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Spagna, l’80% di prodotti salutari renderà antieconomico il vending?
di Redazione Fantavending
La Spagna prepara una stretta molto importante sull’offerta dei distributori automatici. Il progetto di Real Decreto dedicato all’alimentazione salutare e sostenibile nei centri pubblici prevede che almeno l’80% dei prodotti presenti nelle vending machine sia salutare. Non è un’interpretazione delle associazioni di categoria: lo ha annunciato ufficialmente il Ministero dei Diritti sociali, Consumo e Agenda 2030, precisando che il provvedimento riguarda, tra gli altri, ospedali, residenze, università, musei, biblioteche, centri sportivi e luoghi di lavoro pubblici. Il decreto è ancora in fase di approvazione, quindi oggi non è un obbligo già in vigore.
La questione sta però iniziando a preoccupare seriamente il vending spagnolo. L’Associació Catalana de Vending i Unattended (ACVIU) ha incontrato il Servei Català de la Salut e il Dipartimento della Salute della Generalitat, chiedendo che le nuove politiche nutrizionali tengano conto anche della realtà economica e operativa delle gestioni. L’associazione non contesta l’obiettivo di migliorare l’offerta, ma ricorda che nuovi prodotti, criteri ambientali, inflazione, materie prime, energia e logistica incidono direttamente sui costi di esercizio e chiede che le nuove misure non compromettano qualità e continuità del servizio.
E il problema non sembra essere soltanto una preoccupazione dei gestori. La CNMC, la Commissione spagnola dei mercati e della concorrenza, analizzando ufficialmente il progetto ha messo nero su bianco che l’adeguamento dei contratti già in essere potrebbe comportare nuove obbligazioni, cambiamenti nelle condizioni di esecuzione e perfino alterazioni nella struttura dei costi del contratto. Per questo suggerisce di valutare l’applicazione delle nuove prescrizioni soltanto ai contratti banditi dopo l’entrata in vigore del decreto, proprio per evitare impatti organizzativi ed economici non previsti.
Portare obbligatoriamente l’offerta salutare all’80% è complicatissimo, ma farlo lasciando contemporaneamente invariati canoni, condizioni economiche e obblighi contrattuali diventa oggettivamente impossibile.
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