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Corropoli, il TAR ferma il Comune: sugli H24 un’altra ordinanza va a sbattere
di Redazione Fantavending
Ennesima sconfitta per il sindaco di turno che decide di scagliarsi contro gli H24. Ormai le statistiche sono piuttosto impietose, eppure i Comuni continuano a firmare ordinanze che, quando arrivano davanti al giudice amministrativo, hanno una probabilità altissima di cadere. Nella relazione presentata a Venditalia 2026 dall’avv. Andrea Netti, su 19 pronunce analizzate e 40 ordinanze comunali censite, il tasso di successo dei ricorrenti nelle cause decise nel merito arriva all’81%. E il dato è persino più significativo se si considera che molte ordinanze durano poche settimane, spesso 30 giorni, e rischiano di scadere prima che il TAR possa davvero pronunciarsi. Tradotto: vincere una causa contro un H24 è molto difficile, perderla invece sta diventando quasi una consuetudine amministrativa.
Questa volta è successo a Corropoli, in provincia di Teramo, dove il TAR Abruzzo ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza con cui il Comune aveva imposto la chiusura notturna, dalle 24 alle 8, anche ai distributori automatici di alimenti e bevande. Il ricorso era stato presentato da Diade Vending Srls e il provvedimento del giudice riguarda, per ora, la fase cautelare. Il merito verrà discusso il 14 aprile 2027.
Secondo quanto riportano le fonti locali, il TAR ha rilevato una carenza di istruttoria e di motivazione, in particolare sulla necessità di colpire proprio i distributori automatici per affrontare degrado, sicurezza e quiete pubblica. Il punto è sempre lo stesso: prima di limitare un’attività d’impresa, il Comune deve dimostrare che non esistono strumenti ordinari di prevenzione e controllo sufficienti a gestire il problema. Non basta dire “sicurezza urbana” e poi chiudere la notte a chi lavora proprio perché è nato per offrire un servizio continuo.
Il Collegio ha inoltre riconosciuto l’interesse dell’impresa ricorrente e quello della collettività a utilizzare l’unico distributore automatico H24 presente nella zona. L’ordinanza è stata quindi sospesa nella parte in cui estendeva ai distributori automatici la chiusura notturna prevista per i pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, mentre il Comune è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, pari a 1.500 euro oltre accessori. Non è ancora una sentenza definitiva, ma il messaggio è chiaro: gli H24 non possono diventare ogni volta il bersaglio più comodo per coprire problemi di ordine pubblico che andrebbero gestiti con controlli, presidio del territorio e strumenti ordinari, non spegnendo le macchine.
Immagine creata con intelligenza artificiale |