| |
 |
|
 |
|
 |
| |
|
|
| |
|
|
|
|
|
Fantavending - News e gossip dal mondo della distribuzione automatica
|
Venerdì 7 agosto 2026 |
|
|
|
Selecta Italia insegna ai dipendenti a gestire il bilancio familiare
Selecta Italia ha avviato un nuovo programma di educazione finanziaria dedicato ai propri dipendenti. Il primo webinar, realizzato in collaborazione con FunniFin, si è concentrato su un tema molto concreto: la gestione del budget personale e delle finanze familiari. Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’incontro ha registrato una partecipazione elevata e riscontri particolarmente positivi.
Non stiamo parlando della solita formazione professionale finalizzata a migliorare le competenze necessarie per lavorare meglio in azienda. In questo caso Selecta ha scelto di fornire ai dipendenti strumenti utilizzabili soprattutto nella loro vita privata, per amministrare con maggiore consapevolezza le entrate, le spese e più in generale il bilancio familiare.
L’iniziativa rientra nel Piano strategico del Comitato Diversity, Inclusion e Gender Equality di Selecta Italia, guidato dall’HR Director Giovanni Crocco. L’obiettivo dichiarato è promuovere crescita, consapevolezza e pari opportunità, andando oltre i tradizionali programmi di sviluppo professionale.
Una scelta interessante anche perché l’educazione finanziaria rimane un punto debole del nostro Paese. Secondo l’ultima indagine della Banca d’Italia, nel 2023 il livello di alfabetizzazione finanziaria degli adulti italiani è salito rispetto al 2020, ma è rimasto basso, con un punteggio medio di 10,7 su 20. Insegnare a lavorare meglio è importante, aiutare i dipendenti a gestire meglio quello che guadagnano può essere un investimento altrettanto concreto.
 |
|
|
|
Giovedì 6 agosto 2026 |
|
|
|
Dopo le auto elettriche, la Cina punta anche alle macchine da caffè
Dopo aver rivoluzionato il mercato delle auto elettriche, la Cina sembra pronta a sfidare anche uno dei simboli dell'industria europea: le macchine professionali per il caffè. Un approfondimento pubblicato da Il Post racconta come numerosi costruttori cinesi stiano entrando con decisione in un settore storicamente dominato da aziende italiane e svizzere, proponendo prodotti sempre più evoluti e non più soltanto economici.
Il percorso ricorda da vicino quello già visto nell'automotive. All'inizio la concorrenza si è giocata soprattutto sul prezzo, ma con il tempo qualità, affidabilità e tecnologia sono cresciute rapidamente. Oggi i produttori europei rispondono puntando su innovazione, software, assistenza e qualità costruttiva, elementi che continuano a rappresentare il loro principale vantaggio competitivo.
Per il momento il fenomeno riguarda soprattutto le macchine superautomatiche, non il vending. Tuttavia è difficile pensare che il settore della distribuzione automatica possa osservare questa evoluzione senza interrogarsi. Le competenze industriali sono infatti in parte comuni e il mercato del caffè rappresenta da sempre uno dei principali motori dell'innovazione.
I costruttori cinesi sono già presenti nel segmento dei distributori automatici freestanding del freddo, se in futuro decidessero di investire con la stessa determinazione anche nelle macchine automatiche per il caffè, lo scenario potrebbe cambiare. Oggi è soltanto un'ipotesi, ma è una di quelle che il settore farebbe bene a seguire con attenzione.
Immagine creata con intelligenza artificiale |
|
|
Targhe polacche, la pacchia è finita
Torniamo sul fenomeno delle cosiddette “targhe polacche”, dopo che negli ultimi anni diversi lettori ci avevano segnalato come questa pratica avesse interessato, seppure marginalmente, anche alcuni mezzi utilizzati nel settore del vending. Non è certamente un problema nato nella distribuzione automatica, ma quando sulle strade circolano decine di migliaia di auto, scooter e furgoni immatricolati all’estero, è inevitabile che qualche targa finisca anche sui veicoli di chi lavora nella nostra filiera.
