimento di 24 nuove risorse che si aggiungeranno ai 449 dipendenti attualmente in organico.

I lavori sono stati avviati nel febbraio 2026 e si concluderanno a luglio 2027. Per Sibeg Coca-Cola si tratta di un nuovo passaggio nel percorso verso modelli produttivi più efficienti e sostenibili, dopo la linea asettica, ottava linea di produzione inaugurata lo scorso anno.

Nuovo magazzino verticale automatizzato Sibeg Coca-Cola nello stabilimento di Catania

Venerdì 10 luglio 2026

AI e frodi nei pagamenti: il cashless vending deve alzare la guardia

Pagare con carta, app o smartphone è ormai diventato un'abitudine anche davanti a un distributore automatico. Ma più aumentano i pagamenti digitali, più aumenta anche l’interesse dei criminali informatici verso tutti quei punti di pagamento che lavorano in automatico, senza un operatore fisico presente e con migliaia di microtransazioni ogni giorno.

Un recente articolo di Help Net Security ha rilanciato il “US Payment Fraud Survey” di Capco e ha messo in evidenza un dato che dovrebbe interessare anche il nostro settore: la frode nei pagamenti sta diventando sempre più automatizzata. L’AI agentica può aiutare i truffatori a costruire attacchi su larga scala. Il problema non è più il singolo furbetto, ma la possibilità di industrializzare la truffa.

Per il vending il tema è evidente. Un distributore automatico cashless non è un bancomat e non è nemmeno un POS tradizionale presidiato da un cassiere. È un terminale di pagamento collocato in uffici, scuole, ospedali, palestre, stazioni, aziende e luoghi pubblici, spesso attivo 24 ore su 24. Questo non significa che le macchine siano improvvisamente diventate insicure, ma significa che la filiera deve iniziare a trattare il pagamento digitale come una parte critica del servizio.

Il cashless resta una grande opportunità per il vending, ma la sicurezza dovrà crescere insieme alla diffusione. Aggiornamenti software, monitoraggio delle anomalie, sistemi certificati, controllo delle microtransazioni sospette e maggiore attenzione alle app di pagamento saranno sempre più importanti. Perché i bot controllati dall’AI non bevono caffè, non mangiano snack e non fanno pausa, ma se trovano un canale conveniente per testare carte, credenziali o wallet compromessi, partono in automatico e lo sfruttano immediatamente.

mano virtuale controllata dall’intelligenza artificiale prova un pagamento cashless su un distributore automatico

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H24, l’81% delle ordinanze comunali viene bocciato dai TAR

I negozi automatici H24 continuano a finire nel mirino di ordinanze comunali restrittive, ma quando questi provvedimenti arrivano davanti ai giudici amministrativi il risultato è molto chiaro. Secondo un’analisi realizzata dallo studio legale ADR per CONFIDA su circa 40 ordinanze adottate dai Comuni italiani tra il 2020 e il 2025, nell’81% dei casi i TAR hanno sospeso o annullato le ordinanze contro i negozi automatici H24.

Le limitazioni esaminate riguardavano orari di apertura, vendita di bevande alcoliche, contenitori consentiti e altri vincoli operativi. I TAR, secondo la ricerca, hanno rilevato frequentemente motivazioni troppo generiche, carenza dei requisiti di urgenza, assenza di un collegamento diretto tra l’attività dei negozi automatici e i fenomeni contestati, oltre a misure considerate sproporzionate rispetto agli obiettivi perseguiti. Tradotto: gli H24 vengono spesso indicati come il problema, ma la prova che siano davvero la causa del problema non c’è.

Il tema, per CONFIDA, va letto dentro un quadro molto più ampio. Mentre in Italia continuano a chiudere negozi di prossimità, dal 2012 il Paese ha perso oltre 156 mila negozi tradizionali, più di uno su quattro. In questo scenario i punti vendita automatici H24 stanno assumendo un ruolo sempre più importante per garantire servizi e accessibilità ai cittadini, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree periferiche. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, la densità commerciale è scesa da 11 punti vendita ogni mille abitanti nel 2012 a 8 punti vendita ogni mille abitanti.

Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA, lo dice in modo molto netto: i negozi H24 diventano spesso i “capri espiatori” dei problemi di ordine pubblico dei Comuni, problemi di cui non sono responsabili e di cui talvolta sono vittime. Per l’associazione si tratta invece di esercizi commerciali utilizzati quotidianamente dai cittadini, che in molti casi rappresentano una risposta concreta alla progressiva scomparsa dei negozi di vicinato. Per questo CONFIDA ha avviato il Protocollo Top Quality Negozi Automatici H24, un percorso di certificazione basato su qualità del servizio e dei prodotti, sostenibilità e sicurezza, a cui hanno già aderito oltre 150 negozi automatici in Italia.

Due ragazzi davanti ai distributori automatici in un negozio H24, simbolo del ruolo dei punti vendita automatici nei servizi di prossimità

Giovedì 9 luglio 2026

365 Retail compra Cantaloupe, ma l’antitrust USA mette i paletti

Una delle operazioni più importanti degli ultimi anni nel vending tecnologico è passata totalmente inosservata in Italia. 365 Retail Markets ha completato l’acquisizione di Cantaloupe Inc. in un’operazione interamente in contanti da 848 milioni di dollari. L’accordo era stato annunciato a giugno 2025 e si è chiuso da qualche settimana. Non stiamo parlando di una semplice acquisizione, ma della nascita di un gigante mondiale nei micro market e nell’unattended retail.

La nuova 365 mette insieme due pezzi decisivi della tecnologia applicata alla distribuzione automatica. Da una parte ci sono i kiosk self-checkout, gli smart store e il software gestionale di 365 Retail Markets. Dall’altra entrano nella stessa piattaforma i pagamenti, la telemetria e la rete globale di dispositivi di Cantaloupe. Secondo il comunicato ufficiale, quasi 40.000 nuovi clienti entrano nella base 365 e l’obiettivo dichiarato è allargare il campo oltre vending e food service, arrivando a hôtellerie, intrattenimento, sport, trasporti e nuove location retail automatiche.

Il punto più interessante, però, non è la dimensione dell’operazione. È quello che è successo con l’antitrust americano. La FTC ha bloccato l’operazione nella sua forma originaria perché avrebbe unito i due maggiori fornitori di kiosk per micro market negli Stati Uniti. La preoccupazione non era solo che i prezzi dei kiosk e dei software potessero salire, ma che questi maggiori costi finissero poi anche sul prezzo del cibo venduto nei micro market aziendali. In pratica, l’autorità americana ha detto una cosa molto semplice: se concentri troppa tecnologia in poche mani, alla fine paga il consumatore.

Ma la parte davvero particolare della contestazione riguarda l’interoperabilità. La FTC ha temuto che 365, una volta inglobata Cantaloupe, potesse degradare o negare le integrazioni tra il proprio hardware, il proprio software e i sistemi concorrenti. Il rischio è che il gestore non possa più scegliere liberamente tra sistemi di pagamento, telemetria e software, ma venga progressivamente spinto dentro un ecosistema chiuso. Bello, comodo e magari anche efficiente, fino al giorno in cui diventa una gabbia.

Per sbloccare il deal, la FTC ha imposto rimedi drastici. Cantaloupe deve cedere Three Square Market a Seaga Manufacturing, creando così un concorrente verticalmente integrato nei kiosk per micro market. 365 dovrà offrire integrazioni tra hardware e software propri e di terzi a condizioni ragionevoli e non discriminatorie. Inoltre un monitor esterno controllerà il rispetto degli obblighi e per dieci anni 365 non potrà acquisire altre aziende di kiosk per micro market negli Stati Uniti senza informare preventivamente la Commissione.

Perché tutto questo riguarda anche noi? Perché il tema è capire se il vending del futuro sarà davvero connesso oppure semplicemente incatenato a poche grandi piattaforme tecnologiche.

In Italia spesso ci concentriamo solo sul prezzo del caffè e sul ristorno, ma intanto il cuore del business si sta spostando anche altrove: chi controlla pagamento, dati, telemetria e integrazioni controlla una parte sempre più importante del lavoro del gestore. Il distributore automatico del futuro sarà certamente più digitale. Sarà digitale e libero, oppure digitale e prigioniero?

distributore automatico tecnologico chiuso in una gabbia metallica per rappresentare il rischio di lock-in nelle piattaforme cashless e telemetria

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Nestlé Assago, il piano si alleggerisce: gli esuberi scendono a 112

Nella vicenda Nestlé di Assago il numero più importante è cambiato ancora. Gli esuberi scendono a 112. Erano 185 nell’annuncio iniziale di aprile, poi erano già stati ridotti intorno a quota 140 dopo i primi confronti sindacali e ora, con l’accordo firmato in Assolombarda da azienda, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, il taglio diventa meno pesante. Non è una bella notizia, perché sempre di uscite si parla, ma è uno di quei casi in cui la trattativa ha prodotto un risultato concreto.

