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Espresso a ultrasuoni nel vending, il sogno proibito dei CAM
di Redazione Fantavending
Preparare un espresso senza acqua calda sembrava una battuta, invece è una ricerca vera. Alcuni ricercatori australiani hanno sperimentato un sistema che utilizza acqua a temperatura ambiente e onde sonore ad alta frequenza per estrarre il caffè, ottenendo una bevanda simile all’espresso tradizionale e riducendo in modo significativo il consumo energetico legato al riscaldamento dell’acqua.
Dal punto di vista scientifico è certamente una notizia interessante. Il sistema sfrutta gli ultrasuoni per mettere in vibrazione acqua e caffè macinato, accelerando l’estrazione di aromi, oli e caffeina. Nei test condotti dai ricercatori, i consumatori non avrebbero percepito differenze sostanziali rispetto a un espresso tradizionale. Tutto molto bello, tutto molto innovativo, tutto molto sostenibile.
Poi però esiste il mondo reale. Quello in cui davanti a un distributore automatico nessuno aspetta quattro minuti che l'acqua si scaldi abbastanza per fare un caffè. Il vending vive di servizio, rapidità e continuità operativa. Se una tecnologia permette di risparmiare energia ma trasforma la pausa caffè in una meditazione guidata davanti alla macchina, forse non siamo esattamente davanti alla rivoluzione che il nostro settore stava aspettando.
Il rischio, semmai, è un altro. Speriamo che la demagogia ambientalista non si impossessi di questa notizia e non decida di trasformarla nell’ennesima genialata da infilare nei CAM, i Criteri Ambientali Minimi, magari immaginando distributori automatici che preparano caffè a ultrasuoni, senza acqua calda, con consumi ridotti e utenti pazientemente in fila ad applaudire la transizione ecologica. Sarebbe il perfetto sogno proibito della burocrazia verde: tecnicamente affascinante, ambientalmente seducente e completamente inutilizzabile nella vita quotidiana.
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