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Targhe polacche, la pacchia è finita
di Redazione Fantavending
Torniamo sul fenomeno delle cosiddette “targhe polacche”, dopo che negli ultimi anni diversi lettori ci avevano segnalato come questa pratica avesse interessato, seppure marginalmente, anche alcuni mezzi utilizzati nel settore del vending. Non è certamente un problema nato nella distribuzione automatica, ma quando sulle strade circolano decine di migliaia di auto, scooter e furgoni immatricolati all’estero, è inevitabile che qualche targa finisca anche sui veicoli di chi lavora nella nostra filiera.
Il meccanismo è ormai conosciuto. Il veicolo viene cancellato dal PRA italiano, formalmente ceduto a una società polacca e poi restituito al precedente proprietario attraverso un contratto di noleggio. Quando documenti, assicurazione, revisione e iscrizione al REVE sono regolari, circolare con una targa estera non è automaticamente illegale. Accanto a queste situazioni, però, si è sviluppato un sottobosco di intermediari, immatricolazioni effettuate senza portare realmente il mezzo in Polonia, revisioni fittizie e coperture assicurative inesistenti o non adeguate.
Adesso anche Varsavia ha deciso che la pacchia deve finire. Nel 2024 il fondo polacco PBUK aveva ricevuto 514 richieste di risarcimento per incidenti provocati in Italia da veicoli polacchi senza assicurazione, diventate circa 1.300 nel 2025. Nello stesso periodo gli indennizzi sono saliti da 6,9 a 18,4 milioni di zloty, oltre 4 milioni di euro. Il Ministero delle Infrastrutture polacco ha quindi avviato una riforma che dovrebbe imporre la documentazione fotografica durante le revisioni, in modo da dimostrare che il veicolo si trovi realmente nell’officina. Ad aprile la Polizia polacca aveva già arrestato un intermediario e due revisori coinvolti nella registrazione di circa 5.500 mezzi sulla base di controlli tecnici mai effettuati.
Nel frattempo sono scattati anche i controlli in Italia. Il 3 agosto la Polizia Locale di Napoli ha fermato diversi veicoli nel quartiere Pianura, verificando revisioni scadute, assenza della copertura assicurativa e altre anomalie. La Rai ha documentato anche il caso di un furgone che non risultava immatricolato né in Italia né in Polonia, acquistato dal conducente per 8.000 euro già completo di targhe. Non tutte le targhe polacche sono irregolari, ma da questo momento documenti, revisioni e assicurazioni saranno controllati con molta più attenzione. Chi pensava di risparmiare limitandosi a noleggiare una targa potrebbe scoprire che il conto finale sarà molto più salato.
Immagine creata con intelligenza artificiale |