L’accordo prevede tempi più lunghi rispetto all’impostazione iniziale. Le uscite saranno infatti scaglionate lungo tutto il 2027 e arriveranno fino al primo trimestre del 2028. Per le persone coinvolte sono stati definiti diversi strumenti: accompagnamento alla pensione entro un massimo di sette anni, con integrazione pari al 70% della retribuzione e copertura dei contributi previdenziali, uscite volontarie incentivate pari a quattro anni di retribuzione complessiva, servizio di ricollocamento professionale e possibili ricollocazioni interne, da verificare con confronti periodici tra le parti.

La vicenda italiana rientra nel piano globale di riorganizzazione avviato da Nestlé, che prevede una riduzione di circa 16.000 posti nel mondo entro i prossimi due anni. Il gruppo svizzero ha spiegato questa scelta con l’esigenza di accelerare il programma di efficienza e portare l’obiettivo di risparmio a 3 miliardi di franchi svizzeri entro la fine del 2027. Tradotto dal linguaggio delle multinazionali: bisogna correre di più, spendere meno e rendere la struttura più leggera.

Le assemblee dei lavoratori di Assago hanno valutato positivamente l’intesa. Comprensibile, perché passare da 185 a 112 uscite e ottenere strumenti di accompagnamento non è poca cosa. Ma resta il dato di fondo: quando un gruppo globale decide di aprire un grande piano di efficienza, anche un accordo sindacale positivo serve soprattutto a rendere meno doloroso un taglio che, comunque, rimane.

Documento con numeri degli esuberi Nestlé corretti da 185 a 112 su un tavolo di riunione aziendale

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Mercoledì 8 luglio 2026

Cacao, caffè e zucchero: le materie prime rialzano la testa

Quando il vending sperava in qualche settimana di tregua, le materie prime hanno deciso di ricordare a tutti chi comanda davvero sui listini. Caffè, cacao e zucchero, tre voci che per la distribuzione automatica sono critiche, sono tornati al centro della tensione sui mercati. Non siamo ancora davanti a un nuovo tsunami generalizzato, ma nemmeno alla famosa discesa dei costi che tanti continuano ad aspettare come se dovesse arrivare per miracolo.

Il caso più evidente è quello del cacao. Da inizio giugno i prezzi della fava sul mercato finanziario Ice Europe sono saliti del 28%, con punte superiori alle 3.900 sterline a tonnellata. Anche i trasformati si sono mossi nella stessa direzione: burro e massa di cacao, sul mercato fisico europeo, hanno registrato aumenti rispettivamente del 29% e del 30%, mentre la polvere è rimasta più stabile.

A spingere la volatilità ci sono le incertezze sulla parte finale del raccolto intermedio, i timori sui raccolti 2026/27 e un clima che continua a giocare la sua partita. Le piogge superiori alla media in Costa d’Avorio stanno complicando la chiusura del raccolto intermedio, aumentando il rischio di malattie e problemi qualitativi legati all’umidità. In più, El Niño è tornato ufficialmente sulla scena e i mercati stanno già ragionando sulle possibili conseguenze per l’Africa occidentale.

Anche il caffè ha ricominciato a muoversi con forza. Da inizio giugno l’arabica ha registrato un aumento del 28%, mentre la robusta è salita del 18%. Ma nelle ultime ore il mercato ha dato un segnale ancora più pesante: lunedì 6 luglio, all’Ice Arabica, il contratto settembre ha guadagnato 48,3 centesimi in una sola seduta, pari a un rialzo del 16,2%, chiudendo a 349,95 centesimi. Più contenuto, ma comunque molto forte, anche il rialzo della robusta a Londra, con il contratto settembre cresciuto dell’8,8%, pari a 328 dollari, fino a 4.044 dollari.

