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Soft drink, il Ministero sceglie gli accordi volontari: meno zuccheri invece di nuove tasse
di Redazione Fantavending
Il Ministero della Salute e Assobibe hanno rinnovato per altri due anni il Protocollo d’intesa sulle bevande analcoliche. La linea scelta dal Governo è abbastanza chiara: continuare a ridurre zuccheri e calorie attraverso gli impegni volontari delle aziende, l’informazione ai consumatori e un marketing più responsabile, senza affidarsi a nuove misure fiscali.
Il protocollo prevede il monitoraggio dei consumi, una maggiore informazione sul bilancio energetico e lo sviluppo di prodotti, ricette e confezioni capaci di ridurre l’apporto calorico. Secondo Assobibe, negli ultimi anni le aziende del settore hanno già diminuito del 44% lo zucchero immesso al consumo, mentre le versioni senza zucchero sono cresciute a una velocità circa sette volte e mezzo superiore rispetto a quelle tradizionali.
C’è poi il passaggio che interessa più direttamente il vending, quello dedicato ai minori e alle scuole. Vengono confermati il divieto di pubblicità rivolta ai bambini sotto i 13 anni e gli impegni dell’industria sulla vendita diretta negli istituti scolastici. Attenzione, però, non si tratta di una nuova legge e non scatta alcun nuovo obbligo immediato per i gestori: il protocollo rinnova un percorso volontario già avviato negli anni precedenti.
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha spiegato che l’obiettivo è favorire scelte informate e stili di vita sani attraverso responsabilità condivisa, trasparenza e consapevolezza. Una posizione che, almeno questa volta, sembra evitare la solita scorciatoia fatta di tasse, divieti e provvedimenti simbolici che finiscono spesso per colpire singoli canali senza modificare realmente i comportamenti dei consumatori.
Assobibe ha approfittato della firma per tornare a chiedere l’abolizione definitiva della Sugar tax. Per il vending non siamo quindi davanti a una rivoluzione, ma a un segnale politico importante: più spazio alle bevande senza zucchero e a ridotto contenuto calorico, maggiore attenzione agli assortimenti scolastici e, soprattutto, la scelta di affidarsi alla collaborazione con le imprese invece di introdurre l’ennesima nuova stretta.
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