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illy a Wall Street? La smentita non spegne i rumors
di Redazione Fantavending
I rumors sulla possibile quotazione di illy a Wall Street stanno occupando ampio spazio nella stampa di settore. La voce, anticipata da La Stampa, è stata respinta dall’azienda con una smentita piuttosto netta sui tempi e sulle decisioni già assunte.
Ma il fatto che il dossier resti sensibile e che intorno a uno dei marchi simbolo del caffè italiano ci sia interesse finanziario, industriale e strategico, è comunque un segnale da leggere con attenzione. Anche perché illy non è una torrefazione qualunque: è un brand premium, internazionale, con un posizionamento molto forte e con l’esigenza di continuare a crescere fuori dai canali tradizionali.
Ed è qui che la notizia incrocia anche il nostro settore, perché nel Regno Unito il marchio ha avviato il progetto illy On The Go, un format self service premium con soluzioni automatiche bean to cup pensate per location ad alta frequentazione. Non basta certo un esperimento inglese per parlare di strategia vending, ma è abbastanza per dire che anche illy sta osservando aree di consumo più vicine al mondo automatico, al retail self service e all’esperienza fuori bar.
Lo stesso interesse per il caffè premium servito attraverso sistemi proprietari e controllati si ritrova anche in Lavazza, che negli Stati Uniti ha lanciato Tablì, progetto diverso e più vicino al single serve, ma comunque fondato su una logica molto chiara: prodotto, macchina, esperienza di consumo e relazione con il cliente finale devono restare dentro un ecosistema governato dal brand.
Per questo il rumor su illy, anche se smentito nei tempi e nelle ricostruzioni, merita di essere seguito. Racconta un movimento più ampio: le grandi torrefazioni italiane stanno cercando nuove strade per portare il caffè premium fuori dal perimetro classico della caffetteria e, nel caso di illy, anche nuove risorse per sostenere crescita internazionale, acquisizioni, sviluppo tecnologico e modelli di consumo proprietari. È qui che il tema finanziario e quello industriale si incrociano. Il vending, l’OCS, il self service automatico e i sistemi proprietari non sono più mondi marginali, ma aree da osservare con grande attenzione.
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