In Brasile, al 24 giugno, era stato raccolto il 44% del raccolto, contro il 51% dello scorso anno e il 47% della media degli ultimi cinque anni. Il ritardo riguarda soprattutto le aree dell’arabica, dove l’eccessiva umidità ha rallentato le operazioni in regioni importanti come Paranà, San Paolo e Minas Gerais. La robusta appare meno problematica, ma il messaggio resta chiaro: basta poco per riaccendere il mercato del caffè, e quando il mercato si riaccende oggi non lo fa più con il fiammifero, ma direttamente con il lanciafiamme.

Lo zucchero è il capitolo più ambiguo, quindi anche quello da raccontare con più attenzione. In Europa i prezzi hanno registrato aumenti tra febbraio e giugno, con lo spot Europa in crescita del 6,3% e il consegnato Centro-Nord Italia del 6,1%. Le prime proiezioni della Commissione Europea indicano per la campagna 2026/27 una produzione UE a 14,1 milioni di tonnellate, in calo del 15% rispetto alla campagna corrente, con aree in diminuzione e rese previste in rientro verso la media storica. A livello mondiale, però, la FAO segnala a giugno un calo dell’indice dello zucchero, spinto soprattutto dal Brasile. Quindi niente allarmismo facile: il mondo scende, l’Europa resta più nervosa.

Materie prime in rialzo per il vending con caffè cacao zucchero

Immagine creata con intelligenza artificiale

EVA lancia la sua app ufficiale: community e networking per EVEX 2026

La European Vending & Coffee Service Association si prepara a lanciare la sua nuova app ufficiale. La EVA App sarà disponibile da settembre 2026 su App Store e Google Play e accompagnerà il percorso verso EVEX 2026, l’evento europeo del vending in programma a Vienna dal 13 al 15 ottobre.

L’app nasce con una doppia funzione. Da una parte sarà uno strumento permanente per restare collegati alla community europea del vending e del coffee service, con notizie di settore, aggiornamenti associativi, informazioni sui membri, contenuti esclusivi e opportunità di networking. Dall’altra diventerà il vero compagno digitale per chi parteciperà a EVEX 2026.

Durante l’evento, infatti, i partecipanti potranno consultare il programma, costruire la propria agenda personalizzata, scoprire speaker, espositori e partner, accedere alle presentazioni, ricevere notifiche in tempo reale, scambiare biglietti da visita digitali, utilizzare la chat individuale e programmare incontri con espositori e altri operatori presenti a Vienna.

Prima ancora di arrivare in Austria, l’app permetterà di organizzare la visita, consultare le informazioni pratiche sulla sede, prendere contatto con altri partecipanti e pianificare gli appuntamenti. Una volta sul posto, diventerà invece uno strumento operativo per muoversi all’interno dell’evento, seguire le sessioni, partecipare a Q&A, sondaggi e momenti interattivi.

Immagini di schermate interne della APP EVA

Martedì 7 luglio 2026

Corropoli, il TAR ferma il Comune: sugli H24 un’altra ordinanza va a sbattere

Ennesima sconfitta per il sindaco di turno che decide di scagliarsi contro gli H24. Ormai le statistiche sono piuttosto impietose, eppure i Comuni continuano a firmare ordinanze che, quando arrivano davanti al giudice amministrativo, hanno una probabilità altissima di cadere. Nella relazione presentata a Venditalia 2026 dall’avv. Andrea Netti, su 19 pronunce analizzate e 40 ordinanze comunali censite, il tasso di successo dei ricorrenti nelle cause decise nel merito arriva all’81%. E il dato è persino più significativo se si considera che molte ordinanze durano poche settimane, spesso 30 giorni, e rischiano di scadere prima che il TAR possa davvero pronunciarsi. Tradotto: vincere una causa contro un H24 è molto difficile, perderla invece sta diventando quasi una consuetudine amministrativa.

Questa volta è successo a Corropoli, in provincia di Teramo, dove il TAR Abruzzo ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza con cui il Comune aveva imposto la chiusura notturna, dalle 24 alle 8, anche ai distributori automatici di alimenti e bevande. Il ricorso era stato presentato da Diade Vending Srls e il provvedimento del giudice riguarda, per ora, la fase cautelare. Il merito verrà discusso il 14 aprile 2027.