Il meccanismo è ormai conosciuto. Il veicolo viene cancellato dal PRA italiano, formalmente ceduto a una società polacca e poi restituito al precedente proprietario attraverso un contratto di noleggio. Quando documenti, assicurazione, revisione e iscrizione al REVE sono regolari, circolare con una targa estera non è automaticamente illegale. Accanto a queste situazioni, però, si è sviluppato un sottobosco di intermediari, immatricolazioni effettuate senza portare realmente il mezzo in Polonia, revisioni fittizie e coperture assicurative inesistenti o non adeguate.
Adesso anche Varsavia ha deciso che la pacchia deve finire. Nel 2024 il fondo polacco PBUK aveva ricevuto 514 richieste di risarcimento per incidenti provocati in Italia da veicoli polacchi senza assicurazione, diventate circa 1.300 nel 2025. Nello stesso periodo gli indennizzi sono saliti da 6,9 a 18,4 milioni di zloty, oltre 4 milioni di euro. Il Ministero delle Infrastrutture polacco ha quindi avviato una riforma che dovrebbe imporre la documentazione fotografica durante le revisioni, in modo da dimostrare che il veicolo si trovi realmente nell’officina. Ad aprile la Polizia polacca aveva già arrestato un intermediario e due revisori coinvolti nella registrazione di circa 5.500 mezzi sulla base di controlli tecnici mai effettuati.
Nel frattempo sono scattati anche i controlli in Italia. Il 3 agosto la Polizia Locale di Napoli ha fermato diversi veicoli nel quartiere Pianura, verificando revisioni scadute, assenza della copertura assicurativa e altre anomalie. La Rai ha documentato anche il caso di un furgone che non risultava immatricolato né in Italia né in Polonia, acquistato dal conducente per 8.000 euro già completo di targhe. Non tutte le targhe polacche sono irregolari, ma da questo momento documenti, revisioni e assicurazioni saranno controllati con molta più attenzione. Chi pensava di risparmiare limitandosi a noleggiare una targa potrebbe scoprire che il conto finale sarà molto più salato.
Immagine creata con intelligenza artificiale |
|
|
|
Mercoledì 5 agosto 2026 |
|
|
|
Spagna, l’80% di prodotti salutari renderà antieconomico il vending?
La Spagna prepara una stretta molto importante sull’offerta dei distributori automatici. Il progetto di Real Decreto dedicato all’alimentazione salutare e sostenibile nei centri pubblici prevede che almeno l’80% dei prodotti presenti nelle vending machine sia salutare. Non è un’interpretazione delle associazioni di categoria: lo ha annunciato ufficialmente il Ministero dei Diritti sociali, Consumo e Agenda 2030, precisando che il provvedimento riguarda, tra gli altri, ospedali, residenze, università, musei, biblioteche, centri sportivi e luoghi di lavoro pubblici. Il decreto è ancora in fase di approvazione, quindi oggi non è un obbligo già in vigore.
La questione sta però iniziando a preoccupare seriamente il vending spagnolo. L’Associació Catalana de Vending i Unattended (ACVIU) ha incontrato il Servei Català de la Salut e il Dipartimento della Salute della Generalitat, chiedendo che le nuove politiche nutrizionali tengano conto anche della realtà economica e operativa delle gestioni. L’associazione non contesta l’obiettivo di migliorare l’offerta, ma ricorda che nuovi prodotti, criteri ambientali, inflazione, materie prime, energia e logistica incidono direttamente sui costi di esercizio e chiede che le nuove misure non compromettano qualità e continuità del servizio.
E il problema non sembra essere soltanto una preoccupazione dei gestori. La CNMC, la Commissione spagnola dei mercati e della concorrenza, analizzando ufficialmente il progetto ha messo nero su bianco che l’adeguamento dei contratti già in essere potrebbe comportare nuove obbligazioni, cambiamenti nelle condizioni di esecuzione e perfino alterazioni nella struttura dei costi del contratto. Per questo suggerisce di valutare l’applicazione delle nuove prescrizioni soltanto ai contratti banditi dopo l’entrata in vigore del decreto, proprio per evitare impatti organizzativi ed economici non previsti.
Portare obbligatoriamente l’offerta salutare all’80% è complicatissimo, ma farlo lasciando contemporaneamente invariati canoni, condizioni economiche e obblighi contrattuali diventa oggettivamente impossibile.
 |
|
|
|
Martedì 4 agosto 2026 |
|
|
|
Terre di Puglia passa ad Anemos: nasce un nuovo polo italiano degli snack salati?
