|
Energy drink, in Francia si propone lo stop anche nei distributori automatici
di Redazione Fantavending
Siamo alle solite: vietare è più facile che educare. E in questo i politici non si smentiscono mai. Informare i ragazzi, coinvolgere le famiglie, insegnare a consumare con consapevolezza richiede tempo e lavoro. Un bel divieto, invece, sta tutto in un titolo di giornale. In Francia due deputati propongono di vietare gli energy drink agli under 16 e, già che ci sono, di toglierli anche dai distributori automatici. Così, per proteggere i più giovani, la lattina sparirebbe dal vending anche per gli adulti. L'ennesima scorciatoia che odora di demagogia.
La proposta è contenuta nel rapporto presentato il 7 ottobre all’Assemblée nationale da Sandrine Runel, deputata socialista, e Yannick Neuder, della Droite républicaine. La raccomandazione numero 2 chiede espressamente di modificare il codice della sanità pubblica per introdurre entrambi i divieti. Durante i lavori è stata ascoltata anche la Fédération nationale de vente et services automatiques, che figura inoltre tra le organizzazioni che hanno inviato un contributo scritto. Il vending, quindi, è direttamente coinvolto nel confronto.
Il dibattito riguarda un mercato in forte crescita. Secondo i dati riportati nel rapporto, il valore degli energy drink in Francia è passato da 184 milioni di euro nel 2016 a 781 milioni nel 2025, con un aumento dei volumi vicino al 15% nell’ultimo anno. I relatori motivano la richiesta soprattutto con i rischi legati alla caffeina per bambini e adolescenti, distinguendoli dagli adulti sani che consumano queste bevande in quantità moderate.
L’industria delle bevande analcoliche contesta la proposta. Il Syndicat des boissons sans alcool la definisce arbitraria e priva di fondamento, richiamando le valutazioni dell’EFSA e lo studio tedesco EDKAR. L’organizzazione ricorda inoltre gli impegni volontari adottati dai propri associati nel maggio 2026: invito al consumo moderato sulle confezioni, assenza di attività commerciali nelle scuole e di pubblicità rivolta ai bambini sotto i 15 anni. La posizione dei produttori resta quindi distante da quella dei parlamentari.
Immagine creata con intelligenza artificiale |