Secondo quanto riportano le fonti locali, il TAR ha rilevato una carenza di istruttoria e di motivazione, in particolare sulla necessità di colpire proprio i distributori automatici per affrontare degrado, sicurezza e quiete pubblica. Il punto è sempre lo stesso: prima di limitare un’attività d’impresa, il Comune deve dimostrare che non esistono strumenti ordinari di prevenzione e controllo sufficienti a gestire il problema. Non basta dire “sicurezza urbana” e poi chiudere la notte a chi lavora proprio perché è nato per offrire un servizio continuo.

Il Collegio ha inoltre riconosciuto l’interesse dell’impresa ricorrente e quello della collettività a utilizzare l’unico distributore automatico H24 presente nella zona. L’ordinanza è stata quindi sospesa nella parte in cui estendeva ai distributori automatici la chiusura notturna prevista per i pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, mentre il Comune è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, pari a 1.500 euro oltre accessori. Non è ancora una sentenza definitiva, ma il messaggio è chiaro: gli H24 non possono diventare ogni volta il bersaglio più comodo per coprire problemi di ordine pubblico che andrebbero gestiti con controlli, presidio del territorio e strumenti ordinari, non spegnendo le macchine.

Sindaco con fascia tricolore fermato dal TAR davanti a un muro

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Capsule compostabili, il conto ambientale arriva ad agosto

Dal 12 agosto 2026 cambia qualcosa di importante per capsule, cialde e bustine per tè, caffè e altre bevande. Con l’applicazione delle nuove disposizioni europee del Regolamento 2025/40 sugli imballaggi, il famoso PPWR, anche queste applicazioni monodose rientreranno nella definizione di imballaggio, pure quando sono destinate a essere utilizzate e smaltite insieme al prodotto.

La novità più immediata riguarda capsule e cialde in plastica biodegradabile e compostabile certificate EN 13432 per caffè o altre bevande. CONAI ha infatti approvato un contributo ambientale diversificato pari a 45 euro a tonnellata, con decorrenza 12 agosto 2026. Il valore avrà carattere temporaneo e sarà monitorato per almeno dodici mesi, prima di essere eventualmente rivalutato sulla base delle evidenze raccolte.

Attenzione però a non fare confusione, perché non tutte le capsule pagheranno automaticamente 45 euro a tonnellata. Quel valore riguarda le capsule e le cialde compostabili certificate. Per gli altri materiali valgono regole diverse: l’alluminio, ad esempio, resta a 12 euro a tonnellata fino a settembre, ma dal 1° ottobre 2026 per capsule, cialde e bustine per tè, caffè o altre bevande scatterà un CAC diversificato pari a 120 euro a tonnellata. Carta e plastica seguiranno invece le rispettive fasce contributive.

Il motivo della scelta è legato al fine vita del prodotto. Nel caso delle capsule compostabili, a fine utilizzo resta il caffè esausto dentro il contenitore, e questo consente il conferimento congiunto nella raccolta dell’umido e l’avvio al riciclo organico negli impianti di trattamento, con produzione di compost di qualità. In pratica, contenuto e contenitore possono seguire la stessa strada, a patto naturalmente che il materiale sia davvero certificato e che il conferimento venga fatto correttamente.

Capsula di caffè compostabile aperta con fondi esausti accanto a un documento CONAI su una scrivania

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Lunedì 6 luglio 2026

Conte, il premier scelto alla macchinetta del caffè

Altro che Quirinale, tavoli istituzionali, dossier riservati e stanze dei bottoni. A volte la storia politica italiana passa da luoghi molto più familiari al nostro settore: la macchinetta del caffè.

A raccontarlo è Luigi Di Maio in una lunga intervista al Corriere della Sera. Nel 2018, durante la complicata trattativa per il primo governo gialloverde, lui e Matteo Salvini non riuscivano a trovare un accordo. Di Maio ricorda un pomeriggio al Pirellone, la discussione sul contratto di governo, l’ipotesi di una staffetta tra i due leader e poi il momento decisivo: davanti alla macchinetta del caffè, preso atto dell’impasse, arrivò la soluzione Giuseppe Conte premier.

Alla fine, tra un caffè e una trattativa bloccata, il distributore automatico ha fatto quello che la politica non riusciva ad ottenere: erogare una soluzione.

