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Quanto prende il collega? Da oggi chiederlo non è più solo gossip
di Redazione Fantavending
Quanto prende il collega? È una delle domande più antiche del mondo, che arriva spesso anche a Fantavending, quasi sempre accompagnata dalla stessa certezza: io lavoro più di lui, lui fa meno di me e, naturalmente, guadagna meglio.
Adesso però questa curiosità entra in una fase nuova. Dal 7 giugno è in vigore il decreto legislativo sulla parità salariale, che recepisce la direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Tradotto in modo semplice, non significa che domani mattina ogni dipendente potrà chiedere la busta paga del collega, ma significa che il tema delle differenze retributive diventa più regolato, più tracciabile e meno affidato alle leggende.
I lavoratori potranno infatti chiedere informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. Non il cedolino del vicino di furgone, quindi, ma un dato medio e organizzato.
Per le piccole gestioni l’impatto dovrebbe essere più contenuto, soprattutto sotto i 50 dipendenti, dove alcuni obblighi sono ridotti. Per i gruppi più grandi, invece, la trasparenza salariale diventa un tema molto più serio, con obblighi strutturati e possibili riflessi anche su reputazione, rapporti sindacali e appalti. Il decreto non cancellerà le gelosie aziendali e non fermerà le chiacchiere da filiale, ma nel tempo potrebbe costringere le imprese a essere più ordinate nel motivare livelli, inquadramenti e progressioni economiche.
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