Un marchio ben conosciuto anche nel vending cambia proprietà. Anemos Private Investments ha acquisito la quota di maggioranza di Terre di Puglia, azienda di Andria specializzata nella produzione di taralli e snack salati. Il fondatore Nicola Visaggio e il management resteranno però nel capitale con una quota significativa e continueranno a guidare la società.
Terre di Puglia è presente da tempo nella distribuzione automatica con una gamma specificamente dedicata al vending. Un'attività che affianca gli altri mercati nei quali l'azienda pugliese ha sviluppato la propria presenza in Italia e all'estero.
L'operazione arriva mentre è in fase di completamento il nuovo stabilimento di Andria, progettato per triplicare la capacità produttiva e rendere più efficienti i processi. Ma soprattutto Anemos e Visaggio hanno già indicato la strada futura: avviare una strategia di acquisizioni e aggregazioni con l'obiettivo dichiarato di creare un leader italiano nel settore degli snack salati. Al progetto partecipa anche Amundi SGR attraverso il fondo Amundi AgrItaly III, che ha finanziato parte dell'operazione acquisendo anche una quota di minoranza.
Ed è proprio questo l'aspetto più interessante per il vending. Terre di Puglia non entra nel nostro settore oggi, c'è già, ma alle sue spalle arriva un investitore che dichiara apertamente di voler costruire un gruppo più grande attraverso una strategia di aggregazione nel settore degli snack salati. Quali saranno i prossimi tasselli del progetto non è dato sapere, ma se il piano andrà avanti sarà sicuramente uno di quelli da seguire con attenzione anche nella distribuzione automatica.
 |
|
|
Gruppo Gimoka ottiene la certificazione ISO 45001 per la sicurezza sul lavoro
Gruppo Gimoka ha annunciato di aver ottenuto la certificazione internazionale ISO 45001 per il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro. Il riconoscimento, rilasciato da Bureau Veritas Italia al termine dell'iter di audit, riguarda i siti produttivi di Andalo Valtellino e Delebio, in provincia di Sondrio, e rappresenta un nuovo passaggio nel percorso ESG portato avanti dal gruppo.
La ISO 45001 è lo standard internazionale dedicato ai sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e prevede un approccio strutturato alla prevenzione dei rischi, al coinvolgimento dei lavoratori e al miglioramento continuo. Secondo Giuseppe Attinà, HSE & Sustainability Manager di Gruppo Gimoka, l'azienda ha lavorato per oltre due anni sul sistema di gestione, intervenendo sulla mappatura dei processi, sulla formazione e sul coinvolgimento del personale nelle pratiche di sicurezza.
La nuova certificazione si aggiunge alla ISO 14001 sul sistema di gestione ambientale e alla UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere, ottenuta nel 2025 e anch'essa rilasciata da Bureau Veritas Italia. Il percorso sulla sostenibilità è stato affiancato anche dal primo Report di Sostenibilità di Gruppo Gimoka, relativo al triennio 2022-2024 e realizzato volontariamente adottando lo standard europeo VSME sviluppato da EFRAG.
Un percorso che riguarda direttamente anche il vending. Gruppo Gimoka opera infatti nella Distribuzione Automatica sia con i propri prodotti sia attraverso progetti private label e dedica parte delle attività dei suoi centri di Ricerca & Sviluppo alle bevande destinate specificamente a questo canale. La ISO 45001 amplia quindi il sistema di certificazioni di uno dei produttori italiani di caffè e solubili maggiormente presenti anche nel mercato vending.
 |
|
|
|
Lunedì 3 agosto 2026 |
 |
|
|
|
Lavazza allunga i venerdì brevi. Ottimo per i lavoratori, un po' meno per il vending
Lavazza ha rinnovato il contratto integrativo aziendale per il triennio 2026-2028, con un accordo che riguarda oltre 1.200 collaboratori della Nuvola di Torino e degli uffici di Settimo Torinese. Tra le misure previste ci sono otto settimane di congedo parentale retribuito al 100%, nuovi permessi per visite mediche e caregiving, part-time per i genitori nei primi tre anni di vita del figlio e premi di risultato che nel triennio potranno superare complessivamente i 12.300 euro per dipendente.
