|
Consumi in frenata, il vending non è un’isola
di Redazione Fantavending
Quando scendono le consumazioni ai distributori automatici, siamo abituati a cercare le spiegazioni dentro il nostro settore. I prezzi, le macchine, i prodotti, la concorrenza. Ma che cosa succede fuori? L’Osservatorio Confimprese-Jakala registra a settembre 2026 una flessione dello 0,3% a valore rispetto allo stesso mese del 2025, con i primi nove mesi a meno 0,7%. La ristorazione fa peggio e perde il 2% nel mese. Sono dati riferiti al commercio e alla ristorazione monitorati dall’Osservatorio, ma raccontano un contesto che interessa ovviamente anche noi: la spesa fuori casa deve fare i conti con consumatori sempre più selettivi.
Nel nostro settore il calo è già misurabile. Secondo lo studio Jakala per CONFIDA, nel 2025 le consumazioni del vending sono scese del 4,18%, a 3,66 miliardi, mentre il fatturato ha perso il 2,92%, attestandosi intorno a 1,55 miliardi di euro. Il 2026 non sembra andare meglio, almeno stando alle segnalazioni che riceviamo dai gestori, che raccontano un calo preoccupante anche del caffè, principale driver del settore
Il prezzo contenuto della singola consumazione non rende automaticamente intoccabile la pausa al distributore. Si può mantenere il caffè e rinunciare allo snack, portarsi qualcosa da casa oppure acquistare meno spesso. Sono comportamenti che aiutano a capire perché aspettare semplicemente una ripresa potrebbe non bastare.
Per un gestore diventa essenziale distinguere tra meno persone presenti, meno acquisti per persona e prodotti che hanno perso interesse. Perché dietro lo stesso calo di consumazioni possono esserci problemi molto diversi, che richiedono risposte altrettanto differenti.
Immagine creata con intelligenza artificiale |