Giuseppe Conte, 29 giugno 2018, da premier italiano


Lutto nel mondo del vending: addio a Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno

Il mondo del caffè italiano perde una delle figure imprenditoriali che hanno contribuito a portare l’espresso napoletano ben oltre i confini della Campania. È scomparso Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno, azienda nata a Casoria nei primi anni Sessanta e diventata nel tempo una delle torrefazioni più riconoscibili anche nel canale vending.

La storia di Caffè Moreno parte da una piccola torrefazione artigianale, creata per supportare i bar locali in un’epoca in cui molti esercizi tostavanano ancora il caffè in proprio. All’inizio c’erano solo due dipendenti e una tostatrice da 60 kg. Da quella intuizione è nato un percorso industriale che ha portato l’azienda a crescere nel canale Ho.Re.Ca., nel domestico, nel monoporzionato e nella distribuzione automatica.

Negli anni Caffè Moreno è diventata un’azienda familiare arrivata alla terza generazione. Ai figli Umberto, Maurizio, Claudio e Laura si sono affiancati i rappresentanti più giovani della famiglia Percuoco, in un passaggio generazionale che ha mantenuto centrale il legame con le origini, ma con uno sguardo rivolto ai mercati internazionali. Oggi il marchio porta la cultura del caffè napoletano in oltre 60 Paesi.

La redazione di Fantavending si unisce al cordoglio della famiglia Percuoco, dei collaboratori di Caffè Moreno e di tutti gli operatori che in questi anni hanno incrociato la storia di questa importante realtà del caffè italiano.

immagine di lutto per la scomparsa di Ferdinando Percuoco

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Venerdì 3 luglio 2026

Selecta, zero licenziamenti e riduzione della cassa

Dopo mesi di attenzione sulla vertenza Selecta, arrivano segnali decisamente più positivi. Giovanni Crocco, HR Director Italia di Selecta, ha chiarito un punto centrale: la procedura si è chiusa senza licenziamenti grazie al lavoro di concerto e di dialogo con le OO.SS. “Il 18 marzo è stato raggiunto un accordo sindacale e nessuno è stato mandato a casa: zero licenziamenti”, ha spiegato.

L’accordo ha previsto il ricorso alla cassa integrazione con contratto di solidarietà, estesa non solo all’officina tecnica di San Donato, dove inizialmente si ragionava su circa 40 persone, ma a tutti i dipartimenti coinvolti dagli esuberi, come richiesto dalle organizzazioni sindacali. In totale sono state coinvolte 126 persone, con una riduzione dell’orario di lavoro. La cassa è stata anticipata dall’azienda e poi rimborsata dall’Inps.

La novità più rilevante è che Selecta ha già iniziato a ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali. Dal 1° giugno è stata comunicata la sospensione della cassa fino al 30 settembre per 45 persone dell’officina tecnica di San Donato. Successivamente, con un ulteriore accordo sindacale, dal 1° luglio la cassa è stata interrotta per 106 persone, comprendendo l’officina tecnica, tutto il reparto OCS, tutto il reparto Logistica e una parte del commerciale. “Non ci siamo limitati a difendere l’occupazione. Abbiamo costruito le condizioni per far ripartire le attività dove il business è tornato a dare segnali di trazione” afferma Crocco.

Secondo Crocco, questo risultato è legato alla ricerca di nuovi clienti, nuove commesse e nuove linee di business. L’azienda ha acquisito nuovi importanti clienti, espandendosi anche in maniera incisiva nel territorio Siciliano e sta lavorando a progetti di diversificazione fuori dal perimetro del traditional vending. L’azienda sta inoltre facendo importanti investimenti nella formazione del personale e creando piani di carriera che consentano di far crescere professionalmente le proprie persone e diano la possibilità di attuare promozioni interne, sia orizzontali che verticali. Dopo una fase raccontata soprattutto come crisi, oggi passa un messaggio diverso: la trasformazione resta complessa, ma la procedura non ha prodotto licenziamenti e una parte significativa della cassa è già stata sospesa o interrotta.

Il HR Director chiude con questo messaggio forte: “proteggere il lavoro, rafforzare le competenze e creare le condizioni per tornare a crescere”.

Giovanni Crocco, HR Director Italia di Selecta


Lavazza lancia Moka Style nelle capsule compatibili Nespresso Original

Lavazza amplia la propria offerta nel segmento delle capsule compatibili con macchine Nespresso Original con una nuova miscela pensata per portare l’intensità e l’aroma della moka nella semplicità di un solo gesto. Il nuovo prodotto si chiama Lavazza Moka Style e nasce dalla promessa di offrire “tutto il gusto della moka in un solo gesto”.

