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Segafredo fa gola ai fondi, anche Blackstone guarda a Massimo Zanetti
di Redazione Fantavending
Massimo Zanetti Beverage Group torna al centro del risiko internazionale del caffè. Secondo Il Sole 24 Ore, sarebbe in corso un processo esplorativo per valutare la possibile cessione della maggioranza del gruppo, proprietario di marchi storici come Segafredo. Il dossier sarebbe seguito dagli advisor Lazard e Intesa Sanpaolo e avrebbe già attirato l’attenzione di alcuni tra i più importanti fondi internazionali di private equity, da Pai Partners a Clayton, Dubilier & Rice, da Cinven ad Advent, fino a BC Partners e Blackstone.
Non stiamo parlando di una torrefazione qualunque. Massimo Zanetti Beverage Group è uno dei grandi operatori mondiali del caffè, con una presenza commerciale in oltre 100 Paesi, una rete industriale internazionale e un portafoglio di marchi che va ben oltre Segafredo. Il gruppo genera più del 90% del proprio fatturato fuori dall’Italia e proprio questa dimensione globale rende l’operazione particolarmente interessante per la finanza internazionale.
Il momento scelto non è casuale. Dopo anni complicati e dopo il riassetto con l’ingresso di QuattroR, annunciato a fine 2023 e completato nel 2024, Massimo Zanetti Beverage Group ha chiuso il 2025 con ricavi in forte crescita, un Ebitda di 86 milioni e il ritorno all’utile. Numeri che raccontano una società tornata più ordinata, più leggibile e quindi anche più appetibile per un investitore finanziario.
Il passaggio precedente era stato il delisting da Borsa Italiana, avvenuto nel 2021 dopo l’offerta pubblica di acquisto promossa dalla holding della famiglia Zanetti. Poi è arrivato QuattroR, con il 50% del capitale e la maggioranza dei diritti di voto, dentro un percorso di rafforzamento patrimoniale sostenuto anche dal sistema bancario. Oggi quel percorso potrebbe entrare in una nuova fase, con l’apertura del capitale a un grande fondo internazionale.
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