Tra le novità più interessanti c'è l'estensione dei cosiddetti “venerdì brevi”, che passano da 15 a 19 settimane tra maggio e settembre, con la possibilità di terminare il lavoro tre ore prima. Confermato anche lo smart working, fino a dieci giornate al mese. Insomma, un contratto integrativo moderno e sicuramente molto interessante per i lavoratori.
Però noi ci occupiamo di vending e non possiamo evitare di guardare la stessa notizia anche dall'altra parte del distributore automatico. Tre ore in meno di presenza in una settimana lavorativa da 40 ore equivalgono al 7,5% del tempo. Non significa automaticamente il 7,5% di consumazioni vending in meno, perché le battute non sono distribuite uniformemente durante la giornata, ma il principio è semplice: quando le persone non sono in azienda, non consumano al distributore.
Il tema non è marginale, anche perché, a partire dal 2027, Lavazza potrà arrivare al controllo di IVS Group, primo operatore vending italiano e secondo in Europa. Naturalmente non c'è nulla da contestare alla scelta di Lavazza, che fa bene a migliorare il welfare e l'organizzazione del lavoro dei propri dipendenti. C'è però un piccolo paradosso tutto vending: la stessa azienda che si prepara a diventare uno dei maggiori operatori europei del settore rafforza al proprio interno un modello di lavoro che riduce la presenza negli uffici...
 |
|
|
Coca-Cola accelera: ricavi +7%, Zero Sugar +16% e spinta dai Mondiali
Coca-Cola chiude un secondo trimestre 2026 particolarmente positivo, con i volumi globali cresciuti del 5% e ricavi netti saliti del 7% a 13,4 miliardi di dollari. I ricavi organici sono aumentati del 6%, mentre l'utile per azione comparabile ha raggiunto 0,97 dollari, in crescita dell'11%. Numeri che confermano il buon momento del colosso di Atlanta, con una crescita dei volumi guidata soprattutto da India, Cina, Stati Uniti e Brasile.
A correre sono soprattutto le bevande gassate, cresciute complessivamente del 4%. Il marchio Coca-Cola registra un +5%, mentre Coca-Cola Zero Sugar mette a segno un significativo +16% a livello mondiale e Diet Coke/Coca-Cola Light cresce del 7%. Positivi anche gli sports drink, +5%, l'acqua, +6%, e il tè, +6%, mentre il caffè è l'unica categoria in arretramento, con un calo del 2%.
Un contributo è arrivato anche dai Mondiali di calcio 2026, sui quali Coca-Cola ha realizzato una campagna globale in oltre 180 mercati, coinvolgendo più di 20 milioni di punti vendita. Secondo l'azienda, le iniziative legate alla FIFA World Cup hanno contribuito a una parte della crescita trimestrale del 5% dei volumi del marchio Coca-Cola e dell'8% di Powerade. E il dato è ancora più interessante considerando che il secondo trimestre si è chiuso il 3 luglio, mentre il Mondiale, iniziato l'11 giugno, è proseguito fino al 19 luglio.
I risultati hanno convinto Coca-Cola anche ad alzare le previsioni per l'intero 2026. La crescita organica dei ricavi è ora attesa intorno al 5%, rispetto alla precedente forchetta del 4-5%, mentre l'incremento dell'utile per azione comparabile dovrebbe raggiungere il 9-10%, contro l'8-9% indicato in precedenza. Per il vending il dato da osservare con maggiore attenzione resta soprattutto la forte crescita delle versioni senza zucchero e delle bevande sportive, segmenti che continuano a conquistare spazio nei consumi.
Foto: The Coca-Cola Company |
|
|
|
|
|
VAI ALLE NEWS DI
LUGLIO 2026 |
|
|
|
Fantavending - Dichiarazione di accessibilità - ai sensi dell'European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882) |
|
Fantavending - Trasparenza sull'uso dell'intelligenza artificiale - ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) |
|
Art&Works S.r.l.
Via Alessandro Algardi 13 -
20148 Milano - Italia - tel +39 0248958566 P.I. 04234310961 |
|
|
|
|
|