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Elettrodomestici, il settore alza la voce: il marchio CE non basta più
di Redazione Fantavending
Il mondo dell’elettrodomestico bianco alza la voce sulla concorrenza internazionale e sul rispetto delle regole europee. Yannick Fierling, CEO di Electrolux Group, chiede di rafforzare il sistema della marcatura CE, con un intervento rilanciato anche da APPLiA, l’associazione europea dei produttori di elettrodomestici. Secondo Fierling, la crescita delle vendite online permette a prodotti non conformi di raggiungere i consumatori europei pur riportando il marchio CE, attraverso aziende extra-Ue difficili da raggiungere e controllare.
Il punto è la distanza tra conformità dichiarata e conformità effettiva. Come ricorda la Commissione europea, il marchio CE esprime la dichiarazione del fabbricante sul rispetto dei requisiti applicabili, ma non indica un’approvazione preventiva del prodotto da parte dell’Unione. Fierling teme che anche il passaporto digitale dei prodotti possa aggiungere adempimenti alle imprese che rispettano le regole, senza fermare quelle che inseriscono documenti falsi o informazioni non verificabili.
La proposta del CEO di Electrolux è affiancare alla marcatura CE un QR code collegato a un registro europeo obbligatorio, con un collegamento equivalente nei siti di vendita. Soltanto produttori e importatori verificati, legalmente registrati e stabiliti nell’Ue, potrebbero inserire prodotti e documentazione. L’obiettivo è rendere identificabile e controllabile il soggetto responsabile di ciò che viene immesso sul mercato europeo.
Il modello di riferimento esiste già: è EPREL, il registro europeo dei prodotti soggetti a etichettatura energetica. La registrazione dei modelli è obbligatoria dal 2019 e dal 22 ottobre 2024 è richiesta la verifica digitale dell’identità dei fornitori. Le regole prevedono inoltre che questi dimostrino il proprio stabilimento nell’Unione europea. Fierling propone di estendere questa logica per rendere più efficaci i controlli e tutelare la concorrenza tra le imprese.
È un confronto che interessa anche la distribuzione automatica. Anche il vending sta valutando iniziative per affrontare la concorrenza internazionale e chiedere condizioni più eque sul mercato. Non a caso, la concorrenza internazionale sarà uno dei temi degli Stati Generali del Vending dell’11 novembre. La questione è concreta: chi vende sullo stesso mercato deve rispettare le stesse regole, e il rispetto di quelle regole deve poter essere verificato.
Immagine creata con intelligenza artificiale |