Le nuove capsule compatibili con macchine Nespresso Original racchiudono una miscela di qualità di Arabica e Robusta selezionate. La tostatura è stata studiata per esaltare note di cacao, spezie e nocciole, sostenendo corpo e intensità, con l’obiettivo di avvicinarsi al profilo sensoriale della moka.

Il lancio si inserisce in un momento positivo per il segmento delle capsule compatibili Nespresso Original, indicato da Lavazza come una delle aree più dinamiche del mercato del caffè. Con Moka Style, il brand punta ad ampliare la propria offerta e a valorizzare un territorio di gusto radicato nella cultura italiana del caffè, intercettando nuovi bisogni di consumo.

Per presentare la novità, Lavazza ha previsto anche una consumer activation nei mercati di Milano e Genova. Le tappe sono in programma il 1° e 2 luglio al Mercato Isola di Milano e il 16, 17 e 18 luglio al Mercato Orientale di Genova. A supporto del lancio è stato inoltre attivato un concorso consumer, valido dal 22 giugno al 2 agosto, con meccanica instant win ed estrazione finale, accompagnato da attività digital, social e radio e da una missione speciale all’interno del programma My Lavazza.

Lavazza precisa che il marchio non è affiliato, promosso o sponsorizzato da Nespresso.

Lavazza lancia Moka Style, il gusto della moka nelle capsule compatibili Nespresso Original

Giovedì 2 luglio 2026

È arrivata l’estate! Da oggi in linea l’edizione estiva 2026 di Fantavending

Come da 17 anni a questa parte, con l’arrivo dell’estate Fantavending cambia il proprio format editoriale. Le regole restano quelle degli scorsi anni: almeno un gossip e una risposta al giorno, mentre le breaking news continueranno a uscire in tempo reale sul nostro profilo Facebook. Il vending non va mai davvero in vacanza… e nemmeno noi!

Quest’anno però entriamo nel periodo estivo leggermente rincuorati. Dopo che il vending italiano ha avuto ben 9 trimestri consecutivi negativi, tutto lascia pensare che il secondo trimestre del 2026 possa segnare, per la prima volta dopo tanto tempo, un ritorno al segno più. Finalmente un bel segnale, dopo un periodo davvero buio per tutto il settore.

La versione estiva di Fantavending resterà in linea dal 2° luglio al 28 agosto, con una pausa da definirsi nelle settimane centrali di agosto.

Buona estate a tutti!

Postazione estiva di Fantavending sulla spiaggia con computer portatile davanti al mare

Immagine creata con intelligenza artificiale

Energade rinnova il brand e rafforza il presidio anche nel vending

Trent’anni di storia e una nuova fase di evoluzione per Energade. Lo storico brand di bevande isotoniche prodotto e distribuito in Italia da Acqua Minerale San Benedetto S.p.A. rafforza il proprio posizionamento nel mercato delle bevande funzionali con una nuova identità visiva, una proposta prodotto ampia e un piano pensato per sostenere la riconoscibilità della marca nei principali momenti di acquisto e consumo: dalla grande distribuzione al fuori casa, fino al vending.

Il progetto prende forma attraverso la piattaforma di comunicazione “Quando la vita è uno sport”, che amplia il racconto del marchio nel mondo dello sport e del movimento quotidiano. Il rinnovamento parte dall’etichetta, oggi più immediata e riconoscibile, con l’obiettivo di rafforzare l’impatto visivo del prodotto, rendere più distintiva la presenza a scaffale e facilitare la navigabilità dei gusti. La nuova identità coinvolgerà progressivamente anche il key visual, i canali digitali, il sito web e i social.

A supporto della presenza in GDO arriveranno nuovi materiali BTL ed espositori dedicati, pensati per valorizzare la gamma e migliorare la visibilità del brand nel punto vendita. Il cuore dell’offerta resta la gamma Regular, in acqua minerale, nel formato da 0,5 litri, disponibile nei gusti Limone, Arancia e Arancia Rossa. Accanto alla linea Regular prosegue l’evoluzione di Energade Protein, con la novità gusto frutti rossi e il nuovo formato 0,5 L PP squeeze, più pratico e adatto al consumo fuori casa.

La nuova identità di Energade avrà una prima vetrina pubblica anche al Vertical Summer Tour 2026, format itinerante che tra luglio e agosto toccherà alcune località balneari italiane con un villaggio di circa 3.500 mq dedicato a sport, musica, animazione e divertimento. Il tour partirà l’11 luglio da Bibione, per poi fare tappa a Rimini, Civitanova Marche, Marina di Massa, Terracina, San Salvo, Soverato e Marina di Ragusa, fino alla conclusione a San Vito Lo Capo dal 21 al 23 agosto. L’attivazione prevede visibilità di marca, attività di engagement, aree sponsorizzate, tra cui quella dedicata al beach volley, e momenti di sampling strutturato.

Energade nei gusti Limone, Arancia e Arancia Rossa - Energade Protein al gusto frutti rossi

Mercoledì 1 luglio 2026

AI Act, Fantavending sceglie la trasparenza prima della scadenza

Dal 1° luglio 2026 Fantavending introduce una nuova indicazione di trasparenza sull'uso dell'intelligenza artificiale.. Lo facciamo con un mese di anticipo rispetto alla scadenza del 2 agosto prevista dall’AI Act, il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, perché su un tema come questo preferiamo chiarire subito la situazione ai nostri lettori.

Partiamo dalla cosa più importante: gli articoli di Fantavending li scrive una redazione fatta di persone. Dietro ogni notizia c’è un giornalista che legge, verifica le fonti, sceglie cosa raccontare e si assume la responsabilità di ciò che viene pubblicato. Non esiste, e non è mai esistito, un articolo di Fantavending generato dall’intelligenza artificiale e messo online così com’è. Mai.

L’intelligenza artificiale, quando viene utilizzata, resta uno strumento di lavoro alle spalle della redazione. Può aiutarci a cercare un dato, recuperare una fonte, controllare un riferimento o velocizzare alcune attività tecniche. Ma la scrittura, il taglio, l’analisi, l’ironia e le scelte editoriali restano umane. È questa la differenza tra un sito di settore curato da chi conosce davvero il mercato e i tanti contenuti automatici che ormai affollano la rete.

Dove invece l’IA può entrare in modo visibile è nelle immagini. In alcuni casi utilizziamo immagini fotorealistiche generate con strumenti di intelligenza artificiale, ad esempio per illustrare un tema in modo neutro senza mostrare prodotti, macchine o aziende specifiche. Da oggi, quando un’immagine è creata con IA, lo trovate scritto chiaramente sotto la foto con la dicitura “Immagine creata con intelligenza artificiale”. Abbiamo inoltre pubblicato una pagina dedicata, “Trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale”, raggiungibile dal footer del sito. Perché per noi questa non è solo una formalità: è un modo per ribadire che Fantavending lo fanno delle persone. E continuerà a essere così.

Giornalista al lavoro su fonti e documenti per spiegare la trasparenza di Fantavending sull’uso dell’intelligenza artificiale

Immagine creata con intelligenza artificiale

RiVending, personalizzazione gratuita dei cestini fino al 30 settembre

RiVending lancia una promozione estiva dedicata ai gestori che vogliono rendere più visibile il progetto di raccolta e riciclo all’interno delle proprie postazioni. Dal 1° luglio al 30 settembre 2026, la personalizzazione dei cestini RiVending sarà gratuita per gli ordini di almeno 24 cestini PS o PET.

Il meccanismo è semplice: il gestore ordina almeno un bancale di cestini, invia il proprio logo aziendale o quello del cliente finale e può ricevere i contenitori personalizzati senza costi aggiuntivi per la personalizzazione. Una formula pensata per aumentare la riconoscibilità del progetto e, allo stesso tempo, valorizzare anche il brand dell’azienda o della location.

La promozione riguarda sia i cestini destinati alla raccolta del PS, quindi bicchieri, sia quelli per il PET (bottiglie). Un dettaglio non secondario, perché consente di rafforzare la comunicazione ambientale direttamente nel punto di consumo, dove spesso il progetto viene visto ma non sempre viene compreso fino in fondo dagli utilizzatori.

Per maggiori informazioni e per aderire alla promozione è possibile contattare RiVending attraverso i canali ufficiali, scrivendo a info@rivending.eu

Cestini RiVending con lo spazio dedicato al logo

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